11 marzo 2008

Viaggio intorno al mondo degli autistici

autismo Nel 1931 Leo Kanner, psichiatra austriaco emigrato negli Usa, lavorava all'ospedale Johns Hopkins (Baltimora, Usa), quando osservò una serie di caratteristiche comuni in un gruppo di piccoli pazienti. Questi undici bambini, di età compresa fra 2 e 10 anni erano incapaci di instaurare una qualsiasi forma di contatto con il resto del mondo, le persone e le cose. Alcuni non parlavano, altri pronunciavano solo alcune parole e le ripetevano ossessivamente. Spesso si manifestava ecolalia immediata o ritardata, ovvero la ripetizione di frasi udite da altri, senza apparente intenzionalità comunicativa. Questi bambini manifestavano paure ingiustificate per rumori e bizzarre preferenze alimentari. Leo Kanner pubblicò il suo studio nel 1943 sulla rivista scientifica Nervous Child in un articolo ("Autistic Disturbances of Affective Contact") che segna la data di nascita dell'autismo. Fino ad allora questo termine, coniato nel 1911 dallo psichiatra svizzero Eugen Bleuler, indicava un sintomo della schizofrenia. Oggi l'autismo è noto al grande pubblico grazie a libri di successo come Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (di Mark Haddon, Einaudi, 2005), Un antropologo su Marte (di Oliver Sacks, Adelphi, 1998), Pensare in immagini e altre testimonianze della mia vita di autistica (di Temple Grandin, Erickson, 2001).
La continua evoluzione delle conoscenze scientifiche sul cervello e il conseguente raffinamento dell'approccio clinico all'autismo comportano la necessità di disporre di testi aggiornati e completi, anche per la formazione e l'aggiornamento dei medici. Si inserisce in questo contesto la recente pubblicazione di Giuseppe Doneddu e Roberta Fadda: I disturbi pervasivi dello sviluppo (Armando Editore, 2007, 431 pagine, 45 euro). Il libro sarà presentato oggi, con inizio alle 17.00, nella Sala Cicu dell'Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari.
"Questo volume - scrivono i due autori nella prefazione - rappresenta un tentativo di raccogliere i risultati degli studi che hanno indagato i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo da diverse angolazioni: dalle abilità comunicative e linguistiche agli aspetti percettivi più sottili, dalla dimensione cognitiva sino a quella più strettamente emotiva dell'esperienza."
Giuseppe Doneddu (neuropsichiatra infantile e direttore del Centro per i disturbi pervasivi dello Sviluppo del Brotzu) e Roberta Fadda (ricercatrice in Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione alla Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Cagliari, dove insegna Psicologia dell'educazione e Tecniche di osservazione del comportamento) hanno raccolto anni di esperienza clinica e di ricerca, giungendo a identificare con precisione le principali linee di studio dell'autismo: quali sono le caratteristiche degli stili di comunicazione, di interazione sociale e di apprendimento nei soggetti con disturbi pervasivi dello sviluppo, come si classificano le difficoltà percettive e in particolare quelle legate alla visione dei volti. La conoscenza di questi disturbi è fondamentale l'attuazione di programmi di intervento efficaci per migliorare la qualità della vita di queste persone e delle loro famiglie: il volume illustra le linee guida degli interventi educativi basandosi su tecniche utilizzate con successo senza trascurare le più recenti innovazioni.
Andrea Mameli, L'Unione Sarda, 10 marzo 2008, pagina 57

2 commenti:

Anonimo ha detto...

La presentazione è stata rinviata al 19 marzo, ore 11 e 30, stesso luogo.

Anonimo ha detto...

Grazie Andrea per esserti occupato anche di questo argomento.
E' bello sapere che intorno all'autismo si impegnano tante persone, di scienza e non.
Vorrei segnalare, per aggiungere un tassello alla ricerca, il libro del prof. Massimo Montinari
"Autismo - Nuove terapie per migliorare e guarire" della Macro Edizioni.

MammaTigre