22 settembre 2012

Povertà, Sos della Caritas (quotidiano L'unione Sarda, pagina dei Libri, 22 Settembre 2012)

Povertà, impoverimento e misure di contrasto del disagio dall'esperienza delle Caritas della Sardegna. A cura della Delegazione regionale della Caritas. Pagine 197.
Uno spaccato impietoso delle problematiche più toccanti, mentre si assiste al peggior declino economico che il mondo abbia conosciuto dagli anni Trenta del secolo scorso. Uno strumento di lavoro gli amministratori. Un volume da leggere e consultare con attenzione per chiunque voglia avere un quadro realistico del panorama sociale sardo. Ecco il nuovo "Rapporto sulle povertà e l'esclusione sociale" della Caritas (quarta edizione) di recente pubblicazione. Il libro è strutturato in tre parti: nella prima si esamina il profilo socio-economico e socio-demografico dell’Isola e il sistema di welfare regionale dal punto di vista della rete delle associazioni di volontariato; nella seconda vengono presentati analiticamente i dati forniti dai Centri di ascolto, sviluppando una seria analisi dei dati aggiornati fino al 2010; nella terza la Chiesa sarda si interroga sulle povertà.
Il volume, accanto ai dati provenienti dai Centri di ascolto presenti in quasi tutte le Caritas diocesane della Sardegna, è stato individuato come obiettivo conoscitivo il grado di consapevolezza sulla diffusione e la percezione circa l’efficacia di quattro misure adottate dal governo nazionale per contrastare (direttamente o indirettamente) la povertà economica: la social card, il bonus famiglia, il bonus energia e-lettrica e l’abolizione dell’Ici sulla prima casa.
Attraverso queste pagine – come sottolinea il curatore del volume Raffaele Callia, impegnato anche in Argentina una ricerca sull'emigrazione italiana nel nord-ovest argentino nella prima metà del '900 – i dati emersi nella precedente Ricerca trovano una triste conferma: in Sardegna la vulnerabilità sociale è legata strettamente alla fragilità del mercato del lavoro, una debolezza drammaticamente accentuata dal crescente numero di licenziamenti, dal ricorso sempre più diffuso ai contratti atipici e alla cassa integrazione.
Il Rapporto fornisce un altro dato eloquente: circa un terzo delle persone più colpite dalla crisi sono le persone di sesso femminile e di età compresa fra 15 e 34 anni. È questa la fascia che non studia, non lavora e non si forma in alcun modo (per questo denominata “Neet”: not in education, employment or training) e che quindi continua a pagare il prezzo più alto. «Se in una società fortemente individualista – osserva Callia – la soluzione per qualsiasi problema è il “consumo”, anche le risposte da dare ai problemi derivanti dalla povertà diventano solo di natura economica e finiscono per incidere solo sul piano del consumo».
Andrea Mameli
Articolo pubblicato nell'inserto Libri del quotidiano L'Unione Sarda il 22 Settembre 2012

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