09 ottobre 2012

Ricercatori dell'Ogs di Trieste misurano le vibrazioni del Campanile di Val Montanaia, in provincia di Pordenone.

Il Campanile di Val Montanaia, in provincia di Pordenone, è una guglia di calcare dolomitico inserita nel patrimonio mondiale dell'Unesco dal 2009, alta 120 metri sul lato Nord-Nord-Est e 240 a Sud, su una base di 60 metri con una quota assoluta di 2173 metri sul livello del mare.
La montagna ha tremato il 9 Giugno 2012 quando una scossa di magnitudo 4,3 ha colpito l'Alta Val Cimoliana, così i geologi e i sismologi dell'Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale (Ogs) di Trieste hanno avviato le opportune indagini per verificare il tipo di vibrazioni subite dalla roccia. Così alcuni di loro, Livio Sirovich, Massimo Giorgi, Franco Pettenati e Stefano Picotti, si sono arrampicati sulla parete.
Ci siamo chiesti come oscilli questa guglia rocciosa – spiega Giorgi - e quale sia il suo stato di salute rispetto alle zone sismiche più vicine (Claut, Barcis e soprattutto la zona del Cansiglio, teatro, nel 1936 di un terremoto di Magnitudo 5.8-6)”. Per rispondere, sono state effettuate misure direttamente in parete e in cima alla guglia, al termine di un’arrampicata di IV grado, con un passaggio di V. “Ci siamo attrezzati con due tomografi digitali (misuratori di vibrazioni spontanee di bassa intensità), e ci siamo divisi i compiti” spiega Giorgi, che insieme a Pettenati e Picotti ha effettuato la scalata della parete sud, mentre Sirovich iniziava le misure alla base e attorno al campanile. In sede sono stati affiancati da Marco Mucciarelli, neo direttore della sezione sismologica dell’ente ed esperto nell’interpretazione dei dati tomografici. Lungo l’arrampicata sono state fatte eseguite misurazioni e sono stati tracciati i diagrammi delle oscillazioni. I ricercatori hanno rilevato che accanto alle oscillazioni principali della base, quantificabili in 2,7-1,5 al secondo, sono presenti anche oscillazioni di natura torsionale.
«Il Campanile - sottilinea Sirovich - ha una base allungata in direzione della valle, con una larghezza inferiore in direzione trasversale; i modi oscillatori della base potrebbero corrispondere alle diverse “rigidezze flessionali” del monolito in queste due direzioni. I modi secondari sono ancora tutti da indagare mediante il confronto con le altre misure. Servono ulteriori analisi per capire se la cuspide oscilli in modo più o meno solidale con la parte inferiore del Campanile».
Fonte: ufficio stampa Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale. Trieste, 8 ottobre 2012.

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