04 luglio 2008

Stefano Sanna, il mondo in pugno: il futuro dei cellulari (L'Unione Sarda, 4/7/2008)

sanna In Italia è considerato uno dei massimi esperti di programmazione dei cellulari, ma lui si definisce semplicemente un artigiano del software. Stefano Sanna, 35 anni, ha già un curriculum importante: dopo 7 anni da ricercatore al CRS4 di Pula, nel 2006 si è trasferito a Roma alla Beeweeb Technologies, dove si occupa di mobile tv. La passione per i computer antichi (la sua collezione annovera decine di pezzi rari, tutti funzionanti), per la robotica, per la musica non hanno impedito a Sanna di pubblicare un libro con l’editore Hoepli: “Java Micro Editon, sviluppare applicazioni network-oriented per telefoni cellulari e PDA” (274 pagine, 24 euro). Pochi giorni fa, intervenendo nel dipartimento di Ingegneria Elettronica di Cagliari al convegno “Sun Technology Day”, ha illustrato le potenzialità della tecnologia Sun SPOT.
Di cosa si tratta?
«Sun SPOT, acronimo di Small Programmable Object Technology, è una tecnologia sviluppata dai laboratori di ricerca Sun Microsystems, l’azienda californiana che ha introdotto il linguaggio Java, per la realizzazione di reti wireless di sensori programmabili. In pratica si tratta di piccoli moduli autoalimentati in grado di raccogliere dati ambientali e pilotare piccoli dispositivi esterni, come motori o altri sensori e comuncare via radio con apparati analoghi. Le applicazioni possibili sono numerosissime: dalla robotica al monitoraggio ambientale, dall’interaction design alla domotica, dai giochi a sistemi di automotive».
A chi è destinato il libro?
«Ai programmatori in linguaggio Java interessati a imparare o approfondire le tecniche di sviluppo di applicazioni per telefoni cellulari e computer palmari. Gli argomenti trattati e gli esempi descritti nel testo consentono di acquisire rapidamente dimestichezza nella scrittura di applicazioni che utilizzano la rete. Il mobile computing è ancora inesplorato e c’è spazio per tante idee. Per poterle realizzare, però, è necessario possedere gli strumenti adatti, dominare la tecnologia affinché sia realmente abilitante».
Cosa è il mobile computing?
«Internet ha rivoluzionato il nostro modo di accedere alle informazioni, consentendoci di fruire di un patrimonio immenso, in tempi rapidissimi, se comparato alle fonti tradizionali: giornali, libri, enciclopedie, biblioteche. Accedere alle stesse informazioni dal proprio cellulare è la prima manifestazione del mobile computing. La vera rivoluzione è accedere a servizi dedicati, con informazioni legate all’utente, alla sua posizione, all’ambiente».
Qual è il futuro dei palmari e dei cellulari?
«Il terminale mobile diventerà l’accesso privilegiato verso Internet, capace di dialogare in maniera efficiente con i servizi esistenti e con tutti i dispositivi elettronici dell’utente: il computer, l’autovettura, l’impianto di domotica. A tutto vantaggio della sicurezza e dell’immediatezza d’uso. In questo scenario l’utente svolge un ruolo attivo: con il suo dispositivo può fornire informazioni in tempo reale sul posto in cui si trova o sull’esperienza che sta vivendo. Il 2008 è senza dubbio un anno importante per l’adozione di massa di sensori su cellulari e PDA, ovvero i palmari».
Perché cresce l’interesse verso le sensor network?
«La pervasività della Rete e la capacità di programmare dispositivi di piccole dimensioni consente finalmente di realizzare scenari di ubiquitous computing, in cui il computer in quanto tale sparisce nei diversi oggetti presenti in un ambiente, l’arredamento di una stanza, con i suoi servizi, oppure gli arredi urbani di un quartiere, rendendolo interattivo e capace di dialogare realmente con l’utente».
ANDREA MAMELI
L'Unione Sarda, Inserto Estate Cultura, pagina VIII

03 luglio 2008

01 luglio 2008

Premio Arte y Pico per il linguaggiomacchina.it

arteypico prize Il blog linguaggiomacchina.it ha ricevuto il Premio Arte y Pico. Ringrazio di cuore Annarita Ruberto!
Ecco le regole del Premio Arte y Pico:
1) scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger;
2) ogni premio assegnato deve riportare il nome dell'autore e il collegamento al suo blog, così che tutti lo possano visitare;
3) ogni premiato deve esibire il premio e metter il nome e il collegamento al blog di colui che ti ha premiato;
4) Il premiato deve mostrare il collegamento con il blog ARTE Y PICO dove nasce l'iniziativa http://arteypico.blogspot.com/
5) pubblicare le regole.

Ed ecco i 5 blog che ho scelto:
1. Scientificando
2. Stefano Sanna gerdavax
3. Matem@ticamente
4. Perpetuum Mobile
5. Strategie per una guerra mondiale

30 giugno 2008

Tecknos: i mattoncini Lego incontrano il robot (27 settembre 2006, L'Unione Sarda) pag. 35, Cultura)

stefano sanna Sarzana, in provincia di La Spezia, antico borgo fortificato nel 1400 da Lorenzo De' Medici, è sede da qualche anno iniziative culturali di rilievo. La fortezza di Firmafede, che in estate anima il “Festival della Mente”, il 30 settembre aprirà le porte alla prima edizione di Tecknos, manifestazione dedicata all'innovazione tecnologica. Si parlerà di nuovi sistemi di coltura cellulare, di robotica, domotica, media e intelligenza artificiale. Tra i relatori anche un sardo: Stefano Sanna, 33 anni, esperto di sviluppo software per dispositivi mobili all'interno del gruppo “Network Distributed Applications” del CRS4, che affronterà, insieme a Daniela Ruggeri, presidente della “Java Italian Association”, il tema “Lego e Java”. Ovvero le tradizionali costruzioni, dotate di un piccolo computer al loro interno, unite a uno dei più versatili linguaggi di programmazione. Nato nel 1995 per applicazioni interattive su Internet, il linguaggio Java rappresenta oggi una delle piattaforme tecnologiche più avanzate per lo sviluppo di software dalle soluzioni bancarie agli applicativi per telefoni cellulari. I componenti per la costruzione del robot sono basati sul kit “Lego Mindstorms NXT.”
Si tratta di una linea di costruzioni basata su elementi programmabili, motori elettrici, sensori, ingranaggi e parti pneumatiche, ideata allo scopo di costruire robot e altri sistemi automatici e interattivi. La casa danese, che nel 1950 inventò i celebri mattoncini, otto anni fa ha messo in commercio un sistema ideato in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (MIT). Il sistema NXT, rilasciato nell'agosto di quest'anno, è basato su un componente programmabile di nuova concezione, dotato di porta USB e connettività Bluetooth per facilitare trasferimento di software e controllo a distanza.
"Nel nostro intervento – spiega Sanna – illustreremo le tecniche di controllo di un robot Lego, via web, e in maniera gestuale, per mezzo della tecnologia Java, sottolineando che le prospettive di componibilità e interoperabilità divengono elementi chiave per lo sviluppo di hardware e software in grado di sfruttare i vantaggi della Rete pervasiva e dei dispositivi mobili."
Una combinazione vincente fra mattoncini e robot?
"Proprio così: i Lego di nuova generazione, autentici mini-calcolatori programmabili, sono strumenti formidabili per stimolare la creatività. Uno studente di robotica può assemblare macchine complesse, fino a 12 servomotori e 16 sensori, e l'appassionato di programmazione può sperimentare nuovi modelli di interazione uomo-macchina, come il controllo gestuale di un robot. Chi si occupa di sistemi pervasivi può avvalersi di tecnologie come Bluetooth per far interagire il robot con l'ambiente esterno, sia in termini di percezione dello spazio e degli oggetti che di azione su di essi."
Come nasce la collaborazione con Daniela Ruggeri?
"Durante un incontro tecnico a Milano, pochi mesi fa, abbiamo pensato di sviluppare un software di controllo scritto in Java da rilasciare sotto licenza open source. Daniela Ruggeri, pioniere di Java in Italia, alla passione per la programmazione affianca quella per la robotica. Ora ci proponiamo di rendere l'applicazione adatta anche a utenti con disabilità motorie."
ANDREA MAMELI