18 giugno 2019

Se hai piu di 18 anni e meno di 25 metti in gioco la tua creatività con WANTED CREATIVITY

Oliviero Toscani al Festival della Bellezza di San Teodoro per WANTED CREATIVITY, un evento dedicato a ragazzi e ragazze sotto i 25 anni (e da 18 in su) che intendono mettersi in gioco.

Requisiti fondamentali: curiosità, ambizione, irrequietezza, generosità, talento e libertà di pensiero

Cosa portare: i tuoi lavori, i tuoi strumenti, la tua immaginazione e la tua capacità di coinvolgimento
 
Dove: Teatro Comunale Cupolone di San Teodoro

Quando: Giovedì 11 Luglio 2019 dalle 15 alle 18

Prenotazione obbligatoria: press@fabrica.it

Altre informazioni: Evento Facebook

Chi organizza: il centro di ricerca sulla comunicazione La Fabrica in collaborazione con Gianluca Vassallo e White Box Studio.

01 giugno 2019

Una scuola estiva di Fisica per studenti di Quarta e Quinta superiore

La Fisica Contemporanea è al centro della Scuola Estiva "IDeAS Summer School".
La organizza l'associazione IDeAS (Incontri di Divulgazione e Astrofisica in Sardegna) in collaborazione con il Dipartimento di Fisica, piano lauree scientifiche e l'INFN di Cagliari.
La IDeAS Summer School consiste in una serie di seminari frontali, tenuti da giovani ricercatori sardi che lavorano all'Università di Cagliari, all'Università di Bologna, alla SISSA di Trieste e al CERN di Ginevra. Il dibattito affronterà i temi principali della Fisica moderna e contemporanea, attraverso la prospettiva privilegiata di chi lavora nella scienza di frontiera.
Argomenti principali: Relatività generale, Meccanica Quantistica, Astrofisica e Fisica delle Particelle. Ci sarà anche un laboratorio di giornalismo scientifico, per offrire ai partecipanti l'occasione di avvicinarsi alla comunicazione e alla divulgazione scientifica.
La IDeAS Summer School è totalmente gratuita e può essere fatta valere come alternanza scuola-lavoro.


La scuola si rivolge agli studenti delle scuole superiori iscritti in quarta e quinta nell'anno scolastico 2018/2019.
Le attività si terranno al Dipartimento di Fisica dell'Università di Cagliari (Cittadella di Monserrato), da Martedì 17 a Venerdi 20 Settembre 2019.
Le iscrizioni scadono il 16 Giugno. 
Per informazioni: 3270452940 e ideas1794@gmail.com

12 maggio 2019

Catch-22 (Comma 22) dal libro di Heller al set di Clooney

Ho letto un libro straordinario. Non solo per la sua potente denuncia dei meccanismi che si nascondono dietro la guerra e le regole inventate per giustificarla. Non solo per la dissacrante satira del militarismo e delle gerarchie. Non solo perché Catch-22 è un termine entrato nei dizionari a designare un ordine assurdo in base all'assioma «Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo». Ma anche, e forse soprattutto, perché Joseph Heller non ha immaginato le situazioni che racconta, dato che ha partecipato a una sessantina di missioni a bordo di un B25. Questo rende la sua opera ancora più significativa.
Per me l'esperienza (che dal punto di vista cinematografico è del tutto invisibile ma per me è comunque indimenticabile) in qualche modo chiude un cerchio, iniziato con L'Accabadora (anche in quel caso con una presenza impercettibile nel film, ma un'esperienza enorme sul set per me). Nel film di Enrico Pau delle "fortezze volanti" che distruggevano la città si avvertiva la presenza attraverso le sensazioni e le emozioni vissute dalle vittime dei bombardamenti, oltre che per il suono della contraerea e il rombo dei motori. In Catch-22 si entra dentro le vite di chi coordina le azioni militari, che colpiscono le città italiane, di chi le vive e di chi le subisce.
Non vedo l'ora di vedere la serie di Clooney.

Andrea Mameli, Linguaggio Macchina, 12 Maggio 2019

In attesa di raggiungere il set (ex 'aeroporto di Olbia Venafiorita)

Organizzazione hollywoodiana anche per le comparse
Un canestro da battaglia ricostruito sul set



Andrea Mameli

George Clooney still filming Catch-22 in Sardinia

01 maggio 2019

La mia intervista a Paolo Marcia sulla scoperta del crostaceo delle grotte: Alpioniscus sideralis

Articolo pubblicato sul quotidiano L'Unione Sarda il 25 Aprile 2019, con richiamo in prima pagina. 

(la prima pagina)
Vita di un gamberetto, da Oliena alle stelle
Nelle grotte sarde, palestre estreme per astronauti, spesso si incontrano interessanti forme di vita mai osservate prima. Il corso per astronauti ESA-CAVES, che per anni è stato svolto nel sottosuolo sardo, non coinvolge solo gli astronauti di diverse Agenzie Spaziali, ma anche un gruppo composto da: ingegneri, medici, tecnici e scienziati di varie discipline, compresi esperti di vita in ambienti sotterranei. È proprio in questo contesto che le nuove forme di vita ritrovate nelle profondità terrestri vengono campionate e successivamente analizzate con cura in laboratorio.
Una scoperta importante, avvenuta durante la missione del 2012, ha interessato un crostaceo studiato in dettaglio e descritto dal ricercatore sassarese Paolo Marcia (responsabile degli esperimenti biologici nel progetto di addestramento Astronauti) assieme ad altri ricercatori del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università di Sassari e del CNR di Firenze.
La specie, appartenente all’ordine degli isopodi, è stata descritta morfologicamente e denominata Alpioniscus sideralis, dal latino "sidus, sideris": stella, in omaggio alle spedizioni spaziali.
Lo studio che descrive la nuova specie, è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Zookeys nel dicembre 2018.
Perché al crostaceo è stato dato questo nome?
«Spesso, quando descriviamo una nuova specie è consuetudine dedicarla allo scopritore. Sideralis, si riferisce alle stelle e allo spazio profondo, quindi la specie in questo caso è stata dedicata agli astronauti di tutte le nazioni che hanno contribuito a questa bella scoperta».
Com'è avvenuta?
«Nel 2012, durante gli esperimenti di Biologia, degli astronauti in una grotta del Supramonte di Oliena, hanno osservato e catturato, in alcune pozze sul fondo di un fiume sotterraneo, i primi esemplari. Si trattava del mio primo anno di esperienza nel progetto ESA-CAVES. Tutto era un test. E devo dire che la prova è andata benissimo».
Quanto è durata la classificazione e cosa ha comportato?
«La classificazione non ha impegnato molto tempo, ma la descrizione delle nuove specie, comprese le analisi morfologiche del genere Alpioniscus, hanno richiesto diversi anni. E c’è da considerare anche il tempo dedicato alle analisi genetiche e a ulteriori, numerosi, campionamenti».
Possiamo immaginare che si potranno scoprire altre forme di vita sconosciute?
«Certamente! La vita è ovunque e si adatta a qualsiasi condizione ambientale, anche in sistemi estremi. Dobbiamo solo cercarla e naturalmente riconoscerla. Potrebbe anche trovarsi in altri pianeti dove le condizioni lo permettono».
Alpioniscus sideralis potrebbe essere presente anche in altre grotte sarde?
«Sì. Ne abbiamo osservato la presenza anche in altre cavità. Anzi, direi con certezza che possiamo aspettarci altri e numerosi ritrovamenti. Un nuovo lavoro verrà pubblicato a breve: ci saranno davvero delle belle sorprese».
Il programma di formazione ESA-CAVES (Cooperative Adventure for Valuing and Exercising human behaviour and performance Skills: Avventure in Cooperazione per valutare ed esercitare il comportamento umano e le doti individuali) prepara gli astronauti per lavorare in maniera sicura e proficua risolvendo i problemi tipici di un gruppo multiculturale, con diversa esperienza, in un ambiente alieno, con poche risorse, scarse comunicazioni, e con alterazione dei ritmi circadiani. Le squadre si avventurano in aree per loro inesplorate seguendo le procedure applicate nello spazio e questo consente loro di lavorare e risolvere i problemi, ma anche di simulare la vita e la convivenza nella Stazione Spaziale Internazionale. Gli astronauti si esercitano anche all’esplorazione di altri pianeti e per questo condurre ricerche in ambienti inospitali diventa determinante per la riuscita delle future missioni su altri corpi celesti.
ANDREA MAMELI
L'Unione Sarda 25 Aprile 2019



14 aprile 2019

Cagliari in bici: esplorazioni urbane e ciclabili, Aprile 2019

Ho percorso la pista ciclabile Su Siccu - Molentargius a Cagliari e in queste foto ho cercato di rappresentare i punti che ho apprezzato di più. Per il tipo di superficie, la sicurezza (sempre molto distante dalle auto - tranne nel tratto vicino alla Guardia di Finanza di Su Siccu - o comunque protetta), il paesaggio circostante. L'unica nota negativa sono i pedoni che spesso invadono la pista, nonostante la segnaletica orizzontale.
[Andrea Mameli, Aprile 2019]



Cagliari [Foto: Andrea Mameli - Linguaggio Macchina (Aprile 2019)]
Cagliari [Foto: Andrea Mameli - Linguaggio Macchina (Aprile 2019)]


Cagliari [Foto: Andrea Mameli - Linguaggio Macchina (Aprile 2019)]


Cagliari [Foto: Andrea Mameli - Linguaggio Macchina (Aprile 2019)]

Cagliari [Foto: Andrea Mameli - Linguaggio Macchina (Aprile 2019)]


Cagliari [Foto: Andrea Mameli - Linguaggio Macchina (Aprile 2019)]

30 marzo 2019

Alpioniscus sideralis, il crostaceo scoperto dagli astronauti nelle grotte sarde

Sotto terra [Copyright ESA–V. Crobu]
Questo blog ne parlò il 7 agosto 2013 (Caves: storie di astronauti dell'ESA nelle grotte sarde) dopo che la notizia era stata data dall'ESA (Catch that bug, 21 Giugno 2013) e da Popular Science (Astronauts Practice For Space In An Italian Cave, 6 agosto 2013). Ora ci ritorniamo con piacere, per annunciare il nome della nuova specie di crostacei scoperta dagli astronauti, Alpioniscus sideralis, dopo l'annuncio dato dall'ESA: Back to the water (26 marzo 2019).
Teatro di questa straordinaria impresa scientifica è il maestoso complesso di ambienti sotterranei scelto dell'Agenzia Spaziale Europea per il programma di formazione CAVES (Cooperative Adventure for Valuing and Exercising human behaviour and performance Skills) che incoraggia i candidati della Stazione Spaziale Internazionale a condurre insieme ricerche in ambienti sotterranei inospitali.
Paolo Marcia, il ricercatore dell'università di Sassari che ha classificato il piccolo crostaceo (è lungo un centimetro) l'ha chiamato "Alpioniscus sideralis".
Alpioniscusa Sideralis [Copyright ESA - M. Fincke]


Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 30 Marzo 2019

18 marzo 2019

Attore e designer. La lezione di Marenco: mai limitarsi a pensare che nella vita si possa fare una sola cosa

Mario Marenco, morto ieri all'età di 87 anni, era noto al pubblico televisivo (a partire dal debutto, avvenuto nel 1970, con Enzo Jannacci, Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto) e radiofonico (con "Alto gradimento" insieme a Giorgio Bracardi, Arbore e Boncompagni). Di Marenco si ricordano personaggi come il Colonnello Buttiglione (che in seguito alle lamentele del ministero della Difesa, dato che esisteva un generale con lo stesso nome, fu "promosso" a generale Damigiani), la Sgarambona, l’astronauta Raimundo Navarro, il dottor Anemo Carlone, il professor Aristogitone, Verzo, Ida Lo Nigro, il poeta Marius Marenco, Mr. Ramengo e Riccardino. Marenco è stato anche attore per il cinema e autore di libri umoristici («Lo scarafo nella brodazza», «Dal nostro inviato speciale», e altri).
Però quello che mi colpisce è scoprire, oggi, l'altro Mario Marenco. Quello che si era laureato in architettura nel 1957, aveva ottenuto 5 borse di ricerca a Stoccolma e Chicago e nel 1960 aveva aperto un atelier di architettura e design (Studio Degw) a Roma. Poi dal 1970 è stato designer per Arflex, Artemide, Bernini, B & B, Comfortline. Dal 1982 ha collaborato con Alfa Romeo, FIAT, Lancia, per la realizzazione di esposizioni. Nel 1985 ha firmato orologi per Ferrari e FIAT. E non basta: ci sono svariate invenzioni brevettate da Marenco. Come il dispositivo per macchine tessili (patent US3587804A), il lampadario Cynthia (1968), la poltrona/divano Marenco design per Arflex (che ha introdotto un sistema rivoluzionario per assemblare i cuscini e i braccioli al telaio in tubolare metallico).
La lezione è chiara: mai limitarsi a pensare che nella vita si possa fare una sola cosa. Uno può essere architetto, ricercatore e designer e nello stesso tempo (o anche in tempi diversi) attore, autore e umorista. La mente umana tende a semplificare e classifica le persone in modo stabile e univoco. Ma nella realtà le cose possono andare in maniera molto più varia e complessa di quanto si possa pensare.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina,  18 Marzo 2019

13 marzo 2019

Il web ha compiuto 30 anni. Il video della diretta da Radio X

[Radio X, 12 Marzo 2019. Foto. Emanuela Falqui]
Il 12 Marzo 2019 il World Wide Web ha compiuto 30 anni.
A Cagliari il compleanno è stato festeggiato con una diretta radiofonica e facebook da Radio X.
In studio: Luigi Filippini (all’epoca coordinatore del gruppo che sviluppò il primo sito web italiano: www.crs4.it), Luca Manunza (inventore della prima web mail), Sergio Benoni (fondatore di Radio X, prima web radio in Europa), Reinier van Kleij (allora system manager de L’Unione Sarda, collaborò con il CRS4 per mettere sul web il giornale che diventò così il primo quotidiano online in Europa), Ivan Marcialis (tra i curatori del primo sito web del Liceo Scientifico “Alberti” di Cagliari, prima scuola italiana a gestire autonomamente un proprio server), Pietro Zanarini (matricola numero 1 del CRS4 e allora collega al CERN di Tim Berners-Lee), Paola Catapano (giornalista scientifica e direttrice comunicazione multimediale del CERN, già assistente personale di Carlo Rubbia nel 1990, in collegamento da Ginevra), coordina Andrea Mameli (responsabile del Programma Comunicazione del CRS4, ha sviluppato la tesi di laurea al CRS4 nel 1995).
Ecco il video dell'incontro

11 marzo 2019

Anche a Cagliari #Web30 la festa del World Wide Web

Il 12 marzo 2019 è il 30° compleanno del "World Wide Web" e il CERN di Ginevra a partire dalle 10:00 ospiterà in diretta web l'evento principale, con Tim Berners-Lee, Fabiola Gianotti, Robert Cailliau, Charlotte Lindberg Warakaulle e altri ospiti: #Web30


Lo stesso giorno, per iniziativa del CRS4 e dell'emittente radiofonica RadioX, Cagliari sarà sede di una diretta radio (streaming e 96,8 Fm) e Facebook, per dare voce ad alcune delle persone che, a seguito della messa in rete del primo sito web italiano nell'agosto del 1993, contribuirono alla creazione di nuove applicazioni del www, racconteranno alcuni episodi di quegli anni pionieristici e risponderanno a domande del pubblico. Da Ginevra interverrà Paola Catapano, giornalista scientifica e direttrice comunicazione multimediale del CERN, già assistente personale di Carlo Rubbia nel 1990 agli albori del Web. In studio interverranno: Luigi Filippini (all'epoca coordinatore del gruppo del CRS4 che sviluppò il primo sito web italiano), Luca Manunza (quando lavorava al CRS4 inventò la prima webmail, nel 1995), Sergio Benoni (ideatore dellla prima web radio europea, Radio X, nel 1995), Reinier van Kleij (all'epoca era il system manager de L'Unione Sarda e collaborò con il CRS4 per mettere su web il giornale, che diventò così il primo quotidiano online in Europa, nel 1994), Pietro Zanarini (matricola numero 1 del CRS4, collega al CERN di Tim Berners-Lee trent'anni fa, tuttora al CRS4), Ivan Marcialis (all'epoca era tra i curatori del sito web del Liceo Scientifico "Alberti" di Cagliari, prima scuola italiana a gestire autonomamente un proprio server, nel 1995, ora è ricercatore del CRS4). Coordina Andrea Mameli, un altro che ha vissuto quegli anni :-)


Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 11 Marzo 2019

Come appariva la home page del CRS4 nel 1993

08 marzo 2019

Otto Marzo a Senorbì per ricordare Marguerite Vogt


all'Einaudi di Senorbì per parlare di scienziate, dei Nobel conquistati e di quelli negati. In partitolare con il caso di Marguerite Vogt, la virologia tedesca ingiustamente esclusa dal Nobel per la medicina 1975.
Marguerite inizia a condurre ricerche sistematiche sul moscerino della frutta (Drosophila) a partire da 14 anni d'età. Il suo primo articolo scientifico risale nel 1937, anno della laurea in medicina. L'ultimo è del 1998.
In mezzo una vita di scienza, a partire dal primo incarico al California Institute of Technology, gli studi sulla Drosophila, la lunga collaborazione con Renato Dulbecco.
Quello che rimane più impresso di tutta questa storia è il mancato riconoscimento delle ricerche principali di Marguerite.
Vogt e Dulbecco nel 1954 pubblicano un articolo (Plaque formation and isolation of pure lines with poliomyelitis viruses) che ha ricadute di enorme importanza che arrivano allo sviluppo del vaccino antipolio. Nel 1963 Dulbecco e Vogt iniziano a lavorare al Salk Institute for Biological Studies di La Jolla (California), fondato da Jonas Salk, il virologo che sviluppato il vaccino contro la poliomelite.
Ma nel il Nobel per la medicina (“per le loro scoperte concernenti le interazioni fra virus tumorali e il materiale genetico della cellula") vine conferito solo a Renato Dulbecco, David Baltimore, Howard Martin Temin. Di Marguerite Vogt nessuna traccia. Il suo nome compare solo nella biografia ufficiale di Dulbecco nel sito del Nobel: "Max Delbrück helped me understand the scientific method and the goals of biology, and Marguerite Vogt contributed to my knowledge of animal cell cultures".
Mi sembra doveroso ricordare la figura di Marguerite Vogt per quello che è stata: una grandissima scienziata. Ma anche una persona che amava l'arte e la musica.

Senorbì 8 marzo 2019. Foto: Isaura Piredda


Senorbì, 8 marzo 2019. Foto: Isaura Piredda