09 luglio 2009

Gemini Familiarization Manual, Rendezvous and Docking Configuration

Gemini The Project Gemini Familiarization Manual was a document published by the McDonnell Aircraft Company as a training aid for Gemini astronauts. It is now in the public domain by: Historic Space Systems
(and: collection of Pdf files)
.
bemini panel
gemini handbook

25 giugno 2009

Un tutor per limitare la velocità.

In alcune autostrade italiane è attivo dal 23 dicembre 2005. Il suo nome è Safety Tutor, ma è conosciuto anche come SICVE (Sistema informativo per il controllo della velocità). A giugno 2009, il sistema elettronico risulta installato su 2.093 km di strade (che dovrebbero salire a 2.500 km entro la fine dell'anno). Nel sito autostrade.it sono riportati i luoghi esatti in cui Safety Tutor è in funzione.
tutor mappa italia

I dati diffusi dalla Polizia di Stato indicano una notevole diminuzione degli incidenti e dei morti nei tratti in cui il sistema è attivo. Il dato relativo al periodo 1 gennaio 29 novembre 2008 (con una copertura di 1.714 km di autostrada e 189.000 ore di funzionamento) fa registrare la riduzione del 50% del tasso di mortalità, del 27% del tasso di incidentalità con feriti e del 20% del tasso d'incidentalità. L'effetto è proprio quello sperato: riduzione del numero e della gravità degli incidenti.
tutor
La presenza dell'apparecchio è segnalata da appositi cartelli in corrispondenza delle prime telecamere. Le altre sono posizionate diversi km più avanti.
tutor italia mappa
Un ottimo deterrente alla guida troppo veloce. Non vi è dubbio.
Ma in base all’articolo 345 comma 1 del Regolamento d’Esecuzione al Codice della Strada "le apparecchiature destinate a controllare l'osservanza dei limiti di velocità devono essere costruite in modo da raggiungere detto scopo fissando la velocità del veicolo in un dato momento in modo chiaro ed accertabile, tutelando la riservatezza dell'utente."
Ma allora il codice stradale contempla solo la misurazione della velocità istantanea e non della velocità media?
Eppure una misura della velocità media esiste da quando esistono le autostrade e consiste semplicemente nel dividere la distanza che separa il casello di entrata da quello di uscita per il tempo trascorso tra i due passaggi. Ma in questo caso il 3° comma dell'articolo 345 del Regolamento d’Esecuzione al Codice della Strada recita: "La previsione di tolleranze superiori al 5% fa riferimento alle velocità calcolate attraverso annotazioni cronologiche stampigliate sui biglietti autostradali all'atto dell'emissione e dell'esazione del pedaggio raffrontandosi con la distanza tra i caselli di ingresso e di uscita, quale risulta dalle tabelle distanziometriche ufficiali predisposte dagli enti proprietari. In tale caso alla determinazione della velocità è associato l'errore relativo – a favore del trasgressore – pari al 5, 10, 15% a seconda che la velocità dedotta risulti, rispettivamente, inferiore a 70 km/h, ovvero pari a 70 km/h ed inferiore a 130 km/h, ovvero pari o superiore a 13 km/h.”

17 giugno 2009

Creatività e allegria: scoppia l’amore tra giovani e scienza (L'Unione Sarda, 12 giugno 2009)

scienza bambini pula 10 giugno 2009 Una grande festa di scienza per bambini, ragazzi, insegnanti e genitori al Parco scientifico e tecnologico della Sardegna di Pula. Ma "Io la scienza la vedo così", il concorso organizzato da Sardegna Ricerche, non ha rivelato soltanto il volto allegro della scuola e della scienza: «I lavori che abbiamo premiato - ha sottolineato Nicoletta Zonchello, curatrice della manifestazione - ci mostrano da un lato a quali livelli di creatività si può arrivare anche a queste età e dall’altro ci aiutano anche a capire quali sono le percezioni della scienza a diversi gradi di scolarizzazione».
Eccellenti le creazioni vincitrici della sezione Scuole Primarie: il giornalino scientifico con le foto degli esperimenti e testi in rigorosa rima baciata, della quarta B della scuola di via Firenze a Quartu (terzo classificato), il bellissimo video in cui scolaretti in grembiulino blu illustrano il metodo sperimentale (classe V D, Direzione didattica via Stoccolma, sezione di via Garavetti, Cagliari), le deliziose poesie e i disegni dei bambini delle classi IV A e IV B dell’Istituto comprensivo di Pula, premiati con una fotocamera digitale a testa. Hanno poi ricevuto menzioni speciali la II C della scuola di via Garavetti (Cagliari) per il loro libro scientifico gigante, la III A di Thiesi (fumetto), le seconde A e B di Quartu (fumetto), la V A dell’Istituto Randaccio di Cagliari (giornalino). Tra i bambini che hanno concorso singolarmente: primo premio a Niccolò Piras (via Garavetti di Cagliari) con la creazione di energia “allo stato puro e in maniera ecologica”, secondo a Francesca Marroccu (scuola primaria via Caboni, Cagliari) e terzo a Francesca Urpi (elementari di Sanluri).
Per le Medie il primo premio è andato a Villanovafranca (splendidi disegni), il secondo all’Istituto comprensivo di Nurri (la scoperta delle cefalosporine), il terzo a Ballao (video). Tra i singoli ha vinto il manga scientifico disegnato da Eleonora Piano dell’Istituto Nivola di Capoterra.
Per la sezione scuole Superiori primo premio alle classi IV e V B del Liceo linguistico di Carloforte (per un gioco da tavolo sui cambiamenti climatici e i rimedi proposti dalla scienza) e alla III A del Minerario di Iglesias (per il fumetto del “Professor Onion”). Seconda classificata: III C del liceo Brotzu di Quartu (per il video “Osmosi di una carota”), terzo premio all’Istituto alberghiero di Tortolì (video “Sperimentando tra gli alimenti”).
Ma se è vero che le imprese tecnologiche di successo (è il caso della Finlandia con i telefoni cellulari e della Corea con gli elettrodomestici) si concentrano proprio dove i risultati scolastici per le competenze scientifiche sono migliori, allora iniziative come questa assumono ulteriori significati.
Così, grazie a un accordo tra Sardegna Ricerche e l’Ufficio scolastico regionale, alcuni ragazzi delle superiori trascorrerenno un periodo di tirocinio nel Parco tecnologico: Paolo Usai (liceo Michelangelo di Cagliari) per la proposta di ricavare idrogeno dall’acqua di mare con materiali poveri, Simone Scalas (liceo scientifico tecnologico Giua di Assemini) per un ipertesto sul parco e Giulio Demelas (Liceo classico di Olbia) per una riflessione sul tema “Perché non bisogna fermare la scienza”.
ANDREA MAMELI

09 giugno 2009

Inferno#2, Maria Antonietta Mameli, 2009.

Maria Antonietta Mameli
Maria Antonietta Mameli, Inferno#2, 2009.

© Maria Antonietta Mameli, courtesy Maria Antonietta Mameli e Bruce Silverstein Gallery, New York.

Le mie immagini annullano i limiti di spazio tempo (L'Unione Sarda, pag. 47, 9 giugno 2009)

Maria Antonietta Mameli Le Olimpiadi del mondo dell’arte, secondo il New York Times. La migliore Fiera del mondo, per Le Monde. Con queste credenziali Art 40 Basel, in programma a Basilea dal 10 al 14 giugno, offrirà una panoramica mozzafiato tra pittura, disegno, scultura, installazioni, video e fotografia. A Basilea saranno ospiti 300 tra le principali gallerie d’arte provenienti da Africa, America Latina, Asia, Europa, Nord America. Oltre 2.500 artisti in mostra: dai maestri dell’arte moderna all’ultima generazione di stelle emergenti. Tra queste una fotografa nata in Sardegna ma residente a New York: Maria Antonietta Mameli. Una carriera artistica fulminante l’haportata in meno di quattro anni a esporre in prestigiose gallerie newyorkesi (Bruce Silverstein Photography), a partecipare a esposizioni internazionali (Art 39 Basel, 2008; Paris Photo 2007 e 2008) e a raccogliere lusinghiere recensioni (The New Yorker).
Il segreto del successo risiede in un fortissimo desiderio di rappresentare la realtà allontanandosi da essa, ricostruendo con l’apparato fotografico un percorso di rivalutazione delle forme e delle proporzioni. Le figure ritratte vengono estratte chirurgicamente dal loro contesto in dimensioni ridotte comeviste dal punto di osservazione elevato dal quale sono state riprese per poi essere inserite in un non spazio ideale infinito. L’artista presenta una rappresentazione dello spazio reale e l’osservatore lo interpreta, secondo la propria realtà e cultura, ovvero il proprio cervello. Gli stili originali inizialmente appaiono incomprensibili e stravaganti, poi divengono parte del comune linguaggio visivo, infine sono accettati come mezzo di comunicazione.
Quando Maria Antonietta Mameli descrive la sua creatività sembra uno scienziato attento a non inquinare l’oggetto delle sue osservazioni, anche se non nasconde le emozioni che prova: «Quando fotografo mi distacco completamente da quello che ho intorno. Quanto al mio stile: nel cancellare il contesto nel quale ho scattato ho voluto rimuovere ogni possibile elemento di distrazione in modo da focalizzare la mia attenzione e quella dello spettatore su corpi minuscoli ma visibili in ogni minimo piccolo dettaglio, come se fossero osservati al telescopio. Così ho anche voluto eliminare ogni possibile riferimento a spazio e tempo nel quale le fotografie sono state scattate. I miei soggetti sono fatti non solo di forme visibili, ma anche di ombre. Le forme e le loro ombre, interconnesse in maniera inestricabile, sono per me come corpo e anima. Nel ridurre la dimensione dei miei soggetti ho poi voluto forzare l’osservatore ad avvicinarsi a loro non solo fisicamente, ma emotivamente».
Ma com’è iniziato tutto?
«Quando avevo cinque anni mi piaceva giocare con la Polaroid di mia madre», racconta. «La fotografia è sempre stata dentro di me. Tutto è cambiato quattro anni fa quando acquistai una vecchia Nikon FE2 con la quale scattai il mio primo rullino in bianco e nero in un fine settimana nevoso a New York. Una sera passeggiavo a Central Park quando la mia attenzione fu catturata dalla luce che colpiva una pista di pattinaggio. Il movimento dei pattinatori e delle ombre che li inseguivano mi ipnotizzò. Quella sera e i giorni seguenti scattai centinaia di foto, poi andai a stamparle: quella pista di pattinaggio era diventata ai miei occhi una rappresentazione teatrale del ciclo umano della vita e della morte».
ANDREA MAMELI

25 maggio 2009

"Il cielo in Galleria" Scienza e Arte esplorano l'Universo (L'Unione Sarda, 25 maggio 2009)

cielo galleria cagliari unione sarda Quella sera del 30 novembre 1609, quando Galileo Galilei puntò il cannocchiale verso la Luna e notò che la sua superficie non era così liscia e perfetta come sembra, l’emozione per la scoperta fu sicuramente notevole. Ma nelle successive due settimane quelle osservazioni si trasformarono in un patrimonio da condividere: Galileo era un abile illustratore e fu la sua mano a disegnare gli splendidi acquerelli che compaiono nel Sidereus nuncius. Il libro, pubblicato a Venezia tre mesi dopo e diffuso in tutta Europa in 550 copie, rappresenta il primo esempio di ampia distribuzione del sapere scientifico. La lezione di Galileo, quindi, non si ferma alla necessità di superare l’apparenza (luna liscia, Terra immobile, diverse velocità di caduta dei corpi) con esperimenti e osservazioni in grado di dimostrare il contrario (la luna è piena di crateri, il nostro pianeta si muove, il martello e piuma toccano terra insieme), ma richiede anche la più ampia circolazione. E se la conoscenza non si conserva in un cassetto lo si deve anche all’accostamento tra arte e scienza. La crescente passione per l’astronomia è testimoniata dall’elevato numero di astrofili, anche in Sardegna, e dal moltiplicarsi di iniziative, come le giornate astronomiche di Olbia (dicembre 2008) e la nascita di uno splendido Museo dell’Astronomia a Tuili, accanto al complesso turistico Sardegna in Miniatura. La lezione di Galileo rivive oggi con gli eventi dell’anno internazionale dell’astronomia. Uno di questi è in programma a Cagliari, da oggi al 3 giugno, negli spazi del Bastione di Saint Remy: la mostra di astronomia e arte Il cielo in galleria e un ricco calendario di eventi divulgativi, organizzati dalla cooperativa sociale Blu Pegaso, dall’INAF-OAC (Istituto Nazionale di Astrofisica e Osservatorio Astronomico di Cagliari), con la collaborazione dell’Associazione astrofili sardi.
La mostra (visitabile fino al 3 giugno, dalle 9 e 30 alle 13 e 30 e dalle 16 alle 20) offre una ricca esposizione scientifica, con immagini, filmati e il modellino del radiotelescopio sardo (SRT) e una serie di installazioni artistiche (Transito, di Alia Scalvini, Dario Caria, Roberto Serra e Alessandro Biggio, curata da Matilde Gianfico).
L’inaugurazione è in programma oggi, alle 18, nella Galleria Umberto I con la relazione del direttore dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari, Nicolò D’Amico.
Il 29 maggio alle 18 conferenza di Luciano Burderi, astrofisico dell’Università di Cagliari: “Struttura, nascita ed evoluzione nell’Universo: breve viaggio nella cosmologia”.
E il 30 maggio (dalle 21 a mezzanotte) osservazione astronomica di Luna e Saturno dalla terrazza del Bastione di Saint Remy con i telescopi dell’Associazione astrofili sardi.
Domenica 31, alle 11, il giornalista scientifico Andrea Mameli presenta il libro di Paola Bressan “Il colore della Luna” (premio Giovanni Maria Pace nel 2008 come miglior libro di divulgazione scientifica).
Il primo 1 giugno proiezione del cielo stellato all’interno del planetario dell’Associazione astronomica nuorese dalle 9 e 30 alle 13 e 30 e dalle 16 alle 2. Ingresso: 3 euro.
Il 3 giugno, alle 18, le ricercatrici Marta Burgay (valdostana trapiantata in Sardegna), Paola Castangia e Silvia Casu (sarde rientrate in Sardegna dall’estero) affronteranno il tema “L’Osservatorio al femminile”.
(ANDREA MAMELI)

24 maggio 2009

Cagliari: IL CIELO IN GALLERIA (dal 25 maggio al 3 giugno 2009)

cagliari il cielo in galleria maggio 2009 Il cielo in galleria è in programma a Cagliari dal Cagliari, dal 25 maggio al 3 giugno, nei locali della Passeggiata Coperta. Organizza la cooperativa sociale Blu Pegaso, l’INAF-OAC (Istituto Nazionale di Astrofisica e Osservatorio Astronomico di Cagliari), l’Associazione astrofili sardi. La mostra (visitabile fino al 3 giugno, dalle 9 e 30 alle 13 e 30 e dalle 16 alle 20) offre una ricca esposizione scientifica, con immagini, filmati e il modellino del radiotelescopio sardo (SRT) e una serie di installazioni artistiche (Transito, di Alia Scalvini, Dario Caria, Roberto Serra e Alessandro Biggio, curata da Matilde Gianfico).
Inaugurazione: 25 maggio, ore 18, Galleria Umberto I, relazione del direttore dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari, Nicolò D’Amico.
Il 29 maggio alle 18 conferenza di Luciano Burderi (astrofisico dell’Università di Cagliari) sul tema: “Struttura, nascita ed evoluzione nell’Universo: breve viaggio nella cosmologia”. Il 30 maggio (dalle 21 a mezzanotte) osservazione astronomica di Luna e Saturno dalla terrazza del Bastione di Saint Remy con i telescopi dell’Associazione astrofili sardi. Domenica 31, alle 11, Andrea Mameli presenta il libro di Paola Bressan “Il colore della Luna” (premio Giovanni Maria Pace nel 2008 come miglior libro di divulgazione scientifica).
Il primo giugno proiezione del cielo stellato all’interno del planetario dell’Associazione astronomica nuorese dalle 9 e 30 alle 13 e 30 e dalle 16 alle 2. Ingresso: 3 euro.
Il 3 giugno, alle 18, le ricercatrici Marta Burgay, Paola Castangia e Silvia Casu affrontano il tema: “L’Osservatorio al femminile”.

15 maggio 2009

Rivoluzione verde: la lezione sarda del professor Rifkin (L'Unione Sarda, 15 maggio 2009, Cultura, pag. 44)

Jeremy Rifkin Pula 14 maggio 2009 foto Marco Cogoni L'economista Usa a Pula
Come affrontare la complessità, le crisi e i mutamenti che stiamo vivendo? Con una nuova rivoluzione industriale. E con un nuovo modello di sviluppo, basato sulla distribuzione dell'energia e dell'informazione. Ne è convinto l'economista Jeremy Rifkin, intervenuto ieri al venticinquesimo congresso Nielsen, che prosegue fino al 17 maggio al Forte Village di Pula. Il tema, dell'incontro, “Le relazioni virtuose, come cambiano i rapporti nell'economia dell'esperienza”, è stato affrontato da Rifkin (autore di best seller come L'economia all'idrogeno ) con decisione: «La disponibilità di energia a basso costo, uno dei pilastri dello sviluppo economico, sta crollando: serve una svolta epocale».
Rivolgendosi a una platea di oltre 400 imprenditori e manager provenienti da ogni parte d'Italia, Rifkin ha ricostruito la storia delle rivoluzioni industriali, vista come una discontinua convergenza tra informazione e energia. «Nel 4000 avanti Cristo i Sumeri hanno avuto bisogno di inventare la scrittura per gestire la nascente economia agricola, basata sull'energia solare convertita in cereali. Analogamente in Cina e in Messico. Poi nel 1880 l'invenzione delle rotative ha portato alla convergenza tra la stampa automatizzata e il motore a vapore, già attivo da oltre un secolo. Poi il secolo scorso, non essendo più sufficienti stampa e energia da carbone, si è verificata la rivuoluzione comunicativa del telefono insieme a quella energetica del petrolio. E oggi, con l'enorme innovazione data da Internet, dalla diffusione delle tecnologie Open Source e dalla stessa telefonia cellulare, ci apprestiamo a realizzare una nuova convergenza: con l'energia rinnovabile e distribuita».
Ma Rifkin non si è limitato a una fotografia dell'esistente e ha illustrato la sua visione del mondo (espressa anche nel suo volume Il sogno europeo. Come l'Europa ha creato una nuova visione del futuro che sta lentamente eclissando il sogno americano pubblicato in Italia da Mondadori nel 2004): «Oggi il Pil europeo sta superando quello Usa, perché avete un mercato più ampio e avete colto più in fretta i segni del cambiamento». Ma c'è un altro fatto che per Rifkin fa dell'Europa il modello da seguire: l'impegno per la riduzione dei gas serra, per l'incremento dell'energia da fonte rinnovabile e per la riduzione dei consumi, il modello venti, venti, venti. «I cambiamenti climatici sono una scottante realtà, non possiamo far finta di nulla: l'aumento della temperatura del pianeta ci impone un ripensamento. Come pure la finitezza delle fonti fossili: carbone, petrolio, gas e uranio finiranno»
Cosa fare allora? «Produrre energia da fonti rinnovabili e in modo distribuito, cioè da centrali piccole, da posizionare sul tetto delle case e delle industrie. Gli edifici devono essere costruiti non solo migliorando il risparmio energetico, ma anche producendo energia essi stessi. Accumulando poi l'energia per mezzo dell'idrogeno e garantendo così la continuità di cui abbiamo bisogno». Un sogno? «In Spagna e in altri Paesi europei lo stanno facendo. Datevi da fare anche voi».
Andrea Mameli
[Rifkin a Pula, 14 maggio 2009, foto Marco Cogoni]

11 maggio 2009

Festival a Orgosolo: "CiboVagando" tra scuole e piazze (L'Unione Sarda, 11 maggio 2009)

orgosolo scienza 2009 L’antico rituale propiziatorio delle feste di matrimonio, il piatto pieno di grano infranto a terra, rivive da ieri su un muro di Piazza del Popolo, nel centro di Orgosolo. Il nuovo murale, creato da alcuni artisti del Man di Nuoro insieme ai mualisti orgolesi, sintetizza la quarta edizione del Festival della Scienza. Dopo l’Astronomia, oggetto della manifestazione del 2006, “Il mondo dell’acqua” nel 2007 e l’Energia (edizione dell’anno scorso), per quest’anno l’associazione culturale “Viche Viche” ha scelto l’Alimentazione come tema portante della riuscita iniziativa. Se è vero che il valore di un evento di questo tipo non si misura necessariamente con il numero di spettatori, quanto con il coinvolgimento attivo dei partecipanti, allora il Festival della Scienza di Orgosolo va considerato un successo. Un successo notevole anche a giudicare dalla partecipazione attenta di anziane e anziani del posto, che fa passare in secondo piano la presenza dei turisti, alcuni dei quali giunti appositamente per seguire la manifestazione. Accanto ai numerosi festival di letteratura, musica e poesia, che vivacizzano città e paesi sardi, la meritoria iniziativa barbaricina meriterebbe sicuramente una maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Ma la soddisfazione delle donne di Orgosolo, che compongono l’associazione Viche Viche, è ancora maggiore se si considera il massiccio coinvolgimento dei bambini delle elementari e dei ragazzi delle medie: una semina culturale che darà frutti negli anni.
Le attività si sono svolte nell’auditorium e nelle strade di Orgosolo, da venerdì a domenica, iniziando con lo splendido documentario di Ermanno Olmi, "Terra Madre", un recentissimo affresco filmato, sul presente e il futuro del pianeta, che descrive la manifestazione internazionale organizzata dall’associazione Slow Food nel 2006. Il caffè scientifico "Alimentazione e qualità della vita" e le due conferenze ("La sicurezza alimentare" e "La guerra del cibo") hanno fornito un’ampia panoramica divulgativa, tra dimensione culturale e scientifica, della storia e dell’attualità dell’alimentazione. La manifestazione si è chiusa con l’applauditissimo spettacolo teatrale "Pane alla terra" di Bruno Venturi, con la partecipazione di piccoli attori locali.
Ma i momenti più intensi del festival sono forse quelli vissuti nelle scuole e nelle piazze del paese, con i laboratori di educazione alimentare, arte del cibo e colori vegetali, dedicati ai bambini e ai ragazzi. E sicuramente rimarrà impressa nella memoria delle duecento persone che hanno affollato un antico cortile di Orgosolo, dalle 21 a mezzanotte, l’originale animazione "CiboVagando": tra la musica del ballu tundu e i versi di Grazia Deledda, testimonianze dei saperi locali, del pane, del vino e del formaggio. Come il racconto della mietitura e della tradizione casearia del settantenne poeta Juvanne Pira, il quale ha anche ricordato una forma di tracciamento ante litteram: con la matita che imprime il nome del pastore e la data di realizzazione della forma. Poi la testimonianza di Zia Maria Juvanna Rubanu, che a 68 anni produce ancora 40 chili di pane al mese e dell’imprenditrice orgolese Egidia Muggianu, che a 31 anni gestisce il mulino di famiglia.
ANDREA MAMELI

08 maggio 2009

Orgosolo Scienza 2009 (Associazione Viche Viche)

orgosolo scienza

Orgosolo Scienza 2009 (Associazione Viche Viche)

La Fisica in campo contro i batteri: efficacia e risparmio (L’Unione Sarda, 8 maggio 2009, pagina 44, Cultura)

Fisica e Batteri Convegni Un simposio a Cagliari
A partire dalla metà del secolo scorso gli antibiotici hanno rivoluzionato il trattamento delle malattie infettive, contribuendo in maniera determinante all'incremento dell'aspettativa di vita. I trattamenti antimicrobici sono impiegati anche nei vegetali e negli alimenti, per esempio sotto forma di biocidi contro i microbi patogeni, alcuni dei quali responsabili di tossinfezioni alimentari, come la Salmonella e la Listeria. Purtroppo, da circa vent'anni, i batteri hanno iniziato a sviluppare raffinate strategie per eludere i farmaci, facendo elevare la resistenza agli antibiotici al rango di priorità sanitaria di assoluto rilievo. Oggi la ricerca ha attivato numerose linee di studio per individuare nuove strategie di sviluppo di farmaci più efficaci. Sotto questi auspici si chiude oggi a Cagliari (aula magna della facoltà di Architettura dell'Università, in via Corte d'Appello 87) il congresso internazionale “From Structure to Function: Influx and Efflux Systems”.
Il congresso è organizzato dall'Università di Cagliari, dal Cecam, dal Sardinian Laboratory for Computational Materials Science, dall'European Science Foundation e dall'Unione Europea nell'ambito del progetto “Translocation” (finanziato con tre milioni di euro dal Sesto programma Quadro con i fondi Marie Curie dedicati alla mobilità dei ricercatori).
Il fisico cagliaritano Matteo Ceccarelli, coordinatore del progetto “Translocation”, spiega perché oggi anche i fisici si occupano di questi temi: «I meccanismi di resistenza non sono altro che interazioni molecolari fra gli antibiotici e le proteine, per questo noi siamo coinvolti in prima persona. In particolare ci occupiamo dei meccanismi di trasporto attraverso simulazioni al computer e in questo modo possiamo affrontare il problema dal microscopico al macroscopico, il cosiddetto bottom-up approach. Siamo al livello di ricerca di base. Una ricerca che sta cambiando la maniera di sviluppare gli antibiotici.».
Chi partecipa al simposio?
«Trattandosi di una ricerca multisciplinare abbiamo invitato 20 relatori di varie discipline: fisica, chimica, biologia, medicina. Tra questi, due biochimici che da 40 anni studiano le proprietà di trasporto attraverso i batteri: Hiroshi Nikaido dell'Università di Berkeley e Roland Benz della Jacobs University. I partecipanti sono attualmente una sessantina, anch'essi di varia provenienza disciplinare e geografica: Germania, Francia, Portogallo, Spagna, Inghilterra, Stati Uniti e Italia».
Qual è il vostro ruolo?
«Il dipartimento di Fisica è coinvolto nella ricerca attraverso una rete europea che coinvolge sette istituzioni scientifiche, due case farmaceutiche e cinque dipartimenti universitari, con lo scopo di far crescere studenti multidisciplinari».
Che tipo di sviluppi sono attesi per il futuro?
«Disegnare gli antibiotici al computer, allo scopo di selezionare meglio gli esperimenti da compiere per la fase pre-clinica risparmando tempo e soldi. Arriveremo a progettare nuovi antibiotici che oltre ad avere una buona capacità di legarsi hanno anche una mira migliore: riusciranno a penetrare facilmente la barriera esterna che protegge i batteri. C'è ancora molto da imparare dai batteri per come evolvono e quali tecniche adottano per difendersi dai nostri antibiotici».
ANDREA MAMELI

04 maggio 2009

La scienza dei supereroi (e degli anti eroi) Cagliari 7 maggio 2009

supereroi
Marco Malaspina
Andrea Mameli
Silvia Bencivelli

(Enel Play Energy)

01 maggio 2009

Cervello, speranze dai microsensori (L'Unione Sarda, Cultura, 1 maggio 2009)

Un nuovo modo di osservare le variazioni neurochimiche nel cervello connesse con particolari comportamenti. Un sistema wireless, cioè completamente senza fili, sviluppato nelle università di Sassari e Dublino. Il metodo si basa sul monitoraggio del consumo di ossigeno nel cervello con l’impiego di microsensori di nuova concezione. A cosa potrà servire? Come è stato realizzato? Chi lo ha creato? Ne abbiamo parlato con uno degli ideatori: il medico Pier Andrea Serra (Dottorato di ricerca in Farmacologia e Tossicologia, PostDoc all’University College di Dublino, professore associato di Farmacologia alla facoltà di Medicina dell’Università di Sassari).
Come avete misurato l’ossigeno nel cervello?
«I sensori per l'ossigeno cerebrale derivano da oltre 10 anni di studi e sono originali e unici sia per il per materiale usato, epossidica caricata al carbonio, che per la forma, conica, che riduce notevolemte il trauma dovuto all'inserzione neurochirurgica in una regione cerebrale. La conquista è aver posizionato una "finestra" che ci consenta di associare una variazione neurochimica a un comportamento o condizione sperimentale estremamente specifica. Questo nuovo quadro potrebbe consentire di scoprire aree del cervello che "consumano" di più nel momento in cui lavorano più intensamente e capirne finalmente il significato in condizioni ottimali sia per l'animale che per il ricercatore, il quale non interferisce se non in minima parte con la vita normale del'animale mentre lo studia».
Cosa avete osservato?
«Nel campo specifico di cui mi occupo è di cruciale importanza sapere se e come l'ossigeno viene utilizzato dai neuroni in corso di malattie del sistema nervoso centrale. Alcune malattie neurodegenerative o neurotossine compromettono in modo specifico i mitocondri e vanno ad inficiare la produzione di energia la quale comporta un consumo di grandi quantità di ossigeno. Se l'ossigeno non viene più "consumato" per produrre energia può significare che qualcosa di veramente importante può essersi rotto».
Lo studio potrà servire per analizzare l’effetto di nuovi medicinali e nel trattamento di pazienti affetti da Alzheimer e Parkinson o vittima di ictus o eventi traumatici?
«Esattamente. Riteniamo che questo sia un perido di transizione verso la tecnologia da noi proposta. Nel nord Europa e negli USA c'è un forte interesse da parte di alcune case farmaceutiche per questo tipo di sensori e per impianti wireless, in quanto consentirebbero di ridurre i tempi e i costi della ricerca in vivo e sopratutto il numero di animali da utilizzare per gli esperimenti. Le possibilità applicative sono innumerevoli, a partire dal monitoraggio dell'ossigeno cerebrale in corso di ischemia cerebrale, ictus, attacchi ischemici transitori, in condizioni iperbariche, oppure per valutare la capacità del sangue di rilasciare ossigeno al cervello sopo intossicazioni da agenti chimici».
La vostra ricerca potrebbe avere sviluppi anche in altri campi?
«In campo aerospaziale sarebbe interessante lo studio in tempo reale delle dinamiche dell'ossigeno durante forti accelerazioni. Un ricercatore di Cambridge che si occupa di medicina d’alta quota mi ha chiesto di entrare a far parte di un progetto internazionale per lo studio dell'ossigeno cerebrale in alta quota e nei voli spaziali. Il progetto fa parte di uno studio internazionale che culminerà in una spedizione scientifica inglese sull'Everest prevista per il prossimo anno».
La ricerca è stata pubblicata su Analytical Chemistry (organo ufficiale dell’ American Chemical Society) del 17 febbraio a firma di Gianfranco Bazzu, Giulia Puggioni, Sonia Dedola, Giammario Calia, Gaia Rocchitta, Rossana Migheli, Maria S. Desole e Pier Andrea Serra (ricercatori del dipartimento di neuroscienze dell’ateneo sassarese), John P. Lowry (National University of Ireland), Robert D. O Neill (University College Dublin).
ANDREA MAMELI

26 aprile 2009

Revealing the History of Sheep Domestication Using Retrovirus Integrations

science april 24 2009
Revealing the History of Sheep Domestication Using Retrovirus Integrations