04 novembre 2009

Scienza, la regina che si trasforma (L'Unione Sarda, 4 novembre 2009)

A che cosa serve un festival della scienza? A rendere gli argomenti scientifici più appetibili per il grande pubblico? A informare in maniera critica sulle tecnologie e le conquiste della ricerca? Non solo: a Genova dal 2005 le iscrizioni alle facoltà scientifiche sono cresciute del 42 percento e le matricole del corso di laurea in Matematica sono raddoppiate. E il Festival della Scienza di Genova è giunto alla settima edizione, con 200 mila presenze.
Risultati incoraggianti anche per Cagliari, dove domani si inaugura il secondo FestivalScienza. Un fitto calendario di seminari, dibattiti, spettacoli e animazioni per avvicinare la scienza a tutti. «La scienza: occhiali per vedere il mondo» è il tema scelto dal comitato Scienza Società Scienza per la manifestazione che si svolge all'Exmà di Via San Lucifero. Alle 11 è in programma la lezione del fisico Enrico Bellone: “Galileo e l'evoluzione della cultura”. «Molte persone - spiega Bellone - credono che la cultura e la conoscenza siano un insieme di idee o di stati mentali. Nell'ultimo mezzo secolo, però, le neuroscienze hanno ridato vigore ad alcuni argomenti già suggeriti da Darwin. Per esempio Cavalli-Sforza sostiene che le cosiddette idee sono materiali, ovvero stati fisico-chimici della nostra rete di neuroni. Io accetto questo argomento e in “Molte nature” difendo una concezione evoluzionistica della cultura umana in generale, sia che si parli di fisica sia che si parli della pittura di Cézanne, o di un genere letterario come quello delle pagine di Joyce. Una concezione che riprendo nel mio ultimo libro “Galilei e l'abisso”, in libreria da poche settimane».
Come spiegherebbe a un bambino il bisogno di superare la concezione di Natura al singolare?
«Gli direi di guardare con attenzione gli occhi di un'ape, magari con una lente d'ingrandimento, e li vedrà diversi da quelli di un essere umano. Poi gli spiegherei che il sistema occhio-cervello dell'ape è molto diverso da quello umano e che quindi uomo e ape vedono in modo diverso. Infine gli direi di immaginare di passeggiare sul prato e così vedrà l'erba e i fiori e immaginerà che l'ape li vede in modo diverso. Allora, gli direi: caro bambino, la natura non è una sola. Ci sono molte nature a seconda di chi sta osservando il mondo esterno: la natura vista dall'uomo è diversa dalla natura vista dagli animali. A meno che non si decida che solo l'uomo conosce la natura. E qui sorge un altro problema. Spiegherei al bambino che per molti secoli gli esseri umani hanno descritto l'universo ponendo la Terra immobile al centro. Dopo, però, Copernico, Keplero e Galilei hanno dimostrato che l'universo è completamente diverso e che la Terra non è immobile ma ruota intorno al Sole. E se guardiamo la storia della scienza ci rendiamo conto che le nostre descrizioni della natura hanno subìto mutamenti radicali. Quindi anche per noi umani c'è una sequenza di molte nature».
La scienza in Italia è sempre la cenerentola: pochi investimenti, scarsa considerazione sociale, fuga di cervelli. Ha soluzioni da suggerire?
«Quella soluzione l'ha suggerita il presidente della Repubblica, che ha addirittura usato la parola “meschinità” per descrivere ciò che è accaduto in Italia negli ultimi vent'anni, usando la scusa del bilancio per bloccare sia gli investimenti in danaro, sia gli investimenti in risorse umane, nell'ambito della ricerca scientifica e tecnologica. Uscire dalla meschinità vuol dire fare scelte politiche coraggiose per superare la crisi con grandi innovazioni conoscitive, così da innovare a livello industriale e potenziare il senso critico dei cittadini. Meno opere faraoniche e più cultura».
ANDREA MAMELI

03 novembre 2009

Buon compleanno, Exploratorium!

bolla L'Exploratorium di San Francisco compie 40 anni. Ideato da Frank Oppenheimer, fratello di J. Robert (padre della bomba atomica), fu inaugurato nel novembre del 1969. La pedagogia non convenzionale di Frank Oppenheimer, si poggia sull’imperativo «VIETATO NON TOCCARE!»
cerreta E per non fare da spettatori (Vietato non toccare!) ecco un libro pieno di esperimenti da rifare in casa, a scuola, da soli o in compagnia: Gli esperimenti dell'Exploratorium (Zanichelli, 1996) contiene un centinaio di exhibit con le istruzioni tradotte in italiano da Pietro Cerreta.
La pedagogia «non convenzionale» di Frank Oppenheimer, fondatore dell’Exploratorium, può tornare utile al Piano ISS? Pietro Cerreta. Rete di Scuole - IIS “Maffucci” di Calitri – Associazione ScienzaViva [File PDF]

31 ottobre 2009

Altamira precursore di powerpoint?

altamira I disegni sulle grotte di Altamura (25 mila anni fa) precedono di molto la comparsa della scrittura (6 mila anni fa) e della tecnica per facilitare il trasporto di informazione scritta e disegnata: la carta (4 mila anni fa). La tecnica della stampa nasce nel 1440. L'interfaccia grafica digitale nasce nel 1982 grazie alla Apple.
altamira La necessità di comunicare, di spiegare, di raccontare, si manifesta nel genere umano e ne segue gli sviluppi scientifici e tecnologici. L'uomo paleolitico aveva bisogno di disegnare gli animali che cacciava per superare paure e incertezze? Oppure lo faceva in chiave mistica: spirituale o magica? Oppure l'uomo aveva bisogno di rappresentare scene di caccia perché la caccia era la sua attività principale quindi i disegni avevano uno scopo didattico? In tal caso le pareti delle grotte erano come gli odierni schermi per la proiezione delle presentazioni (realizzate con powerpoint o con altri software). Ma è come chiedere che scopo avevano i Nuraghi. Chi può dirlo con certezza?

30 ottobre 2009

Nella preistoria le origini dei sardi. Cagliari 31 ottobre 2009.

Emanuele Sanna
Sabato 31 ottobre alle 16 e 30 a Monte Claro (Cagliari) presentiamo il libro dell'antropologo Emanuele Sanna: Nella preistoria le origini dei sardi (CUEC, 2009). Vi è continuità genetica tra Nuragici e Sardi? C'è affinità genetica tra Sardi e Corsi? Chi furono i primi abitanti della Sardegna? Il libro tenta di rispondere a queste e altre domande e lo fa con un linguaggio chiaro e accessibile.
“Chi erano i Sardi e da dove provenivano e quando? Sono veramente diversi dagli altri italiani e perché?”. Abbiamo letto le ipotesi più svariate in proposito. Ci voleva un po’ di chiarezza. Il libro di Emanuele Sanna, docente dell’Università di Cagliari, cerca di rispondere a queste domande nei limiti in cui la Scienza ha certezze e non invece dubbi, ipotesi da controllare, dati certi o da verificare, ipotesi personali da supportare, quando possibile, con l’esperimento. [Dalla prefazione di Giovanni U. Floris]
Emanuele Sanna, laureato in Scienze Biologiche, Dottore di Ricerca in Scienze Antropologiche, è Professore Associato di Antropologia presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli studi di Cagliari. La sua attività di ricerca è documentata da 130 pubblicazioni in Riviste scientifiche internazionali e nazionali. Il suo campo di ricerca è principalmente rivolto a studi di Ecologia Umana. Con la Cuec ha pubblicato “Il popolamento della Sardegna e le origini dei sardi” (2006).

27 ottobre 2009

PAGINE DI SCIENZA. Cagliari 31 ottobre - 12 dicembre 2009

pagine di scienza Provincia di Cagliari - Provincia de Casteddu. Assessorato alle Politiche Culturali. PAGINE DI SCIENZA. Leggere il mondo con lenti di carta. A cura di Andrea Mameli, con la collaborazione di Scienza Società Scienza www.scienzasocietascienza.eu

Nella Preistoria le origini dei Sardi (CUEC Editrice, 2009) di Emanuele Sanna Sabato 31 ottobre - ore 16,30
Sala conferenze del Parco di Monte Claro, via Cadello 9/B. Coordina Andrea Mameli.

Molte nature (Raffaello Cortina Editore, 2008) di Enrico Bellone Giovedi 5 novembre Cagliari FestivalScienza, Centro Culturale Exma`: ore 11,00 Sala Conferenze Exma “Galileo e l’evoluzione della cultura”, ore 16,30 Caffe Exma, presentazione del libro “Molte nature”; con l’autore intervengono Roberto Paracchini e Giuseppe Mezzorani.

L’intelligenza degli animali (Cairo Publishing, 2009) di Danilo Mainardi Sabato 7 novembre - ore 16,30 Cagliari FestivalScienza, Sala conferenze Exma, con l’autore interviene Roberto Crnjar.

La fisica in casa (Giunti, 2009) di Emiliano Ricci Venerdi 20 Novembre - ore 16,30. Sala conferenze del Parco di Monte Claro, via Cadello 9/B con l’autore intervengono Giuliano Malloci e Andrea Mameli.

Ambiente e salute (Pensiero Scientifico Editore, 2009) di Fiorella Battaglia, Fabrizio Bianchi, Liliana Cori Sabato 12 dicembre - ore 16,30. Sala conferenze del Parco di Monte Claro, via Cadello 9/B
con gli autori interviene Luigi Minerba, coordina Paola Pintus.

Informazioni: Biblioteca Provinciale di Cagliari • Vico XIV S. Giovanni, 8/12 • 0704092901 • biblioteca@provincia.cagliari.it • www.provincia.cagliari.it

26 ottobre 2009

“In principio era energia” Ecco il Castello della scienza

storia energia laboratorio scienza Questo pomeriggio dalle 16 si parla di fantascienza, fumetti, nucleare e decrescita felice. In piazza Palazzo laboratori, incontri e spettacoli.
Energia e materia, materia ed energia: comunque la si giri, che piaccia oppure no, senza di loro oggi non ci sarebbe una storia dell'universo di cui parlare. Anzi, a ben vedere, senza i loro infiniti giochi, oggi non ci sarebbero né l'universo né l'uomo, più o meno sapiens. Perché la galassia, il sistema solare, la terra e quelli che la abitano non sono altro che una complicata commistione di materia, in infinite forme, ed energia, da ricavare (nulla si crea e nulla si distrugge), consumare e risparmiare.
Non sorprende, quindi, che il primo Festival della storia organizzato dalla compagnia dei Figli d'arte Medas abbia per titolo lo slogan “In principio era energia”. Né stupisce la scelta di affrontare il tema storico, potenzialmente incandescente, con strumenti e ragionamenti tipici del mondo scientifico, in una tre giorni - venerdì, ieri e oggi - in cui l'antico Palazzo di città, in piazza Palazzo a Cagliari, magicamente si trasforma in un palcoscenico per seminari, dialoghi, laboratori, incontri, narrazioni, spettacoli. Come in un breve e serrato percorso di conoscenza in cui l'unico requisito richiesto ai partecipanti più esperti è quello di usare un linguaggio accessibile a tutti, ma proprio tutti i livelli di pubblico.
Non a caso, venerdì, il festival si è aperto con “Energia in gioco”, un laboratorio interattivo per bambini curato da Giuliano Malloci, e con “Science show”, uno spettacolo per i grandi (con la presentazione in anteprima di Energy empire, gioco da tavolo sulle rinnovabili) realizzato da Gianluca Carta, Martina Manieli e Giuseppe Nieddu. Due momenti leggeri, tra giochi ed esperimenti, pensati per fare da antipasto agli interventi di due importanti personaggi del mondo accademico e scientifico italiano: Cesare Silvi, ingegnere nucleare e coordinatore del Gruppo per la storia dell'energia solare (Gses), intervenuto per illustrare con grande chiarezza la contrapposizione tra le “energie delle tenebre” (fossili e nucleari) e le “energie della luce” (il solare); e Silvano Tagliagambe, filosofo della scienza, chiamato ad affrontare il tema dell'energia «come chiave per insegnare ai giovani in modo innovativo ed efficace le materie scientifiche».
Mentre ieri, nella sala Sito archeologico, hanno tenuto banco altri due studiosi di valore: Bruno D'Aguanno, direttore del programma sulle Energie rinnovabili del centro di ricerca CRS4, che ha parlato della “Attualità dell'energia” nelle vicende del mondo contemporaneo; e Alessandro Mongili, ricercatore e sociologo della facoltà di Scienze politiche di Cagliari, che, con una relazione su “Energie, persone, reti: un sistema complesso”, ha affrontato il problema energetico in salsa sociale (chi usa l'energia, in che modo, quali organizzazioni ne curano la distribuzione).
Sempre nell'ottica di mischiare serio e faceto, in ognuna delle tre giornate, dopo ciascun intervento ecco un aperitivo al Caffè delle arti, all'insegna della convivialità, e uno spettacolo serale d'intrattenimento (dalle 21). Una messa in scena curata dall'attore Gianluca Medas con la collaborazione di esperti e musicisti, realizzata con l'utilizzo di diverse forme espressive (immagini, suoni, video, brani di recitazione) e dedicata ogni volta ad un tema diverso: venerdì all'origine dell'universo, con “Gaia, dalla creazione del mondo alle energie che circolano sulla terra”; ieri allo spreco delle risorse, con “Calore, il mondo consumato”; stasera agli scenari futuri (e per certi versi apocalittici) che si prospettano per il povero pianeta Terra, con “Utopie malate, narrazioni, immagini, evocazioni”.
Oggi, il festival chiude i battenti con i consueti laboratori del primo pomeriggio (dalle 16), seguiti da cinque conversazioni (dalle 17) coordinate dalla giornalista Manuela Vacca. Apriranno le danze ben due Daniele Barbieri: uno, giornalista, ricercatore e scrittore, parlerà di “Energia nella fantascienza”; l'altro, semiologo e docente all'università di Bologna, si occuperà di “Energia nel fumetto e il paradosso dello Steampunk”. A seguire, interverranno i fisici Michele Saba (“Energie rinnovabili nel futuro”) e Sergio Serci (“Il futuro dell'energia nucleare”), mentre chiuderà il giro il divulgatore scientifico e fondatore del Comitato per l'uso razionale dell'energia e del Movimento per la decrescita felice, Maurizio Pallante (“Decrescere per superare la crisi economica e la crisi energetica”). Alle 20, ci sarà spazio per un ultimo aperitivo e alle 21 gran finale con lo spettacolo “Utopie malate”, tra le incursioni dei Medas e una video registrazione con lo scrittore fantasy Valerio Evangelisti.
LORENZO MANUNZA
L'Unione Sarda, pagina della Cultura, 25 Ottobre 2009

25 ottobre 2009

Festival della storia. In principio era Energia (Foto: Sara Deidda)

oscilloscp
Tagliagambe
Medas In principio era Energia
Momenti emblematici del festival della storia dedicato all'energia: i bambini giocano con l'elettricità statica, la conferenza di Silvano Tagliagambe, lo spettacolo di Gianluca Medas. Cagliari, 23 ottobre 2009 (foto: Sara Deidda).

24 ottobre 2009

Ma cosa significa energia? Tre giornate di studi a Cagliari (L'Unione Sarda 23 ottobre 2009)

energia La capacità di compiere un lavoro, sia esso lo spostamento di un oggetto o il riscaldamento di un liquido, è una caratteristica fondamentale di qualsiasi sistema, vivente o inanimato, in tutto l'universo. Ma se la parola “energia” è una delle più usate dagli esseri umani, non altrettanto può dirsi dei concetti che essa sottende: non è per nulla facile spiegare cosa si intende esattamente per energia. Da oggi al 25 l'antico Palazzo di città di Cagliari sarà teatro di una serie di appuntamenti per tentare di comprendere lo sviluppo storico, gli scenari attuali e le prospettive del concetto di energia. Nei tre pomeriggi (a partire dalle 16 nella Sala Sito Archeologico) sono in programma laboratori interattivi per bambini e per grandi. Da un'epoca remota, in cui il concetto di energia era legato alla trasformazione dell'energia solare per opera delle piante e all'energia liberata dai muscoli umani e animali, siamo passati a uno scenario in cui la produzione di energia è un tema centrale per qualsiasi economia, dalla scala familare alla politica internazionale. Oggi alle 17 sono in programma le conversazioni tra l'ingegnere nucleare Cesare Silvi e il filosofo della scienza Silvano Tagliagambe. Alle 21 lo spettacolo “Gaia” (con Gianluca Medas e Alessandro Gallo).

21 ottobre 2009

La scienza assolve il cioccolato: «Un piacere, non una droga» (L'Unione Sarda, 21 ottobre 2009)

cioccolato Il dipartimento di tossicologia dell'Università di Cagliari libera il “cibo degli dei” dall'accusa di creare dipendenza
Nel 1517 l'imperatore azteco Montezuma offrì una bevanda mistica, amara e speziata, al condottiero spagnolo Hernan Cortés. Quella bevanda si chiamava xocolatl e si diffuse nel resto del mondo con il nome di cioccolato. Il segreto del successo di questo particolare alimento si nasconde nella sua composizione: circa 120 sostanze diverse, alcune delle quali in grado di attivare la produzione di endorfine. In particolare il cacao e suoi derivati agiscono su un neutrasmettitore collegato al benessere e all'euforia, chiamato anandamide, che il nostro organismo metabolizza molto rapidamente. Ritardando la metabolizzazione dell'anandamide il cioccolato consente di prolungare lo stato di benessere. Da qui il nome con cui nel 1753 Linneo classificò la pianta: Theobroma Cacao, ovvero cibo degli dei.
Uno studio del dipartimento di tossicologia dell'Università di Cagliari, guidato da Gaetano Di Chiara, ha esaminato gli effetti del consumo di cioccolato e di fonzies su animali sottoposti a osservazione sperimentale. Partendo dal fatto che le gratificazioni naturali costituiscono le sensazioni più remote nella scala evolutiva, e quindi sono comuni a tutti i mammiferi, lo scopo della ricerca consiste nel cercare di riprodurre una situazione in cui l'individuo manifesta un desiderio compulsivo nei confronti del cibo. Come accade nella bulimia nervosa e nella sindrome da alimentazione incontrollata (binge eating disorder).
Quando il cervello riceve uno stimolo i neuroni liberano i neurotrasmettitori, le sostanze che trasmettono le informazioni tra le cellule del sistema nervoso. Tra questi la dopamina riveste una determinante importanza nell'apprendimento associativo, quel processo che permette di collegare il ricordo di un evento piacevole con gli stimoli che inducono a riprovare la medesima sensazione. Un esempio eloquente, nel caso del cioccolato, è l'anticipazione del piacere al solo vederlo. Con la prima assunzione di cioccolato, in una specifica area del cervello, chiamata shell del nucleo accumbens, viene liberata una certa quantità di dopamina. In seguito però il livello di dopamina non cresce ogni volta che si assume cioccolato, ma riprende ad aumentare solo dopo alcuni giorni. Abbiamo chiesto alla curatrice dello studio, Valentina Bassareo, di evidenziare i contenuti della scoperta.
«Questo studio nasce dopo una lunga serie di ricerche durante le quali abbiamo studiato gli effetti di stimoli gratificanti naturali, come il cibo, e di stimoli gratificanti farmacologici, come le sostanze d'abuso, sul sistema dopaminergico mesolimbico. Questo è filogeneticamente antico ed è costituito da una serie di nuclei cerebrali. Di particolare interesse è la shell del nucleo accumbens che è implicata nella risposta al piacere. Semplificando possiamo dire che in seguito a ripetute somministrazioni di un farmaco d'abuso, qualunque sia il suo meccanismo d'azione, la dopamina nella shell viene continuamente stimolata. Nel caso del cibo, invece, la dopamina in quest'area aumenta solo dopo il primo consumo di cibo, ma non dopo i successivi. Questo è un tipo di meccanismo adattativo che si instaura forse per proteggerci e per far sì che non diventiamo dipendenti dal cibo come invece accade con le sostanze d'abuso. Infatti si pensa che questa dopamina che aumenta eccessivamente e ripetutamente nella shell del nucleo accumbens in seguito alla somministrazione di una “droga” possa dar luogo ad un apprendimento associativo abnorme che tiene l'individuo strettamente e patologicamente legato al farmaco.»
Cosa accade?
«L'individuo associa gli effetti particolarmente gratificanti indotti dal farmaco ad una serie di stimoli neutri che accompagnano l'utilizzo del farmaco stesso, come ad esempio i pusher, gli amici, il luogo in cui si consuma la droga o in cui si compra. Quando invece facciamo esperienza di un buon pasto la dopamina aumenta la prima volta per far sì che noi associamo quel cibo alle sue proprietà gratificanti, ma poi una volta appreso non abbiamo più bisogno che questa associazione venga ancora registrata. È un meccanismo del tutto naturale. I farmaci d'abuso mimano i gratificanti naturali, ma si inseriscono direttamente nei circuiti del piacere stimolandoli eccessivamente e non in modo naturale come nell'altro caso.»
Allora non dobbiamo criminalizzare il cioccolato?
«Assolutamente no, possiamo continuare a mangiare il cioccolato con tranquillità. La dipendenza da cibo è una patologia ben complessa che certo non si instaura per aver mangiato qualche pezzetto di cioccolato in più. Piuttosto magari dovremo fare i conti con la bilancia».
Cosa resta da scoprire?
«Diciamo che siamo solo agli inizi. Continueremo la nostra ricerca in questa direzione, dedicandoci allo studio delle risposte del sistema dopaminergico mesocorticolimbico durante le varie fasi dell'apprendimento associativo».
Chi ha partecipato a queste ricerche?
«La ricerca è durata circa due anni e hanno partecipato Paolo Musio, dottorando in Tossicologia, e alcuni studenti che frequentavano il nostro laboratorio per la preparazione della tesi di laurea: Silvia Sanna Semprevivo, Francesca Muntoni, Francesca Arabini, Giovanni Ledda, Marianna Contu, Stefania Orrù, Francesca Concas, Sabrina Marogna».
ANDREA MAMELI

14 ottobre 2009

IN PRINCIPIO ERA ENERGIA Cagliari Festival della Storia 23-24-25 ottobre 2009

energia cagliari
IN PRINCIPIO ERA ENERGIA... Prima edizione del Festival della Storia di Cagliari: dal 23 al 25 ottobre 2009.
Antico Palazzo di Città, Piazza Palazzo. Ingresso libero.
VENERDT' 23 - ENERGIA IERI SALA SITO ARCHEOLOGICO
16:00 Laboratori energetici interattivi per bambini a cura di Giuliano Malloci (Laboratorio Scienza) Energia in gioco
16:00 Science Show: Energia nel passato, a cura di Martina Manieli, Gianluca Carta, Giuseppe Nieddu (Energy Empire)
17:00 Conversazioni (Coordina il giornalista scientifico Andrea Mameli)
Cesare Silvi • La storia dell’Energia
La storia dell’Energia è soprattutto la storia dell’Energia solare, dalle forme fossili a quelle rinnovabili, e più recentemente dell’Energia nucleare
Silvano Tagliagambe • L’Energia nello sviluppo storico della scienza
Le esperienze didattiche più innovative di insegnamento della fisica mostrano l’efficacia di un approccio incardinato su un concetto di Energia e sullo sviluppo storico dell’approccio scientifico a questo concetto
20:00 Aperitivo al Caffè delle Arti (Via del Fossario, 6 euro per i partecipanti al Festival della Storia)
SALA BAROCCA
Spettacolo Gaia - dalla creazione del mondo alle energie che circolano sulla Terra
Con: Gianluca Medas (voce narrante) e Alessandro Gallo (tecnico meteo)
Musiche: Modular Quartet (Marco Caredda, Francesco Ciminiello, Roberto Migoni, Roberto Pellegrini) In principio un enorme uovo conteneva tutto, poi ci fu un’esplosione che mise in movimento ogni cosa. Ecco Kenorland ed ecco la Vita ed ecco flussi e flussi di Energia che ancora oggi avvolgono e scuotono il Pianeta.
SABATO 24 - ENERGIA OGGI SALA SITO ARCHEOLOGICO
16:00 Laboratori energetici interattivi per bambini a cura di Giuliano Malloci (Laboratorio Scienza) Energia in gioco
16:00 Science Show: Energia nel presente, a cura di Martina Manieli, Gianluca Carta, Giuseppe Nieddu (Energy Empire)
17:00 Conversazioni (Coordina il giornalista scientifico Mauro Scanu)
Bruno D’Aguanno - Attualità dell’Energia
Oggi, e come mai prima nella storia dell’umanità, l’Energia è fondamentale nella gestione del presente e nella costruzione di un futuro sostenibile
Alessandro Mongili - Energie, persone, reti: un sistema complesso
Per spiegare i mutamenti, le torsioni, i conservatorismi dei sistemi energetici occorre capire la loro articolazione e il fatto che coinvolgano usi, tipi d’utenti, organizzazioni che ne curano la distribuzione e la diffusione
20:00 Aperitivo al Caffè delle Arti (Via del Fossario, 6 euro per i partecipanti al Festival della Storia)
SALA BAROCCA
21:00 Spettacolo Calore - Il Mondo Consumato
Con Gianluca Medas (voce narrante) e Gianni Marilotti (scrittore)
Musiche: Massimo Loriga (sax soprano, armonica diatonica, trunfa, sulitu, flauto traverso), Andrea Congia (chitarra classica), Frantziscu “Arrogalla” Medda (live electronics)
Visual: Elisa Campanelli (Elektrika)
Una domanda molto semplice viene proposta al pubblico di questo incontro:
Ci interessa il futuro dei nostri figli oppure non ci importa nulla delle condizioni del pianeta che lasceremo loro in eredità?
DOMENICA 25 - ENERGIA DOMANI
SALA SITO ARCHEOLOGICO
16:00 Laboratori energetici interattivi per bambini a cura di Giuliano Malloci (Laboratorio Scienza) Energia in gioco
16:00 Science Show: Energia nel futuro, a cura di Martina Manieli, Gianluca Carta, Giuseppe Nieddu (Energy Empire)
17:00 Conversazioni (Coordina la giornalista Manuela Vacca)
Daniele Barbieri - L’Energia nella fantascienza
Dove si ragionerà sull’Energia nella fantascienza, ovvero: nuvole di pace e di guerra, più qualche nuvola passante
Daniele Barbieri - L’Energia nel fumetto e il paradosso dello steampunk
L’universo dello steampunk è quello di un paradossale futuro ambientato nel passato, e può essere per questo un punto di partenza privilegiato per osservare come si parla di Energia negli universi del fumetto
Michele Saba - Energie rinnovabili nel futuro
Il nostro benessere dipende dalla disponibilità di Energia, ma petrolio e carbone ci stanno portando al collasso climatico ed economico. È possibile un futuro benessere basato sulle energie rinnovabili?
Sergio Serci - Il futuro dell’Energia nucleare
Verrà fatto il punto sulla situazione attuale e sul possibile sviluppo futuro con i reattori a fissione di IV generazione o con i reattori a fusione di tipo Tokamak
Maurizio Pallante - Decrescere per superare la crisi economica e la crisi energetica
In un mondo dove benessere, felicità e sicurezza economica sono apparentemente legati alle produzioni esagerate e allo spreco di risorse, un’analisi razionale della realtà ci porta a scoprire la decrescita come soluzione naturale
20:00 Aperitivo al Caffè delle Arti (Via del Fossario, 6 euro per i partecipanti al Festival della Storia)
SALA BAROCCA
21:00 Spettacolo Utopie Malate – Narrazioni, Immagini, Evocazioni
Video Registrazione con Valerio Evangelisti e Incursioni di Gianluca Medas
Musiche: Filippo Medas
Parole che narrano scenari futuri, scenari potenzialmente apocalittici dipinti dai grandi della Fantascienza e dai giochi narrativi di Valerio Evangelisti e di Gianluca Medas

CREDITI
RELATORI
Daniele Barbieri - Vive con un piede nella realtà (giornalista, formatore, ricercatore, occasionalmente attore e scrittore) e con un piede nella fantascienza e dintorni
Daniele Barbieri - Semiologo, saggista, Docente all’ISIA di Urbino all’Università di Bologna (Scuola Superiore di Studi Umanistici). Si occupa di ricezione testuale e di narrazione per immagini
Bruno D’Aguanno - Direttore del programma di “Energie Rinnovabili” del CRS4, è stato professore associato temporaneo nei Dipartimenti degli Stati Condensati della Materia dell’Università di Costanza e di Berlino
Alessandro Mongili - Ricercatore presso il Dipartimento di Ricerche Economiche e Sociali della Facoltà di Scienze Politiche di Cagliari, dove insegna Sociologia e Sociologia della tecnica
Maurizio Pallante - Laureato in lettere, divulgatore scientifico sui rapporti tra ecologia, tecnologia e economia, Fondatore del Comitato per l’uso razionale dell’Energia e del Movimento per la Decrescita Felice
Michele Saba - Fisico sperimentale, dopo aver lavorato diversi anni in Svizzera e Stati Uniti, studia ora all’Università di Cagliari l’interazione tra la luce e la materia
Sergio Serci - Ordinario di fisica nucleare presso l’Università di Cagliari. La sua attività di ricerca si svolge in prevalenza al CERN di Ginevra, attualmente è impegnato nello studio di un nuovo stato della materia nucleare: il quark-gluon-plasma
Cesare Silvi - Ingegnere Meccanico e Nucleare, coordina il Gruppo per la Storia dell’Energia Solare (GSES). È Presidente del Comitato Nazionale “La storia dell’Energia solare” e coordinatore del “Solar Energy History Standing Committee”
Silvano Tagliagambe - Filosofo della scienza, saggista. Ha insegnato presso l’Università di Cagliari, Pisa, Roma La Sapienza e Sassari. È stato Vice presidente del CRS4 e membro di numerose Commissioni
Ministeriali
COORDINATORI
Manuela Vacca - Laurea in Economia e dottorato di ricerca in Turismo sostenibile e culturale, è giornalista e appassionata di fumetti e fantascienza
Mauro Scanu - Giornalista scientifico. Attualmente è caporedattore della rivista ENEL INSIEME. E’ autore di saggi e di programmi televisivi. Con Andrea Mameli ha scritto “Scienziati di ventura”
Andrea Mameli - Laurea in Fisica e Master in Comunicazione della Scienza, è giornalista scientifico e divulgatore. Ricercatore del CRS4 nel programma Energie Rinnovabili
in principio era energia LABORATORI
Energia in gioco: il laboratorio fa uso di giochi/exhibits scientifici con cui si mettono in evidenza diverse forme di Energia, da quella meccanica a quella elettromagnetica, passando per le principali fonti di
Energia rinnovabile. Si mostrano inoltre alcuni semplici giochi realizzati con materiale da riciclo
Giuliano Malloci: laurea e dottorato in Fisica (Università di Cagliari), oltre all’attività di ricerca in astrochimica (INAF-Osservatorio Astronomico) e scienza dei materiali (Dipartimento di Fisica) si occupa di diffusione della cultura scientifica (Laboratorio Scienza)
Energy Empire: lo Science Show illustrerà la Storia dell’Energia attraverso modellini e immagini. Sarà suddiviso in tre capitoli: passato, presente e futuro. Sarà inoltre presentato in anteprima Energy Empire,
gioco da tavolo sulle Energie Rinnovabili, realizzato da: Gianluca Carta, Martina Manieli e Giuseppe Nieddu. Il loro obiettivo è comunicare la scienza e discutere di tematiche legate all’Energia in modo originale e creativo.

Giro del mondo a bordo dell'arte (L'Unione Sarda 4 ottobre 2009)

plexus
L'originale esperienza di “Plexus” che, tra mostre e incontri, affronta i temi cruciali del nostro tempo
Sandro Dernini e una navigazione lunga 27 anni
Domenica 04 ottobre 2009

Una navigazione che dura da 27 anni. Un percorso culturale che affonda le radici nei movimenti artistici degli anni Settanta e oggi si ripresenta con una massiccia presenza in Internet e nuove iniziative. Si intitola “Plexus” e si è sviluppato in quattro continenti, a partire da New York, nel 1982, per poi toccare varie zone della Sardegna, fino a Sidney, Dakar e molti altri luoghi. Oggi la storia di questa esperienza multiculturale rivive in un libro: Plexus Black Box (Editrice Università La Sapienza, 330 pagine, 23 euro).
L'autore, Sandro Dernini, incarna la stessa essenza di “Plexus”, essendo al tempo stesso scienziato e artista. Laurea in Biologia a Cagliari e Dottorato di ricerca alla New York University, dal 2007 lavora all'Istituto nazionale di ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione. Dernini è coordinatore del Forum sulle Culture alimentari del Mediterraneo e della Rete euromediterranea sulle Culture alimentari, nonché del Comitato italiano “Nutrire la Mente, Combattere la Fame”.
Il libro non illustra solo il cammino, lungo e articolato, di questa originale esperienza artistica, ma scava alla ricerca delle chiavi di lettura del nostro tempo. Per questo Plexus Black Box rappresenta un utile solco scavato tra arte e scienza, uno spaccato al quale ci si può avvicinare per osservare un mondo poco visibile ma non per questo meno vivo. Quello dell'arte che si mischia con la quotidianità, che si incrocia con la ricerca scientifica, che esamina e fa rivivere la storia. «Il linguaggio metaforico dell'arte - spiega Dernini - può consentirci di superare i confini dei campi specialistici, lavorando in strutture concatenate. Spazio-tempo, arte, scienza, storia, possono solo essere compresse in un continuum in evoluzione, mai consumato, di cui abbiamo solo una percezione imperfetta attraverso i suoi sviluppi e salti o discontinuità. La metafora di “Plexus” è il serpente che si mangia la coda e in questo modo si nutre di se stesso e non si consuma ma si trasforma continuamente».
Richiamando lo storico Morse Peckham, secondo il quale l'arte è “un meccanismo di adattamento” in quanto costituisce un'opportunità di sperimentare il disordine, Dernini stabilisce che la creazione artistica e la sua fruzione rappresentano per la specie umana un modo per addestrarsi alla percezione del caos.
La storia di “Plexus” raccontata da Dernini è anche una storia di sensibilità e di attenzione verso le forme contemporanee di schiavitù e insieme un grido di dolore contro la mercificazione dell'arte. Ma è anche un'analisi di fenomeni che danneggiano l'ambiente e lo stesso genere umano. Così le parole chiave di “Plexus” Erosions and renaissance (erosioni e rinascita) si stagliano in difesa della memoria, dell'identità, delle biodiversità, dei diritti umani. E se l'artista agisce, come si diceva un tempo, all'insegna dell'impegno civile, ecco che “Plexus” propone l'arte come strumento di rinascita: in questo contesto la Casa degli Schiavi nell'isola di Goree, in Senegal, oggi assediata dall'erosione marina, è diventata il simbolo di tutte le situazioni di degrado. Così il sito aborigeno australiano, anch'esso soggetto all'erosione.
I viaggi di “Plexus” hanno toccato New York, per discutere dell'erosione dei diritti umani, Barcellona per affrontare il rischio di calo delle capacità cognitive, hanno raggiunto la Sardegna (Cagliari, Carloforte, Gavoi) per dedicarsi al problema della desertificazione. Quanto agli accostamenti tra nutrimento e cultura gli animatori di “Plexus” ricordano che la combinazione di cibo e arte era la norma nel bacino del Mediterraneo da almeno 4 mila anni.
Secondo Dernini «è necessario collegare l'arte al concetto di benessere» e per rendere evidente l'impegno per la salvaguardia del patrimonio culturale e alimentare mediterraneo gli artisti di “Plexus” hanno costruito “l'Arca del Well Being”, presentata al Palazzo delle Esposizioni di Roma in occasione del Vertice mondiale dell'Alimentazione del 1996: “Mangiando l'Arte/Cogliamo il Meglio del Nostro Cibo/Cibo per Tutti”. Anche, e specialmente, in tempi di crisi «l'arte è una risorsa comunitaria per lo sviluppo sostenibile». Dernini mette quindi in risalto il ruolo dell'artista, autentico «difensore di conoscenza e bellezza che resiste all'erosione della memoria storica comune, contro il rischio dell'appiattimento culturale».
Richiamando ancora Peckham, secondo il quale l'arte sarebbe un meccanismo biologico di adattamento in quanto opportunità per sperimentare il disordine, Dernini stabilisce che la creazione artistica e la sua fruizione hanno lo scopo di esercitare la nostra percezione del caos, caratteristica tipica dell'ecosistema in cui viviamo.
La prossima tappa dell'“Arca del Well Being” sarà il congresso internazionale dedicato alla Giornata mondiale dell'alimentazione “La dieta mediterranea oggi, una dieta sostenibile”, in programma il 2 novembre a Parma. Per il vascello degli schiavi dell'arte, approdato nell'oceano telematico, la navigazione non è fatta soltanto di incontri e mostre: i video raccolti su Youtube e nel sito www.plexusforum.net costituiscono un grande patrimonio.
ANDREA MAMELI

08 ottobre 2009

L'orologio cellulare che controlla il filo della longevità (L'Unione Sarda, 6 ottobre 2009)

unione sarda nobel medicina 2009 Il massimo riconoscimento internazionale per le ricerche biomediche è andato a tre scienziati statunitensi, Elizabeth H. Blackburn, Carol W. Greider e Jack W. Szostak, per la scoperta delle funzioni dei telomeri. Come dire che i tre ricercatori hanno risolto uno dei maggiori problemi della biologia. Ovvero, in che modo i cromosomi possono essere copiati completamente durante le divisioni cellulari e come vengono protetti dalla degradazione. A Manuela Uda, responsabile del progetto di ricerche genetiche ProgeNIA, del laboratorio Inn-Cnr di Lanusei, abbiamo chiesto un commento sulla notizia.
Cosa significa questo Nobel per la genetica?
«L'accorciamento dei telomeri, che corrisponde alla parte terminale del cromosoma, è stato proposto come “orologio” dell'invecchiamento delle cellule. In seguito alla riproduzione cellulare la loro lunghezza si riduce progressivamente fino a quando non riescono più ad agire in funzione protettiva nei confronti dei cromosomi. Le cellule quindi non riescono più a riprodursi correttamente e di conseguenza invecchiano e muoiono. Alla base del processo c'è un enzima chiamato telomerasi, che può scongiurare questo destino sintetizzando, ovvero duplicando, sempre nuove sequenze telomeriche. Questo enzima quindi, implicato nell'invecchiamento cellulare, viene considerato un indicatore di rischio di numerose malattie. In particolare alcuni tipi di tumori».
L'importanza per le ricerche biomediche?
«Quest'anno il Nobel per la Medicina ha ricompensato la ricerca di base premiando una scoperta fondamentale che ha stimolato lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche con importanti riflessi soprattutto in campo oncologico».
Perché questi studi sono importanti per gli studi sulla longevità?
«L'invecchiamento è determinato da numerosi fattori tra cui questo premiato con il Nobel. Nelle cellule tumorali i telomeri sono anomali e ci si è chiesti se vi può essere una relazione con la longevità. Questa ricerca entra in un contesto ampio che riguarda gli studi sulla longevità».
Perché la Sardegna è al centro di studi genetici sulla longevità?
«I sardi hanno conservato alcune caratteristiche e sono quindi ideali per questo tipo di studi. La popolazione sarda ha un patrimonio genetico unico, frutto di secoli di isolamento, e questo determina la sua grande importanza nel campo della ricerca. Inoltre i fattori ambientali sono molto omogenei. Ciò ha permesso di ritrovare ancora oggi delle caratteristiche molto preziose per questo campo scientifico».
Che effetto fa pensare che per la prima volta vengono premiate due donne mentre i Nobel al femminile sono appena il 10 per cento del totale?

«Fa sicuramente molto piacere vedere che il lavoro di due donne viene riconosciuto con il premio più importante. E questo in qualche modo riflette il loro impegno sempre più consistente nel mondo della ricerca. Si tratta sicuramente di un segnale importante che deve essere di grande stimolo per noi ricercatrici».
ANDREA MAMELI

30 settembre 2009

Nei magici mondi di Archimede Pitagorico (L'Unione Sarda, 29 settembre 2009)

Archimede Unione Sarda Leggendo le storie delle invenzioni e dei brevetti si nota l'importanza nella vita quotidiana di piccole e grandi innovazioni. Leggendo più a fondo colpisce la varietà di condizioni che hanno portato alla nascita e al miglioramento di dispositivi e tecnologie, a volte alla base di veri mutamenti epocali. Colpisce osservare quante volte la casualità degli eventi ha permesso risultati che altrimenti non sarebbero mai arrivati o sarebbero giunti molto più tardi, come la finestra lasciata aperta cui dobbiamo la scoperta degli antibiotici. Non sempre le storie sono tali: spesso si tratta di leggende o mezze verità (e mezze invenzioni).
INVENTORI E IMPOSTORI Altre volte la paternità di un'idea non appartiene al nome cui viene normalmente associata ma vi sono altri nomi, altre storie. E, come racconta Inventors and Impostors. How history forgot the true heroes of invention and discovery (“Inventori e Impostori, come la storia dimentica i veri eroi delle invenzioni e delle scoperte”, Crimson Publishing, 2008), a volte l'invenzione nasce dalla convergenza di più idee. Il libro, non ancora tradotto in italiano, arretra la scoperta del continente americano al tempo dei Fenici e quella del motore a vapore a Erone D'Alessandria, azzera le controversie sulle origini del telegrafo e del telefono introducendo inventori quasi del tutto sconosciuti. Scritto dagli storici Daniel Diehl e Mark P. Donnelly, dedica le ultime pagine alla ricercatrice Rosalind Franklin la quale condusse gli esperimenti che hanno permesso di fotografare ai raggi X la struttura del Dna. La Franklin, se non fosse stata uccisa dal cancro a 37 anni, il 16 aprile del 1958, forse a causa della massiccia esposizione alle radiazioni, avrebbe svelato da sola la struttura del Dna, così il Nobel per la Medicina del 1962 fu consegnato a James Watson e Francis Crick.
Una serie di storie che si discostano da quelle “ufficiali”sono raccolte anche da Carlo Gubitosa in Hacker, scienziati e pionieri, storia sociale del ciberspazio e della comunicazione elettronica (Stampa Alternativa, 2007). Una “deformazione della storia” che ha mietuto molte vittime: «Samuel Morse - scrive Gubitosa - non ha inventato il telegrafo, Thomas Edison non ha inventato la lampadina, Alexander Bell non ha inventato il telefono, Guglielmo Marconi non ha inventato la radio, Bill Gates non ha inventato l'MS-Dos, o almeno non l'hanno fatto secondo il senso e l'accezione comune che diamo al termine invenzione».
IL GENIO DI SEUI Ci sono poi inventori i cui nomi si scoprono solo se qualche museo conserva qualche traccia. È il caso di Augusto Bissiri, nato a Seui il 10 settembre 1879, a 26 anni emigra in America e si distingue per creatività: a suo nome esistono una decina di brevetti depositati negli Usa. Una targa del sindaco di New York, dedicata a Bissiri, è esposta nell'archivio dell'emigrazione di Casa Farci a Seui (dove il Liceo Scientifico porta il suo cognome). In un articolo di 11 anni fa pubblicato dal mensile Il Messaggero Sardo, intitolato Augusto Bissiri inventore della televisione , si legge che nel 1905 l'inventore sardo si trasferisce nella Grande Mela e cita L'Unione Sarda del 22 maggio 1906: «Ai valorosi che, come il giovane Bissiri, per il bene dell'umanità si sacrificano, vada il nostro plauso e la nostra ammirazione».
Nel 1906 Bissiri riesce a trasmettere una fotografia da una stanza a un'altra e nel 1917 da Londra e New York con un apparecchio, di sua invenzione, brevettato il 4 gennaio 1928 a Los Angeles. L'articolo descrive poi altre invenzioni, come il sistema che si avvicina molto all'apparecchio televisivo e un dispositivo per evitare lo scrontro fra treni. Effettuando ricerche tra i brevetti depositati negli Usa si scoprono altre invenzioni di Bissiri: una cerbottana per il lancio di aerei di legno leggero con ali retrattili (1928), una Pulitrice automatica per dischi telefonici (1930), un Sistema per spegnere le sigarette con una sferetta piena d'acqua (1933), un Dispensatore automatico di palline a moneta (1935).
IL MONDO CAMBIATO Ma se vogliamo dare uno sguardo alle innovazioni la lettura più indicata è il libro di Antonio Cianci Eureka! 100 inventori + 100 invenzioni che ci hanno cambiato la vita (De Agostini, 2009, 22 pagine, 11 euro). Cianci, ingegnere, esperto di processi innovativi, nonché amministratore delegato di una societa specializzata in progetti di cambiamento organizzativo (Keypeople), con questo libro svela le storie nascoste dietro 100 idee che si sono tramutate in oggetti, procedure innovative e sistemi complessi. Ogni scoperta, è la lezione di Antonio Cianci, nasce dalla combinazione di numerosi fattori che riguardano il singolo individuo (competenze, passione, tenacia, creatività), il gruppo (le collaborazioni, la competizione, i gruppi di ricerca), le risorse (infrastrutture, finanziamenti, investitori coraggiosi) e alcune variabili ingovernabili (gli errori, gli incidenti, la serendipità delle scoperte).
A volte il valore dell'innovazione risiede nella possibilità di dar vita ad altre innovazioni (come il microchip, brevettato nel 1959, per lo sviluppo del computer), altre nel miglioramento delle condizioni per la vita umana (la carta igienica, il mouse, la lavatrice e la lavastoviglie) o nelle opportunità di svago (il Monopoli, 1953) e di piacere (la vasca idromassaggio, 1956). Al libro è associato un blog - www.antoniocianci.com - nel quale l'autore presenta altre storie di inventori e invenzioni e dialoga con i lettori, con i curiosi e con l'Archimede Pitagorico che è in noi.
ANDREA MAMELI
(L'Unione Sarda, 29 settembre 2009)

15 settembre 2009

Sale e pepe nelle batterie (ecologiche) di domani?

Una ricerca dell'università svedese di Uppsala ha generato un nuovo tipo di batteria sottile e flessibile, basata su cellulosa (ricavato da alghe marine e lacustri) e sale. La nuova batteria carica molto più velocemente di quelle al Litio.
L'articolo originale, pubblicato su Nano Letters (September 9, 2009)
Ultrafast All-Polymer Paper-Based Batteries
batteria

A Salt and Paper Battery technologyreview - September 15, 2009

Salt and Paper Battery May One Day Replace Lithium Batteries physorg.com - September 15th, 2009 by John Messina