20 ottobre 2021

Return to Sea and Sardinia: il film è finito. Ma non andate in pace

Return to Sea and Sardinia, prodotto e realizzato da The Visual Guys, con il supporto della D.H. Lawrence Society of Great Britain per il Centesimo Anniversario della pubblicazione di Sea and Sardinia (1921), vede finalmente la luce. Ci sono voluti tre anni, da parte dal regista e fotografo Daniele Marzeddu, insieme ai suoi collaboratori, per portare a termine questo ambizioso progetto. Restituire una Sardegna e una Sicilia dell'oggi, dopo 100 anni, poteva risultare insidioso, banalizzante, svilente. Invece osservando questa pellicola si scopre il tratto distintivo della novità. Di quelle inquadrature, scelte di montaggio, tutto quello che è riuscito ma che non ti sai spiegare perché e come. Sai solo che ti piace.



E la colonna sonora in questo fornisce il suo contributo potente, se non determinante: nel grande lavoro di composizione e di ricerca compiuto da Glåsbird (dell’etichetta britannica WhiteLabRecs) come pure, ma in maniera completamente differente, da parte dei preziosi inserti del “Coro Femminile Urisè” di Orosei per culminare con l'esplosione dei Kenze Neke



Il film, realizzato con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission – Fondo location scouting, accosta alle immagini in bianco e nero, pensate e realizzate da Marzeddu, un poderoso repertorio del fondo “La tua Memoria è la nostra Storia” messo a disposizione dalla Società Umanitaria – Cineteca Sarda



In questo lavoro si scava, autenticamente, fino all’archetipo dell’immagine fotografica. Fino al punto in cui le immagini di un secolo fa quasi non si distinguono da quelle attuali. Ma a tratti le distanze aumentano e questo inseguimento, quasi un film nel film, rivela la sua bellezza.
Sono orgoglioso di aver potuto fornire un piccolo contributo alla realizzazione di quest'opera, ma la sorpresa di fronte al lavoro finale è stata enorme anche per me.


Ci sono film che non si dimostrano all'altezza delle promesse, delle anticipazioni, dal trailer alle foto di scena. E ce ne sono altri (e per me Return to sea and Sardinia è tra questi) che mostrano viceversa una salto in avanti tale che nessun estratto potrebbe restituirne la grandezza. 
 
Devo dire, infine, che ci sono anche almeno altre due dimensioni di riflessione dentro Return to sea and Sardinia. 
Una è il confronto con il libro. Questa io non sono in grado di farla. Il libro di Lawrence l'ho letto, sì, ma non saprei come confrontarlo con un lavoro che lo segue a 100 anni di distanza, con altri obiettivi e altri contesti. Eppure, questo mi sento di affermarlo, Sea and Sardinia conserva intatto il suo valore di libro di viaggio. E quindi è giusto fermarsi ancora una volta, con ammirazione, a pensare quanto quest'uomo sia stato in grado di incidere sulla nostra percezione e forse in qualche misura anche sulla nostra storia.



L'altra è la constatazione che mi ha spinto a inserire una negazione di pace nel titolo di questo post. Perché? Perché dopo la visione di questo film, dopo aver ammirato la Sardegna, dopo aver sofferto per lei, la mia mente ronza intorno al come sarebbe stata se, come saremmo stati se, come saremmo se... Discorso analogo vale per la Sicilia, ovviamente, ma io mi limito qui a tormentarmi per la mia isola, non voglio accollarmene un'altra. Cosa sto dicendo? Che quest'opera di Marzeddu potrebbe diventare interessare antropologi e sociologi? Forse. Ma a me basta il tormento che mi genera. Nel senso, sia detto per amor di verità, che il film mi piace e molto. Ma è la Sardegna che come sempre mi attanaglia, con le sue occasioni mancate, le sue bellezze maltrattate e le sue ipocrisie smaccate.

Quindi bravo Daniele con tutta la troupe. Grazie alla Fondazione Film Commission e alla Società Umanitaria – Cineteca Sarda. Queste sono cose buone e giuste. E di cui c'è bisogno.
Ma non pensate di addentare questo lavoro senza badare alle conseguenze per la vostra coscienza.

Andrea Mameli, Linguaggio Macchina, 20 Ottobre 2021

La troupe internazionale che ha realizzato Return to sea and Sardinia: Daniele Marzeddu, regista e ideatore del progetto; Vicki Baker, Director Assistant e Fotografa di scena; Antonio Meloni, fonico & visual effects; WhiteLabRecs, Soundtrack Production, Audio Mastering.

Le tappe del viaggio compiuto per la lavorazione del film: Cagliari, Mandas, Sorgono, Tonara, Gavoi, Nuoro, Orosei, Siniscola, Olbia, Taormina, Palermo, Cagliari.

Daniele Marzeddu (photocredit Vicki Baker)
Daniele Marzeddu (photocredit: Vicki Baker)








13 ottobre 2021

Birra e formaggio blu nel menu di 2700 anni fa. Uno studio del centro di ricerca Eurac Research di Bolzano e del Museo di storia naturale di Vienna

Grazie alla collaborazione tra ricercatori del centro di ricerca Eurac Research di Bolzano e del Museo di storia naturale di Vienna oggi abbiamo nuove informazioni sulle abitudini alimentari della preistoria in Europa.
Queste ricerche, realizzate studiando escrementi umani rinvenuti nella miniera di sale di Hallstatt, si intrecciano con la storia della produzione del formaggio e della birra: in particolare è stato documentato il consumo di formaggio blu a partire dall’età del bronzo. 
Le indagini sono state condotte su escrementi umani (coproliti) che risalgono al periodo compreso tra l’età del bronzo e il barocco e si è rivelata particolarmente fruttuosa la combinazione di metodi archeologici e di tecnologie biomolecolari.
Sono state trovate anche evidenze della capacità di preparazione della birra. 
Quella di Hallstatt è la più antica miniera di sale in funzione esistente al mondo. Grazie all’alta concentrazione di sale nelle gallerie e alla temperatura costante di 8°C, i resti millenari, tra cui frammenti di materiali organici (tessuti, utensili, resti di cibo) si sono conservati eccezionalmente bene. Questo vale anche per gli escrementi umani che contengono DNA umano, DNA di batteri intestinali e proteine di cibo ingerito.
In un campione dell’età del ferro i ricercatori hanno scoperto grandi quantità di due specie di funghi: Penicillium roqueforti e Saccharomyces cerevisiae. L'aspetto interessante è che questi funghi vengono usati per raffinare e far fermentare il cibo, in questo caso formaggio blu e birra.
“Le analisi - spiega Frank Maixner, microbiologo di Eurac Research - mostrano chiare indicazioni che queste specifiche varianti di lievito non sono state utilizzate casualmente, ma sono state specificamente coltivate e utilizzate per la produzione di birra. È stato documentato anche il consumo di un piatto che consisteva essenzialmente di sangue di bestiame, forse un sanguinaccio dell’età del ferro." 
Dagli escrementi, attraverso esami microscopici e molecolari, è stato possibile ricostruire la dieta dei minatori nel corso di 3.000 anni: ricca di fibre e carboidrati, con integrazione di proteine da fagioli e occasionalmente da frutta, noci o cibo animale. 
Sono emerse anche informazioni molto accurate sulla colonizzazione batterica dell’intestino, cioè sul microbioma intestinale. Lo studio ha dimostrato che il minatore dell’età barocca mangiava grano in una forma più elaborata (quindi finemente macinato) rispetto al quello delletà del bronzo o del ferro.
Il suo microbioma è più simile a quello di Ötzi (che Maixner e colleghi avevano già analizzato in uno studio precedente basato sul contenuto dell’intestino) che a quello di una persona che vive nella odierna società industriale. 
“Se 300 anni fa - spiega Frank Maixner - le persone avevano ancora un microbioma simile a quello dei loro antenati di migliaia di anni fa, ciò significa che si sono verificati grandi cambiamenti in un periodo di tempo relativamente breve. L’impoverimento del microbioma dovuto allo stile di vita delle società industriali occidentali è ora riconosciuto dagli scienziati come un fattore importante in relazione a numerose malattie, anche se molti aspetti non sono ancora stati studiati."
La cooperazione e lo scambio tra archeologia e biologia molecolare si sono dimostrati particolarmente fruttuosi per le recenti scoperte e ora costituiscono la base per ulteriori progetti interdisciplinari.
Coordinati da Eurac Research e dal Museo di storia naturale di Vienna, anche il Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata (CIBIO) dell’Università di Trento e l’Institute for Systems Biology di Seattle (USA) sono stati coinvolti nello studio. 
La ricerca archeologica nella miniera di sale di Hallstatt è sostenuta dalla cooperazione tra il Museo di storia naturale di Vienna, la Salinen Austria AG e la Salzwelten GmbH.
I campioni di coproliti analizzati nello studio

Escremento umano vecchio di 2600 anni rinvenuto nella miniera di Hallstatt


Hallstatt: archeologi scavano un pozzo dell'età del bronzo

Laboratorio per lo studio del DNA antico. Istituto per lo studio delle mummie. Eurac Research

10 ottobre 2021

Eva Mameli, scienziata e ambientalista, ha formato generazioni di floricultori e agricoltori

Eva Mameli è stata una botanica e naturalista,  una delle prime persone in Italia a dedicarsi alla protezione e conservazione degli uccelli insettivori, un'ambientalista ante litteram. Eva è stata anche la prima donna a ottenere la libera docenza in una università italiana.

Eva Mameli

Dopo aver conseguito la prima laurea in Matematica all'Università di Cagliari, parte per Pavia al seguito del fratello, Efisio Mameli, chimico di spicco e professore universitario in quella città. 

Nel 1907, all'età di 21 anni, si laurea in Scienze Naturali a Pavia.

Autrice di oltre 200 articoli scientifici (su lichenologia, micologia, fisiologia vegetale, genetica applicata alle piante, fitopatologia e floricoltura), il primo dei quali dedicato al genere Fumaria (dal latino fumus terrae, "fumo della terra") pianta che aveva studiato a Cagliari quando era in vacanza dai suoi studi a Pavia.

Nel 1920 si trasferisce a Cuba con il marito Mario Calvino che era stato chiamato a dirigere la locale Stazione Agronomica Sperimentale per la produzione della canna da zucchero. 

Nel 1925 Eva e Mario lasciano Cuba e tornano in Italia. Il 23 febbraio 1926 diviene la prima donna ad essere nominata Direttore di un Orto Botanico, quello di Cagliari. 

Eva viaggia tra la Sardegna e la Liguria fino al 1929, quando si trasferisce definitivamente a Sanremo, dove con suo marito anima la comunità di agricoltori e floricoltori.

Il 25 ottobre 1951 Calvino muore ed Eva prende il suo posto alla direzione della Stazione sperimentale, che lascia solo nel 1959 per raggiunti limiti d'età.

Eva muore il 31 marzo 1978.

L'8 marzo 2018 il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso quattro francobolli ordinari della serie tematica “le Eccellenze del sapere” dedicati al genio femminile italiano: Maria Gaetana Agnesi, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, Eva Mameli Calvino, Ada Negri, del valore di € 0,95.

P.S. Nel documentario Rai della serie “Lady travellers”, scritta da Grazia Giardiello e Eleonora Orlandi, viene fatto dire a Eva Mameli: "Goffredo Mameli, autore dell'inno nazionale italiano, era cugino di mio padre".
Si accenna a questa presunta parentela nel (peraltro ottimo) documentario Rai intitolato "Microscopio in fiore. Rina Monti e Eva Mameli" di Antonella Zechini.
Questo fatto è smentito da uno studio del 2018 di Tonino Loddo e Riccardo Virdis: Le presunte origini ogliastrine di Eva Mameli Calvino.

Il monologo Eva Mameli scienziata pioniera (di e con Andrea Mameli) andrà in scena il 7 Novembre 2021 con inizio alle 17:00 al Teatro Exma (Cagliari). Per prenotare la partecipazione in presenza è sufficiente prenotare il google form compilando e spuntando tutti i campi fino alla fine.



Eva Mameli, scientist and environmentalist, trained generations of floriculturists and farmers

Eva Mameli was a botanist and naturalist, and was one of the first people in Italy to devote herself to the protection and conservation of insectivorous birds, an ante litteram environmentalist. Eva was also the first woman in Italy to be awarded a professorship at a university.

After obtaining her first degree in Mathematics from the University of Cagliari, then she leaves for Pavia following his brother Efisio Mameli, a prominent chemist and university professor in that city. 
In 1907, at the age of 21, she also graduated in Natural Sciences in Pavia.

She have published more than 200 scientific articles (about lichenology, mycology, plant physiology, genetics applied to the plants, phytopathology and floriculture), the first of which dedicated to the genus Fumaria (from Latin fumus terrae, "smoke of the earth") plant that she had studied in Cagliari when she was on vacation from his studies in Pavia.

In 1920 she moved to Cuba with her husband Mario Calvino who had been called to direct the local Experimental Agronomic Station for the production of sugar cane. 

On February 23, 1926 she became the first woman to be appointed director of the Botanical Garden of the University of Cagliari. Thus Eva and Mario left Cuba and returned to Italy. 

Eva traveled between Sardinia and Liguria until 1929, when she moved permanently to Sanremo, where with her husband she animated the community of farmers and floriculturists.

On October 25, 1951 Mario Calvino died and Eva took his place as director of the Experimental Station, which she left only in 1959 due to age limit.

Eva passed away on March 31, 1978.

On March 8, 2018, the Ministry of Economic Development issued four ordinary stamps belonging to the thematic series “Excellencies of knowledge” dedicated to the Italian female genius: Maria Gaetana Agnesi, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, Eva Mameli Calvino, Ada Negri, with a value of € 0.95.





05 ottobre 2021

La placca sui denti di antiche mummie aiuta la ricerca sui microrganismi presenti nel nostro corpo (uno studio Eurac Research e Università di Trento)

Ricercatori del centro di ricerca Eurac Research di Bolzano e dell’Università di Trento ha esaminato la placca dentale di una ventina di resti scheletrici umani rinvenuti in Trentino Alto Adige e risalenti a un periodo compreso tra il Neolitico e l’Alto Medioevo. 
Lo studio ha condotto alla scoperta di alcune specie sconosciute di Methanobrevibacter, un microrganismo presente normalmente nel corpo umano. 
Grazie a un nuovo metodo di indagine si è potuto dimostrare, considerando un arco temporale di 50.000 anni, che negli ultimi secoli la diversità di questo organismo nel nostro microbiota è diminuita bruscamente. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Microbiome.



I reperti esaminati provengono da cimiteri delle province di Trento e di Bolzano e hanno un’età compresa tra i 5.500 e i 1.000 anni. La maggior parte degli individui analizzati presentavano malattie del cavo orale, in particolare la parodontite, cioè un'infiammazione dei tessuti che fissano il dente alla propria sede.
Dato che i denti non venivano spazzolati è molto frequente la presenza di placca il cui DNA si può conservare relativamente bene grazie al processo di calcificazione. Il gruppo di ricerca ha analizzato il componente principale, presente in abbondanza e in grande varietà nella placca: il Methanobrevibacter, un microrganismo del regno degli Archea, comune nel tratto digestivo umano.
Per studiare la diversità di questo organismo, è stato adottato un nuovo approccio metodologico che consiste nel decodificare interi genomi delle varianti esistenti di Methanobrevibacter.
Oltre ai resti scheletrici, i ricercatori hanno esaminato 82 analisi della placca dentale pubblicate in altri studi, tra cui uno su un reperto di Neanderthal. In totale, quindi, hanno analizzato 102 campioni di placca che coprono un arco temporale di 50.000 anni e provengono da otto paesi e tre continenti.
La microbiologa Lena Granehäll, principale autrice dello studio, spiega: “Era la prima volta che applicavamo il metodo in modo così consistente e su un campione così vasto e non sapevamo a cosa saremmo andati incontro. È stata una rivelazione scoprire due specie completamente nuove di Methanobrevibacter! Questo ci ha permesso di documentare anche la diversità genetica di questo microrganismo che in precedenza era sconosciuta. Non possiamo distinguere un modello geografico: tutte le specie sono state rinvenute nei campioni indipendentemente dalla provenienza europea, asiatica o africana”. Dallo studio è emersa una chiara tendenza in termini di tempo: le nuove specie scoperte sono presenti nei campioni di placca più antichi. Dal Medioevo in poi sono completamente assenti. Frank Maixner, microbiologo di Eurac Research, sottolinea: “Come mostra il nostro studio, sembra che ci sia stato un calo delle specie di questo microrganismo presenti nella nostra bocca. Questo va di pari passo con quello che abbiamo già osservato nei campioni estratti dallo stomaco: 5.000 anni fa esisteva una diversità di batteri che è diminuita bruscamente in un tempo molto ridotto. Geneticamente, molto poco è cambiato negli esseri umani negli ultimi 5.000 anni; ma i nostri compagni, i batteri, sono stati esposti a maggiori influenze. L’industrializzazione - con nuove terapie, evoluzione della medicina e diverse abitudini alimentari - ha avuto un grande impatto sulla composizione della nostra diversità batterica: dalla bocca fino allo stomaco e all’intestino”.

Il microbioma umano, cioè l'insieme dei microrganismi presenti all'interno del nostro corpo e sulla sua superficie, è l’ambito di ricerca di Nicola Segata, che lavora al Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata (CIBIO) dell’Università di Trento. In anni di ricerca Segata e il suo gruppo di ricerca hanno catalogato i microrganismi del microbioma intestinale e hanno già scoperto molte specie di batteri che prima erano sconosciute. In questo studio hanno sequenziato il DNA che i ricercatori del centro di ricerc Eurac Research avevano estratto dai campioni di placca. Per Nicola Segata “Una parte importante del lavoro in questo studio è stata quella di separare il DNA antico dal DNA moderno dopo averlo sequenziato. Resti storici come questi campioni di placca rimangono per anni in ambienti non sterili come il suolo, e contengono quindi anche il DNA di molti microbi che si sono aggiunti nel tempo al campione. Analizzare campioni microbici antichi è un po' come studiare fossili genetici dei microbi e questo ci permette di ricostruire la loro evoluzione. Come in questo caso, possiamo anche trovare nuove specie di microrganismi che potremmo aver perso a causa del nostro stile di vita”.


Abstract 
Background - Dental calculus (mineralised dental plaque) preserves many types of microfossils and biomolecules, including microbial and host DNA, and ancient calculus are thus an important source of information regarding our ancestral human oral microbiome. In this study, we taxonomically characterised the dental calculus microbiome from 20 ancient human skeletal remains originating from Trentino-South Tyrol, Italy, dating from the Neolithic (6000–3500 BCE) to the Early Middle Ages (400–1000 CE).
Results - We found a high abundance of the archaeal genus Methanobrevibacter in the calculus. However, only a fraction of the sequences showed high similarity to Methanobrevibacter oralis, the only described Methanobrevibacter species in the human oral microbiome so far. To further investigate the diversity of this genus, we used de novo metagenome assembly to reconstruct 11 Methanobrevibacter genomes from the ancient calculus samples. Besides the presence of M. oralis in one of the samples, our phylogenetic analysis revealed two hitherto uncharacterised and unnamed oral Methanobrevibacter species that are prevalent in ancient calculus samples sampled from a broad range of geographical locations and time periods. 
Conclusions - We have shown the potential of using de novo metagenomic assembly on ancient samples to explore microbial diversity and evolution. Our study suggests that there has been a possible shift in the human oral microbiome member Methanobrevibacter over the last millennia.

20 settembre 2021

Premio Solinas 2021 a La Maddalena dal 22 al 26 settembre. I vincitori

Premio Solinas 2021 a La Maddalena dal 22 al 26 settembre
P.S. Premio Solinas 2021: i vincitori

Vince la 36ma edizione del Premio Franco Solinas al Miglior Soggetto con un premio da 1.000 euro “La legge del lupo” (titolo originale Il lupo) di Mariachiara Illica Magrini, Luca Renda e Alberto Scocca, mentre il Premio al Migliore Sviluppo di 1.000 euro è stato assegnato a “I figli della scimmia” (titolo originale Il mio erede) di Damiano Femfert e Tommaso Landucci.

I tre progetti vincitori delle Borse di Sviluppo di 2.000 euro ciascuna del Premio Solinas EXPERIMENTA SERIE con la main sponsorship di Rai Fiction sono “L.E.D.” (titolo originale L’effetto Dorothy) di Luca Avagliano e Gregory Eve; “Regina d’Italia” (titolo originale Vittoria) di Marco Colombo, Francesca Frigo e Emanuele Mochi e “Vedi Napoli e poi... boh!” (titolo originale Operazione Sansevero) di Giulio Nocerino e Paolo Piccirillo.

Vince Premio Solinas Miglior Documentario per il Cinema, in collaborazione con Apollo11, di 4.000 euro “Cesare nel tempo” (titolo originale Bassocorso) di Angelo Loy. Il premio è stato consegnato da Daniele Segre.

La Borsa di Sviluppo Valentina Pedicini di 1.000 euro è stata assegnata al progetto di Anna Negri “La trama degli affetti” (titolo originale La famiglia Rossi). Il premio è stato consegnato da Tiziana Triana.

La Giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a “L’era d’oro” (titolo originale Futura) di Camilla Iannetti. Il Premio IDS Academy (assegnato a un autore/autrice di un progetto di documentario in sviluppo, e in cerca di produzione) è stato consegnato a “Jara Toledo” (titolo originale Myra) di Giovanni Grandoni e Daniela Mitta, mentre il Premio IDS Industry (assegnato a un autore/autrice che ha già un produttore coinvolto nello sviluppo del progetto) “Donne prete” (titolo originale Il pane di Christine) di Chiara Campara.

La dotazione dei Premi del Premio Franco Solinas e del Premio Solinas Documentario è messa a disposizione dalla SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

19 settembre 2021

Premio giornalistico Franco Bomprezzi

Il premio giornalistico Franco Bomprezzi ha l'obiettivo di mettere in luce i migliori servizi giornalistici dedicati alla disabilità.

Il premio si snoda in due categorie:

  • servizio giornalistico pubblicato su una testata nazionale su supporto cartaceo, telematico, radiofonico o televisivo realizzato tra l’11 settembre 2020 e l’11 settembre 2021; il lavoro intellettuale ha per oggetto argomenti, problematiche e criticità su temi sociali legati alla disabilità;
  • progetto giornalistico da realizzarsi entro il 3 novembre 2022; l'intento è di valorizzare e promuovere lavori giornalistici e inchieste sul e nel mondo della disabilità.

 


Estratto dal Bando:

La partecipazione al Premio è gratuita e riservata a giornalisti, professionisti, praticanti e pubblicisti, regolarmente iscritti all’Ordine, i cui prodotti editoriali per la prima categoria in concorso siano stati pubblicati su supporto cartaceo, telematico, radiofonico o televisivo di testate registrate al Tribunale di competenza. Il concorso premia articoli o servizi pubblicati tra l’11 settembre 2020 e l’11 settembre 2021 e aventi ad oggetto lavori giornalistici, inchieste e reportage relativi al mondo della disabilità. I prodotti devonoessere stati pubblicati in lingua italiana. Altresì la partecipazione alla seconda categoria del Premio è gratuita e riservata a giornalisti professionisti, praticanti e pubblicisti, regolarmente iscritti all’Ordine, non assunti in forze in una redazionegiornalistica, il cui progetto editoriale approvato dalla giuria dovrà essere realizzato e pubblicato entro il 03 novembre 2022. Il progetto deve essere pubblicato in lingua italiana.

Il concorso prevede per la prima categoria tre premi:

  • primo premio: 1.000 (mille) €
  • secondo premio: 500 (cinquecento €
  • terzo premio: attribuzione di menzione della giuria
Per la seconda categoria viene assegnato un unico riconoscimento al primo classificato di 250 (duemilacinquecento) € che verrà versato al vincitore per il 30% all’atto dell’attribuzione del premio e il restante 70% alla data di pubblicazione del lavoro sul media indicato in fase di partecipazione.

La domanda di partecipazione deve pervenire via mail entro e non oltre la mezzanotte del 29 ottobre 2021 con la seguente dicitura: “Premio giornalistico Franco Bomprezzi” in via esclusivamente telematica, unita alla domanda di partecipazione, all'e-mail premio2021@premiobomprezzi.it

Info: www.premiobomprezzi.it

16 settembre 2021

Premio La Bottega della Sceneggiatura: scadenza rinviata al 15 ottobre 2021

 


A grande richiesta viene rinviata al 15 ottobre la scadenza per l’invio dei progetti per il concorso La Bottega della Sceneggiatura iniziativa Premio Solinas e Netflix rivolta a giovani autrici e autori che intendono rappresentare la multiculturalità italiana e che desiderano sviluppare storie per serie TV. 

La Bottega della Sceneggiatura si rivolge ad aspiranti sceneggiatori e sceneggiatrici di età compresa tra i 18 e 35 anni e di ogni nazionalità, con residenza o domicilio in Italia. 

La Bottega della Sceneggiatura si struttura come un percorso a più fasi che culmina con l'individuazione di un primo e un secondo progetto particolarmente meritevoli, i cui autori riceveranno una proposta di collaborazione come assistenti in una Writers’ Room di un progetto seriale in cui Netflix è coinvolta. Il primo progetto riceverà inoltre Il Premio de La Bottega della Sceneggiatura di 6.000 euro

Tutti i dettagli sui requisiti richiesti per partecipare alla selezione, sui materiali da inviare sono disponibili nel bando

Tutte le informazioni generali sull’iniziativa sono disponibili sul sito: https://labottegadellasceneggiatura.premiosolinas.it/

08 agosto 2021

Island2Island Art virtual Exhibition "Liminal Ties Unveiled"

La galleria virtuale Island2Island Art Exhibition "Liminal Ties Unveiled" è aperta e sarà visitabile fino al 10 Ottobre 2021. L’esposizione fisica è in programma dal 2  al 10 Ottobre 2021, a Londra, nei locali della galleria J/M Gallery, 230 Portobello Road.  

La galleria su misura, progettata da TD360, ospita quindici artisti provenienti da Sardegna, Regno Unito, Austria e Giamaica: Ana Maria Serna, Andrea Mameli, Bernadette Paddeu, Cat Coultier, Clay Ferrarese, Enrico Deiana, Gianluca Pisano, KV Duong, Laura Parker, Manfredo Weihs, Maria Pasqua Scanu, Maria Senes, Michele Bertoni, Rian Hotton, Susan Clare.


Selezione di opera esposte: Top L-R: C. Coulter; E. Deiana; L.Parker; G. Pisano. Bottom L- R: M. Bertoni; R. Hotton; S. Clare; B. Paddeu.


Sono orgoglioso di essere stato selezionato per partecipare a Art to Island2Island con Il bidello di Pacinotti.

So proud and happy, to be, finally, involved in "Island to Island Art 2021” virtual exhibition with the monologue The Janitor of Pacinotti

L'iniziativa è di Rita Carta Manias, alla quale va tutta la mia stima e riconoscenza.

Rita è una curatrice indipendente nata in Sardegna ma residente a Londra dal 2014. Laureata in Storia dell'Arte (Birkbeck University, Londra) Rita ha un Master in Arts Management (London Southbank University). Rita è co-fondatrice dell'associazione The Visual Guys (Sardegna) e del NED di Art Culture and Tourism (Nottingham).

02 agosto 2021

Sbarca in Sicilia Return to Sea and Sardinia, il viaggio e il film. Tra Pupi e antiche stazioni

Il 3 agosto The Visual Guys assisterà a un spettacolo di Pupi siciliani nel Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, alla ricerca delle atmosfere descritte da DH Lawrence nel libro Sea and Sardina (1921):

"Il teatro era un buchetto che si apriva semplicemente sulla strada. Non c’era nessuno nella piccola biglietteria, così passammo oltre la porta. Un vecchio malandato con un lungo gambo di finocchio si avvicinò veloce e ci trovò dei posti sulle panche in fondo, e ci azzittì quando parlammo di biglietti. Lo spettacolo era in corso. Proprio in quel momento un drago si stava azzuffando con un cavaliere in una brillante armatura di ottone, e il cuore mi balzò in gola. Il pubblico consisteva soprattutto di ragazzi che fissavano con interesse spasmodico il palcoscenico illuminato. C’era qualche soldato e pochi uomini anziani. Il posto era affollato, circa cinquanta anime si stipavano sui piccoli stretti nastri di panche, così attaccati uno dietro l’altro che l’uomo davanti a me invadeva continuamente il mio spazio e si sedeva sulle mie ginocchia. Vidi su di un cartello che il biglietto d’ingresso costava quaranta centesimi. Eravamo entrati verso la fine della rappresentazione e così stavamo seduti alquanto perplessi, incapaci di seguire. La storia era l’inevitabile “Paladini di Francia”; si sentivano i nomi Rinaldo! Orlando! in continuazione. Ma la storia era raccontata in dialetto, difficile da seguire. Ero affascinato dalle figure. La scena era molto semplice, mostrava l’interno di un castello. Ma le figure, che erano circa i due terzi di un uomo, erano meravigliose nelle loro splendenti, luccicanti armature dorate, e i loro marziali movimenti a saltelli."

Il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino è stato istituito nel 1975 dall'Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari. L'intenzione di dedicare un museo all’Opera dei Pupi è rafforzata dalla decisione dell'UNESCO del 2008 di iscrivere l'opera dei pupi tra i patrimoni orali e immateriali dell'umanità.



Ma il viaggio in Sardegna della troupe di The Visual Guys (composta per questa occasione da Daniele Marzeddu e Vicki Baker) è iniziato il 28 luglio con la conferenza stampa nell’Aula Consiliare del Comune di Taormina (la foto sotto si riferisce a quella circostanza). Per l'occasione il presidente dell'Associazione Ferrovie Siciliane, Giovanni Russo, è intervenuto per illustrare come si presentava nel 1921 la stazione ferroviaria di Taormina-Giardini.

"Taormina - ha sottolineato Lucia Gaberscek, presidente del Consiglio comunale di Taormina - è stato sempre luogo di grande ispirazione e fascinazione letteraria e Lawrence, negli anni in cui ha vissuto in città, ha lasciato una traccia indelebile. Questo documentario sul grande scrittore avrà il merito di fissare ulteriormente questo legame".

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 2 agosto 2021