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Incontrare l'arte e incontrarsi. L'esperienza del MOMA modello per l'accoglienza di malati di Alzheimer

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Dal 2007 al 2014 il Museum of Modern Art di New York ha sviluppato un'articolata serie di interventi in favore delle persone affette da demenza, in particolare il progetto "Meet me at Moma" : visite per piccoli gruppi dedicata a sei opere scelte all'interno di uno specifico tema. La parte principale dell’incontro consiste in una conversazione di gruppo a partire da alcune domande poste dalla guida. L’incontro ravvicinato con le opere (visivo e tattile) e il coinvolgimento attivo dei visitatori possono permettere di costruire connessioni di senso fra le storie personali dei visitatori e le opere, recuperare esperienze personali e accedere alla memoria a lungo termine, vivere esperienze  di senso che possono favorire la crescita personale e il rafforzamento della relazione con la persona accompagnatrice. Con l'aiuto di artisti e personale medico il MOMA è riuscito nell'obiettivo di rendere l'arte realmente accessibile e da anni l’esperienza del MoMA...

Tecnologia e medicina (L'Unione Sarda, 21 luglio 2012)

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Da sempre la nostra specie si avvale della tecnica per affrancarsi dalle necessità elementari della vita. E oggi che le innovazioni si spingono sempre più verso il miglioramento della salute l'integrazione uomo-macchina sembra raggiungere la sua vetta più alta. Questo percorso viene esaminato in dettaglio nel saggio di Francesco Nicola Gaspa "La Medicina Tecnologica. Mutazione antropologica di una professione". Un libro che va dalle prime tecniche del paleolitico fino alle ricerche attuali, alle quali è associato il diluvio d'informazioni, che l'autore riconduce all'Homo technologicus descritto dal biologo Richard Dawkins. Il panorama attuale, secondo Gaspa, può essere compreso più facilmente grazie all'antropologia dei saperi medici e alla stessa storia della medicina: «Con l'inizio della scienza, grazie al suo antico spirito oppotunistico, la medicina ha accolto la botanica, la matematica, la fisica, la chimica, la meccanica e la biologia». La tera...

Il declino cognitivo negli ultimi due anni di vita. Due studi del Rush Alzheimer's Disease Center di Chicago.

I due studi pubblicati il 4 aprile 2012 nell'edizione online di Neurology® (American Academy of Neurology) forniscono importanti indicazioni sull'invecchiamento cerebrale e sul deterioramento della memoria. Il primo studio ( "Terminal dedifferentiation of cognitive abilities" , Robert S. Wilson, Eisuke Segawa, Patricia A. Boyle, David A. Bennett, Rush Alzheimer's Disease Center, Rush University Medical Center, Chicago) mostra un'intensa accelerazione nei due anni e mezzo che precedono la morte. L'analisi è stata condotta da monitorando lo stato di salute mentale di 174 sacerdoti, suore e monaci cattolici, senza problemi di memoria, in un periodo compreso fra 6 e 15 anni prima della loro morte. Dopo il decesso i ricercatori hanno esaminato la materia cerebrale per alla ricerca delle tracce caratteristiche dell'Alzheimer. Secondo questo studio, il cui punto di riferimento è la conclusione della vita, nel periodo medio di due anni e mezzo prima della mo...

CNR: un vaccino contro l'Alzheimer (A multimeric immunogen for the induction of immune memory to beta-amyloid)

Si chiama (1-11)E2 ed è un vaccino di nuova generazione, capace di innescare una risposta immunitaria contro il beta–amiloide, un peptide che si accumula nel cervello dei malati di Alzheimer, causando danni alla memoria e alle capacità cognitive. Lo hanno brevettato i ricercatori di due strutture del Consiglio nazionale delle ricerche ( CNR ): l’Istituto di genetica e biofisica ( Igb ) e l’Istituto di biochimica delle proteine ( Ibp ). Agisce producendo anticorpi contro il beta-amiloide , un peptide coinvolto in questa forma di demenza. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Immunology and Cell Biology . La molecola, per la quale è stato appena concesso il brevetto italiano e per cui è stata depositata una domanda di brevetto internazionale, consiste in una proteina chimerica, ottenuta cioè dalla fusione di due proteine diverse: un piccolo frammento del peptide beta-amiloide, coinvolto nell’Alzheimer, unito con una proteina batterica. La sostanza è capace, in provetta, di auto-as...

Alzheimer e Diabete di tipo II: meccanismi molecolari comuni (Alzheimer’s disease and diabetes may be related).

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Meccanismi molecolari comuni fra malattia di Alzheimer e diabete di tipo II. Li rivela una ricerca condotta dagli istituti di biomedicina e immunologia molecolare (Ibim) e di biofisica (Ibf) del CNR di Palermo e dal dipartimento di Fisica dell’Università di Palermo. Lo studio - pubblicato su Aging Cell - mostra gli effetti della somministrazione di insulina su un modello di cellule neuronali precedentemente trattate con piccoli aggregati della proteina beta-amiloide (A-beta), la proteina coinvolta nell'eziopatogenesi della malattia di Alzheimer. Precedenti studi hanno evidenziato probabilità di ammalarsi di Alzheimer dell’85% in pazienti con valori elevati di glicemia. Successivamente è stato osservato che i pazienti affetti da Alzheimer presentavano una riduzione di insulina, l'ormone responsabile dell’assorbimento del glucosio a livello cellulare. Alcuni autori si sono spinti a denominare l'Alzheimer "diabete di tipo III". «Alla base dell’insorgenza dell’Alzhe...

Musica e memoria, nuove indicazioni da uno studio australiano sulle demenze.

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Perché le persone malate di Alzheimer dimenticano nomi, parole e concetti mentre possono ricordare le informazioni se queste giungono alle loro orecchie sotto forma di canzone? Partendo da questo interrogativo, basati sui loro studi, i ricercatori del Neuroscience Research Australia (centro coordinato da Olivier Piguet) hanno chiesto a 27 volontari affetti da demenza (14 Alzheimer e 13 di demenza semantica) e 20 sani di ascoltare 60 brani musicali. La metà dei motivi nusicali erano di quelli più conosciuti, come Happy Birthday e Jingle Bells, ascoltati in ordine casuale, mentre altre 48 registrazioni erano non erano altro che rumori ambientali. Lo studio, coordinato da John Hodges e dallo studente di dottorato Sharpley Hsieh, mostra che le persone affette da demenza semantica hanno avuto maggiori difficoltà a identificare motivi celebri rispetto ai malati di Alzheimer. Mettendo a confronto le regioni del cervello danneggiate dalle rispettive patologie è stato relativamente semplice...

Spaceland: anche una 72-enne in orbita

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Con i suoi 72 anni sarà la persona più anziana d'Europa - la seconda nel mondo - a partecipare a un volo aerospaziale. Quello di Gloria Coco sarà un volo suborbitale per scopi scientifici inserito nel progetto Spaceland . Come spiega Carlo Viberti (comandante delle missioni Spaceland): ''Campioneremo le reazioni del suo cervello in diversi stati di gravità. Queste attività saranno utili anche nella ricerca contro l'Alzheimer". Gloria Coco si è sottoposta a tre cicli di addestramento: immersioni, controlli medici, esercizi di orientamento." I primi due in Sardegna, uno subacqueo e l'altro in grotta, il terzo a Bruxelles per la preparazione al lancio che avverà nel mese di ottobre di quest'anno. Uno studio di D. Santucci (Section of Behavioural Neuroscience, Department of Cell Biology and Neuroscience, Istituto Superiore di Sanità, Rome) e altri evidenzia l'importanza per la medicina della presa di dati nel corso dei voli sbuorbitali. Salivary NGF,...

La scienza ha bisogno del tuo corpo. E dei tuoi organi

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In attesa che il Parlamento italiano affronti il tema della donazione del corpo a scopi scientifici (la proposta di legge n. 1020 risale all'8 giugno 2006) post mortem, a Torino sono circa un centinaio i potenziali donatori, i quali hanno indicato, nel testamento, il Laboratorio per lo Studio del Cadavere diretto da Lorenzo Varetto , il luogo di destinazione della loro salma. Lorenzo Varetto, medico legale, dirige il laboratorio dal 2001 e riceve decine di e-mail al ogni mese di persone che desiderano, prima di essere sepolte o cremate, donare alcune parti del loro corpo alla scienza. L'iniziativa piace molto agli antivisisezionisti: "E' utile per la scienza, e risparmierebbe la vita agli animali usati ora come cavie" . Nell'intervista a novivisezione.org Varetto spiega quali sono i principali motivi per cui la scienza ha bisogno di corpi: "La donazione del cadavere può servire per molte cose: innazitutto lo studio anatomico e l'attività chirurgica...

Parlare due lingue rallenta l'insorgenza dell'Alzheimer?

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Da uno studio dell'Università di Toronto, presentato nei giorni scorsi a Washington al congresso annuale dell'American Association for the Advancement of Science sembra che parlare due lingue possa rallentare l'insorgenza dell'Alzheimer. I ricercatori di Toronto hanno studiato 450 pazienti con Alzheimer, la metà dei quali bilingui. E il dato saliente è che la malattia in questo gruppo di pazienti è stata diagnosticata in media 4,3 anni piu' tardi rispetto a chi parla una sola lingua. La responsabile della ricerca, Ellen Bialystok (docente di psicologia alla York University di Toronto), si spiega con un esempio: "Passare da una lingua all'altra è un'attività stimolante, come gli esercizi per il cervello. Una riserva cognitiva da considerare alla stregua di una riserva di carburante in un'automobile." Meglio essere prudenti e attendere nuovi studi più approfonditi.

Quando il cervello dimentica di immaginare (L'Unione Sarda, pag. 57, Cultura, 6 maggio 2007)

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Cervello, speranze dai microsensori (L'Unione Sarda, 1 maggio 2009)

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Un nuovo modo di osservare le variazioni neurochimiche nel cervello connesse con particolari comportamenti. Un sistema wireless, cioè completamente senza fili, sviluppato nelle università di Sassari e Dublino. Il metodo si basa sul monitoraggio del consumo di ossigeno nel cervello con l’impiego di microsensori di nuova concezione. A cosa potrà servire? Come è stato realizzato? Chi lo ha creato? Ne abbiamo parlato con uno degli ideatori: il medico Pier Andrea Serra (Dottorato di ricerca in Farmacologia e Tossicologia, PostDoc all’University College di Dublino, professore associato di Farmacologia alla facoltà di Medicina dell’Università di Sassari).  Come avete misurato l’ossigeno nel cervello?   «I sensori per l'ossigeno cerebrale derivano da oltre 10 anni di studi e sono originali e unici sia per il per materiale usato, epossidica caricata al carbonio, che per la forma, conica, che riduce notevolmemte il trauma dovuto all'inserzione neurochirurgica in una regione cerebrale. L...

Quella malattia che uccide il passato (L'Unione Sarda, 21 settembre 2008)

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Giornata dell'Alzheimer, a Cagliari si parla del libro "Lo sconosciuto" Oggi colpiscono 24 milioni di persone in tutto il mondo, più del venti percento della popolazione sopra i 65 anni. Sono le demenze, malattie degenerative del cervello i cui sintomi includono perdita di memoria, difficoltà nel trovare le parole, incertezze nel comprendere quel che dicono gli altri, modifiche nel comportamento. Come la malattia di Alzhaimer, la forma più comune di demenza, basti pensare al caso di Annie Girardot, la protagonista di Rocco e i suoi fratelli su cui la rete francese TF1 manderà in onda oggi un documentario. Il 25 ottobre l'attrice compirà 77 anni e soffre della malattia che uccide il passato. Annie Girardot non sa più di essere Annie Girardot. Oggi è la quindicesima Giornata Mondiale dell'Alzheimer e sono in programma diverse iniziative come il concerto organizzato dalla Federazione Alzheimer Italia alla Scala di Milano per promuovere la ricerca sull'invecc...

Clara Libera. A Cagliari dal 22 settembre 2008 al 27 febbraio 2009

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Ideazione e coordinamento del progetto Pagine di Scienza (Biblioteca Provinciale, Cagliari (27 settembre - 6 dicembre 2008), organizzato dai Laboratori di cittadinanza del Dipartimento di Salute Mentale di Villa Clara a Cagliari in collaborazione con Miele Amaro circolo dei lettori, ScienzAFumetti, Centro Internazionale del Fumetto, ASARP (Associazione Sarda per l'Attuazione della Riforma Psichiatrica), Laboratorio Scienza, Presidi del Libro della Sardegna, ASL e Amministrazione Provinciale di Cagliari. Sede delle attività: Dipartimento di Salute Mentale, Via Romagna 16, Cagliari. Grafica della locandina: Stefano Asili. Con il progetto "Clara Libera" Villa Clara si apre alla città e restituisce luoghi, memorie e storie attraverso incontri di approfondimento culturale, artistico e scientifico aperti a tutti. Primo appuntamento 22 settembre 2008 a Villa Clara in via Romagna a Cagliari, con Nicola Gardini, autore del libro Lo sconosciuto (ed. Sironi), presenta: Andrea Mameli...

Le regole per allenare la mente (L'Unione Sarda, 29 Dicembre 2007)

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Le regole per allenare la mente Invecchiamento: un libro spiega come stimolare il cervello. Contare i soldi, riconoscere le banconote, calcolare rapidamente il resto, valutare i prezzi. Operazioni banali, come lavarsi, vestirsi, addirittura sapere con certezza in che anno siamo o che giorno è oggi o ricordare cosa abbiamo mangiato ieri a cena. Così banali che non saperle eseguire correttamente può costituire un campanello d'allarme: se gli episodi di confusione sono frequenti allora la causa può risiedere nel deterioramento delle funzioni mentali o, in una parola, demenza. La demenza è originata da un ampio spettro di patologie e colpisce quasi 25 milioni di persone in tutto il mondo. Negli ultimi 40 anni, complice il progressivo innalzarsi della vita media, questo numero è in costante crescita: ogni anno si contano circa 5 milioni di nuovi casi di demenza. Con questo ritmo il numero di persone affette da demenza è destinato a superare 80 milioni nel 2040. Il rapporto "Demenza...

Alzheimer e ricci di mare (L'Unione Sarda, 22 agosto 2006)

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