08 dicembre 2007

La Wikipedia dell'ecografia (L'Unione Sarda, 7 dicembre 2007)

ecografia C’era una volta Karl Theodore Dussik, un neurologo viennese che si mise in testa di realizzare un nuovo strumento diagnostico. Ci riuscì con l’aiuto di un fisico, il fratello Friederich, sfruttando un principio molto semplice: l’analisi dell’eco prodotto quando le onde incontrano degli ostacoli. Lo stesso che portò alla nascita del sonar e del radar. I fratelli Dussik riuscirono a individuare tumori cerebrali osservando cosa accadeva a un fascio di ultrasuoni puntato sul cranio di un paziente: la pubblicazione del 1942 (“Iperfonografia del cervello”) descrive il funzionamento dei precursori dei moderni ecografi. Oggi l’uso degli ultrasuoni per ottenere un’immagine precisa degli organi interni è una pratica diagnostica di frequentissimo impiego: l’esame ecografico è assolutamente innocuo per l’organismo e non sussisto limitazioni o prescrizioni. L’ecografia è utilizzata in ginecologia, medicina interna, ortopedia e cardiologia, ma anche, in medicina del lavoro e in altri campi, come la diagnostica veterinaria. L’aumento della specializzazione impone un ricorso all’aggiornamento spesso difficile da sostenere (per il costo delle pubblicazioni e per la loro stessa incapacità a seguire il ritmo dell’evoluzione tecnologica). E se ancora una volta la soluzione arriva da Internet il merito è di un gastroenterologo e radiologo dell’ospedale Brotzu: Danilo Sirigu, cagliaritano, docente alla scuola di ecografia internistica della società italiana medici ecografisti.
L’idea è semplice: inserire i video delle ecografie in un sito Web. Ma la complessità organizzativa e la necessità di rigore scientifico fanno di questa iniziativa un autentico girello telematico.
"Ho pensato di creare una sorta di Wikipedia ecografica – spiega Sirigu – che io chiamo finestra acustica libera e gratuita. È utile agli studenti di medicina e serve anche al confronto professionale per gli specialisti: www.ecomovies.it a quanto ne so è la prima vetrina online di questo tipo al mondo. Medici e studenti possono consultare gratuitamente la nostra banca dati, dopo essersi registrati. I video proposti vengono analizzati dal comitato scientifico che li pubblica, con un commento, nelle apposite categorie."
Andrea Mameli. L'Unione Sarda, 7 dicembre 2007, pagina 21.

07 dicembre 2007

Non esiste la cultura dell'apparecchietto! Da Kioto: Rosaria Piga.

piga Ospitiamo un intervento (esilarante? illuminante? tracotante? decidete voi!) di Rosaria Piga, la nostra infiltrata in Japan.
Andrea, scopri prima di me ed a distanza, un sacco di cose che mi succedono sotto il naso mentre io manco me ne accorgo. Poi mi metto ad indagare dopo che tu mi dici o mi fai notare una cosa ed allora mi rendo conto che le cose ce le ho sotto il naso ma ho dovuto aspettare te per accorgermene. Quindi come minimo adesso noterò la pubblicità dappertutto di questo robot qui, comincio subito a chiederlo alle mie amiche giapponesi, ci vediamo domani a casa di una di loro che tra l'altro farà cucina sarda!!! E' venuta a trovarmi ad ottobre e si è comprata un sacco di ingredienti, ti manderò qualche foto dell'evento socio-culinario giappo-sardo.
Ma ritornando alla faccenda del robot per la pratica dentistica, oh mamma mia, ci mancava solo la bambolona parlante, dopo il cane di metallo che scodinzolava e dopo che in Giappone sono 124 milioni di persone, ci manca pure che incrementino la popolazione con i robot ad immagine e somiglianza dei giapponesi in carne ed ossa, per lo meno fammi una un po' diversa dal solito, che ne so, una tipa con un'abbronzatura da urlo, con i capelli a spazzola ed alta un metro e ottanta, tanto per variare un pochino.
Ad ogni modo, per quanto la mia preparazione in campo odontoiatrico sia praticamente nulla, per quella che è la mia semplice opinione in base a quello che vedo, devo riconoscere che i dentisti locali, di pratica ne hanno bisogno veramente, altro che robotino, un qualche centinaio per ogni dentista ce ne vorrebbero, per fare una pratica realmente efficace, se solo si da un'occhiata a come hanno ridotta la bocca i giapponesi, una pena.
Innanzitutto quasi tutti hanno i denti storti perché, come mi disse tempo fa un dentista del luogo, le arcate mascellare e mandibolare sono troppo strette per contenere tutti i denti, da qui l'inevitabile inconveniente. E va bene, poverini, non ci possono fare niente per questo loro limite antropologico. Però, accidentissimo, c'e' la tecnica moderna, ma come, ma proprio loro che si vantano di essere al top della tecnologia mondiale, vedi appunto robotino parlante che funge da paziente, poi te ne vai in giro con la bocca che sembra di sessantaquattro denti e ti metti pure il rossetto o ti fai crescere i baffi, tanto per non lasciarla inosservata.
Perché sai la cosa più bizzarra qual'è? Non esiste la cultura dell'apparecchietto per i denti, viene visto alla stessa stregua di una plastica al seno, della serie ci tieni talmente tanto alla bellezza che accetti di farti modificazioni fisiche pur di apparire più bella, così mi disse una semisconosciuta tempo fa quando dissi che a 24 anni avevo portato l'apparecchietto per i denti per 3 anni e mezzo. Che faccia tosta detto da una che rientrava perfettamente nella media standard giapponese che del maquillage ne hanno fatto una religione, una ragione di vita e soprattutto di matrimonio. Non che la classe maschile sia diversa ed accetti di mettersi l'apparecchietto ai denti, però ancora non ho scoperto a quale tipo di chirurgia plastica-estetica lo paragonino gli uomini (se dovessi fare il parallelo con la plastica al seno... meglio non indagare...).
Per non parlare poi della cura delle carie. Sembra che più che il trapano usino la cazzuola. Non ho capito perché i dentisti locali usino la pasta argentata ed i denti color argento anche per la cura e/o sostituzione di denti visibili, praticamente se i giapponesi aprono la bocca di notte, illuminano la strada con il riflesso lunare, che bellezza. Ah, già, ma noi che siamo italiani, patria dei più famosi stilisti del mondo, all'estetica ci teniamo in maniera ossessiva... eccato che i vestiti di questi stilisti se li comprino pure i giapponesi (ma rimangono con i canini argentati). Diciamo che da queste parti non si ha proprio l'impressione che i dentisti siano diversi dai muratori, si limitano a tappare i buchi senza curarsi di dipingere la facciata, della serie l'importante è la salute... evvabbe', dev'essere filosofia zen.
Quando però lo avevo raccontato al mio dentista di Cagliari, non mi aveva creduto. Perche' i giapponesi, da bravi inventori quali sono, non solo ti inventano la bambolona per studiare il dolore (ma un tempo le bambole di gomma non venivano utilizzate per qualcos'altro di più piacevole?!? Ahime', dove stiamo andando a finire.....), ma anche tante piccole e grandi tecniche e tecnologie per un lavoro perfetto ed accurato, che ritrovi descritto in tutte le migliori riviste dentistiche internazionali nonché ai congressi internazionali. Quindi tutti i dentisti del mondo che in Giappone non ci sono mai stati, pensano che da queste parti la gente abbia una dentatura che è la fine del mondo, che se sei brutto e sdentato, vieni qui e diventi Braddo Pitto (ovvero Brad Pitt alla giapponese), insomma, una dentatura da fare invidia a quella di "Paolo-mai avuto carie in vita mia" (chi non ha la mia età non può capire......).
A questo punto una si chiede, ma allora, tutta questa bella tecnologia, a chi è riservata? Tra vedere e non vedere, tanto per andare sul sicuro, nonostante il laboratorio mi faccia fare un accuratissimo, minuziosissimo e profondissimo check-up medico annuale, dalla punta dei capelli alla punta dei piedi senza trascurare neanche un organo o tessuto, tralascio la cura dentale chiedendo l'esonero, per poi rimetterla nelle mani del mio fedele dentista cagliaritano al quale in realtà la cura della mia preziosissima dentatura non è mai stata tolta e mai gli verrà tolta ed il quale di anno in anno, quando torno in vacanza, mi controlla la bocca senza lasciarci obbrobri di cemento con la cazzuola.
Rosaria Piga. Kioto, 7 dicembre 2007.

06 dicembre 2007

In Giappone metà dei libri sono anche per M-Book.

Mentre mi accingo a partecipare, per la prima volta, alla fiera della piccola e media editoria Più Libri, Più Liberi (a Roma Eur fino a domenica) apprendo che quello del "libro mobile" (M-Book) è un fenomeno che si sta consolidando. La mia amica Rosaria Piga, che ogni giorno trascorre circa 2 ore nei treni giapponesi, lo raccontava già un anno fa: "qui tutti leggono, chi il giornale, chi un libro, e sempre più persone lo fanno con dispositivi elettronici".
Un anno fa si parlava di 80 milioni di giapponesi lettori mobili" (Dall’eBook all’mBook: scoppia la moda della letteratura portatile 29 novembre 2006 evolutionbook.com).
Oggi il blog Tech Crunch In Japan Half The Top Selling Books Are Written On Mobile Phones (by Duncan Riley, Tech Crunch, December 2 2007) parla di piccola rivoluzione decretata dall'aumento dei titoli disponibili per libro-mobile.
Non sappiamo se si tratta di un fenomeno destinato a giungere anche in Italia. Di certo, nel nostro Paese, così povero di lettori, male non farebbe...

04 dicembre 2007

Un robot per fare pratica dentistica.

kokoro I manichini per la pratica del pronto soccorso (come Resusci Anne) impallidiscono di fronte a questa ragazza robot in grado di sentire il dolore. Il robot, presentato il primo dicembre a Tokyo nel corso del salone International Robot Exhibition 2007, esegue comandi vocali e reagisce alle azioni del dentista: ai denti (realizzati in ceramica) sono collegati numerosi sensori la cui sensibilità è tale da simulare efficacemente il dolore cui sarebbe soggetto un paziente. Actroid DER2 (detto anche "fembot") è opera della giapponese Kororo Dreams.

Un'avventura energetica (Cristiana Poma)

crs4 solare
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03 dicembre 2007

Pietre lavorate e pietre estratte. Anna Saba espone a Carbonia.

Le sculture di Anna Saba alla Grande Miniera di Serbariu da Sabato 8 dicembre a venerdì 29 febbraio 2008, tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 10 alle 18. Ingresso libero. anna saba carbonia