21 agosto 2010

Il progetto MiniDarwin

MiniDarwin Il progetto MiniDarwin non è un gioco molto costoso per pochi fortunati ma un tentativo di fare comunicazione della scienza con strumenti nuovi.
[A sinistra: i Minidarwin aiutano Virginia Morero, ricercatrice dell'INPA e identificare i delfini rosa già marchiati (Foto: Michael Struik, Agosto 2010)].
A Paola Catapano, ideatrice dell'iniziativa, ho chiesto quali sono gli obiettivi del progetto. Ecco la sua risposta: «La cultura scientifica media di un adulto medio in un Paese europeo standard corrisponde a quella di un ragazzo di 14 o 15 anni, certamente non di più, forse di meno. Divulgare la scienza attraverso le parole dei bambini, la loro freschezza, la loro curiosità, originalità e mancanza di preconcetti e inibizioni può essere una formula vincente per raggiungere il maggior numero di persone possibile, sia grazie alla semplicità dei concetti e del linguaggio sia grazie all'entusiasmo che i bambini (al di sotto dei 14 anni) sono capaci di trasmettere. Questa la filosofia e l'ambizione dietro l'idea di MiniDarwin». minidarwin
[A destra: Maxine ha trovato un nido nella foresta non più inondata: Riserva Mamirauà (Foto: Michael Struik, Agosto 2010)].

Il blog della terza missione: MiniDarwin Biodiversity 2010 dal 26 luglio al 14 agosto 2010 cinque bambini tra i 7 e i 13 anni hanno solcato il Rio delle Amazzoni sulle orme di Charles Darwin, in occasione dell'Anno Internazionale della Biodiversità.

Il blog della seconda missione: MiniVulcanologi. Questo è il racconto del viaggio di un gruppo di ragazzi dai 7 ai 12 anni alla scoperta dei vulcani italiani in occasione dell’Anno Internazionale del Pianeta Terra (6-18 luglio 2008).

Il blog della prima missione: MiniDarwin alle Galapagos: l'evoluzione raccontata dai bambini Dal 28 dicembre 2006 al 9 gennaio 2007 sette ragazzi e due scienziati hanno ripercorso la tappa più famosa del viaggio che Charles Darwin ha compiuto intorno all’America Meridionale dal 1831 al 1836: le isole Galápagos.

Andrea Mameli, Cagliari, 21 agosto 2010

pirana
Kai e Alberto a pesca di piranha con Moraes, una delle guide indigene della riserva di Mamirauà (Foto: Michael Struik, Agosto 2010)

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Kai e Alberto improvvisano una partita di calcio (Olanda+Italia contro Brasile?) con i bambini della comunità indigena dei Caburini (Foto: Michael Struik, Agosto 2010)

MiniDarwin in Amazzonia (L'Unione Sarda, 21 agosto 2010)

minidarwin 2010
L'entusiasmante avventura di cinque piccoli esploratori alla scoperta della natura
A promuovere la spedizione, la terza, la giornalista Paola Catapano del Cern di Ginevra
MINIDARWIN IN AMAZZONIA
Piccoli esploratori alla scoperta della natura: bambini e scienziati, insieme, per osservare, capire e raccontare ai loro coetanei. La singolare esperienza di divulgazione scientifica, ideata dalla giornalista scientifica Paola Catapano, è giunta alla terza edizione: la prima, in occasione del duecentesimo anniversario dalla nascita di Charles Darwin Darwin, fu dedicata all'esplorazione delle Galapagos, la seconda coincideva con l'anno mondiale della Terra e in quel caso i Minivulcanologi hanno esplorato vulcani in Campania e Sicilia.
Nei giorni scorsi la spedizione MiniDarwin ha attraversato nella foresta amazzonica: dal 26 luglio al 14 agosto cinque bambini tra i 7 e i 13 anni di nazionalità italiana, olandese e brasiliana hanno solcato il Rio delle Amazzoni, dall’arcipelago brasiliano di Fernando de Noronha, dove il Beagle di Darwin gettò l'ancora il 20 febbraio 1832, fino a Manaus, capitale della regione amazzonica. Poi la spedizione ha raggiunto Tefé, la città che introduce nella foresta pluviale regno della biodiversità. Successivamente, dopo qualche ora in canoa assieme agli Indios, i ragazzi hanno visitato la riserva ecologica di Mamirauá per lo Sviluppo Sostenibile, luogo in cui è la ricerca scientifica a stabilire l’uso delle risorse naturali, con la partecipazione intensa dei residenti locali nella gestione dell’area protetta.
Paola, chi sono i MiniDarwin?
«Sono bambini e ragazzini selezionati in base a interesse e curiosità per la scienza e l'avventura, con età inferiore ai 14 anni e superiore ai 7, e in grado di essere accompagnati da un genitore utile al progetto: un giornalista o un fotografo o uno scienziato».
Come finanziate le attività?
«Purtroppo per questi progetti non abbiamo mai finanziamenti sufficienti. Sarebbe bello aprire al mondo e fare una vera selezione, ma il discorso ricade sempre sugli stessi problemi. Io stessa, per realizzare questi progetti sacrifico nottate, vacanze e prendo aspettativa non pagata dal CERN e ti garantisco che riesco a stento a recuperare le spese... ma la soddisfazione è grande!»
Cosa fanno i ragazzini?
«Svolgono autentiche attività scientifiche sul territorio. Andiamo con gli scienziati in spedizione a svolgere realmente quelle che sono le loro attività quotidiane. A Manaus abbiamo seguito i botanici che analizzano la flora della Riserva Ducke, un pezzo di foresta amazzonica di 100 km quadrati nel mezzo della città e abbiamo aiutato i biologi marini del progetto Peixe Boi a nutrire i cuccioli di lamentino, bambini sono davvero protagonisti in queste attività. Nella foresta i bambini hanno registrato tutte le voci degli animali della foresta, giaguaro compreso, poi hanno raccolto foglie e fiori per l'erbario».
Oltre alle osservazioni biologiche i Minidarwin hanno vissuto l’esperienza della convivenza con una delle popolazioni residenti nella foresta, osservando le loro pratiche tradizionali e l’uso sostenibile dell’ambiente, da cui dipende la loro sopravvivenza. Nello stile di vita dei residenti della foresta, basato sullo scambio e la reciprocità, il territorio è considerato uno spazio sacro, fonte di vita e sostento.
Anche da questa spedizione la casa editrice Giunti - Editoriale Scienza farà nascere un libro, il terzo della serie, mentre il blog della manifestazione: http://minidarwin.blogspot.com/ raccoglie già numerose immagini e il diario di viaggio.
ANDREA MAMELI

Una casa vera fatta con i mattoncini Lego

Poco meno di un anno fa ha costruito, l'aiuto di mille volontari, una vera casa (con tanto di letto, doccia e wc) usando esclusivamente mattoncini Lego. L'impresa, voluta da James May per la sua trasmissione televisiva James May's Toy Stories (BBC) dedicata ai giochi più amati dai britannici, è durata un mese e mezzo: dal primo agosto al 17 settembre 2009. Purtroppo il 22 settembre la casa è stata demolita e i 3 milioni e 300 mila mattoncini sono stati donati in beneficenza.