09 gennaio 2016

Cagliari. Torre di San Pancrazio - St Pancras Tower (1305)

Cagliari. Torre di San Pancrazio - St Pancras Tower (1305). Foto: Andrea Mameli

La torre fu costruita nel 1305, sotto la dominazione pisana della città, dall'architetto Giovanni Capula. 
The tower was built in 1305, during the Pisan domination of the city, by the architect Giovanni Capula

08 gennaio 2016

Ötzi, l'uomo del rame con le malattie "moderne"

Ötzi colpisce ancora. Le ricerche sulla mummia dell’età del rame, scoperta nel 1991 in un ghiacciaio del Similaun, nelle Alpi orientali, continuano a fornire preziose informazioni sulla nostra specie. Cinque anni fa è stato decifrato il suo genoma completo e da quel momento sembrava che la sorgente di queste spettacolari scoperte si sarebbe presto esaurita. Più recentemente è stata invece accertata la vicinanza genetica alle popolazioni insulari del Tirreno: molti sardi e corsi appartengono allo stesso gruppo genetico di Ötzi. Questo potrebbe indicare l'esistenza di un antenato comune alle popolazioni sarde e alpine.
La scoperta diffusa ieri, e pubblicata su Science, riguarda un aspetto se vogliamo più intimo della vita della celebre mummia sudtirolese: una squadra internazionale di ricercatori, in collaborazione con il paleopatologo Albert Zink e il microbiologo Frank Maixner dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC Istituto per le Mummie e l’Iceman), è riuscita a dimostrare la presenza dell’Helicobacter pylori nel contenuto dello stomaco di Iceman. Si tratta di un batterio che nella popolazione odierna abita nel corpo di una persona su due. La circostanza starebbe a indicare che questo batterio è presente nella specie umana fin dagli albori della sua storia. I ricercatori non si sono limitati a individuare la presenza dell’Helicobacter pylori e sono riusciti a decifrare il genoma completo del batterio estratto dallo stomaco della mummia. Ma tre anni fa, quando iniziarono a studiare i primi campioni prelevati dallo stomaco dell’uomo venuto dal ghiaccio, Zink e Maixner non credevano che ci sarebbero mai riusciti dato che normalmente le prove della presenza del batterio si trovano nel tessuto dello stomaco e, piccolo particolare, la mucosa nello stomaco di Ötzi non esiste. Così i ricercatori dell’EURAC e i loro colleghi del Max-Planck-Institut di Jena e delle Università di Kiel (Vienna) e Venda (Sudafrica), hanno dovuto inventare una metodica del tutto nuova: «Abbiamo avuto l’idea di estrarre l’intero DNA del contenuto dello stomaco – ha spiegato Maixner – e siamo riusciti a isolare le sequenze specifiche dell’Helicobacter fino a ricostruire il genoma di un batterio risalente a 5300 anni fa».
Un ceppo potenzialmente virulento al quale il sistema immunitario di Ötzi stava già reagendo: lo indicano la presenza dei marcatori proteici che compaiono nei pazienti infettati dall’Helicobacter. Dopo la biopsia dello stomaco della mummia sono stati studiati i dati genomici e questo ha condotto a una nuova scoperta: il ceppo di Helicobacter non è quello presente oggi negli europei, ma in Asia centrale e meridionale. In origine, secondo i ricercatori, erano presenti due ceppi del batterio, uno africano e uno asiatico, e in un certo momento della storia si sono ricombinati in quello che oggi è il ceppo europeo.
Ma per quale motivo queste scoperte sono importanti? Innanzitutto perché i batteri si trasmettono all’interno della famiglia, quindi la storia della popolazione mondiale è strettamente connessa con la storia dei batteri. In secondo luogo perché sovvertono le convinzioni sulla coabitazione tra questi batteri e la nostra specie: finora si riteneva che gli individui del Neolitico fossero portatori di questo ceppo europeo a partire dal momento in cui diventarono stanziali e iniziarono a praticare l’agricoltura. Le ricerche su Ötzi, invece, dimostrano il contrario. La ricombinazione genetica dei due tipi di Helicobacter potrebbe essere avvenuta solo dopo l’era di Ötzi: questo dimostra che la storia degli insediamenti umani in Europa è molto più complessa di quanto si pensasse. Una cosa è certa: i contributi di Ötzi alla medicina non finiscono qui. Saranno necessari nuovi studi per valutare in che misura i batteri ospitati all’interno del nostro corpo possano aiutarci a definire la storia evolutiva dell’Homo Sapiens.
ANDREA MAMELI




Articolo pubblicato nella pagina della Cultura del quotidiano L'Unione Sarda, in data 8 Gennaio 2016.
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Eracle con la Leontè (pelle di leone) - Herakles with the Leontè (lion skin)

Visitare un museo più volte può significare osservare con attenzione. Spesso porta a vedere particolari mai notati prima. Come nel caso della pelle di leone che orna la statua di bronzo Eracle, al piano terra del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Domenica l'ho vista e sono rimasto incantato. Provo a restituire l'emozione con due foto.
Eracle con la Leontè (pelle di leone) Roma, IV secolo (Cagliari, Museo Archeologico Nazionale). 
Herakles with the Leontè (lion skin) Roma, IV Cent. (Cagliari, National Archaeological Museum

04 gennaio 2016

E anche la riga 7 è completa

E anche la settima riga della tavola periodica è completa. L'annuncio dell'Unione internazionale di chimica pura e applicata (International Union of Pure and Applied Chemistry) risale a poche ore fa: quattro nuovi elementi sono andati a occupare le caselle 113, 115, 117, 118.
Non è stato facile: si tratta di elementi artificiali dalla vita estremamente breve. Ecco i loro nomi: ununtrium (simbolo: Uut, numero atomico: 113), ununpentium (Uup, 115), ununseptium (Uus, 117) e ununoctium (Uuo, 118). In precedenza (6 Novembre 2011) ci siamo occupati degli elementi 110, 111, 112.

P.S. Mi sembra molto interessante anche la tavola periodica dell'abbondanza creata nel 1970 da William F. Sheehan (University of Santa Clara).
In questa tavola periodica più l'elemento è abbondante più la sua casella è grande
Però andrebbe a sua volta aggiornata.

Abbondanza degli elementi nell'Universo (stime)

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina

IUPAC announces the verification of the discoveries of 4 new chemical elements: The 7th period of the periodic table of elements is complete.

03 gennaio 2016

Foglio di congedo, Esercito imperiale Romano - Military discharge certificate, Imperial Roman Army


Foglio di Congedo su tavoletta di bronzo conferito ai soldati sardi dopo il servizio nell'esercito Romano (Prima Età Imperiale).
Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.
Roman Military Diploma inscribed on bronze tablet: document issued to discharge Sardinian soldiers after their Service in the Roman Army (Early Imperial Age).
Archaeological Museum of Cagliari (Sardinia).

 


Roman Military Diploma On-Line