07 dicembre 2017

Dormono sulla collina. TeatrExma, venerdì 8 e sabato 9 dicembre alle 21:00

Finalmente ci siamo! Venerdì 8 dicembre alle 21 e in replica sabato 9 con lo stesso orario, andrò in scena insieme agli altri allievi del laboratorio avanzato del Teatro dallarmadio all'ExMa di Cagliari con Dormono sulla collina liberamente tratto dall'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master, esito scenico del corso condotto da Fabio Marceddu e Antonello Murgia.
Dormono sulla collina
Regia e messinscena Antonello Murgia
Aiuto regia Fabio Marceddu
Assistente Cricri Bocchetta
Con:
Mariolina Addari
Marcello Bellu
Alessandra Boero
Sergio Casu
Carla Cocco
Fabrizia Coco
Nicola Costarellan
Elisabetta Cuccu
Emilia Gallistru
Daniela Idili
Daniela Littarru
Rita Loi
Andrea Mameli
Ornella Marelli
Maria Grazia Putzolu
Paola Sanna
Francesco Tuveri
Tiziana Vecchio

La messinscena, immersa in un gioco di luci e ombre, punta a esaltare l'intensità dei racconti di Spoon River, attraverso lo studio di una recitazione essenziale, che aspira a essere onesta e credibile.
L’Antologia è un testo vivo, moderno e quanto mai attuale, che racconta le storie di esseri umani senza epoca, gli abitanti del mondo, il microcosmo che proietta nel macrocosmo l'eterno affanno umano. Non si parla di morte in questo saggio, si cerca soltanto di rievocare la magia necessaria del teatro, inteso come luogo dell'anima. Antonello Murgia e Fabio Marceddu riportano l'attenzione sul flusso vitale che si cela in ogni circostanza della vita, cercando di "tradurre" e reinterpretare il dolore, piuttosto che compiacersene, o scaraventarlo addosso agli spettatori.
TeatrExma - un teatro per tutte le stagioni nasce dalla collaborazione tra il Teatro dallarmadio e il Consorzio Camù gestore dell’EXMA, spazio che ospiterà complessivamente, sino al 25 maggio, venticinque spettacoli. TeatrExma - un teatro per tutte le stagioni ha il sostegno degli Assessorati alla cultura del Comune di Cagliari e della Regione Autonoma della Sardegna.

Le foto di Francesca Mu

05 dicembre 2017

Sarda firma la copertina del Time. L'unione Sarda, 5 dicembre 2017

La copertina del Time di questa settimana, dedicata a un servizio sulle unità speciali delle forze armate Usa, è stata illustrata da Maria Antonietta Mameli.
Nata a Cagliari nel 1969, Maria Antonietta Mameli si è trasferita a New York dove a partire dal​ 2007 ha iniziato ad affermarsi come artista. Mameli ha acquistato la sua prima macchina fotografica professionale a New York nel febbraio 2006 e da allora non ha mai spesso di esplorare l'infinito potenziale della fotografia come strumento creativo.
Maria Antonietta Mameli ha esposto ​nelle fiere internazionali d'arte più importanti del mondo:​ Parigi, Firenze, Basilea, Miami, Beijin e a New York, nella rinomata Galleria Bruce Silverstein, specializzata in fotografia d'arte, che descrive così: «L'opera riduzionista di Maria Antonietta Mameli unisce le componenti più essenziali della fotografia: luce​,​​ ombra ​​e ​forma​.​ Riducendo al minimo gli elementi compositivi​ ​delle sue immagini, Mameli non solo richiama l'attenzione sulla bellezza temporale dei suoi soggetti anonimi, ma anche sulla semplicità del mezzo. Mameli​ isola l'arte dalle minuzie della vita e la nostra comprensione di essa".
Com’è nata questa copertina del Time?
«È nata con una telefonata da parte del photo editor della redazione del TIME: mi ha spiegato che stavano lavorando a una storia sui  soldati americani e mi ha chiesto di creare un’immagine ad hoc per illustrare l'articolo. L'immagine di copertina è il risultato di tanti scatti e ore di lavoro nella mia camera oscura digitale. Questa è la terza volta che collaboro con il TIME: e ci sarà senz'altro l’opportunità di nuovi progetti in futuro».
Il photo editor le lasciava carta bianca?
Il ritratto di Maria Antonietta è di Giovanni Stefano Ghidini​
«Sì. Ho lavorato con assoluta libertà creativa, con in mente il tema della storia che sarebbe stata pubblicata sulla rivista».
Che effetto le fa questo traguardo?
«Surreale».
Questo è un riconoscimento che arriva dopo dieci anni di mostre e successi in tutto il mondo. Quali sono i prossimi obiettivi?
«Sto lavorando a diversi nuovi progetti e collaborazioni internazionali.»
Quando e come si scoperta artista?
«Quando avevo cinque anni mi piaceva giocare con la Polaroid di mia madre. La fotografia è sempre
stata dentro di me.»
Che cosa rappresentano New York e l'America in tutto questo? Una fonte d’ispirazione o qualcosa di
più?

«New York è una città magica, popolata da magiche creature. L’energia che impregna New York è palpabile e io l’ho sentita fortissima dal primo istante in cui ho posato piede a JFK airport, e continua a nutrirmi con il suo flusso incessante. L’America è tutt’oggi il paese della meritocrazia e dalle incredibili opportunità. La mia storia lo dimostra. In Italia non sarebbe mai potuta succedere.»
ANDREA MAMELI