22 dicembre 2017

Da Galileo ad Einstein: la Gravità per tutti. Alfonso D'Ambrosio, Pierluigi Lai, Andrea Mameli

Ecco finalmente il primo ebook contenente il mio nome!
Titolo: "Da Galileo ad Einstein: la Gravità per tutti". Sottotitolo: "Esperimenti con lo smartphone". Editore: Logus Mondi interattivi. In formato Kindle: 8,99 euro


Nella mia esperienza di creazione dei contenuti questa dell'ebook è simile a quella del libro tradizionale.
Ma nell'ebook mi sono accorto che serve maggiore cura nell'impianto dei link, delle immagini e della connessione tra le diverse parti che lo compongono.
In altre parole è necessario ragionare in maniera più ipertestuale e devo dire che in questo la lunga militanza tra le schiere degli accattiemmellisti mi ha aiutato non poco.
Questo ebook affronta la Relatività Generale attraverso una serie di esperimenti, illustrati e commentati, basati sull’utilizzo dello telefono cellulare.
E questo è il regno di Alfonso D'Ambrosio. Per realizzare gli esperimenti Alfonso ha utilizzato un modello gravitazionale in tessuto elastico, che permette di analizzare in maniera qualitativa e quantitativa numerosi fenomeni legati della Gravità.
L'ebook affronta gli esperimenti di Galileo Galilei, le tre leggi di Keplero, il modello di gravitazione universale di Newton, la Relatività Generale e le onde gravitazionali.

Pierluigi Lai, come è nata l'idea di questo ebook?
Pierluigi Lai
«A seguito della conoscenza di Alfonso su Facebook. Alfonso mette sempre in evidenza che il digitale può essere uno straordinario mezzo per veicolare la didattica e l'apprendimento in modo significativo. La retorica dello smartphone a scuola sì/no è dovuta spesso a un uso senza competenza. Questo libro sin dall'inizio ha voluto mostrare competenza nell'uso degli strumenti digitali e in particolare dello smartphone.»
A chi si rivolge?
«Agli insegnanti prima di tutto. Ma anche a tutti gli appassionati delle meraviglie della scienza»
Questo è il primo titolo di una collana, quali saranno gli altri temi?
«Gli altri temi spazieranno dalla didattica con il digitale ai problemi di animazione d'aula. Il prossimo titolo si occupa dei problemi dell'aggressività in classe e della gestione con un sistema educativo innovativo»

Per approfondire su Pierluigi Lai e sulla sua casa editrice: Logus mondi interattivi

Alfonso D'Ambrosio, cosa significa insegnare con lo smartphone?
D'Ambrosio in classe
«Da diversi anni si discute dell'utilizzo dello smartphone in classe, non è, però, vietandolo che si risolve la questione. Occorre una sensibilità ed una consapevolezza didattica che guidi il docente e gli studenti ad un suo utilizzo efficace. Se lo studente è solo un fruitore passivo della lezione, allora lo smartphone può essere un elemento di distrazione (vado sui social, messaggio e chatto con gli amici, copio una verifica...), ma è solo cambiando il setting didattico che lo smartphone può restituire valore aggiunto al processo di apprendimento: lo studente può condividere materiale su una classe virtuale, analizzare dati dai sensori del proprio dispositivo, realizzare un contenuto multimediale o scambiare informazioni e idee con studenti di altre Scuole. Insegnare con lo smartphone per me significa aprirsi ad una didattica basata su progetti, su lezioni collaborative, sul problem solving, significa prendere consapevolezza dell'utilizzo della rete e delle sue regole. Significa anche decidere quando e come utilizzare il proprio smartphone!»
Cosa troveranno i lettori in questo ebook?
«L'ebook contiene diverse esperienze realizzate con materiale povero, sia analogico sia digitale. Non mancano contenuti teorici, ma è sostanzialmente un percorso coerente sulla gravità, da Galilei fino ad Einstein, dove il lettore è invitato a mettere le "mani in pasta". Ad esempio viene spiegato come realizzare un Universo spaziale curvo, utilizzando un tessuto Spandex. La gravità viene così visualizzata e si possono costruire ipotesi e modelli persino sulle onde gravitazionali (rilevati con il sensore giroscopio di uno smartphone)!»
Nel 2015 è stato eletto miglior docente innovatore italiano 2015. Come ci si tiene aggiornati e al passo con le tecnologie?
Il telo Spandex
«Da tempo mi piace definirmi, prima che educatore e docente, un ricercatore didattico. Un docente non è colui che conosce la propria disciplina, ma è colui che possiede tutta una serie di strumenti che gli consente di accompagnare i propri studenti verso un apprendimento efficace. In ambito scientifico occorre confrontarsi con misconcetti, con nodi concettuali e stereotipi non banali. Un docente non può dire: ecco la formula, se non la capisci, studiala di nuovo! La tecnologia, in molti casi, è un ambiente di apprendimento, ma anche qui occorre fare dei distinguo. Per me viene sempre prima la progettazione e poi cerco gli strumenti migliori per poterla realizzare: non è certo utilizzando l'ultima App alla moda che si realizza una buona didattica. Fare innovazione a Scuola significa prima di tutto rispondere a bisogni educativi che sono sempre più inclusivi, collaborativi, relazionali , emotivi e strumenti quali la robotica educativa, la fabbricazione digitale possono dire molto a tal proposito!»

Per approfondire su Alfonso D'Ambrosio e sulle sue esperienze in classe:

Laboratorio (povero) di fisica

Fisica e matematica di Alfonso D'Ambrosio


Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 22 dicembre 2017