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Social Che? Non strumenti ma relazioni (Porto Torres 12 marzo 2017)

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Domenica 12 marzo io e Marco siamo stati invitati a offrire una panoramica sui social media (e qualche esempio dell'uso che se ne può fare) nel corso dell'assemblea degli educatori Agesci ("Testimoni digitali,  adulti in rete"), quasi 80 persone (provenienti da Alghero, Ozieri, Porto Torres, Sassari) che ringrazio di cuore per l'invito. Ho esordito con il classico "ho una notizia brutta e una buona" e ho dato prima la brutta, con un video che mostra quali rischi si possono correre mettendo in giro troppe informzioni. E ho continuato la "Piramide dei bisogni" (Maslow, 1954) che posiziona la necessità di comunicare proprio al centro della piramide. Così la prima domande per il pubblico - "Cosa significa comunicare?" - è servita per raccogliere una serie di spunti (sviluppati nel corso di 3 ore... che sono davvero volate via) e per inquadrare la giornata: non siamo qui per parlare di strumenti ma di relazioni. Porto Torres, 12 ...

Incontrare l'arte e incontrarsi. L'esperienza del MOMA modello per l'accoglienza di malati di Alzheimer

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Dal 2007 al 2014 il Museum of Modern Art di New York ha sviluppato un'articolata serie di interventi in favore delle persone affette da demenza, in particolare il progetto "Meet me at Moma" : visite per piccoli gruppi dedicata a sei opere scelte all'interno di uno specifico tema. La parte principale dell’incontro consiste in una conversazione di gruppo a partire da alcune domande poste dalla guida. L’incontro ravvicinato con le opere (visivo e tattile) e il coinvolgimento attivo dei visitatori possono permettere di costruire connessioni di senso fra le storie personali dei visitatori e le opere, recuperare esperienze personali e accedere alla memoria a lungo termine, vivere esperienze  di senso che possono favorire la crescita personale e il rafforzamento della relazione con la persona accompagnatrice. Con l'aiuto di artisti e personale medico il MOMA è riuscito nell'obiettivo di rendere l'arte realmente accessibile e da anni l’esperienza del MoMA...

Perché Paola Antonelli ha portato Pac-Man e Minecraft al MoMA

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Paola Antonelli (Sassari, 10 Gennaio 1963) dal 1994 lavora al MOMA (Museum of Modern Art di New York), dove ora è Senior Curator della sezione Architettura e Design e Direttore della Ricerca e Sviluppo del: « io davvero credo che il design sia la più alta forma di espressione creativa » . Nel 2012 Paola Antonelli ha portato al MOMA 14 videogiochi, come esempio di interaction design : Pac-Man (1980), Tetris (1984), Another World (1991), Myst (1993), SimCity 2000 (1994), vib-ribbon (1999), The Sims (2000), Katamari Damacy (2004), EVE Online (2003), Dwarf Fortress (2006), Portal (2007), flOw (2006), Passage (2008) and Canabalt (2009). Nel 2013 ne ha fatto aggiungere altri sette: Magnavox Odyssey (1972), Pong (1972), Space Invaders (1978), Asteroids (1979), Tempest (1981), Yar’s Revenge (1982), Minecraft (2011). (Jemal Countess/Getty Images/AFP) Al MOMA i giochi non sono stati selezionati in base alla loro qualità visiva ma all'eleganza del codice e alla progettazione de...