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Weight and Weightlessness: arte e scienza tra peso e assenza di peso

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  Grazie a Marco Fulvio Barozzi ho scoperto questa meravigliosa serie di illustrazioni di Graham Booth : corredava i testi di Franklyn M. Branley (scrittore di scienza e direttore dei servizi educativi del Planetario Hayden di New York) del libro intitolato Weight and Weightlessness (Peso e assenza di peso). L'anno di pubblicazione - il 1971 - fa capire che questo splendido lavoro si collocava in un periodo molto particolare in ordine alla percezione collettiva del concetto di gravità. A due anni dal primo allunaggio la curiosità suscitata dal vedere alcuni uomini saltellare sul nostro satellite naturale era ancora alta. E richiedeva una forma di elaborazione collettiva particolarmente raffinata: le parole che spiegano razionalmente il fenomeno affiancate da immagini dal forte impatto emotivo.    

Fisica + arte = stupore e piacere

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Che emozioni provoca una visita al Louvre, agli Uffizi, al Metropolitan di New York? Che reazioni suscita la scoperta di una legge fisica o la riuscita di un esperimento? Non intendo una visita museale frettolosa e compusiva, ma una contemplazione lenta e di poche opere alla volta. E non penso al monento in cui leggo o sento parlare vagamente di leggi fisiche, ma quell'istante, insimee intenso e profondo, in cui mi accorgo di aver colto un significato, di aver capito un concetto. Ricordo bene le due situazioni, anzi tre. Il piacere e lo stupore di vedere (o di sentire) un'opera d'arte e non trovo molte differenze nel piacere e nello stupore di quel momento scintillante in cui ho capito un aspetto teorico oppure ho azzeccato un esperimento. E questo piacere e questo stupore, sono moltiplicati per dieci o anche cento, nelle menti di chi crea arte o scienza. Un'eccitazione, a volte densa di soddisfazione, altre piena di meraviglia, che può comparire nella vita di un...