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Inflazione di auguri: ipocrisia acuta o sincero bisogno di condividere sentimenti?

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Fino a 20 anni fa in occasione delle feste di Natale ricevevo lettere e cartoline augurali. Da qualche tempo il lavoro del postino, almeno da queste parti, si è notevolmente ridotto (tra il 2010 e il 2015 il volume di corrispondenza postale in Italia è calato del 39%); qualche giorno fa ho ricevuto l'unica lettera di auguri, proveniva dagli USA. Non è che lo scambio sia diminuito, anzi. E-mail, Facebook, Twitter, WhatsApp e all'nossidabile SMS, si assiste a un proliferare di auguri, greetings, happy e merry... Solo che la maggior parte di queste comunicazioni non è diretta a una persona ma è collettiva. Spesso sono auguri sparati nel mucchio, facilitati anche dalla semplicità: non ci sono lettere da scrivere a mano, affrancare e imbucare. O lanciati compulsivamente come quelli che si scambiano nei negozi, negli uffici, nelle scuole: dire auguri o, peggio, "auguroni" (!) non costa niente. Attacchi di ipocrisia acuta o sincero bisogno di condividere sentimenti? Ovvia...

Auguri da Ramses III

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Auguri da LinguaggioMacchina!!

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Disegno di Alessandra Basciu per coreografia della recita Amore, amicizia e pace. Amico Mio Al bambino inglese dirò my friend Al bambino francese dirò mon ami my friend, mon ami my friend, mon ami tutto il mondo… amico sarà. Al bambino tedesco dirò mien Freund al bambino spagnolo dirò mi amigo mien Freund, mi amigo mein Freund, mi amigo tutto il mondo...amico sarà Al bambino africano dirò mi anco al bambino che è in Grecia dirò filomu mi anco, filomu mi anco, filomu tutto il mondo…amico sarà Al bambino che è in Russia dirò moi drug al bambino in Giappone dirò watashi no tomodachi moi drug, moi drug watashi no tomodachi tutto il mondo amico sarà Al bambino arabo dirò sa-bi al bambino israeliano dirò haver sheli sa-bi sa-bi haver sheli tutto il mondo.. amico sarà tutto il mondo…amico sarà