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Il nuraghe S'Ega Marteddu, affacciato sul mare di Maladroxia (Malat Rosh)

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Se vi trovate a Sant'Antioco vi consiglio una visita al nuraghe S'Ega Marteddu (coordinate :   39°0'7"N e 8°26'41"E). Il nuraghe si trova in cima alla località Maladroxia, lungo la costa orientale dell’isola, caratterizzata dalla presenza di una falda di dolomia (calcare). Secondo gli archeologi il toponimo Maladroxia deriva dell’antico nome fenicio: Malat Rosh, letteralmente “Rifugio del Capo (Sperone)”, ovvero l’approdo sicuro più vicino al punto che segna la divisione del Canale di Sardegna dal Mar di Sardegna. Il nuraghe sorge in cima alla collina che domina la spiaggia di Maladroxia e il Golfo di Palmas (Sant'Antioco). Ha l'aspetto tipico dei nuraghi parzialmente sepolti e in alcuni punti si notano segni evidenti di cadute recenti. Tuttavia esercita sempre e comunque il grande fascino dei nuraghi. La direzione da seguire per raggiungere il nuraghe S'Ega Marteddu è Maladroxia , ma prima di arrivare alla spiaggia trovate l...

Il mio augurio per il Nuovo Anno: un cofanetto (Nuragico) pieno di serenità

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Cofanetto nuragico esposto al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari Quel cofanetto di bronzo con quattro ruote nuragiche (Linguaggio Macchina, 22 luglio 2015)

Il santuario di Ballao (L'Unione Sarda, Libri, 13 Ottobre 2012)

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Nel 1918 l'archeologo Antonio Taramelli studiò il pozzo sacro Funtana Coberta, in territorio di Ballao. Intorno al monumento nuragico non furono rinvenuti oggetti di metallo e non venne trovata traccia dei tipidi edifici che in Sardegna sorgono normalmente accanto ai pozzi sacri. Ci sono voluti 85 anni per restituire a questo sito archeologico la dignità che meritava: non si trattava di un pozzo isolato ma di un autentico santuario con annesso forno per il bronzo nel quale si fondevano anche i bronzetti e le spade votive che i pellegrini offrivano alle divinità delle acque. Ma il merito di Maria Rosaria Manunza, coordinatrice della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Sardegna, non si limita ad aver condotto accurate campagne stratigrafiche dal 1998 al 2003 rinvenendo bronzetti, spade e lingotti di rame a forma di pelle di bue (“peau-de-boeuf” o “ox-hide”), una testa di guerriero nuragico, in bronzo, lunga 8 centimetri. E poi più di duemila frammenti ceramici tra cui un ...

Dna, sono gli ogliastrini i più simili ai nuragici (L'Unione Sarda, 12 gennaio 2010)

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Studiando le variazioni sul Dna mitocondriale di uomini e donne vissuti in Sardegna 2500 anni fa e messe a confronto con il patrimonio genetico di 254 sardi attuali, un gruppo di ricerca internazionale ha osservato che alcuni tratti genetici dei nuragici riemergono nella popolazione dell'Ogliastra ma non della Gallura. La scoperta, appena pubblicata su “Molecular Biology and Evolution”, è firmata da Silvia Ghirotto, Andrea Benazzo e Guido Barbujani (dipartimento di Biologia ed evoluzione dell'Università di Ferrara), da Stefano Mona (dipartimento di Genetica delle popolazioni computazionale e molecolare, Università di Berna), da Francesco Paparazzo (sezione di Biologia evoluzionistica dell'università Ludwig-Maximilians di Planegg-Martinsried, Germania), David Caramelli (dipartimento di Biologia evoluzionistica, Università di Firenze). Alla firma più nota al grande pubbico, Guido Barbujani, abbiamo chiesto cosa significa questa scoperta. «Significa che gli antenati di popola...