Riconoscere gli oggetti: capacità umane ancora non eguagliate dalle macchine. Un articolo su Journal of Neuroscience offre nuovi scenari.
Cosa c'è alla base del riconoscimento visivo degli oggetti che ci circondano? Per tentare di rispondere a questa fondamentale domanda Davide Zoccolan (nella foto), direttore del Laboratorio di neuroscienze visive della Sissa di Trieste, insieme a James DiCarlo (MIT) e Nicole Rust (Università della Pennsylvania), hanno condotto uno studio, culminato in un articolo pubblicato su Journal of Neuroscience. Il riconoscimento visivo è un processo di elaborazione dell'informazione estremante complesso: nei primati non umani metà della corteccia cerebrale è destinata allo svolgimento di compiti visivi. Zoccolan e il suo team hanno scoperto recentemente che anche i ratti riescono a codificare in modo invariante gli oggetti, il loro sistema visivo è in grado cioè di identificare un oggetto nonostante appaia di volta in volta in posizioni, dimensioni e contesti differenti. «Noi - spiega Zoccolan dal 2009 alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste - siamo in grado di...