14 agosto 2007

Gormiti: i mostri amati dai bambini.

gormiti mameli Non accenna a calare la passione dei bambini italiani (di età compresa fra 4 e 8 anni) per gli abitani dell'isola di Gorm. Ho sentito genitori preoccupati, altri rassegnati, ma secondo me se i nostri figli amano i Gormiti non dobbiamo lamentarci. Preferisco vederli giocare giocare inventando storie, scenari e avventure (io lo facevo con i soldatini, quindi mi sembra che si sia compiuta una notevole evoluzione simbolica) che osservarli scimmiottare personaggi televisivi (i Gormiti infatti non nascono in tv). Lo spazio per esercitare fantasia e creatività c'è, inoltre, se ne abbiamo voglia (e tempo) possiamo sfruttare la loro passione per spiegare alcune cose (o almeno per rispondere alle loro domande "pre scientifiche"). W i Gormiti dunque. A patto di non eccedere.
Andrea Mameli
[Nella foto (sopra) e nel filmato (sotto): Luca con i suoi Gormiti. Cagliari, 14/08/2007].

13 agosto 2007

Back to Nature: Sardinia's version of rush hour.

Back to Nature, the Italian Way. Sardinia's version of rush hour.
By Andy Newman (The New York Times, August 12, 2007)
We were not 10 miles out of Cagliari, the cosmopolitan capital of
Sardinia, when the late-afternoon traffic halted. The cause was soon
apparent: a flood of long-haired sheep, blank eyes framed by wild
white dreadlocks, spilling slowly across the highway.

Cagliari: The Other Sardinia
By Gisela Williams (The New York Times, August 12, 2007)
Many of us imagine Sardinia as a Versace ad come to life: European playboys lounging on megayachts and Champagne flowing endlessly at clubs named, without irony, Billionaire. And it’s so — at least during the fashionable months of July and August, if you limit your visit on the island to the tiny, northeast jet-set enclave known as Costa Smeralda, or the Emerald Coast.

Fisica On Line: uno strumento aperto di comunicazione scientifica, per studenti e insegnanti (Pes, Mameli)

Fisica On Line: uno strumento aperto di comunicazione scientifica, per studenti e insegnanti.

Luciano Pes, Istituto Magistrale Eleonora D'Arborea, Cagliari
Andrea Mameli Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna, Pula (Ca)

Abstract
Nella sua introduzione nella scuola la fisica ha bisogno di essere accompagnata con specifici linguaggi e adeguate metodologie in funzione dell'età dei destinatari.
L'approccio alla materia nei differenti ordini scolastici richiede dunque diversi approcci comunicativi. Con questi presupposti la creazione di dispense interattive e multimediali deve necessariamente soddisfare una molteplicità di esigenze che solo la collaborazione tra esperti della materia e informatici: è il caso del progetto "Fisica on line", un repertorio di otto storie animate per le scuole elementari suddivise in 50 piccole animazioni, e 25 lezioni in formato Flash su altrettanti argomenti del programma di fisica delle superiori articolate come slide vocalizzate, esercizi, mappe concettuali, risorse web, strumenti di condivisione. Fisica on line" consente anche di produrre materiali didattici condivisi: attraverso la creazione di esercizi e lezioni in formato Flash a partire da una semplice pagina web, e realizzazione di lezioni a partire da una serie di elementi (Learning Objects) presenti nella piattaforma, copia "atomizzata" delle lezioni.
Il progetto "Fisica on line", dei cinque progetti sperimentali (uno per ciascuna regione meridionale) sostenuti dal Ministero della Pubblica istruzione, è quello creato in Sardegna. Lo ha realizzato il centro servizi E-learning Telema dell'istituto magistrale Eleonora d'Arborea di Cagliari, con il contributo di esperti disciplinari locali, ed è disponibile gratuitamente in rete all'indirizzo www.liceoeleonora.com Il sistema costituisce un approccio semplificato alla Fisica, utile per i docenti come base per la creazione di lezioni e agli studenti come recupero e approfondimento.
Il servizio comprende videoconferenza, co-browsing, chat, presentazioni condivise, riscrittura oggetti didattici, autenticazione. Fisica On Line è un progetto finanziato con fondi europei attraverso la misura 1.4 (PON scuola) gestito dall'ufficio 5 del Ministero della pubblica istruzione.

VI Convegno Nazionale sulla Comunicazione della Scienza (Forlì 29 novembre - 1 dicembre 2007).

12 agosto 2007

Prima di mandare una e-mail, lasciala per un po' nel cassetto

Per molti di noi è diventata una normalissima forma di comunicazione. Tanto normale che a volte sottovalutiamo la sua importanza. Lo hanno dovuto imparare a loro spese coloro che hanno incontrato qualche problema in seguito a un invio troppo affrettato. Ma c’è anche chi è stato licenziato per via di una risposta non meditata. Lo raccontano David Shipley (giornalista del New York Times) e Will Scwhalbe (responsabile della casa editrice Hyperion book) nel libro Send: The Essential Guide to e-mail for Office and Home (Alfred A. Knopf, New York, aprile 2007, 247 pagine, 19.95 dollari). Il volume (non ancora tradotto in italiano) raccoglie le testimonianze e le confessioni registrate in www.thinkbeforeyousend.com (ovvero: pensa, prima di inviare) sito che continua a ospitare i contributi di chi ha vissuto esperienze degne di nota (in positivo e in negativo) con la posta elettronica. Secondo i due autori, durante la stesura di una comunicazione elettronica, il nostro cervello sarebbe vittima di uno stato di sospensione della consapevolezza della comunicazione.
Abbiamo chiesto un parere a Antonella Chifari, psicologa esperta in dinamiche della rete e ricercatrice del CNR di Palermo.
Quando scriviamo un’e-mail ci distacchiamo dalla realtà? "Il mio approccio sperimentale, di stampo comportamentale, mi fa propendere verso una giustificazione diversa. Parlare di distacco dalla realtà o sospensione della consapevolezza mi sembra eccessivo, piuttosto è verosimile che scrivendo un’e-mail il soggetto sia contemporaneamente immerso in altri compiti minando la sua attenzione focale o selettiva. Ciò potrebbe distrarlo da alcuni importanti meccanismi che avendo ormai assunto carattere di automatismo spesso si innescano senza un controllo diretto".
Cos’è l’attenzione selettiva? "Un esempio di attenzione selettiva è quello di sopprimere una risposta automatica a uno stimolo, quindi benché si inneschi l'automatismo un calo di questo tipo di attenzione, in uno specifico momento di sovraccarico, porta a non riuscire a sopprimere un'azione con il risultato che essa si attivi prima che tu lo voglia".
Nella posta elettronica le inibizioni possono ridursi fino a far dimenticare il contesto comunicativo? "Su questa affermazione concordo pienamente: il soggetto si iperfocalizza sul compito."
È sufficiente, come consiglia il libro, pensare bene prima di inviare un messaggio?
"Se pensare bene vuol dire mantenere un livello di attenzione più alto ed una maggiore centratura sul compito, direi proprio di si."
Se una ricerca del genere si conducesse in Italia i risultati sarebbero gli stessi? "Da popolo di veri distrattoni penso che la ricerca attecchirebbe di sicuro producendo una eco utile per tutti coloro che, incappati nel problema, a quel punto potrebbero non solo uscirne confortati ma anche più pronti ad autoregolare la propria attenzione esercitando uno sforzo consapevole".
Il libro Shipley e Scwhalbe ha un importante pregio: quello di aiutarci a osservare i cambiamenti del nostro mondo, che ci vedono protagonisti o vittime, e in merito ai quali non ci soffermiamo adeguatamente a riflettere. Alcuni degli elementi evidenziati nel libro meritano particolare attenzione: come l’esagerata velocità nel rispondere o come l’ambiguità (che il titolo dell’e-mail non è in grado di risolvere) tra comunicazioni formali e informali, tra le reali richieste e il perfido spam. In altre parole, scrivono Shipley e Scwhalbe: “Nella conversazione faccia a faccia o in quella telefonica la parte emotiva del nostro cervello controlla costantemente le reazioni del nostro interlocutore. In questo modo riusciamo a capire cosa gli piace e cosa non gradisce. Viceversa, l’e-mail non fornisce un canale informativo di questo genere”.
ANDREA MAMELI
[articolo pubblicato sul quotidiano L'Unione Sarda, 12 agosto 2007, inserto Estate Cultura, pag. VI]