12 ottobre 2007

Ho perso un amico.

gaddari Ho conosciuto Antonio Gaddari poco più di un anno fa. Mi avevano impressionato la sua voglia di vivere, la sua forza di volontà, la sua ironia e la sua simpatia. Per due volte non siamo riusciti a incontrarci (a Macomer, nell'ottobre scorso, e a Orgosolo, in luglio) e ora mi pento di non aver provato una terza volta. Perché oggi i quotidiani sardi (uno in prima pagina) gli dedicano abbondante spazio. Per raccontare la sua scomparsa. Antonio era amato da molti. Forse moltissimi. Era generoso, disponibile e gentile. antonio Ma era anche ambizioso e caparbio, quella sana ambizione che ci aiuta a vivere meglio e quella onesta caparbietà che ci consente di superare piccoli e grandi ostacoli.
Antonio non usava la tastiera per scrivere al computer. Non poteva farlo perché non muoveva le mani. Neanche le braccia. E neppure le gambe. Antonio usava un software (Dragon Naturally Speaking) per controllare il computer e scrivere semplicemente parlando in un microfono. Se non me lo avesse spiegato lui non ci avrei creduto. Tanto erano fitte le sue descrizioni delle sue giornate e ricche le sue risposte via email. Anche l'intervista per Il messaggero sardo me l'aveva gentilmente concessa via email.
elio Il sito di antonio - wannabeavip - con la sua normalissima o straordinaria vendita di magliette online resta a ricordarci cosa può fare un uomo, a dispetto delle condizioni in cui vive.
Cosa era accaduto lo raccontava lui stesso nel sito: "Un incidente stradale, avvenuto nell'estate del 1989 con tutta la mia famiglia, e un susseguirsi di negligenze da parte dei medici nelle ore successive, mi causarono una lesione midollare che mi ridusse e mi riduce tuttora ad uno stato di tetraplegia (paralisi di tutti e quattro gli arti)."
aola Ci sono persone, cosiddette normali, che avrebbero molto da imparare da Antonio. Cercherò di fare il possibile per non dimenticarlo. E per non farlo dimenticare.
Avevamo due progetti, da realizzare insieme: un libro sulla sua vita (con lo scopo dichiarato di rendere utile la sua testimonianza ad altri) e una serie di magliette con i fumetti a sfondo scientifico. Credo che lo farò lo stesso. Anzi devo farlo.
Andrea

Disabile, voleva essere famoso e prima di morire c’è riuscito (La Nuova Sardegna, 12 ottobre 2007)

I wanna be a vip (La torre di babele, il blog di Pino Scaccia, 13 ottobre 2007)

07 ottobre 2007

Sette bambini sulle orme di Darwin

Minidarwin Spedizione alle Galàpagos per spiegare l'evoluzione.
L'Unione Sarda, 6 ottobre 2007, pagina 37

Sette bambini alle Galápagos, sulle orme di Darwin. Non è un film: è successo davvero tra il 28 dicembre 2006 e il 9 gennaio 2007. L’idea di far spiegare l’evoluzione dai ragazzi ai loro coetanei è di due esperte di divulgazione scientifica: Paola Catapano (CERN di Ginevra) e Simona Cerrato (SISSA di Trieste). A due anni dal bicentenario della nascita del naturalista inglese questa comitiva ha ripercorso la tappa più importante del viaggio compiuto da Darwin tra il 1831 e il 1836. Qui ebbe origine la teoria dell’evoluzione, secondo la quale gli esseri viventi si riproducono in numero superiore alle reali possibilità di sopravvivenza dando vita a individui con caratteristiche diverse: tra essi sopravvivono solo quelli più adatti all’ambiente, che a loro volta trasmettono queste variazioni casuali ai discendenti.
Lo raccontano i documentari prodotti da Rai Educational e Evoluti per Caso, e un libro: Minidarwin, l’evoluzione raccontata ai bambini (Editoriale Scienza, 120 pagine, euro 16,90) scritto da Simona Cerrato e illustrato da Cinzia Ghigliano. Il volume, presentato due giorni fa a Trieste, oggi sarà protagonista di un incontro con i bambini del festival Tuttestorie (alle 16 e 30 in sala Zizù) insieme allo scrittore cagliaritano Alberto Melis).
Il libro di Simona Cerrato è il diario di viaggio ma anche il taccuino scientifico dell’avventura dei sette piccoli ricercatori. Guidati da un biologo e un oceanografo, e accompagnati dalle due divulgatrici, i sette scienziati in erba hanno condotto esperimenti mirati a scoprire le tracce dell’evoluzione e la sua eredità odierna. Incontri emozionanti con iguane, foche e tartarughe giganti raccontati in prima persona da Finch: uno dei fringuelli di Darwin (simbolo dell'evoluzione sulle isole).
Simona Cerrato nel 2006 ha vinto il Premio Andersen per la divulgazione scientifica con il libro L’universo di Margherita, scritto insieme a Margherita Hack (Editoriale Scienza).
Minidarwin Cosa racconta Minidarwin? "Il libro – spiega Simona Cerrato – racconta le esperienze che hanno portato questi ragazzi a capire, guidati dagli scienziati, come funzionano il mimetismo e la selezione sessuale e come costruire un albero evolutivo. Naturalmente la parte più emozionante è stato il contatto con questa natura così diversa dalla nostra. Gli animali sono grandi e numerosi. E soprattutto non hanno paura di noi: si lasciano avvicinare, completamente indifferenti alla presenza umana. Tartarughe giganti, otarie, pinguini, sule piediblu e piedirossi. E poi squali, tartarughe di mare, delfini, fregate, petrelle, pellicani, albatross e gamberi rossi sulle rocce nere. E naturalmente i fringuelli di Darwin che ci hanno fatto compagnia durante tutta la missione. Una varietà e una bellezza incredibili".
Ma i ragazzi sanno spiegare l'evoluzione? "Certo, è una teoria logica e comprensibile che si può osservare con i propri occhi alle Galápagos: per esempio sulle isole dove vivono le iguane che si nutrono di cactus, i quali per difendersi hanno sviluppato un tronco da albero. E i ragazzi sanno anche interpretarla in modo personale, inventando bellissime storie."
Quali sono gli ingredienti per comunicare la scienza ai bambini?
"Credo che sia importante raccontare delle storie per introdurre concetti anche molto complessi senza il rischio di annoiare i ragazzi. Loro riflettono, formulano domande e ipotesi, discutono fra loro. Sono bravissimi. Naturalmente fare scienza con le proprie mani e con la propria testa, insieme a dei veri scienziati, è qualcosa in più, ma non sempre abbiamo la possibilità di farlo. La fortuna di chi come noi ha potuto seguire alla spedizione ci obbligava a raccontare l’esperienza. Così abbiamo creato un libro e una mostra con l’obiettivo di condividere con gli altri la ricchezza delle Galápagos."
Andrea Mameli

Nessie disegnata da Simone Frasca

Nessie Cagliari, 6 ottobre 2007. Festival Tuttestorie. Incontro con Simona Cerrato e Alberto Melis: "Mondi salvati dai bambini: dai Criptoanimali a Minidarwin". Simone Frasca disegna Nessie in base alle indicazioni di Alberto Melis (Il segreto di Loch Ness. Criptoanimali. Vol. 2, Piemme, 2007).