10 novembre 2007

Ecco H2: la macchina a idrogeno (e fuel cell).

auto a idrogeno Ho assemblato la macchina a idrogeno (grande quanto un modellino in scala 1:24) e ha funzionato subito. La stazione di rifornimento (che può funzionare con il pannello solare o a batteria) contiene un elettrolizzatore che produce idrogeno (a partire da acqua distillata). L'idrogeno viene fornito all'automobilina al cui interno la fuel-cell produce la corrente continua necessaria a far girare il motorino elettrico. h2 fuel cell car L'unico scarto è acqua.
Questa macchina (che fino a qualche mese si poteva acquistare solo online) è prodotta da una giovane azienda di Shangai (Horizon Fuel Cell Technologies, attiva dal 2003) la prima ad aver introdotto un prodotto fuel cell su scala mondiale. h2 car
Ma torniamo al nostro assemblaggio: dopo aver sistemato il prezioso sistema fuel cell (trovato sigillato nell'imballaggio) nel suo spazio davanti al motore, collegati i morsetti e i due tubicini per l'idrogeno (con opportuno serbatoio costituito da un palloncino collocato dentro un cilindro trasparente) e avvitata la carrozzeria al telaio, si procede con il primo rifornimento. automobilina a idrogeno Dall'acqua contenuta nella centrale di rifornimento si formano le bolle di ossigeno, che salgono verso la superficie, mentre l'idrogeno raggiunge il serbatoio dell'auto. Il funzionamento del sistema è reso visibile dai led azzurri. Una carica di 3 minuti riempie di idrogeno il serbatorio dell'auto e se si sono effettuate le manovre preliminari (svuotamento del palloncino per mezzo dell'apposita siringa) le ruote possono girare per alcuni minuti. auto a idrogeno Le istruzioni (file pdf tradotto in 12 lingue) sono ottime e chiunque in meno di dieci minuti è in grado di preparare la macchina per l'uso. Questo modellino di auto a idrogeno (disegnato da Taras Wankewycz) è stato stato premiato da Business 2.0 e Frog Design come “uno degli 11 migliori prodotti del pianeta”.

video

09 novembre 2007

Serbariu: esemplare museo del Carbone.

miniera carbone Il museo del Carbone della miniera di Serbariu, a Carbonia, è un esempio come un luogo di produzione industriale (attivo dal 1937 al 1964) può essere sapientemente trasformato in un luogo di conservazione e condivisione della cultura. Nella lampisteria sono esposte lampade da miniera, strumenti e attrezzi da lavoro, fotografie, documenti, e oggetti particolari come le ciabatte realizzate con la gomma dei nastri trasportatori o il terminale telefonico. serbariu A disposizione filmati d’epoca e videointerviste ai minatori. Il sostegno delle (ottime) indicazioni testuali e delle illuastrazioni è determinante per l'efficiacia della visita. Il museo è gestito dal Centro italiano della cultura del carbone (CICC), un'associazione tra il comune di Carbonia e il Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna. museo carbone Il museo del Carbone offre grandi opportunità di approfondire, nel caso di una visita scolastica, numerosi argomenti interdisciplinari (storia, scienza, politica, architettura), ma anche per qualsiasi altro visitatore si tratta di visite altamente arricchenti. Andrea Mameli, 9-XI-2007.
museo del carbone di carbonia

08 novembre 2007

Settimana Cittadina della Scienza (Cagliari, 8 novembre 2007)

berlinguer a cagliari Oggi, 8 novembre 2007, durante l'inaugurazione del ciclo di attività divulgative (denominato Scienza Società Scienza) il presidente del Gruppo di lavoro interministeriale per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica, Luigi Berlinguer, ha sottolineato l'importanza della diffusione della cultura scientifica, ma ha anche ricordato che: "Gli indicatori OCSE-PISA per i ragazzi e IEA-TIMMS per gli adulti registrano una realtà: gli intervistati non sono in grado di cavarsela con le competenze scientifiche. L'altro dato spiacevole è che il 40% dei debiti formativi è legato alla matematica e che il calo di matricole in matematica è sempre forte. berlinguer romagnino La società italiana ha bisogno di cultura matematica diffusa, necessaria in tutte le professioni. In Italia viviamo un'emergenza scientifico tecnologica. Serve uno sforzo importante per invertire questa tendenza."
Berlinguer, Prima di visitare la mostra interattiva allestita nell'edificio Sali Scelti del parco delle saline, insieme a Carla Romagnino, ha ricordato che berlinguer "Noi viviamo in una democrazia evoluta: oggi la scienza impatta la società in tematice importanti, con quale consapevolezza i cittadini compiono queste scelte, non solo i referendum: quanto pesa su queste decisioni un approccio puramente ideologico e porta a decisioni che possono segnare un'epoca? Per esempio salute, ambiente, cibi. Il cittadino deve essere attivo nel risolvere i problemi partecipando direttamente alle scelte, anche questo è metodo scientifico: tentare di risolvere il problema direttamente."

Scienza e società, una settimana per favorire il dialogo

scienza società scienza Rafforzare il ponte tra scienza e società. È il principale obiettivo della “VI Settimana cittadina della Scienza”, il ciclo di manifestazioni che sarà aperto oggi a Cagliari con la conferenza del presidente del Gruppo di lavoro interministeriale per la diffusione della cultura scientifica, Luigi Berlinguer (ore 11, sala conferenze dell’edificio Sali Scelti - Parco Molentargius Le Saline). Il calendario delle attività organizzate dal comitato “ScienzasocietàScienza” comprende una serie di laboratori interattivi per le scuole, incontri con ricercatori e scienziati, seminari e convegni, in cui si affronteranno temi cruciali per la società della conoscenza come le difficoltà degli studenti di fronte alle materie scientifiche e la crisi di iscrizioni ai corsi di laurea in chimica, fisica e matematica. Si parlerà anche della necessità di allestire un centro della scienza in Sardegna. E ogni domenica mattina appuntamento al centro culturale Exmà per i caffè scientifici: incontri informali per informare e discutere. La settimana cittadina della scienza è aperta a tutti: dalla mostra interattiva che svela la scienza nascosta negli ambienti domestici (dagli elettrodomestici agli alimenti, dai cosmetici ai detersivi, dagli acari alle muffe) agli incontri con gli scienziati, fino ai tre spettacoli di teatro scientifico (modalità emergente per avvicinare il pubblico alla scienza).
Nel calendario (il programma è nel sito: www.scienzasocietascienza.eu) anche alcuni spettacoli di teatro scientifico. La settimana scientifica cagliaritana, oltre alle cinque edizioni alle spalle, conta anche sull’esperienza maturata al festival europeo “Science on Stage”. Alla manifestazione, nata nel 2003 per raccogliere quanto di più innovativo e stimolante si propone in Europa per la diffusione delle conoscenze nel campo delle Scienze sperimentali, è presente sempre una delegazione di insegnanti sardi. Quest’anno hanno partecipato Valentina Devoto, con un’analisi didattica dei cibi, e Carla Romagnino, coordinatrice nazionale del progetto.
Carla Romagnino (presidente del comitato “ScienzasocietàScienza” e componente del Gruppo presieduto da Berlinguer) è in prima linea da alcuni anni: «Dal 2000 cerchiamo di sensibilizzare le istituzioni affinché partecipino all’organizzazione degli eventi culturali che proponiamo. Ogni anno invece affrontiamo enormi fatiche per trovare finanziamenti. Osserviamo città come Genova, Bergamo e Perugia che riescono ad allestire meravigliosi festival della scienza con il contributo attivo delle istituzioni».
A cosa servono queste iniziative?
«Innanzitutto a rafforzare l’interesse del pubblico verso la scienza, poi per aiutare gli studenti a capire quali sono le loro vere aspirazioni. Infine per fornire agli insegnanti nuovi stimoli per un approccio allo studio più vivo e interessante».
Vi battete da anni anche per la creazione di un Centro della scienza a Cagliari. Perché?
«Riteniamo che un luogo di questo tipo potrebbe dare alla città e alla regione occasioni di crescita culturale. Ma potrebbero essere anche una risorsa per la scuola e gli insegnanti oltre che avere una evidente valenza turistica».
Quest’anno avete scelto l’edificio Sali Scelti del Parco del Molentargius. Potrebbe essere questa la sede del nostro Science Center?
«Sarebbe meraviglioso se il Centro della scienza venisse creato nel Parco di Molentargius. L’ambiente naturale, la lavorazione del sale, l’ampiezza degli spazi potrebbero addirittura costituire una Città della scienza. Siamo molto grati alla direzione del Parco di Molentargius - Le Saline per l’opportunità che ci hanno dato quest’anno. Anche il sindaco di Cagliari vede di buon occhio questa soluzione e mi risulta che anche il presidente Soru si sia espresso in questi termini».
ANDREA MAMELI - L’Unione Sarda - Pagina 56 – Cultura

06 novembre 2007

Scienziati di Ventura in Tv (Cominciamo Bene, Rai 3)

mameli e scanu Intervento di Andrea Mameli e Mauro Scanu e intervista a Michele Saba nel corso della trasmissione Cominciamo Bene Rai 3 del 6 novembre 2007. Tema: fughe di cervelli e scienziati di ventura.