13 dicembre 2008

ONE MILLIONTH OF A SECOND AFTER THE BIG BANG

www.antoniosaba.com
An extract from the Antonio Saba book: "ONE MILLIONTH OF A SECOND AFTER THE BIG BANG"

Antonio Saba e l'ottagono rosso

saba alice cern L'Unione Sarda, 21 aprile 2006. Cultura - Pagina 42
Immagini d’autore per fissare il Big Bang
Il cammino percorso dalla Fisica, in poco più di un secolo di scoperte e formulazioni teoriche, è stato semplicemente spettacolare. Ma per raccontare la scienza, specie quando ci si allontana dall’intuizione e dal buonsenso, come accade appunto con le dimensioni e le velocità distanti dalla percezione umana, c’è sempre più bisogno di immagini. E la stessa realizzazione degli apparati per la rivelazione delle particelle acquista dignità di soggetto da riprendere. Per questo il CERN (Centro Europeo di Ricerche Nucleari) di Ginevra, si affida a fotografi professionisti per riprendere tutte le fasi dell’installazione degli esperimenti. Nel caso di ALICE (A Large Ion Collider Experiment), uno dei più grossi apparati in costruzione, l’incarico di fotografo ufficiale è stato assegnato da una commissione internazionale al cagliaritano Antonio Saba. «Sono molto orgoglioso - spiega Saba - perché significa aver raggiunto un notevole livello di eccellenza nella fotografia industriale e applicata alla scienza e alla tecnologia». Cosa comporterà questo impegno? «Dovrò seguire l’installazione delle strutture e di rivelatori di particelle, in costruzione a Ginevra, Cagliari e Bologna». Tutti soggetti fotogenici? «Saranno facili da riprendere solo i grandi impianti, mentre sarà più complesso spettacolarizzare e rendere visibili particolari importanti ma di dimensioni ridotte». Come la piccola Alice, nata dalla penna di Lewis Carroll, esplora il Paese delle meraviglie, questo ambizioso progetto del CERN ci porterà a scoprire l’affascinante stato di creazione dell’universo, provando a riprodurre in miniatura la grande esplosione primordiale: il Big Bang. Nel sottosuolo di Ginevra, dentro un anello lungo 27 km, si sta costruendo il più grande acceleratore di particelle del mondo (LHC: Large Hadron Collider). Al suo interno verranno accelerati e fatti urtare nuclei di atomi di piombo, scelti tra i più pesanti a disposizione con i loro 208 nucleoni (neutroni e protoni), ad energie elevatissime, mai raggiunte prima d’ora in un acceleratore. Quando l’urto avviene frontalmente i nuclei vengono compressi creando una palla di fuoco nella quale si raggiungono temperature di migliaia di miliardi di gradi (molto superiori a quelle del centro del sole). Si suppone che in queste condizioni i neutroni e i protoni si sciolgano e le particelle che li compongono, i quark, e quelle che li legano, i gluoni, si muovano liberamente dando origine al plasma di quark e gluoni. L’osservazione sperimentale di questo stato della materia fornirebbe un’ulteriore prova della validità delle teorie più accreditate sulla costituzione dell’infinitamente piccolo. Questo plasma è lo stesso che si sarebbe formato pochi milionesimi di secondo dopo il Big Bang, probabilmente analogo a quello che si ritrova nelle stelle di neutroni. L’esperimento ALICE è costituito da una struttura complessa di rivelatori di particelle costruiti per analizzare, con la massima accuratezza, le collisioni tra i nuclei di piombo che avvengono nell’acceleratore. Questi urti si ripetono 1.000 volte al secondo, producendo ciascuno molte migliaia di tracce che verranno immagazzinate nei computer per essere poi analizzate. All’enorme impresa partecipano più di 1.000 fisici provenienti da 29 Paesi tra i quali l’Italia. Un contributo significativo viene fornito dal gruppo di Cagliari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e del Dipartimento di Fisica dell’Università di Cagliari. Il gruppo, guidato da Sergio Serci, è formato da altri tre universitari (Giovanna Puddu, Gianluca Usai, Alessandro De Falco) e due ricercatori INFN (Corrado Cicalò e Alberto Masoni). «Siamo coinvolti nel progetto da otto anni - spiega Cicalò - e collaboriamo alla costruzione di due sistemi di rivelatori in stretta collaborazione con gruppi di altri Paesi europei. Dopo una lunga fase di progettazione questi moduli sono stati assemblati ed è ora in corso la loro installazione al CERN nella caverna che ospita ALICE. Una parte del gruppo si occupa anche dello sviluppo di componenti elettronici creati appositamente per l’esperimento, e un’altra contribuirà all’analisi dei dati».
Andrea Mameli

12 dicembre 2008

Science: Visualization Challenge 2008

science aaas The International Science & Engineering Visualization Challenge 2008
Some of science’s most powerful statements are not made in words. From the diagrams of DaVinci to Rosalind Franklin’s x-rays, visualization of research has a long and literally illustrious history. To illustrate is to enlighten.
How many people would have heard of fractal geometry or the double helix or solar flares if they had been described solely in words? In a world where science literacy is dismayingly rare, illustrations provide the most immediate and influential connection between scientists and other citizens, and the best hope for nurturing popular interest. Indeed, they are now a necessity for public understanding of research developments.
The National Science Foundation (NSF) and Science created the International Science and Engineering Visualization Challenge to celebrate that grand tradition—and to encourage its continued growth. The spirit of the competition is for communicating science, engineering and technology for education and journalistic purposes.

10 dicembre 2008

Immagini e comunicazione scientifica: dalla descrizione all’evocazione

pascolini Immagini e comunicazione scientifica: dalla descrizione all’evocazione (Alessandro Pascolini, INFN)
Abstract. Vengono esaminati alcuni aspetti del ruolo delle immagini nella scienza e
nella comunicazione scientifica. In particolare si discute il loro significato per la fisica contemporanea e si esaminano modelli storici di comunicazione al pubblico mediante immagini al fine di individuare strategie per programmi attuali.

Peak Oil (video)



The Days After - Peak Oil

07 dicembre 2008

Gilbert U-238 Atomic Energy Lab. A radioactive game?

Gilbert U-238 Atomic Energy Lab
The "Gilbert U-238 Atomic Energy Lab" was introduced by A.C. Gilbert in the spring of 1950 and sold for $42.50. Its components included:
1. three very low-level radioactive sources (alpha, beta and gamma particles)
2. four uranium-bearing ore samples
3. Geiger-Mueller radiation counter
4. Wilson Cloud Chamber to see paths of alpha particles.
5. Spinthariscope to see "live" radioactive disintegration.
6. Electroscope to measure radioactivity of different substances.
7. an "Atomic Energy Manual"
8. "Learn How Dagwood Splits the Atom" (comic book by Joe Musial, 1949)
Learn How Dagwood Splits the Atom