12 giugno 2010

Pubblicazioni scientifiche in atti di convegni (Andrea Mameli et al)

Principali pubblicazioni scientifiche, in atti di convegni

Scienza giocata nel parco di Alghero il 6 giugno 2010.

Papetti Alghero laboratorio creativo scienza arte Avvicinare alla scienza con la forza del gioco: con questa proposta un centinaio di bambini, domenica 6 giugno ha partecipato con entusiasmo alla giornata "La scienza? un gioco da ragazzi!" svoltasi nella splendida Villa Gioiosa (Parco Regionale Naturale di Porto Conte, Alghero)
Grande entusiasmo da parte dei bambini, soddisfazione per gli organizzatori, felicità per i genitori (lieti di aver fatto trascorrere alcune ore educative e divertenti ai loro figli). La particolarità dei laboratori di Roberto Papetti risiede nella capacità di ottenere risultati sorprendenti da materiali poveri. Ovviamente i risultati sono soprendenti per chi non lo sa, ma Papetti ha imparato a riconoscere il brillar degli occhi tipico di chi si entusiasma sul serio.
Papetti Alghero bambini E per entusiasmarsi sul serio qui si intende giocare assemblando oggetti destinati alla discarica. Non giochi di plastica o videogame. «Una volta ho chiesto al figlio di un amico - ha spiegato Papetti nel corso della tavola rotonda Il Gioco della Scienza, la Scienza in Gioco (che ho avuto il piacere di coordinare) - e gli ho chiesto di mostrarmi i giocattoli. Quello ha aperto alcuni scatoloni e mi ha detto che aveva 150 giochi. E alle pareti le mensole con decine di giocattoli in bella mostra, come in un museo». E di questo museo domestico il bambino, molti bambini, non san quasi che farsene.
Mi son tornate in mente le parole del sociologo polacco Zygmunt Bauman ("Homo consumens. Lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi", Erickson, 2007) «La società dei consumatori aspira alla gratificazione dei desideri più di qualsiasi altro tipo di società del passato, ma tale gratificazione deve rimanere una promessa.
equilibrio Papetti La Luertola Ravenna a Alghero Il desiderio deve rimanere insoddisfatto perché finché il cliente non è soddisfatto sentirà il bisogno di acquistare qualcosa di nuovo e diverso».
Roberto Papetti ha maturato un'esperienza trentennale come ludotecario e il suo impegno nel ridare vita ai giochi della tradizione popolare sono illustrate in alcuni volumi: L'arte di costruire giocattoli creativi con materiali semplici scritto con Gianfranco Zavalloni (Macro, 1997), Giocattoli creativi (Editoriale Scienza, 2005, insieme a Gianfranco Zavalloni), Piccoli gesti di Ecologia (Editoriale Scienza, 2007, insieme a Zavalloni), Trottoleria (Editoriale Scienza, 2007), Costruisci i tuoi giocattoli (Macro Edizioni, 2007), Tintinnabula, giocattolomuseo (Artebambini, 2006).
merlo papetti alghero L’iniziativa, progettata e organizzata dal Sistema Bibliotecario Urbano e dalla Società Umanitaria, in collaborazione con il Parco di Porto Conte, grazie al contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Alghero, del Parco e della Società Umanitaria, si è svolta a conclusione delle attività di promozione della lettura LIBRILIBERILAB (organizzate dal Sistema Bibliotecario Urbano: otto laboratori didattici (alcuni premiati con una menzione speciale del Premio Città del Libro).
Determinante il coinvolgimento di Roberto Papetti e dei suoi collaboratori della cooperativa La Lucertola (Ravenna), Laboratorio Scienza (Sestu), Energy Empire (Cagliari, di Simona Cerrato (Trieste), dall’associazione Cavalluccio Marino (Alghero), dal Centro di Educazione Ambientale del Parco di Porto Conte.
Ci auguriamo che le amiche di Alghero ripetano l'esperienza nel 2011.
L'abbondanza di iniziative che portano a giocare con la scienza non fa male a nessuno, anzi...

09 giugno 2010

"Un piano scolastico per ciascun alunno" (L'Unione Sarda, 9 giugno 2010)

insegnanti di sostegno libro erickson Nel saggio di Ianes e Cramerotti una scuola che aiuta tutti, non solo attraverso gli insegnanti di sostegno
In Sardegna sono 2400, in tutta Italia 90 mila. Sono gli insegnanti di sostegno e la loro esistenza non è un dato statistico ma un indicatore di civiltà, in quanto permette l'estensione del diritto all'istruzione anche a coloro che anni fa ne sarebbero stati esclusi: gli alunni con disabilità. Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità la salute è benessere bio-psico-sociale, piena realizzazione del proprio potenziale, della propria persona. E se l'inclusione scolastica è la cartina al tornasole del benessere quali sono gli strumenti sui quali si fonda? Lo strumento principale è il Piano educativo individualizzato, utile non solo agli alunni disabili, ma anche per quelli che presentano disturbi dell'apprendimento, difficoltà psicologiche, comportamentali, emotive, svantaggio sociale, differenze linguistiche e culturali. La chiave della programmazione educativa è nei tre volumi pubblicati dalla Erickson di Trento pochi mesi fa (nona edizione): “Il Piano educativo individualizzato. Progetto di vita”. Il concetto chiave è espresso nelle prime pagine: «Una Scuola che sa rispondere adeguatamente a tutte le difficoltà degli alunni e sa prevenirle, ove possibile, diventa poi una Scuola davvero e profondamente inclusiva per tutti gli alunni, dove si eliminano le barriere all'apprendimento e alla partecipazione di ognuno». Abbiamo rivolto alcune domande agli autori, il docente di pedagogia speciale Dario Ianes (Università di Bolzano) e la psicologa Sofia Cramerotti (Centro Studi Erickson di Trento).
Che diffusione ha il libro?
«Tra gli insegnanti di sostegno, l'intero corpo docente, la famiglia. I bisogni educativi speciali oggi si affrontano con percorsi didattici individualizzati e per questo la scuola diventa sempre più inclusiva. Il primo volume dell'opera fornisce una guida per leggere e interpretare pedagogicamente una diagnosi funzionale, per definire gli obiettivi di lavoro, stendere un Piano educativo individualizzato aderente ai bisogni di ciascun alunno. Il secondo volume offre un'ampia proposta di materiali didattici specifici, strumenti e percorsi strutturati in obiettivi e attività, che puntano alla valutazione, allo sviluppo, al potenziamento e al recupero delle abilità. Il terzo presenta una raccolta di buone prassi di Piani educativi individualizzati. Gli esempi proposti si riferiscono a si riferiscono a scuola dell'infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di primo e secondo grado.»
In Italia qual'è il livello della formazione degli insegnanti di sostegno?
«È necessaria una continua crescita delle varie competenze, non solo negli insegnanti di sostegno ma anche nei docenti curricolari: bisogna promuovere l'incontro tra bisogni reali e competenze. Alcune sono assolutamente centrali: come progettare in maniera collegiale il Piano Educativo Individualizzato o Progetto di vita, come attivare le risorse di insegnamento e di socialità dei compagni di classe, come utilizzare in modo inclusivo le nuove tecnologie, come la Lavagna Interattiva Multimediale o strumenti compensativi come ALFa Reader che consente la lettura continua del testo, come valutare le competenze degli alunni, come rendere più speciale la normalità del fare scuola per rispondere ai bisogni educativi speciali degli alunni.»
ANDREA MAMELI