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You do not really understand something unless you can explain it to your grandmother
Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna
A. Einstein

07 febbraio 2011

Tra Einstein e Picasso

Einstein Picasso Schapiro Meyer Schapiro (1904-1996) è considerato uno dei più grandi storici dell'arte, docente a Harvard, Oxford e alla Columbia University. Lo citiamo su linguaggiomacchina perché gli siamo grati per il brillante volume Tra Einstein e Picasso. Spazio-tempo, cubismo, futurismo (Christian Marinotti edizioni, 2003, 240 pagine, 15,00 €), nel quale il percorso di avvicinamento tra arte e scienza sembra culminare in un incontro stellare.
Ma a interessarci non è l'incontro stellare, quello tra Albert e Pablo (che di fatto non si compie), quanto il clima culturale di quei tempi. Un clima certamente avvelenato dalle due guerre mondiali, ma non per questo meno vivo di altri periodi. Un clima ricco di sconvolgimenti in campo scientifico (relatività, meccanica quantistica) e artistico (astrattismo, cubismo). Pablo Albert E soprattutto con il travaso, perlopiù inconsapevole, dall'uno all'altro campo. Un travaso che ha in comune l'imbuto per il passaggio da un recipiente all'altro. L'imbuto della libertà individuale nel compiere l'osservazione del mondo circostante. Arte e scienza contemplano il medesimo mondo oggettivo, ebbe a scrivere Einstein nel 1921, e differiscono nella fase della ratifica: "Le accomuna l'amorevole devozione al superamento di ciò che è personale".
Nel libro di Schapiro emerge chiaramente la partecipazione internazionale a questi fermenti:
"Furono non i fautori del Cubismo, quali Braque e Picasso, ma alcuni loro seguaci, come Marchel Duchamp,
cane balla e i futuristi italiani sopra ogni altro, a sostenere di avere introdotto nella loro arte il tempo come ("quarta") dimensione".
E più avanti spuntano altri spunti di ricerca artistica del tempo: "Sebbene essi tentassero all'estremo di rendere le posizioni successive di un oggetto in movimento, come in Dinamismo di un cane al guinzaglio di Giacomo Balla, 1912, un cane in corsa con zampe moltiplicate e posizioni sovrapposte del corpo, niente in tali immagini corrisponde allo spazio-tempo nel senso inteso da Minkowsky ed Einstein."
D'altra parte, come ha scritto Pietro Greco su Jcom (Journal of Science Communication) nel giugno 2004 [Einstein, Picasso e i pellegrinaggi delle idee" (Pdf) o in inglese: Einstein, Picasso and ideas' pilgrimages]: "Nel dipingere Les Damoiselles d’Avignon, nel mandare in frantumi lo spazio classico e nell’avviare una rivoluzione nell’arte figurativa, il genio di Picasso ha interpretato e si è fatto partecipe dello “spirito del tempo”. Ivi compreso quello “spirito scientifico” che, a inizio ‘900, stava sottoponendo a seria critica la concezione newtoniana dello spazio e del tempo. Con Einstein. Ma non solo con Einstein."
E il nocciolo della questione, spiega Pietro Greco, è almeno apparentemente semplice: "il pittore spagnolo, come tutti i (futuri) esponenti del Cubismo all’inizio del XX secolo è impegnato in un vero e proprio “programma di ricerca”: la riduzione delle forme a rappresentazione geometrica. Il programma di ricerca di Picasso, come quello di Einstein, riguarda la simultaneità, anche se riferita allo spazio invece che al tempo. E l’ottica di Picasso è la medesima di Einstein: non esistono sistemi di riferimento privilegiati. La simultaneità assoluta non esiste."

Giacomo Balla. Velocità astratta (1913, olio su tela 260x 232)
Giacomo Balla. Velocità astratta

06 febbraio 2011

L'arte degli animali e le etichette degli umani

Congo Nel 1957, poche settimane dopo il lancio dello Sputnik, Pablo Picasso acquistò un quadro e difese la reputazione dell'autore arrivando a mordere il braccio di un giornalista che ne criticava la produzione artistica, come ci ricorda un articolo del Times: [Congo the chimpanzee. Even Picasso was a fan (The Times, September 25, 2005)].
Ma è più strano il comportamento di un genio come Picasso o quello dello scimpanzé il cui quadro fu comprato dal pittore andaluso? Avete letto bene: scimpanzé. E per la precisione la mostra con i quadri dello scimpanzé, che si chiamava Congo, fu organizzata dall'etologo inglese Desmond Morris.
Nato nel 1954, Congo morì di tubercolosi nel 1964 e in tutta la sua vita realizzò circa 400 quadri. Congo
Gli esperimenti di Morris con Congo iniziarono casualmente: un giorno lo scimpanzé prese una matita e tracciò una linea, poi un'altra e un'altra ancora, finché allo studioso fu chiaro che si trattava di una precisa intenzione dell'animale. Intenzione di comunicare? Intenzione di giocare? Intenzione di ripetere un gesto senza apparente motivo? Forse un insieme di queste motivazioni. morris e congo Ma a mio avviso non una precisa intenzione di produrre arte. Più che altro siamo noi umani a appioppare etichette antropocentriche a quel che vediamo fare dagli animali.
Il concetto viene affrontato con decisione dallo stesso Desmond Morris nel suo "The Naked Ape" (New York 1967) e in scritti successivi nei quali l'etologo inglese sottolinea la vicinanza tra umani e primati non solo nelle attività essenziali della loro esistenza, come le attività basilari legate alla sopravvivenza, ma anche in altre circostanze riconducibili al gioco e alla necessità di appagare altre necessità oltre quelle primordiali.
Andrea Mameli, linguaggiomacchina, 6 febbraio 2011

"Una delle conclusioni, a cui ero pervenuto nel mio studio sugli scimpanzé, fu che noi umani condividiamo con le grandi scimmie un'intensa curiosità e un'energica giocosità. Secondo me quella giocosità innata è un elemento chiave nella creatività e nell'inventiva umana. La cosa triste delle scimmie è che una volta adulte perdono questa caratteristica. Fortunatamente, a noi invece questo non accade. Gli esseri umani mantengono la loro potenziale giocosità per tutta la vita. Si tratta di una qualità esclusivamente umana, che ci rende creativi, inventivi ed esplorativi (Homo ludens). Tutte le forme di gioco adulto sono l'estensione del gioco infantile, solo che "giocare" da adulti significa arte, letteratura, musica, danza, teatro, cinema, televisione, pittura, scultura, sport, ricerca scientifica ed esplorazione. Tutte queste forme di espressione umana possono essere considerate forme avanzate di gioco animale."
Desmond Morris in: Linguaggio muto. L'uomo e gli altri animali (Di Renzo, Roma, 2004)

05 febbraio 2011

Verso un protocollo internazionale per la comunicazione extraterrestre. Dal SETI al METI.

Extraterrestrial Intelligence Un protocollo internazionale per la comunicazione con intelligenze extraterrestri. È quanto propongono gli astrofisici Dimitra Atri (Università del Kansas), Julia DeMarines (International Space University), Jacob Haqq-Misra (Penn State University) in un articolo pubblicato su Space Policy. L'assunto di partenza è che la Terra per oltre un secolo ha inviato segnali elettromagnetici sotto forma di “dispersioni involontarie provenienti da apparecchi radio-televisivi e dispositivi di telecomunicazione”.
Per questa ragione è ragionevole stimare che una civiltà avanzata presente entro il raggio di 100 anni luce dal nostro pianeta potrebbe aver ricevuto i nostri programmi televisivi. A partire dal 1974 sono stati trasmessi numeri, caratteristiche del DNA, disegni raffiguranti esseri umani e il sistema solare, insieme a melodie musicali, fotografie e disegni. I ricercatori lavorano alla creazione di un codice denominato METI: messaging to extraterrestrial intelligence.
Attualmente esistono tre antenne con la capacità di transmettere messaggi verso la galassia: Arecibo (Puerto Rico), Goldstone (California), Evpatoria (Ukraina).

A Protocol for Messaging to Extraterrestrial Intelligence Authors: Dimitra Atri (University of Kansas), Julia DeMarines (International Space University), Jacob Haqq-Misra (Penn State University)
Space Policy. Submitted on 25 Jan 2011 (v1), last revised 2 Feb 2011 (this version, v2). METI
Abstract. Messaging to extraterrestrial intelligence (METI) is a branch of study concerned with constructing and broadcasting a message toward habitable planets. Since the Arecibo message of 1974, the handful of METI broadcasts have increased in content and complexity, but the lack of an established protocol has produced unorganized or cryptic messages that could be difficult to interpret. Here we outline the development of a self-consistent protocol for messaging to extraterrestrial intelligence that provides constraints and guidelines for the construction of a message in order to maximize the probability that the message effectively communicates. A METI protocol considers several factors including signal encoding, message length, information content, anthropocentrism, transmission method, and transmission periodicity. Once developed, the protocol will be released for testing on different human groups worldwide and across cultural boundaries. An effective message to extraterrestrials should at least be understandable by humans, and releasing the protocol for testing will allow us to improve the protocol and develop potential messages. Through an interactive website, users across the world will be able to create and exchange messages that follow the protocol in order to discover the types of messages better suited for cross-cultural communication. The development of a METI protocol will serve to improve the quality of messages to extraterrestrials, foster international collaboration, and extend astrobiology outreach to the public.

Project METI@home: Messages to ETI from home

03 febbraio 2011

Il CRS4 cerca 2 programmatori per sviluppo applicazioni in ambito clinico

SELEZIONE PER LA POSIZIONE DI DUE PROGRAMMATORI PER SVILUPPO DI APPLICAZIONI WEB IN UN CONTESTO CLINICO. Il CRS4 (Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna) ha indetto una selezione per il conferimento di un incarico di collaborazione, della durata di 8 mesi, per 2 programmatori, i quali dovranno sviluppare applicazioni web in ambito clinico. L’importo totale per la durata della collaborazione di € 20.000 (ventimila euro).
Alla selezione saranno ammessi i candidati che alla data della presentazione della domanda risultino in possesso dei seguenti requisiti:
- documentata esperienza nello sviluppo di applicazioni web in PHP e lo sviluppo di interfacce web based con Ext JS;
- buona conoscenza della lingua inglese;
- capacità di lavorare in team;
- disponibilità a brevi trasferte sul territorio nazionale.
Il progetto si colloca nell’ambito delle collaborazioni industriali del gruppo di ricerca Healthcare Flows che hanno come oggetto il miglioramento dei processi in ambito sanitario e ospedaliero. I programmatori dovranno lavorare con il gruppo HF e suoi partner allo sviluppo di applicazioni web nel contesto clinico.
Competenze richieste: esperienza di sviluppo software su piattaforma web, conoscenza sistemistica di base di sistemi Linux, tecnologie Open Source, gestione di server Apache, dei principali DBMS (in particolare MySQL) e del linguaggio SQL, costituirà titolo preferenziale la conoscenza di Zend, Python / Django e precedenti esperienze nello sviluppo di software in contesto clinico/ospedaliero.
Scadenza: 16 febbraio 2011.
Bando completo

02 febbraio 2011

CRS4: seminari 2011, un'opportunità che apre la mente

CRS4 seminari Il CRS4 (Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna) organizza un ciclo di seminari aperti al pubblico in collaborazione con l'Università di Cagliari e con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna.
Il ciclo - denominato “Collana di Seminari per la Valorizzazione dei Risultati della Ricerca al CRS4” - avrà inizio il 16 febbraio e si concluderà il 21 dicembre 2011. Il primo appuntamento: 16 febbraio 2011, nell'Auditorium della Regione, in Via Roma 253, a Cagliari, con inizio alle 10 e 30: "Genotipizzazione e analisi 
dell'espressione genica" (Andrea Angius, CRS4).