24 maggio 2014

Comunicare la scienza, Università di Sassari, 28 Maggio 2014

L'Università di Sassari (Dipartimento di Scienze Politiche, Scienze della Comunicazione e Ingegneria dell’informazione) organizza il simposio internazionale Health Communication Symposium. L’evento si terrà nel pomeriggio del 26 Maggio e nell’intera giornata del 27 Maggio nell'Aula verde di viale Mancini. Sono in programma tre sessioni tematiche: Digital Technologies and social media for health care systems; Empowering Citizens in New Health Scenario; Health Communication Campaigns: new media, new publics, new inequalities?
Il Symposium si concluderà con un keynote speech di Theresa Thompson (University of Dayton, USA).

L'Ordine dei Giornalisti della Sardegna in coda al simposio ha organizzato un evento formativo (per gli iscritti all'ordine) sul tema "Comunicare la Scienza".
Programma dell'evento, che si svolgerà il 28 Maggio, dalle 10 alle 13:
- Filippo Peretti (Presidente Ordine dei Giornalisti della Sardegna): relazione introduttiva
- Teri Thompson (University of Dayton, USA): “Comunicare la salute nei Media”
- Fiorenza Gamba (Università di Sassari): “Le sfide della comunicazione scientifica: pro-am e partecipazione”
- Licia Caprara (collaboratrice del Sole 24 Ore Sanità): “I giornalisti e la sanità. Una storia complicata fra conflitti e diritti”
- Andrea Mameli (CRS4): “I Social Media nella comunicazione della scienza”

23 maggio 2014

Qual'è il ruolo della ricerca nell’evoluzione della nostra società? La risposta affidata alle immagini.

Come? Condividendo sui social media, fino al 30 Maggio, i tuoi pensieri e le tue riflessioni insieme alle foto che ritieni più adatte allo scopo di riflettere sul ruolo che la ricerca, a tutti i livelli, ha avuto e ha tuttora nell’evoluzione della nostra società, con questi hashtag:  
#ilvaloredellaricerca
#ilcoloredellasperanza 
L'iniziativa è stata presentata oggi all’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza di Monte di Malo (Vicenza), nel corso dell'evento Conversazioni sulla ricerca in occasione dei 30 anni di attività del laboratorio EcamRicert.

22 maggio 2014

La mamma di tutte le Bufale: la presunzione di capire tutto e subito

Una cosa è certa: non esiste un solo tipo di bufala. Ci sono quelle causate da errori di trascrizione, quelle provocate volutamente, quelle generate da cattiva informazione. Poi ci sono anche gli appelli alla donazione di sangue che sopravvivono ai loro stessi protagonisti (perché morti o guariti). E ultimamente vediamo molte bufale compulsive: retweet e condivisioni su facebook indotti dalla voglia irrefrenabile di mostrare agli altri una visione delle cose che in quel momento ci sentiamo orgogliosi di diffondere. Sono tante e quasi sempre la stessa bufala si rinviene in molteplici variazioni. Paolo Attivissimo nel suo blog Il disinformatico ne ha elencate più di 350. Una delle più antiche sono gli oroscopi ma la più pervasiva forma di bufala è la presunzione di capire tutto e subito. Presunzione condita con due ingredienti micidiali, la pigrizia e la superficialità, a causa dei quali si tende a non verificare le fonti.

Nella maggior parte delle bufale si riconoscono alcune caratteristiche principali:
1) risvegliano o soddisfano preconcetti;
2) offrono soluzioni estremamente semplici a problemi complessi;
3) gratificano chi le propaga facendo provare l'emozione di donare qualcosa agli altri.


Ho già scritto di bufale:

Bufale di fine estate. Tra informazione acritica e bisogno di storie (25 Agosto 2011)
 
C'è scienza in cucina? Risponde Dario Bressanini, in esclusiva per Linguaggio Macchina (21 Fubbraio 2012)
 
Silvia Bencivelli e il sonno della ragione (13 Novembre 2013)

Meteoriti e meteorismo. Il caso dei cristalli che rompono le finestre (15 Febbraio 2013)


La montagna a forma di gatto o di bufala (26 Aprile 2014)

Le bufale scivolano sulle bucce di banana (20 Maggio 2014)



Andrea Mameli
blog Linguaggio Macchina 
22 Maggio 2014



Altre fonti:

Scie chimiche, cibi antitumore, complotti: a Cagliari si parla di bufale e scienza (sardiniapost.it 21 maggio 2014)

Bufala (burla) Wikipedia

Scie chimiche e nuove bufale Il dibattito impossibile. Silvia Bencivelli

Paolo Attivissimo, Andrea Boda e Gaia Giorgio Fedi: “Le teorie del complotto: come e perché si formano e come smontarle” Festival Internazionale del Giornalismo 2013

21 maggio 2014

Telepresenza olografica: un sistema quasi reale


Ricercatori dell’Istituto nazionale di ottica del CNR (Ino-Cnr) e la società Quintetto di Pont Saint Martin, con il contributo della Regione Autonoma Val D’Aosta, hanno sviluppato un sistema di telepresenza olografica che consente una nuova forma di interazione tra persone geograficamente distanti.
«Gli scenari aperti da questa nuova tecnologia - sottolinea Paolo De Natale, direttore dell’Istituto Ino-Cnr - toccano diversi campi nei quali è utile, talvolta necessario, avere un’esperienza il più possibile "reale". Pensiamo per esempio, nei servizi ai cittadini, alla difficoltà degli anziani a interagire con schermi impersonali, modalità touch e indicazioni "meccaniche". Ma anche alle imprese, alle applicazioni dal settore bancario a quello commerciale o turistico, medico o della pubblica amministrazione».
«L’elemento focale - spiega Luca Mercatelli (Ino-Cnr) - è rappresentato da un’immagine bidimensionale inserita in un contesto tridimensionale studiato ad hoc che genera una sensazione di tridimensionalità. La persona ha quindi la percezione di essere realmente seduta di fronte ad un interlocutore reale e non ad una sua rappresentazione. Una parte importante del progetto, infatti, ha
riguardato oltre al sistema audio, proprio lo studio delle caratteristiche cromatiche e fotometriche dell’ambiente avvalendosi delle competenze nell’ambito dell’illuminotecnica e scienza della visione».

Per il direttore scientifico del progetto, Giovanni Iamonte (Quintetto Srl): «I sistemi olografici hanno già fatto la loro comparsa nel mondo degli eventi teatrali, tuttavia la loro diffusione è ancora molto limitata a causa dei costi elevati. Per la prima volta, con il nostro sistema di Telepresenza Olografica è possibile portare sul mercato, a costi sostenibilim una interazione fra due soggetti a distanza molto realistica; il tutto in modalità live, in un ambiente naturale, con elevati livelli di interazione e sfruttando la normale capacità di trasmissione Internet offerta dagli operatori di mercato»

20 maggio 2014

Le bufale scivolano sulle bucce di banana

Questa storia della banana leopardata come fonte di TNF (tumor necrosis factor) è il tipico caso della bufala "da condividere".
Si trovano numerose versioni della bufala.

Ecco la versione originale:
"According to Japanese Scientific Research, full ripe banana with dark patches on yellow skin produces a substance called TNF (Tumor Necrosis Factor) which has the ability to combat abnormal cells. The more darker patches it has the higher will be its immunity enhancement quality; Hence, the riper the banana the better the anti-cancer quality."

Ecco una versione italiana:
"Secondo una ricerca scientifica giapponese, la banana completamente matura con macchie scure nella buccia, produce una sostanza chiamata “fattore di necrosi tumorale”, la quale ha la capacità di combattere le cellule anormali. Quanto più è matura la banana, migliore è la sua capacità anti-cancro. Le banane con macchie scure sono molto alcaline e otto volte più efficaci nel miglioramento delle proprietà dei globuli bianchi del sangue di quanto non lo siano quando sono acerbe. Mangiare una o due banane al giorno contribuisce ad aumentare la tua immunità. Condividi e mantieniti in buona salute!"

Peccato che nella "ricerca giapponese" (un articolo pubblicato nel 2009 su una rivista a impact factor inferiore a 1: Food Science and Technology Research da Haruyo Iwasawa e Masatoshi Yamazaki, (Università di Teikyo): "Differences in Biological Response Modifier-like Activities According to the Strain and Maturity of Banana") non si faccia riferimento alla presenza del TNF nella banana. Inoltre la sperimentazione è stata condotta su topi e per giunta non facendo mangiare le banane ma iniettando alcune sostanze nella cavità peritoneale. Mi sembra proprio una bufala da manuale.

Andrea Mameli
blog Linguaggio Macchina
19 Maggio 2014 



18 maggio 2014

Riflessione dopo la notte al Museo: i reperti esposti ci comunicano qualcosa

The Giants of Mont'e Prama (Cagliari, National Archaeological Museum)
Ieri dopo una fila di quasi un'ora e mezza ho potuto ammirare (per la terza volta in un mese) i Giganti di Mont'e Prama.
 

Ma ho rivisto con piacere i bronzetti, le spade votive, le anfore, la Stele di Nora e le edicole funerarie del periodo fenicio-punico.
La mia riflessione della Notte al Museo di ieri: i reperti esposti ci comunicano qualcosa. Involontariamente, nel caso di utensili, armi, monete. Volontariamente nel caso delle statue di Mont'e Prama, della stele di Nora, delle edicole puniche.

Andrea Mameli
blog Linguaggio Macchina 18 Maggio 2014