13 ottobre 2017

Cagliari FestivalScienza 2017: Linguaggio Macchina media partner.

Il 7 novembre sarà inaugurato il Cagliari FestivalScienza 2017 di cui il blog Linguaggio Macchina sarà media partner.
Iniziamo a presentare la copertina, il cui disegno centrale anche quest'anno è frutto di un concorso tra studenti dei Licei Artistici e degli Istituti Tecnici e Professionali a indirizzo grafico della Sardegna:
L'autore del disegno che ha vinto il concorso è Luca Pusceddu, studente della 4C Grafica del Liceo Artistico di Quartu Sant'Elena.

Due link utili:

Gli eventi dal 7 al 12 novembre 2017

Come prenotare gli eventi 2017

27 settembre 2017

Nuovi scenari tra accessibilità e archeologia pubblica (Serri, 23 settembre 2017)

Andrea Ferrero interviene al workshop di Serri (23/9/2017)
Il 23 settembre ho partecipato al workshop "Santa Vittoria di Serri luogo di cultura e natura: nuovi scenari tra accessibilità e archeologia pubblica", organizzato dal Comune di Serri e dalla direzione scientifica dell'Area Archeologica di Santa Vittoria in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2017, in collaborazione con l'associazione Borghi Autentici d'Italia. Un bel momento di condivisione di esperienze e di progettualità
L'archeologo Giacomo Paglietti, direttore dell'Area Archeologica di Santa Vittoria, ha sottilineato l'importanza di dedicare attenzione all'accessibilità in maniera concreta allo scopo di fare dell'archeologia pubblica qualcosa di reale, come gli stradelli in terra stabilizzata, realizzati all'interno del progetto di qualità (POR FESR 2007/2013 Asse IV. Linea di attività 42.4c) "Opere e interventi di riqualificazione del sito archeologico di Santa Vittoria".
L'assessore alla cultura del Comune di Serri, Federico Porcedda, ha elencato le numerose iniziative intraprese dall'amministrazione comunale per la valorizzazione del sito archeologico e ha spiegato che l'archeologia pubblica è un'area di ricerca che studia i rapporti tra archeologia e contemporaneità: «Avere una pagina facebook del sito o pubblicare le foto non sono, da sole, condizioni per dire che si sta facendo archeologia pubblica. Come non è solo organizzare conferenze, anche se si organizzano è meglio; e non è solo fare laboratori con i bambini ma è certo meglio se si fanno. L'archeologia pubblica è un processo partecipativo di costruzione di conoscenza e di identità basato sul coinvolgimento delle comunità e sull'analisi approfondita dei bisogni delle persone.»
Il collega Andrea Ferrero (Programma Comunicazione CRS4) ha introdotto l'accessibilità dal punto di vista teorico, facendo riferimento innanzitutto alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, il cui Articolo 30 recita: "gli Stati riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale e adottano tutte le misure adeguate a garantire alle persone con disabilità l’accesso: ai prodotti culturali in formati accessibili, a programmi televisivi, film, spettacoli teatrali e altre attività culturali, in formati accessibili, a luoghi di attività culturali, come teatri, musei, cinema, biblioteche e servizi turistici, e, per quanto possibile, a monumenti e siti importanti per la cultura".
Andrea Ferrero a Serri [Foto: Annalisa Marini]
Andrea Ferrero ha raccontato la sua visita al Museo Tattile Statale Omero di Ancona, nel quale sono esposte copie di statue dell'arte greca, romana e rinascimentale e originali di opere contemporanee, tutte a portata di mano, come esempio di arte accessibile proprio a tutti.
Poi Andrea ha illustrato la sua collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, nell'ambito del progetto Museo Liquido, in cui ha effettuato un test di rispondenza tattile fra gli originali e le copie realizzate a partire dalla digitalizzazione accurata (in forma e colore) eseguita dai colleghi del CRS4 (Visual Computing).
Andrea Ferrero a Serri [Foto: Annalisa Marini]
Nell'ambito dell'accessibilità ai parchi archeologici, Andrea ha ricordato due significative esperienze: il test dei percorsi del Parco Archeologico di Tuvixeddu (Cagliari) e quello dell'Area Archeologica di Santa Vittoria (Serri).
In questo secondo caso Andrea ha potuto provare gli stradelli in terra stabilizzata appena terminati. A questo proposito Andrea ha dichiato: «è un passo avanti importante per l'accessibilità dell'area, a vantaggio di disabili visivi, disabili motori, anzianzi, genitori con passeggini, bambini piccoli, proprio tutti i visitatori. Tuttavia c'è ancora molto da fare, per esempio: pannelli informativi adatti a tutti gli utenti, quindi non solo tattili, audioguide intelligenti, sensori e percorsi LOGES (Linea di Orientamento, Guida e Sicurezza), nonché formazione del personale, sia per l'accoglienza che per la visita guidata.»
Il Sindaco di Serri, Samuele Gaviano, ha ringraziato Andrea Ferrero per le sollecitazioni e ha garantito l'impegno dell'ente locale, pur nella ristrettezza dei bilanci comunali, verso la valorizzazione, piena e universale, del più importante santuario nuragico, che vanta 16 mila visite all'anno.
In conclusione dei lavori il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, Roberto Concas, ha sottolineato l'importanza di un museo accessibilie per la fruizione dei reperti aperta a tutti e ha ribadito la volontà di proseguire in questa direzione puntando a soluzioni innovative.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 24 settembre 2017

23 settembre 2017

Antonio Taramelli, poeta e Indiana Jones, rivive nel discorso scritto (e mai pronunciato) nel 1917

[Foto: Annalisa Marini]
Oggi ho avuto l'onore di prestare la mia voce alle parole scritte un secolo fa da Antonio Taramelli (1868-1939).
L'occasione è stata un incontro, organizzato dal Comune di Serri e dalla Direzione scientifica dell'Area archeologica di Santa Vittoria, in cui sono stati illustrati i progressi nell'accessibilità del sito archeologico e si è ricordata la figura del grande archeologo lombardo a un secolo dal discorso che avrebbe dovuto tenere per l'inaugurazione del Regio Museo Archeologico di Cagliari, nel 1917.
Un discorso che non fu mai pronunciato, perché, come ha spiegato Ennery Taramelli, pronipote dell'archeologo e accademico dei Lincei, rimase nel cassetto a causa della Prima Guerra Mondiale: gli Unterseeboot, i sommergibili tedeschi, rendevano altamente insicura la navigazione nel Mediterraneo.
Di quel discorso, che ho immeritatamente letto di fronte a una sala gremita, a poche decine di metri da quel tempio a pozzo scoperto dallo stesso Taramelli nel 1907, che mi emozionava da bambino e mi affascina tuttora, mi hanno colpito alcuni aspetti, come l'ardore poetico e la grinta da Indiana Jones.


Mi ha colpito lo stile con cui Antonio Taramelli ha scritto quel discorso, rivolto al Prefetto e ai colleghi del Regio Museo e quel formidabile amore per l'isola dei Nuraghi: «Invitandovi, o Signori, a celebrare con me gli antichi fatti, le antiche testimonianze di questa terra di Sardegna, a noi tutti sommamente cara, non vi trassi a un'accademia di vuote immagini e di parole, ma vi trassi, lo dico ancora, a un rito».

Mi ha colpito il rispetto con cui il ricercatore si accostava ai resti del passato: «vi confesserò che ogni volta, e in dodici anni furono molte, ogni volta che per il dovere del mio ministero io dovevo strappare al nuraghe l'intricato e pittoresco viluppo dei suoi rovi e delle sue spine, ogni volta che in quelle belle rovine io doveva incidere il solco del piccone indagatore io sentivo quasi il rimorso di un profanatore».

Mi ha colpito, nelle parole di Ennery Taramelli, la sottolineatura del termine perturbante, adoperato dall'archeologo per definire il “mistero delle origini”, che è compito dell’archeologia preistorica portare alla luce. Un termine, come ha ricordato la storica dell'arte, a sua volta innamorata della Sardegna: «che fu introdotto da Freud per indicare qualcosa che riconosci come familare ma avverti nello stesso tempo come estraneo. Tra l'altro Freud introdusse quel termine in un lavoro che riguardava proprio l'estetica. Qualcosa che ti interroga e ti costringe a porti delle domande. E ti crea angoscia perché, come scrive Freud, “è un qualcosa di familiare alla vita psichica fin da tempi antichissimi, che le è diventato estraneo soltanto per via del processo di rimozione”.»

Secondo Ennery Taramelli «è proprio la ricerca della memoria delle origini a motivare a inizio Novecento due pietre miliari della letteratura europea, La ricerca del tempo perduto di Marcel Proust e L’Ulysses di Joyce. E non è certo un caso che sempre nei primi del ‘900 nascano l'archeologia preistorica e la psicoanalisi con Freud e Jung.»

Ennery Taramelli ha concluso con un auspicio: «dedicare il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari a mio bisnonno».


Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 23 settembre 2017

Via Antonio Taramellli a Cagliari




22 settembre 2017

Cosa ho imparato leggendo il Manuale di sopravvivenza dell’attore non protagonista di Ninni Bruschetta

Ci saremmo potuti incontrare sul set della fiction L'isola di Pietro, dove lui interpretava il padre di Caterina e io il patrigno di Diana, ma non accadde mai, nonostante le due ragazze avessero non pochi punti di contatto nella storia. Lui è Ninni Bruschetta, uno che tra cinema e serie tv ha lavorato in quasi 100 set. Io, che di set non ne conto neanche 10, da uno come lui ho solo da imparare.
Così, quando su Twitter ho visto la copertina del suo Manuale di sopravvivenza dell’attore non protagonista ho deciso di leggerlo.
Certo, l'aver scritto un "Manuale di sopravvivenza energetica" mi porta a interessarmi a tutti i manuali di sopravvivenza che incontro. Ma non è solo questo: essere (o meglio diventare) un "attore non protagonista" mi sembra un obiettivo importante e come tale richiede non solo preparazione ma anche consapevolezza. E la consapevolezza cresce quando c'è qualcuno che ti racconta la sua esperienza e la sua visione in tema.
In effetti il libro di Ninni Bruschetta si è rivelato un ottimo acquisto: mi ha insegnato qualcosa (in particolare nelle dinamiche interne alle produzioni), mi ha mostrato un impegno morale (nel capitolo sulla mafia vista dalle fiction), mi ha divertito (nei resoconti dei viaggi da un set all'altro e delle relazioni con gli altri attori), mi ha confermato alcuni punti fermi (per ottenere risultati serve impegnarsi seriamente e «Non bisogna mai farsi condizionare dalle proprie emozioni, bisogna saper essere freddi e veramente umili. Sempre»), mi ha motivato («Il fine del nostro lavoro, cioè il racconto, è un aggregante sociale e umano»).
Ninni Bruschetta sembra spinto da un desiderio genuino e da una sana voglia di analizzare criticamente: quello che ho imparato, in tanti anni di sacrifici e di soddisfazioni, quello che ho visto intorno ai set, quello che ho capito dopo essermi confrontato con registi, attori, produttori, funzionari di rete, voglio raccontarlo, senza giri di parole, a chi intende percorrere la stessa strada.
E, forse è la cosa più importante, questo libro aiuta a tenere i piedi per terra: «soprattutto, non createvi alcun genere di aspettativa: tutto ciò che inseguirete vi sfuggirà continuamente e niente vi darà mai pace e serenità».
Grazie Ninni.

P.S. E ora proviamo a organizzare una bella presentazione a Cagliari!

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 22 settembre 2017



Autore: Ninni Bruschetta
Titolo: Manuale di sopravvivenza dell’attore non protagonista
Pagine: 176
Codice isbn: 9788876258473
Prezzo in libreria: € 16,00
Codice isbn Epub: 9788876259685
Prezzo E-Book: € 7.99
Data Pubblicazione: 25-02-2016

21 settembre 2017

"Last Christmas", il film di Christiano Pahler presentato in anteprima a Cagliari


Quando seppellire tua madre è un diritto negato, quando uno dei protagonisti ha parole gentili soltanto nei confronti di un cane, quando "L'amore è morto" diventa "L'amore è mirto", allora significa che sei dentro un film che ti racconta qualcosa di serio, ma facendo ridere.
Come in Last Christmas, l'opera prima di Christiano Pahler presentata in anteprima a Cagliari il 20 Settembre 2017. 
Sarà nelle sale dal 28 Settembre
In questo film riecheggia il grido di Kurtz «L'orrore! L'orrore!» che sembra rivoltarsi contro le rigidità istituzionali, contro l'incomunicabilità nei rapporti tra fratelli e con i concittadini del paese.
Non passa inosservata la fotografia, accurata e, la scelta del bianco e nero (tranne per alcune rare scene) e le scelte musicali (sempre in tema e mai fuori ritmo).
Ma il film di Pahler, girato quasi interamente a Serramanna (più una luminosa scena a Cagliari) è anche sano divertimento: l'acida l'alchimia tra i due fratelli mantiene un livello elevato per tutta la pellicola e gli inserimenti di personaggi secondari (quasi tutti di spessore) arricchiscono lo scenario senza (troppe) sbavature.
Il film, prodotto dalla società Guasco di Ancona, sostenuto dalla Regione autonoma della Sardegna e dalla Fondazione Sardegna Film Commission, è stato selezionato al Jagran Film Festival di New Delhi e ha vinto il primo premio come migliore lungometraggio al Movie Planet Film Festival.
L'anteprima di ieri sera al Greenwich di Cagliari
Quando un film è girato in Sardegna sento sempre chiedere quanti sardi sono stati coinvolti. Allora rispondo preventivamente a questa domanda: c'erano alcuni professionisti nella troupe (tra cui Claudio Marceddu direttore della fotografia, Federica Ortu assistente operatore, Francesco Caboni attrezzista di scena, Sara Sechi costumista, Maria Pilo truccatrice, Nicola Garau macchinista, Damiano Picciau elettricista); 19 attori sardi tra cui Gabriele Farci (Che strano chiamarsi Federico, di Ettore Scola), Giampaolo Loddo (Ballo a 3 passi di Salvatore Mereu), Gianluca Medas (Per Sofia di Ilaria Paganelli), Giulio Cancellli (Diverso da chi?, di Umberto Carteni), Giulio Neglia (La santa, di Cosimo Alemà) e 50 comparse.

Sinossi - La mattina della vigilia di Natale, la famiglia Mular subisce l’improvvisa perdita della mamma Anna Maria. I due figli della defunta, Antonio, tornato frettolosamente in Sardegna da Genova, e il fratello Francesco, incapperanno in (dis)avventure rocambolesche pur di dare una degna sepoltura alla loro madre scomparsa, scontrandosi con una burocrazia caotica e improvvisata, mista all’immobilismo che contraddistingue il piccolo paesino. Una giornata surreale e dai toni grotteschi in cui la famiglia Mular verrà messa a dura prova.

P.S. Una menzione speciale la merita sicuramente Olivieri, che nel film interpreta Merda, il cane più nero, più simpatico e più affettuoso che si potesse trovare per questa parte, l'unico in grado di restituire a Francesco un atteggiamento più umano e meno nevrotico.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 21 Settembre 2017
 

20 settembre 2017

Chiara e il filo di luce. L'ultima maestra di bisso a Cagliari il 22 settembre 2017

Chiara Vigo, l’ultima maestra di bisso marino, sarà a Cagliari il 22 settembre, per raccontare la sua tecnica di preparazione della "seta del mare", a partire dalla Pinna Nobilis, riconosciuta dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. L'occasione è l'inaugurazione della mostra “Chiara e il filo di luce. La trasmissione orale dell’arte del tessere il bisso” (alle 18:00, nello Spazio San Pancrazio, Cittadella dei Musei, piazza Arsenale 1, Cagliari) che rientra nel calendario delle manifestazioni previste per Musei di Storie.
All'incontro parteciperanno: Giovanna Damiani (direttore del Polo Museale della Sardegna), Pierantonio Addis (ricercatore del Dipartimento di Scienze della Vita e dell'Ambiente dell'Università di Cagliari), Claudio D’Alessandro (ricercatore del Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia dell'Università di Cagliari). Coordina: Marcella Serreli (direttrice della Pinacoteca Nazionale di Cagliari).

15 settembre 2017

Cassini, il tuffo, il radiotelescopio sardo e l'ultimo scatto

Impact Site: Cassini's Final Image (jpl/nasa)
Oggi la sonda Cassini ha concluso il suo giro di 13 anni intorno a Saturno con un tuffo nel pianeta con gli anelli (qui accanto l'ultima foto scattata dalla sonda).
Grazie all'invito dell'Osservatorio Astronomico di Cagliari (INAF) ho potuo assistere, nella sede sede di Selargius al collegamento con la sede ASI di Roma e quella del Jet Propulsion LAboratory (NASA) a Pasadena (California). Durante l'incontro sono intervenuti di Andrea Zanini (portavoce ASI), Nichi D'Amico (presidente INAF), Emilio Molinari (direttore OAC), Andrea Possenti (direttore vicario OAC), in un clima di soddisfazione e di ammirazione per il lavoro svolto dalla collaborazione internazionale.
La comunità scientifica ha ragione di felicitarsi per questi risultati: progettazione, esecuzione e raccolta di dati sono tutte imprese gigantesche. E ora che la nave spaziale Cassini è stata fagocitata da quegli splendidi anelli che ha fotografato per tanti anni, la sua enorme raccolta di dati su Saturno, la sua magnetosfera, gli anelli e le lune, continuerà a produrre nuove scoperte per decine d'anni.
Assistere, seppure a distanze astronomiche, a questo storico evento offre l'occasione per riflettere sulla grandezza della mente umana. Spece se si confronta una simile impresa con cose meno edificanti. O peggio distruttuve ("Il costo della missione Cassini equivale a 3, 4 giorni di guerra in Iraq”, Roberto Battiston, presidente ASI, agenzia spaziale italiana).
Lo scopo della missione Cassini-Huygens, frutto di una collaborazione tra NASA (National Aeronautics and Space Administration), ESA (European Space Agency) e ASI (Agenzia Spaziale Italiana), è lo studio di Saturno e del suo sistema di satelliti e anelli con particolare riguardo al satellite Titano, elemento cardine per la decodifica di alcuni dei processi primari dell’evoluzione di un sistema planetario e in particolare per la comprensione del più complesso tra i pianeti gassosi.
Tra l'altro il tuffo ha avuto luogo su Saturno e non sul suo satellite Titano per non violarne l'atmosfera, estremamente preziosa in quanto simile a quella della Terra circa 3 miliardi di anni fa.
Un aspetto per me molto rilevante, sottolineato da Nichi D'Amico, è che il radiotelescopio sardo da alcune settimane stava seguendo la sonda e ha raccolto una grande quantità di dati: "ora si apre una nuova era per SRT, dato che l'ASI ha intenzione di investire nell'osservatorio sardo come sta già facendo la Regione Autonoma della Sardegna".
Le operazioni di “tracking” della sonda Nasa-Esa-Asi Cassini dal Sardinia Deep Space Antenna (Sdsa), iniziate il primo settembre 2017, sono state possibili equipaggiando opportunamente il Sardinia Radio Telescope realizzato dall’Inaf (Istituto nazionale di astrofisica) in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana, la Regione Autonoma della Sardegna e il Ministero dell’istruzione, università e ricerca. In questo modo a partire da gennaio 2018 il Sardinia Deep Space Antenna diventerà ufficialmente operativo nell’ambito del Deep Space Network della Nasa e fornirà servizi di comunicazione e navigazione anche per le sonde interplanetarie europee, in vista dell'esplorazione umana di Marte.





This unprocessed image of the Saturn system was taken by NASA's Cassini spacecraft on Sept. 13, 2017. It is among the last images Cassini will send back. Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institu



Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 15 Settembre 2017


06 settembre 2017

Un'immagine del Poetto sarà esposta a Roma, dal 15 al 17 settembre 2017

La foto di Raffaelangela che mi ritrae sorridente ha vinto l'instagram contest #peace4smile organizzato dall’Associazione Culturale Il Grande Canale della Pace e sarà esposta a Roma (nel Villino Corsini di Villa Pamphilj) in occasione della mostra #instants dal 15 al 17 settembre 2017.

Posso affermare con orgoglio che un'immagine del Poetto, la spiaggia di Cagliari, sarà esposta a Roma, per qualche giorno.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 5 settembre 2017

30 agosto 2017

Fase finale del concorso #PEACE4SMILE

E incredibilmente una foto che mi ritrae è stata selezionata per partecipare alla fase finale del concorso #PEACE4SMILE promosso dall’Associazione Culturale Il Grande Canale della Pace!

Per votarla: cercate il profilo Instagram @ilgrandecanale e cliccate mi piace ❤ in corrispondenza della foto.
Grazie!

Foto: Raffaelangela Pani (Poetto, Cagliari, agosto 2017)

23 agosto 2017

PEACE4SMILE Instagram contest 2017 (Il Grande Canale della Pace)


REGOLAMENTO DEL CONTEST #PEACE4SMILE
1.     Soggetto promotore
Promotore del contest è l’Associazione Culturale Il Grande Canale della Pace (di seguito GCDP), Via Carlo Pisacane 41, 00152 Roma.
2.     Destinatari
La partecipazione al contest è gratuita e aperta a fotografi professionisti, emergenti ed amatoriali maggiorenni che possiedano un account Instagram non impostato su modalità privata e che seguano il profilo Instagram del GCDP (@ilgrandecanale).
3.     Durata e modalità di partecipazione 
Dal 26 luglio al 28 agosto 2017, tutti coloro in possesso dei requisiti di cui al punto 2 potranno partecipare al contest pubblicando uno o più foto di volti sorridenti dal proprio account Instagram accompagnandole con un titolo e inserendo l’hashtag  #peace4smile.
Il giorno 29 agosto 2017 le foto che, a insindacabile giudizio del GCDP, rappresentino al meglio il tema del contest e siano ritenute idonee all’esposizione in mostra per l’evento “#INSTANTS” (v. punto 5), verranno pubblicate sul profilo Instagram de Il Grande Canale (@ilgrandecanale), taggando e informando l’autore.
Dal 30 agosto al 5 settembre 2017 le foto selezionate e pubblicate sul profilo Instagram del GCDP potranno essere votate da tutti coloro in possesso di un account Instagram. 
Il giorno 6 settembre 2017 sarà pubblicata la graduatoria delle foto più votate e decretato il vincitore; saranno inoltre contattati i finalisti prescelti per la richiesta d’invio delle fotografie in file jpeg. 
4.     Tipologie di foto ammesse
Saranno ammesse solo immagini in 2D di fotografia digitale a colori di buona qualità. 

5.     Riconoscimenti per i vincitori
Per i 20 finalisti selezionati dal GCDP è prevista:
·       Esposizione delle foto all’evento “#INSTANTS” che si terrà dal 15 al 17 settembre 2017 nell’ambito della 4° edizione del GCDP presso il Villino Corsini di Villa Pamphilj in Roma
Per il vincitore sono previsti, nell’ambito dell’esposizione di cui sopra:
·       Stampa della fotografia in formato più grande
·       Inserimento della foto nel catalogo dell’evento
·       Attestato di vittoria
6.     Regole di assegnazione premio
Gli autori delle foto selezionate saranno informati tramite le pagine Instagram e Facebook del GCDP.
I finalisti invieranno il file jpeg originale della foto e l’accettazione del predetto regolamento all’indirizzo mail info@ilgrandecanale.org entro e non oltre l'8 settembre 2017. Qualora le foto inviate non fossero di sufficiente qualità grafica, saranno premiate le foto successive in graduatoria. 
7.     Accettazione, dichiarazioni e garanzie sui contenuti
Con l’accettazione del presente regolamento si autorizza il GCDP alla pubblicazione e/o diffusione delle immagini inviate negli spazi e nei modi che riterrà opportuni. L’associazione culturale GCDP si riserva il completo diritto di oscurare i contenuti che siano ritenuti offensivi e contrari alla morale pubblica che violino i diritti di terzi presentando un contenuto diffamatorio, invadendo la privacy o violando eventuali copyright.
Con l’invio del/i proprio/i contenuto/i i partecipanti rinunciano a qualsiasi diritto sullo/gli stesso/i, e non potranno avanzare richieste economiche di alcuna natura per l’eventuale futuro utilizzo. 
Accettando di partecipare al contest ogni partecipante si assume ogni responsabilità relativa alle fotografie inviate e dichiara:
·       di essere titolare e/o autore della/e fotografia/e e di aver ottenuto le necessarie autorizzazioni da eventuali soggetti terzi e/o genitori/tutori dei minori ripresi nelle fotografie. Sarà altresì richiesto di prendere visione dell’informativa sul trattamento dei dati personali e aver acconsentito al trattamento
·       che i contenuti inviati siano originali, liberi da copyright di terzi, e che gli stessi non violano diritti d’autore e/o diritti connessi e/o diritti di marchio/segreti industriali/diritti d’immagine o ogni altro diritto di sfruttamento commerciale e/o industriale e intellettuale di qualsiasi persona fisica o giuridica
·       che l’associazione culturale è manlevata e indenne da ogni e qualsiasi conseguenza pregiudizievole, costo, danno possa alla stessa derivare in conseguenza della violazione della presente dichiarazione e garanzia
·       che terrà completamente indenne dai danni (inclusi i costi) che quest’ultimo sia chiamato a pagare a terzi a seguito di un’azione o di una diffida fondata sul fatto che il semplice possesso o l’uso del contenuto da parte del promotore, violi o abbia violato il diritto d’autore, il diritto sul marchio registrato, il diritto di brevetto, di know-how, i diritti d’invenzione, d’immagine e ogni altro diritto esclusivo di terzi
Non sarà ammessa la partecipazione sotto falso nome o falsa identità o identità fittizia. In ogni caso il GCDP si riserva il diritto di verificare l’identità dei partecipanti.
La presente liberatoria/autorizzazione potrà essere revocata in ogni tempo con comunicazione scritta da inviare via e-mail all’indirizzo info@ilgrandecanale.org.
8.     Garanzie e adempimenti 
La partecipazione al presente contest comporta per il partecipante l’accettazione incondizionata e totale delle regole e delle clausole contenute nel presente regolamento.
Qualora, per cause indipendenti da GCDP, l'evento #INSTANTS non dovesse aver luogo, l'esposizione delle foto e più in generale i riconoscimenti previsti nell'articolo 5, saranno rimandati a futuri eventuali nuovi eventi.

Contest Fotografico #peace4smile 
Organizzato da: Associazione Culturale Il Grande Canale della Pace, Via Carlo Pisacane 41, 00152 Roma 
 

P.S. E incredibilmente una foto che mi ritrae è stata selezionata per partecipare alla fase finale del concorso! Per votarla basta entrare nel profilo Instagram @ilgrandecanale e cliccare mi piace ❤ in corrispondenza della foto
Foto: Raffaelangela Pani (Poetto, Cagliari, agosto 2017)

05 agosto 2017

Andrea Dresseno (Italian Videogame Program): «Il videogioco nuova frontiera nella valorizzazione del territorio»

Al convegno “Giocando si cresce: prospettive e nuove opportunità offerte dall'industria dei videogame in Sardegna” (svoltosi a Pula, nell'auditorium del Parco scientifico e tecnologico, il 4 agosto) Andrea Dresseno ha portato la voce dell'Italian Videogame Program: «se uno sviluppatore è interessato a realizzare un videogioco legato al territorio può avvalersi di IVIPRO e della Film Commission.»
La slide sullo sfondo spiega molto bene il tipo di proposta: "AESVI e IFC sostengono l'industria del videogioco attraverso IVIPRO. Sei uno sviluppatore interessato a realizzare un'opera legata alla cultura e al territorio italiano? Siamo pronti ad assisterti in tutte le fasi di sviluppo del progetto."
L'accordo sottoscritto a Venezia il 6 settembre 2016 "Aesvi e IFC insieme per promuovere l’industria nazionale dei videogiochi e favorire la promozione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano" indica due due obiettivi principali: "offrire maggiori opportunità alla crescente industria italiana del videogioco, contribuendo a elevare il livello di competitività del Paese sullo scenario internazionale nel settore, e favorire al contempo la valorizzazione del territorio e del patrimonio storico, artistico, paesaggistico e turistico del Paese, attraverso il sostegno alla creazione e alla produzione di videogiochi e di applicazioni interattive legate ad esso."

Al convegno di Pula Andrea Dresseno ha mostrato alcuni esempi.
«A Monteriggioni, dove è ambientato il videogame Assassin's Creed, dal 2009 al 2010 si registra un incremento degli arrivi del 7% e un incremento dei pernottamenti dal gennaio a giugno del 16% mentre i percorsi sui camminamenti aumentano del 30%. Non è detto che questi dati siano strettamente connessi con il videogioco. Ma l'anno scorso l'amministrazione comunale di Monteriggioni ha intervistato 500 turisti e un turista su 6 aveva conosciuto il borgo proprio grazie al videogame.»

La fortezza di Palmanova, realizzata dalla Serenissima di Venezia nel 1593, è lo scenario scelto dai produttori del videogame Palmanova set per Gears of War 4 e Ivipro
Gears of War 4 e da alcuni anni nella città friulana si svolge un festival del gioco e della creatività: "The Game Fortress. La fortezza del divertimento".

Andrea Mameli
blog Linguaggio Macchina
5 Agosto 2017

Monteriggioni e Assassin’s Creed II, otto anni dopo (Italian Videogame Program, 24 Luglio 2017)

02 agosto 2017

Videogame e opportunità d'impresa in Sardegna: un convegno a Pula (Cagliari) il 4 agosto 2017

“Giocando si cresce: prospettive e nuove opportunità offerte dall’industria dei videogame in Sardegna” è il titolo del convegno in programma Venerdì 4 agosto nell'Auditorium Giuseppe Pilia (edificio 2 del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna), a partire dalle 9:30.

Obiettivo del convegno, organizzato dal gruppo di ricerca GamIT del CRS4, in collaborazione con l'agenzia regionale Sardegna Ricerche, è presentare i risultati della prima scuola scientifica dedicata alla programmazione dei videogame (Videogame Scientific School) e provare a indicare la strada per creare in Sardegna un insieme significativo di imprese e sviluppatori indipendenti attivi in questo settore.

Per Massimo Deriu (responsabile programma GamIT):  “Attualmente l’industria dei videogiochi è la più florida tra quelle dell’intrattenimento e le ricadute sul fronte economico, sociale e culturale sono importanti. L’industria sta ampliando la propria offerta anche grazie agli sviluppatori indipendenti. La nostra idea è di contribuire a diffondere l’attenzione verso il settore dell’intrattenimento videoludico, fornendo gli strumenti concettuali, metodologici, progettuali e applicativi, necessari ad affrontare le sfide poste dallo sviluppo di applicativi software innovativi e complessi”. 


PROGRAMMA
9:30 – Registrazione

Descrizione e Risultati della Videogame Scientific School:
  • Massimo Deriu (Game-based Interaction and Technologies - CRS4)
Uno sguardo al settore dei videogame:
  • Fabio Viola (Coordinatore Master "Gamification ed Engagement" Design" IED Milano)
  • Beniamino Sidoti (Giornalista, Scrittore, Co-Fondatore Lucca Comics and Games)
  • Andrea Dresseno (IVIPRO | Italian Videogame Program)
  • Alessandro Cominu (SubvertGames UK)
  • Susanna Tornasello (Fondazione Sardegna Film Commission)
11:00 – Coffee break

Un'occasione di crescita e sviluppo per la Sardegna
  • Bepi Vigna (Fumettista, Scrittore e Regista)
  • Jorma Ferino (SJMTech)
  • Roberto Lai (Rendering Studio)
  • Andrea Assorgia (Netpress)
Ore 12:30 – Conclusioni
Ore 13:00 – Buffet lunch




29 luglio 2017

Barbieri e Mameli di nuovo insieme. Prima che il tempo finisca (San Sperate, 29 Luglio 2017)

Daniele Barbieri e Andrea Mameli a San Sperate (29 luglio 2017) foto: Raffaelangela Pani
Daniele Barbieri e Andrea Mameli si sono ritrovati sul palco del Festival Cuncambias a San Sperate (Cagliari) sabato 29 luglio 2017 per il ciclo di appuntamenti "Storie" con lo spettacolo scritto da Daniele Barbieri: Prima che il tempo finisca.

Ecco alcuni riferimenti alle citazioni portate in scena:
Gli orologi distrutti in scena da Daniele Barbieri

Altre citazioni:
  • «La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso». Italo Calvino» (Palomar)
  • «Citatemi dicendo che sono stato citato male» (Groucho Marx)
  • «Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada» (Eraclito)
  • Esperimento. (Fredric Brown): "La prima macchina del tempo, signori", disse con fierezza il professor Johnson, presentando l'apparecchio ai due colleghi. "Certo, è solo un modello sperimentale su scala ridotta. Non funziona che per oggetti di peso inferiore a tre libbre e cinque once, e per distanze di dodici minuti, al massimo, nel futuro o nel passato. Ma funziona".
    Per essere ridotto, il modello lo era davvero e assomigliava in tutto e per tutto a una bilancia pesa-lettere, con in più due quadranti da orologio fissati sotto il piattello.
    Il professor Johnson prese un piccolo cubo di metallo.
    "Il nostro oggetto sperimentale", disse, "è un cubo di ottone del pezo di una libbra virgola tre once. Per prima cosa lo manderemo cinque minuti avanti nel futuro".
    Si chinò, e mise a segno uno dei quadranti.
    "Guardino i loro orologi"
    I due colleghi guardarono i propri orologi,e il professor Johnson posò delicatamente il cubo sul piattello. Il cubò sparì.
    Cinque minuti più tardi, esattissimamente, riapparve. Il professor Johnson lo riprese.
    "Ora", disse, "cinque minuti nel passato".
    Mise a segno l'altro quadrante. Col cubo sempre in mano, guardò l'orologio.
    "Mancano sei minuti alle tre", spiegò. "Alle tre in punto, posando il cubo sul piattello, azionerò il meccanismo. Di conseguenza, alle tre meno cinque, il cubo sparirà dalla mia mano e comparirà sul piattello: cinque minuti prima di quando ce l'avrò messo".
    "Ma allora, come potrete mettercelo?", chiese uno dei colleghi.
    "Alle tre, quando avvicinerò la mano, il cubo sparirà dal piattello e comparirà nella mia mano per essere messo nel piattello. Le tre meno cinque: attenzione, prego".
    Il cubo gli sparì dalla mano.
    E apparì sulla piattaforma della macchina del tempo.
    "Visto? Cinque minuti prima che ce l'abbia messo, è già lì!". L'altro collega guardò il cubo con aria perplessa.
    "Ma", disse, "supponiamo che, adesso che è già lì cinque minuti prima che lei ce l'abbia messo, lei cambi idea e, alle tre, non ce lo metta. Non si avrebbe, in questo caso, una specie di paradosso?"
    "Idea interessante", disse il professor Johnson. "Non ci avevo pensato. Ma proveremo subito. Dunque ecco: sono le tre, e io non...".
    Non ci nessuna specie di paradosso. Il cubo rimase.
    Ma il resto dell'universo, professori e tutto, sparì.


11 luglio 2017

Ecco la particella Xi inseguita per anni

Ieri è stata scritta una nuova pagina della fisica. È la prima di un nuovo capitolo, quello che spiega come i mattoncini che formano l’atomo si tengono insieme. La particella appena scoperta è il barione Xi. Non spaventi il nome: quasi tutta la materia di cui son fatte le cose che ci circondando è formata da barioni. Neutroni e protoni, per citare due oggetti abbastanza noti, almeno per il loro nome, appartengono alla famiglia dei barioni.
Ora, i barioni sono sempre formati da tre particelle più piccole, dal nome forse ancora più familiare: i quark. La particolarità della nuova particella è che, a differenza degli altri barioni finora conosciuti in cui dei tre quark solo uno è del tipo cosiddetto “pesante”, nel barione Xi i quark pesanti sono due. L’esistenza della particella Xi era prevista dalle teorie correnti e i ricercatori del CERN di Ginevra impegnati a scandagliare le profondità della struttura atomica con l’esperimento Lhcb avevano segnato il suo nome in cima alla lista dei ricercati. E non è stata una caccia facile. Un dato che più di altri può dare idea della difficoltà di intercettare questa particella: la sua durata non supera il millesimo di miliardesimo di secondo.
E quindi? È la lecita domanda del lettore che non ha studiato fisica quantistica. E quindi abbiamo un nuovo tassello del puzzle. Siamo tutti un pochino meno ignoranti e più avanti ci sarà qualche altra scoperta basata su quella che da ieri rimbalza sui giornali e i telegiornali di tutto il mondo.
Una risposta più precisa l’ha fornita il ricercatore che ha coordinato l’esperimento LHCb fino al 30 giugno, il britannico Guy Wilkinson, attribuendo a questa doppia presenza di quark pesanti la capacità di far orbitare i tre quark tra di loro. Quasi come se si trattasse di una danza o di un microscopico sistema solare in cui i due quark pesanti fanno la parte delle stelle che orbitano l'una attorno all'altra e quello leggero gira intorno al sistema composto dagli altri due.
Ma perché chi non si interessa di Fisica delle Alte Energie dovrebbe considerare questa scoperta degna d’interesse? Il nuovo coordinatore della ricerca, l’italiano Giovanni Passaleva, risponde così: «L’aver trovato un barione con due quark pesanti è di grande interesse perché fornirà uno strumento potente per definire meglio la teoria che descrive la cosiddetta interazione forte, una delle quattro forze fondamentali. Queste particelle aiuteranno così a migliorare il potere predittivo delle nostre teorie e ora cercheremo di osservare anche le altre». Però la risposta più semplice, in fondo, è un’altra: la particella Xi ci interessa perché siamo umani. Quindi ci interessa perché vogliamo sapere come funziona l’universo. In fondo la conoscenza, come l'arte, appartiene all'umanità: è una ricchezza per tutti, anche per chi non lo sa.
E poi questa scoperta, annunciata a Venezia nel corso della conferenza della Società Europea di Fisica (e in via di pubblicazione sulla rivista Physical Review Letters), potrebbe fornire risposte fondamentali a una delle domande ancora irrisolte: come si comportano esattamente le forze che agiscono all’interno degli atomi. Ricerche iniziate nel 1963 da Nicola Cabibbo, il grande fisico teorico, scomparso nel 2010. A Cabibbo, che fu anche presidente del CRS4 di Cagliari dal 2000 al 2003 e a cui fu ingiustamente negato il Nobel per la Fisica 2008 dobbiamo il teorema denominato “l'Angolo di Cabibbo”, che costituisce il fondamento teorico per comprendere in che modo i mattoni della materia, i quark, danno origine alle particelle elementari, avvicinandosi, unendosi e danzando.

Andrea Mameli
L'Unione Sarda, 7 luglio 2017

06 luglio 2017

Observation of the doubly charmed baryon Xi cc++

CERN-EP-2017-156
LHCb-PAPER-2017-018
July 6, 2017

LHCb collaboration


18 giugno 2017

Il nuraghe S'Ega Marteddu, affacciato sul mare di Maladroxia (Malat Rosh)

Se vi trovate a Sant'Antioco vi consiglio una visita al nuraghe S'Ega Marteddu (coordinate:   39°0'7"N e 8°26'41"E).
Il nuraghe si trova in cima alla località Maladroxia, lungo la costa orientale dell’isola, caratterizzata dalla presenza di una falda di dolomia (calcare). Secondo gli archeologi il toponimo Maladroxia deriva dell’antico nome fenicio: Malat Rosh, letteralmente “Rifugio del Capo (Sperone)”, ovvero l’approdo sicuro più vicino al punto che segna la divisione del Canale di Sardegna dal Mar di Sardegna.
Il nuraghe sorge in cima alla collina che domina la spiaggia di Maladroxia e il Golfo di Palmas (Sant'Antioco). Ha l'aspetto tipico dei nuraghi parzialmente sepolti e in alcuni punti si notano segni evidenti di cadute recenti. Tuttavia esercita sempre e comunque il grande fascino dei nuraghi.

La direzione da seguire per raggiungere il nuraghe S'Ega Marteddu è Maladroxia, ma prima di arrivare alla spiaggia trovate l'indicazione turistica (cartello marrone) che indica la svolta (a destra) per Via Portixeddu:
attenzione alla seconda svolta a destra:

capirete di essere quasi arrivati quando vedrete alla vostra destra il pannello che illustra la storia del nuraghe e la sua collocazione:

dopo pochi passi troverete il sentiero (da percorrere preferibilmente con scarpe sportive o scarponcini) al quale manca la corda corrimano (è stata rubata?):

Concluso il senitero vi ritroverete dalla base del nuraghe e alla vostra destra potrete godere della splendida vista sul mare. Una posizione spettacolare, sicuramente scelta non a caso.
Se intendete arrampicarvi sul calcare bianco di questa costruzione millenaria fatelo con prudenza e guardate bene dove mettete i piedi.
Fatemi sapere se dopo aver letto il mio post deciderete di compiere questa escursione.
Attendo le vostre impressioni.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 18 giugno 2017

04 giugno 2017

Inaugurato il FabLab Sulcis: racconto sobrio di storie di successo


Ieri ho partecipato all'inaugurazione del FabLab Sulcis. È stata un'esperienza molto interessante, arricchita da un bel campionario di testimonianze di persone che hanno fatto qualcosa di significativo.
Queste storie avevano in comune alcune caratteristiche che provo a elencare qui di seguito: sono frutto di sani combattimenti tra coscienza e incoscienza e tra senso pratico e idealismo, sono tutte costruite con una buona dose di sacrificio, sono tutte basate su competenze, si sono tutte solidificate grazie agli insuccessi e tutte si sono rafforzate dai successi ottenuti.
Non una celebrazione autoreferenziale, dunque, come se ne vedono spesso, ma il racconto di storie normali.
Un racconto sobrio, non inquinato dalle mode, esposto con semplicità e senza quella retorica modernista tutta condita di miti gonfiati e di esaltazioni fuori luogo, che io non soppprto più.
Di questa retorica non si è vista neanche l'ombra, ieri a Cortoghiana. Ho apprezzato molto questa scelta, che denota serietà e onestà intellettuale.
Ho apprezzato molto i contenuti dell'inaugurazione, che ho avuto l'onore di introdurre e di moderare.
Si vede che dietro tutto questo c'è gente in gamba. Gente che ha voglia di fare e non cade nella tentazione di aspettare la manna dal cielo.
Interessante la riproduzione di una stanzette "di un ragazzo degli Anni Ottanta" con Commodore 64 funzionante e altre console: il primo embrione di un Museo del videogioco.
Mi sono piaciute molto le soluzioni di comunicazione visiva che sono state adottate per caratterizzare gli spazi di questo ex magazzino trasformato in officina creativa.
Fantastico il pianoforte ad acqua realizzato dalla quarta elementare dell'Istituto Ciusa di Carbonia. In questo breve video Romeo Scaccia prova il funzionamento di questo strano pianoforte:

video

Il coinvolgimento dei bambini è un ingrediente essenziale se si vuole radicare bene una realtà come questa. E se posso aggiungere un suggerimento direi che forse le altre persone da coinvolgere sono gli anziani, spesso ricchi di esperienze e competenze che possono rivelarsi molto utili nello scambio di saperi.

I miei migliori complimenti.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 4 giugno 2017




02 giugno 2017

Inaugurazione FabLab Sulcis: Cortoghiana, 3 Giugno 2017



Il FabLAB Sulcis è in via Rinaldo Loi 1, a Cortoghiana (a metà strada fra Carbonia e Iglesias).

Gli spazi a disposizione occupano 350 mq e al momento sono divisi in quattro aree:
  • COWORKING: postazioni attrezzate e connesse a internet, sala riunioni, attrezzature FabLAB a disposizione.
  • EDUCATIONAL: spazio riservato alla didattica innovativa per bambini e ragazzi da 4 a 14 anni (Coding e Robotica educativa).
  • AREA PROTOTIPAZIONE con ARDUINO e RASPBERRY: spazio dedicato alla creazione di progetti con disponibili schede e sensori per molteplici applicazioni.
  • AREA RETROGAMING: spazio dedicato alle consolle dagli anni 80 in poi (Commodore, Amiga, Atari, PS, Nintendo, etc). Un vero e proprio museo del videogioco.
Il programma dell'inaugurazione:

Ore 9.30: apertura del FabLAB.
Ore 10.30: presenta il progetto Andrea Mameli, giornalista scientifico e responsabile della comunicazione CRS4.
Ore 11.30: i FabLab, che cosa sono e come lavorano. Per le aziende interconnesse intervengono Francesco Casu (Interazione e Tecnologia), Massimo Lumini (Accademia della Terra) e Davide Costa (Didattica in età prescolare).
Ore 13.00: pausa pranzo.
Alle ore 15.00 e alle ore 16: spazio ai più piccoli con diverse iniziative (Sala coworking, Sardux – Sardu pro pipius, Sala Fab Lab Sulcis, Minimakers dei Roma Makers, Tinkidoo).
Dalle ore 15.00 in poi: Realtà virtuale, Museo del Videogame, Mostra fotografica, Esposizione di tavole illustrate.

P.S. Inaugurato il FabLab Sulcis