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Livia Ruffini e il ciclotrone ospedaliero (Sardegna Ricerche Magazine, 8 gennaio 2008)

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Ci sono innovazioni che apportano vantaggi alla medicina o che arrecano giovamento ai pazienti, altre rivoluzionano il mondo della diagnostica. La PET (Positron Emission Tomography) è tra queste ultime: nata nel 1953 negli Usa (grazie all'opera fisico Gordon Brownell del MIT di Boston) si è gradualmente imposta come pratica caratterizzata da altissima precisione e rischi ridotti. Figlia della stretta collaborazione tra fisica e medicina, la tomografia positronica discende dalla scoperta del positrone (particella dotata della stessa massa dell'elettrone ma carica elettrica positiva) avvenuta nel 1932 ad opera del fisico Carl David Anderson (per questo premiato con il Nobel nel 1936). SEGUE su Sardegna Ricerche Magazine

In corsia con il Dottor Positrone.

Dal ciclotrone degli annni Trenta alla Pet del Brotzu di Cagliari. Osservare l’attività cellulare e riconoscere le alterazioni, arrecando il minimo disturbo. Quello che non molti anni fa era un sogno per la medicina oggi è realtà. Si tratta di una delle affascinanti storie di collaborazione tra la fisica e le scienze della vita. Tutto ha inizio nel 1929, quando il fisico Ernest Orlando Lawrence inventa il ciclotrone: il primo acceleratore di particelle. Nel 1932, studiando la radiazione cosmica, Carl David Anderson scopre il positrone: particella elementare dotata della medesima massa dell'elettrone ma carica elettrica positiva. Nel 1953, al Mit di Boston, il fisico Gordon Brownell realizza il primo sistema in grado di fotografare la cosiddetta annichilazione, ovvero la produzione di fotoni, quindi di luce, in seguito allo scontro tra positroni immessi artificialmente nell’organismo e gli elettroni che lo compongono. Dopo una ventina d’anni di perfezionamenti tecnologici la diagnos...