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Visualizzazione dei post con l'etichetta Hiroshima

Il fotografo e il medico. Eroi dell’era nucleare

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Il 10 agosto 1945 Yosuke Yamahata fu incaricato dal comando militare nipponico di fotografare una città bombardata. Non era un evento raro, di quei tempi, ma la distruzione che restò impressa in quelle foto aveva qualcosa di eccezionale. Del resto erano passati solo tre giorni dalla distruzione di Hiroshima e pochi giapponesi sapevano cosa stava succedendo. Yosuke Yamahata attraversò a piedi Nagasaki in lungo e in largo, per 8 ore di fila. E nel primo pomeriggio consegnò 117 scatti. Quel Torii, il portale del tempio scintoista, che si staglia sopra la sterminata distesa di macerie è diventato uno dei simboli della devastazione atomica. Il nome della bomba al plutonio fatta esplodere 2 minuti dopo le 11 del 9 agosto era “Fat Man” (“Ciccione”) in base alla regola non scritta secondo la quale più la bomba era distruttiva e più il suo nome deve essere spiritoso. I suoi effetti furono devastanti: 73.884 morti, 74.909 feriti, 1.929 dispersi, come recita il bollettino di guerra defininivo, ...

Hiroshima 6 agosto 1945: quando dal cielo scese l'inferno (L'Unione Sarda, 2 agosto 2007)

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Hiroshima 6 agosto 1945: quando il cielo scese all'inferno   Sessantadue anni fa, il 6 agosto 1945, un cilindro di oltre 4 tonnellate veniva lasciato cadere da un gigantesco B-29 sopra il cielo di una piccola città giapponese il cui nome è diventato simbolo di tutte le guerre. Erano le 8 e un quarto di una mattina senza nuvole e quel cilindro conteneva la più avanzata tecnologia del tempo in materia di esplosivi. Anzi, era talmente avanzata da non essere mai stata provata prima: il 16 luglio dello stesso anno, nel deserto del New Mexico, gli uomini del segretissimo progetto Manhattan fecero esplodere una bomba dotata di innesco a implosione basato sulla detonazione simultanea di cariche disposte intorno a una sfera di plutonio, apparato rimasto top secret fino al 1951. Quella lasciata esplodere sul cielo di Hiroshima, nome in codice Little Boy, conteneva due masse di uranio 235 che a 600 metri sopra il suolo furono lanciate l'una contro l'altra per mezzo di una carica esplo...

Doppio sole sul cielo di Hiroshima (L'Unione Sarda, 5 agosto 2006)

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Come quindicimila tonnellate di tritolo (5 marzo 2006)

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 Nel 1919 Ernest Rutherford condusse i primi esperimenti sulla trasmutazione artificiale dei nuclei atomici. Nel 1938 Lise Meitner riuscì a compiere la prima "fissione" rompendo un nucleo di uranio. Il 2 dicembre 1942 Enrico Fermi portò a termine la titanica impresa di dar vita alla prima reazione nucleare a catena.  Furono queste le tappe fondamentali che condussero alla bomba atomica, creata nel 1945 in cinque anni di lavoro e con una spesa di oltre 2 miliardi di dollari usati per sostenere il progetto Manhattan.  Provata solo una volta (il 16 luglio 1945 nel deserto del New Mexico: Trinity Test) fu fatta esplodere il 6 agosto 1945 su Hiroshima e tre giorni dopo su Nagasaki.  Negli anni successivi il nostro pianeta è stato testimone, e vittima, di centinaia di esplosioni, la maggior parte in atmosfera, altre sotto la superficie degli oceani, altre ancora nel sottosuolo. Dopo gli Stati Uniti l’Unione Sovietica fece esplodere la sua prima atomica nel 1949, la Gran Br...

A Hiroshima il 6 agosto 1945, quando l'inferno cadde dal cielo (L'Unione Sarda, 6 agosto 2005)

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Los Alamos, quell'alba estiva vide sorgere un secondo sole (L'Unione Sarda, 28 luglio 2005)

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  "Appuntamento a Hiroshima": diario della più terribile invenzione della storia Los Alamos, quell’alba estiva vide sorgere un secondo sole  Dal Trinity Test ai due lanci sul Giappone, la bomba atomica  La notte tra il 15 e il 16 luglio del 1945 quasi nessuno riuscì a prendere sonno. Tra scienziati, tecnici e militari impegnati a Los Alamos nella creazione della bomba atomica si era diffusa una formidabile eccitazione. Tutti erano vittime dell’emozione di assistere al Trinity Test e vedere alla prova la nuova arma ma anche del timore che l’esperimento conclusivo del Progetto Manhattan potesse fallire. Così la gigantesca esplosione del primo ordigno al plutonio, all’alba del 16 luglio, giunse come una liberazione. Ma fu l’inizio dell’incubo atomico. In Appuntamento a Hiroshima (Longanesi, 365 pagine, 18 Euro) Stephen Walker descrive così l’esperienza provata dagli uomini riuniti nel deserto del New Mexico: "Sorse dal deserto come un secondo sole, una palla di fuoco brilla...