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Sensori magnetici a livello molecolare. Uno studio pubblicato su Nature Nanotechnology il 26 Gennaio 2015

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Scanning Tunnelling Microscope (STM) image of iron phtalocyanin In uno studio pubblicato il 26 Gennaio su Nature Nanotechnology - Tunable magnetoresistance in an asymmetrically coupled single-molecule junction - un gruppo di ricercatori del London Centre for Nanotechnology e dell' Università di Liverpool illustra come si può controllare magneticamente una corrente che attraversa una singola molecola.  Si tratta di un passo importante verso lo sviluppo di sensori di campo magnetico per dischi rigidi molto più piccoli di quelli attuali. Riscire a rendere le aree magnetiche in un hard disk più piccole significa aumentare la capacità di archiviazione del un disco rigido senza doverlo ingrandire , ciò richiede ovviamente un sensore di dimensioni minori.  

Semiconduttori + Rame = Memoria. Studio pubblicato su Nature Nanotechnology

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La memoria sui nanocristalli può essere scritta e cancellata con la luce. Sono i risultati più eclatanti di uno studio, condotto dai ricercatori dell’Università Milano-Bicocca e dei laboratori di Los Alamos National, pubblicato su Nature Nanotechnology. L'interesse per questa scoperta, come su qualsiasi studio inerente la memoria artificiale, è che i nanocristalli drogati (cui vengono aggiunti alcuni atomi estranei, in questo caso di rame) manifestano una forte risposta magnetica e rientrano quindi nella famiglia dei semiconduttori magnetici diluiti. Si viene così a creare di fatto, una nuova classe di materiali funzionali magnetici. In passato sono stati condotti esperimenti simili per modificare le proprietà fisiche di semiconduttori tradizionali, ma si trattava esclusivamente di proprietà relative al trasporto elettrico e di emissione di luce. «L'aspetto più sorprendente della nostra ricerca – sottolinea Sergio Brovelli, ricercatore di fisica sperimentale al dipartimen...

Il circuito elettronico più piccolo del mondo

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Un gruppo di ricercatori, guidati da Mike Lilly (Sandia National Laboratories) e da Guillaume Gervais (McGill's Physics Department) hanno costruito il più piccolo circuito elettronico mai realizzato. È formato da due fili separati solamente da 150 atoms (equivalenti a una distanza di 15 nanometri). L'esperimento è illustrato in un articolo (" Positive and negative Coulomb drag in vertically integrated one-dimensional quantum wires ") pubblicato su Nature Nanotechnology da D. Laroche, G. Gervais, M. P. Lilly, J. L. Reno. Questa scoperta, oltre all'aumento di efficienza e di velocità dei circuiti, potrebbe anche aiutare a risolvere una delle maggiori sfide di chi si occupa di computer design: il calore prodotto dai circuiti integrati. Abstract Electron interactions in and between wires become increasingly complex and important as circuits are scaled to nanometre sizes, or use reduced-dimensional conductors1 such as carbon nanotubes nanowires and gated high-mobility...