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Visualizzazione dei post con l'etichetta Picasso

Fisica + arte = stupore e piacere

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Che emozioni provoca una visita al Louvre, agli Uffizi, al Metropolitan di New York? Che reazioni suscita la scoperta di una legge fisica o la riuscita di un esperimento? Non intendo una visita museale frettolosa e compusiva, ma una contemplazione lenta e di poche opere alla volta. E non penso al monento in cui leggo o sento parlare vagamente di leggi fisiche, ma quell'istante, insimee intenso e profondo, in cui mi accorgo di aver colto un significato, di aver capito un concetto. Ricordo bene le due situazioni, anzi tre. Il piacere e lo stupore di vedere (o di sentire) un'opera d'arte e non trovo molte differenze nel piacere e nello stupore di quel momento scintillante in cui ho capito un aspetto teorico oppure ho azzeccato un esperimento. E questo piacere e questo stupore, sono moltiplicati per dieci o anche cento, nelle menti di chi crea arte o scienza. Un'eccitazione, a volte densa di soddisfazione, altre piena di meraviglia, che può comparire nella vita di un...

Popinga: "Einstein e Picasso, con qualche dubbio "

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L'11 giugno 2010 Popinga ha scritto un post in relazione alle conclusioni di Miller su Eintein e Picasso. Popinga faceva riferimento a una conferenza di Miller, in programma il 13 dicembre 2010 al Dipartimento di Fisica dell'Università la Sapienza di Roma, sul tema: "Einstein, Picasso: Abstract Art and Abstract Science". Ci interessa sapere qualcosa della conferenza e ve ne daremo conto. Riguardo alle conclusioni cui Popinga giunge dopo lunga e accurata analisi dello scenario artistico e scinetifico (vi invito a leggere il post: Einstein e Picasso, con qualche dubbio ) faccio solo una breve citazione della critica di Popinga che si rivolge principalmente contro l'eccesso di entusiasmo verso il presunto avvicinamento tra Einstein e Picasso: "Innanzitutto non mi convince l’accostamento, indubbiamente accattivante, tra i due grandi personaggi, che, alla fine dei conti, sono stati scelti perché il loro nome è evocativo, ma che ebbero in comune solamente il fatt...

Did Picasso know about Einstein?

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Was it a coincidence that Picasso developed Cubism at about the same time that Einstein published his theory of relativity? Arthur I Miller thinks not. read here Einstein, Picasso: Space, time and the beauty that causes havoc The most important scientist of the twentieth century – Albert Einstein – and its most important artist- Pablo Picasso – went through their period of greatest creativity almost simultaneously and in remarkably similar circumstances. This parallel biography of Einstein and Picasso as young men focuses on their greatest achievements: Einstein’s special theory of relativity and Picasso’s Les Demoiselles d’Avignon, the painting that brought art into the twentieth century. When they produced these astonishing breakthroughs, Einstein and Picasso were in their twenties, unknown, feisty, dirt-poor, and prone to getting into trouble. For a while, Picasso even carried the playwright Alfred Jarrey’s pistol – loaded with blanks – with which he would shoot people who struck h...

Tra Einstein e Picasso (Between Einstein and Picasso)

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Meyer Schapiro (1904-1996) è considerato uno dei più grandi storici dell'arte, docente a Harvard, Oxford e alla Columbia University. Lo citiamo su linguaggiomacchina perché gli siamo grati per il brillante volume Tra Einstein e Picasso. Spazio-tempo, cubismo, futurismo (Christian Marinotti edizioni, 2003, 240 pagine, 15,00 €), nel quale il percorso di avvicinamento tra arte e scienza sembra culminare in un incontro stellare. Ma a interessarci non è l'incontro stellare, quello tra Albert e Pablo (che di fatto non si compie), quanto il clima culturale di quei tempi. Un clima certamente avvelenato dalle due guerre mondiali, ma non per questo meno vivo di altri periodi. Un clima ricco di sconvolgimenti in campo scientifico (relatività, meccanica quantistica) e artistico (astrattismo, cubismo). E soprattutto con il travaso, perlopiù inconsapevole, dall'uno all'altro campo. Un travaso che ha in comune l'imbuto per il passaggio da un recipiente all'altro. L'imb...

L'arte degli animali e le etichette degli umani

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Nel 1957, poche settimane dopo il lancio dello Sputnik, Pablo Picasso acquistò un quadro e difese la reputazione dell'autore arrivando a mordere il braccio di un giornalista che ne criticava la produzione artistica, come ci ricorda un articolo del Times: [ Congo the chimpanzee. Even Picasso was a fan (The Times, September 25, 2005)]. Ma è più strano il comportamento di un genio come Picasso o quello dello scimpanzé il cui quadro fu comprato dal pittore andaluso? Avete letto bene: scimpanzé. E per la precisione la mostra con i quadri dello scimpanzé, che si chiamava Congo, fu organizzata dall'etologo inglese Desmond Morris . Nato nel 1954, Congo morì di tubercolosi nel 1964 e in tutta la sua vita realizzò circa 400 quadri. Gli esperimenti di Morris con Congo iniziarono casualmente: un giorno lo scimpanzé prese una matita e tracciò una linea, poi un'altra e un'altra ancora, finché allo studioso fu chiaro che si trattava di una precisa intenzione dell'animale. Inte...