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Visualizzazione dei post con l'etichetta Pietro Greco

Con Pietro Greco e la sua Fisica per la pace (Cagliari FestivalScienza 2018)

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Ho avuto il doppio onore di presentare l'intervento di Pietro Greco al Cagliari FestivalScienza 2018 . Il primo motivo è che Pietro rappresenta per me il modello del giornalista scientifico : pronto a scavare in profondità nelle notizie, curioso, serio, ma anche in grado di svelare retroscena bizzarri o involontariamente comici. Lo so perché l'ho ascoltato spesso, a Radio Tre Scienza , ho letto molti suoi articoli e libri, tra cui Hiroshima. La fisica conosce il peccato e soprattutto lo considero il mio maestro di giornalismo scientifico , per i suoi insegnamenti al Master in comunicazione della scienza alla SISSA di Trieste. Il secondo motivo è che l'intervento di Pietro aveva lo stesso titolo del libro Fisica per la pace. Tra scienza e impegno civile (edizioni Carocci). Per me questo è un tema molto importante: la fisica non è solo uno strumento per vedere il mondo ma anche un metodo per viverlo meglio. Pietro lo spega mostrando alcuni esempi, come il Centro inte...

Pietro Greco in posa nello studio di Albert Einstein

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Ieri al Cagliari FestivalScienza ho trovato una persona che è nata due giorni dopo la morte di Einstein, Pietro Greco, giornalista e scrittore. Ho scattato questa foto accanto alla riproduzione dello studio di Einstein che impreziosisce il festival di Cagliari: Pietro Greco, di cui mi onoro di essere stato allievo (al Master in Comunicazione della Scienza, alla Sissa si Trieste) nei suoi due seminari a Cagliari ha illustrato molto bene, da grande giornalista e scrittore, il tentativo che la scienza conduce, da secoli, di spiegare, classificare, ordinare la conoscenza. Quella che lo storico della scienza Gerald Holton ha definito la Sindrome Ionica, perché colpisce tutti coloro, a partire dai filosofi greci, che cercando di unificare lo scibile umano. Sempre Holton, ha raccontato Pietro Greco agli studenti liceali sardi che hanno riempito la sala conferenze dell'ExMà, è riuscito a enumerare 100 "pregiudizi filosofici" che sono stati a volte utili e a volte di os...

Fisica + arte = stupore e piacere

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Che emozioni provoca una visita al Louvre, agli Uffizi, al Metropolitan di New York? Che reazioni suscita la scoperta di una legge fisica o la riuscita di un esperimento? Non intendo una visita museale frettolosa e compusiva, ma una contemplazione lenta e di poche opere alla volta. E non penso al monento in cui leggo o sento parlare vagamente di leggi fisiche, ma quell'istante, insimee intenso e profondo, in cui mi accorgo di aver colto un significato, di aver capito un concetto. Ricordo bene le due situazioni, anzi tre. Il piacere e lo stupore di vedere (o di sentire) un'opera d'arte e non trovo molte differenze nel piacere e nello stupore di quel momento scintillante in cui ho capito un aspetto teorico oppure ho azzeccato un esperimento. E questo piacere e questo stupore, sono moltiplicati per dieci o anche cento, nelle menti di chi crea arte o scienza. Un'eccitazione, a volte densa di soddisfazione, altre piena di meraviglia, che può comparire nella vita di un...

Consumare meno e vivere felici (Pietro Greco, “L'Unità”, 28 marzo 2011)

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L’uomo a impatto zero è certo un’utopia. Per il solo fatto di vivere, sette miliardi di persone esercitano una pressione sull’ambiente e lo modificano. Ma questa pressione può essere resa minima, imparando a consumare meglio. Come ci propone Andrea Mameli nel suo agile Manuale di sopravvivenza energetica, che la casa editrice Scienza Express sta portando in questi giorni in libreria. Il manuale si iscrive in quel filone teorico dell’economia ecologica chiamato della «decrescita felice» che ha nel francese Serge Latouche e nell’italiano Maurizio Pallante due tra i primi e più convinti sostenitori. E, infatti, proprio Maurizio Pallante ha scritto la prefazione per il gioioso ma rigoroso manuale di Andrea Mameli. Mille sono i modi per consumare meglio (e vivere felici). Ma il principale è: consumare meno. Risparmiare è di gran lunga la maniera più efficace per minimizzare l’impatto umano sull’ambiente. Ma, contrariamente a quanto si crede, per risparmiare e vivere felici non occorrono me...

Arte e scienza, scambio reciproco

Molto spesso arte e scienza colgono insieme, quasi all’unisono, lo “spirito dei tempi”. E lo rafforzano. La sincronia talvolta è stupefacente. Pressoché perfetta. Prendiamo in considerazione lo “strano caso” di Einstein e Picasso. Nel 1905 Albert Einstein è un giovane di 26 anni, laureato in fisica e impiegato all’Ufficio brevetti di Berna. Fuori dall’università e dal mondo accademico, dunque. Eppure riesce a elaborare una teoria fisica, la teoria cosiddetta della relatività speciale, con la quale spazza via il concetto di spazio assoluto e di tempo assoluto nella scienza. Arte e scienza come fonti di reciproca ispirazione (Pietro Greco, 15 febbraio 2010)

Tra Einstein e Picasso (Between Einstein and Picasso)

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Meyer Schapiro (1904-1996) è considerato uno dei più grandi storici dell'arte, docente a Harvard, Oxford e alla Columbia University. Lo citiamo su linguaggiomacchina perché gli siamo grati per il brillante volume Tra Einstein e Picasso. Spazio-tempo, cubismo, futurismo (Christian Marinotti edizioni, 2003, 240 pagine, 15,00 €), nel quale il percorso di avvicinamento tra arte e scienza sembra culminare in un incontro stellare. Ma a interessarci non è l'incontro stellare, quello tra Albert e Pablo (che di fatto non si compie), quanto il clima culturale di quei tempi. Un clima certamente avvelenato dalle due guerre mondiali, ma non per questo meno vivo di altri periodi. Un clima ricco di sconvolgimenti in campo scientifico (relatività, meccanica quantistica) e artistico (astrattismo, cubismo). E soprattutto con il travaso, perlopiù inconsapevole, dall'uno all'altro campo. Un travaso che ha in comune l'imbuto per il passaggio da un recipiente all'altro. L'imb...