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A Stanford si studiano nuovi modi per raffreddare. Con il sole. Uno studio pubblicato su Nano Letters (American Chemical Society)

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«Abbiamo sviluppato un nuovo sistema per raffeddare - spiega Shanhui Fan, uno dei tre inventori - che riflette raggi solari e trasforma il caldo in freddo». Ci sono due importanti sfide tecnologiche da superare, in questo campo: riflettere più luce possibile e in un intervallo di lunghezze d'onda specifico, per il quale cioè l'atmosfera è quasi trasparente. Il prototipo realizzato da Shanhui Fan, Aaswath Raman e Eden Rephaeli, ricercatori a Stanford, soddisfa entrambe le condizioni: è uno specchio a banda larga che riflette la maggior parte della luce solare nella gamma di lunghezze d'onda adeguata a sfuggire attraverso l'atmosfera terrestre. Il miglioramento introdotto sfrutta le proprietà di alcuni nanomateriali di potenziare la riflessione della luce in particolari lunghezze d'onda. Il raffreddamento radiativo, come strategia di mitigazione del cambiamento climatico, purtroppo è efficace sole nelle ore notturne. Ma il picco della domanda di raffreddamento s...

Non lasciatevi impressionare dal freddo: il riscaldamento globale resta invariato. La conferma da una ricerca del CNR.

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Avvertire freddo d'inverno è una delle cose più naturali che ci possano capitare. Per questo non ha senso lasciarsi impressionare dalla neve e dal gelo di questi giorni giungendo a mettere in dubbio il riscaldamento del pianeta. Sarebbe come meravigliarsi che d'estate sentiamo più caldo nonostante il Sole sia leggermente più lontano dalla Terra rispetto all'inverno. La percezione di un fenomeno è una cosa, la realtà scientifica è un'altra. L’aumento della concentrazione di gas serra prodotti dalle attività umane è stato determinante, rispetto agli influssi di origine naturale, nel causare l’aumento delle temperature globali degli ultimi 60 anni. Questo è quanto afferma la scienza. Che il riscaldamento del pianeta, lungi dall'essere messo in discussione dai bollettini meteo, sia una realtà scottante ce lo conferma una ricerca condotta da Antonello Pasini dell'Istituto sull'inquinamento atmosferico (IIA) del CNR di Roma, in collaborazione con Alessandro Att...

Il 2011 terzo nella classifica degli anni più caldi, dal 1800 a oggi

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Il 2011 si classifica al terzo posto tra gli anni più caldi dal 1800 ad oggi, alla pari con il 2000. Lo attestano i rilevamenti della Banca dati del Gruppo di climatologia storica dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (ISAC-CNR) di Bologna . L'anno appena concluso ha fatto registrare un'anomalia di un grado sopra la media del periodo di riferimento 1971-2000. A contribuire a questo record sono state soprattutto la primavera e l'autunno (rispettivamente quinta e quarta più calde degli ultimi due secoli). I mesi più caldi del 2011 sono stati settembre (secondo) e aprile (terzo). Oltre a essere stato un anno molto caldo il 2011 è risultato anche abbastanza secco, con un 13% di precipitazioni in meno rispetto alla media di riferimento, che lo colloca al 20-esimo posto tra gli anni meno piovosi dal 1800 ad oggi. Nello stesso periodo l'anno più freddo è stato il 1816 (-2.63). Ecco la graduatoria dei primi 15 anni p...

«Più alleati e meno imputati nella lotta al Grande Caldo» (L'Unione Sarda, 20 marzo 2007)

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Richard Branson , fondatore dell’impero commerciale Virgin, offre una ricompensa di 25 milioni di dollari a chi riuscirà a ridurre di un miliardo di tonnellate all’anno il carbonio disperso nell’atmosfera terrestre. Il 2 febbraio l’Intergovernmental Panel on Climate Change, l’autorità mondiale costituita nel 1988 dall’Onu per studiare i mutamenti climatici, aveva reso noti i primi risultati del rapporto 2007. Accanto all’inevitabile aumento della temperatura mondiale (da 1,8 a 4 gradi entro il 2100) e altre previsioni catastrofiche, i 600 scienziati (di 40 nazionalità) incaricati di studiare le cause del fenomeno indicano nell’Homo Sapiens il principale responsabile del disastro. Bruciando combustibili organici (legno, carbone, petrolio) nel corso degli ultimi due secoli l’uomo immesso in atmosfera di circa 300 miliardi di tonnellate di carbonio, contribuendo a modificare il clima globale. Da quando l’Homo Sapiens ha imparato a usare il fuoco l’energia è sempre stata legata al carbonio...