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Tra hacker e inventori: bambini e ragazzi protagonisti creativi.

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A Las Vegas, 5 mesi fa, il direttore generale della National Security Agency ( NSA ) Keith B. Alexander si è congratulato con gli organizzatori della conferenza sulla sicurezza informatica Defcon , per la loro attività di alfabetizzazione digitale nei confronti dei bambini, con tanto di apposita sezione del convegno: DEFCON Kids . E ancor più per la presenza di una ragazzina hacker di 11 anni , di cui si conosce solo il nickname CyFi . Una dimostrazione ulteriore delle capacità che i bambini e i ragazzi possono essere in grado di esercitare, se messi nelle condizioni di farlo. Un altro esempio è quello che ho riportato nel mio blog "Inventori di Sardegna" : Matteo Tinti, 13 anni, inventore del futuro . A prescindere dalla validità del progetto di Matteo è sicuramente da premiare la volontà di pensare al futuro e l'intenzionalità di quel disegnare, scrivere e spiegare con semplicità e convinzione. Ecco, se c'è qualcosa che manca alle scuole italiane, è (generalme...

Il telegrafo parlante di Manzetti (L'Unione Sarda, 19 aprile 2008)

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Prima che Antonio Meucci e Alexander Graham Bell brevettassero le loro invenzioni, rispettivamente nel 1862 e nel 1876 , un giovane valdostano di nome Innocenzo Manzetti era già riuscito a trasmettere a distanza voci e suoni. La descrizione dettagliata di questo prototipo del 1865 , racconta Carlo Gubitosa nel libro Hacker, Scienziati e Pionieri (Stampa Alternativa, 2007), «è contenuta in un manoscritto rinvenuto tra le carte di Manzetti e attribuito a Pierre Dupont, maggiore medico dell’esercito sardo: Il telegrafo parlante era composto da un cornetto a forma di imbuto nel quale si trovava una lamina di ferro piazzata trasversalmente. Questa lamina vibrava facilmente sotto l’impulso delle onde sonore provenienti dal fondo dell’imbuto.» L’invenzione di Innocenzo Manzetti (télégraphe parlant) è basata sull'induzione elettromagnetica: correnti elettriche in movimento generano campi magnetici e, contemporaneamente, campi magnetici variabili generano correnti elettriche. Così nel...

Stallman, l'hacker che predica la libertà (L'Unione Sarda, 14 giugno 2006)

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Stallman, l'hacker che predica la libertà  Da bambino stupiva i genitori risolvendo difficili giochi matematici. Appena diplomato maturò le prime esperienze di programmazione con i calcolatori, trascorrendo l'intera estate al New York Scientific Center dell'IBM. E nel 1971, suo primo anno di università a Harvard, ottenne un contratto come programmatore al Massachusetts Institute of Technology, dove rimase anche dopo la laurea in fisica. Richard Stallman, il fondatore del movimento del Software Libero, quasi una religione laica, ieri era a Pula, invitato a parlare al Parco scientifico e tecnologico Polaris. Lo aspettavano in 200: studenti, ricercatori, imprenditori e semplici curiosi. E Stallman - www.stallman.org - non ha deluso le attese: abile comunicatore, ha saputo coniugare l'ironia con la forza delle sue convinzioni. Nel 1984 Stallman ha abbandonato il MIT per dedicarsi a tempo pieno al progetto di creazione di un sistema operativo alternativo a quello allora domi...