Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta piste ciclabili

Cagliari in bici: esplorazioni urbane e ciclabili, Aprile 2019

Immagine
Ho percorso la pista ciclabile Su Siccu - Molentargius  a Cagliari e in queste foto ho cercato di rappresentare i punti che ho apprezzato di più. Per il tipo di superficie, la sicurezza (sempre molto distante dalle auto - tranne nel tratto vicino alla Guardia di Finanza di Su Siccu - o comunque protetta), il paesaggio circostante. L'unica nota negativa sono i pedoni che spesso invadono la pista, nonostante la segnaletica orizzontale. [Andrea Mameli, Aprile 2019] Cagliari [Foto: Andrea Mameli - Linguaggio Macchina (Aprile 2019)] Cagliari [Foto: Andrea Mameli - Linguaggio Macchina (Aprile 2019)] Cagliari [Foto: Andrea Mameli - Linguaggio Macchina (Aprile 2019)] Cagliari [Foto: Andrea Mameli - Linguaggio Macchina (Aprile 2019)] Cagliari [Foto: Andrea Mameli - Linguaggio Macchina (Aprile 2019)] Cagliari [Foto: Andrea Mameli - Linguaggio Macchina (Aprile 2019)]

Mikko Myllykoski in bici, in giro per Cagliari

Immagine
Ogni giorno Mikko Myllykoski percorre 30 km in bici , da casa ( Helsinky ) al lavoro ( Heureka Science Center ) e ritorno. Ieri era a Cagliari per il convegno "Costruire la rete per comunicare la scienza" (organizzato da Pietro Olla, "Le Strade di Macondo") e ha sfruttato ogni momento libero per andare in bici. Il giorno prima, grazie a gli Amici della Bicicletta , Mikko ha percorso le piste ciclabili di Cagliari e ha poi raggiunto il Poetto. Mikko ha apprezzato la città, le piste ciclabili e gli spazi verdi a breve distanza dal centro come il promontorio di Sant'Elia dove l'ho intervistato. Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 7 Aprile 2013

Ruote selvagge. Pigrizia e maleducazione limitano la civiltà. La mia crociata fotografica contro la cafonaggine ha inizio!

Immagine
Osservo da tempo le auto lasciate in doppia fila, sul marciapiedi, nelle corsie dei bus e, ora, nelle piste ciclabili. Auto che potrebbero essere, tranne rarissimi casi (ad esempio un medico in visita urgente), parcheggiate altrove. Mi sono chiesto per anni se ci fosse un motivo unificante. E lo stesso vale per altri casi, come l'invasione delle corsie di svolta obbligatoria per superare la fila di chi segue la segnaletica orizzontale o anche la semplice mancata segnalazione del cambio di corsia o del sorpasso ("ma ti costa così tanto inserire la freccia?"). Alla fine ho sentenziato: è tutta questione di pigrizia. Quindi di scarsa considerazione del tempo (e nel caso delle piste ciclabili della salute) degli altri. A questo punto il mio livello di tolleranza scende a zero. Tolleranza zero nei confronti di chi non ha voglia di fare due passi per andare al bar e riduce le due corsie di marcia a una, o nei confronti di chi invade le piste ciclabili facendo rischiare la vit...