13 maggio 2012

Ruote selvagge. Pigrizia e maleducazione limitano la civiltà. La mia crociata fotografica contro la cafonaggine ha inizio!

Osservo da tempo le auto lasciate in doppia fila, sul marciapiedi, nelle corsie dei bus e, ora, nelle piste ciclabili. Auto che potrebbero essere, tranne rarissimi casi (ad esempio un medico in visita urgente), parcheggiate altrove. Mi sono chiesto per anni se ci fosse un motivo unificante. E lo stesso vale per altri casi, come l'invasione delle corsie di svolta obbligatoria per superare la fila di chi segue la segnaletica orizzontale o anche la semplice mancata segnalazione del cambio di corsia o del sorpasso ("ma ti costa così tanto inserire la freccia?"). Alla fine ho sentenziato: è tutta questione di pigrizia. Quindi di scarsa considerazione del tempo (e nel caso delle piste ciclabili della salute) degli altri. A questo punto il mio livello di tolleranza scende a zero. Tolleranza zero nei confronti di chi non ha voglia di fare due passi per andare al bar e riduce le due corsie di marcia a una, o nei confronti di chi invade le piste ciclabili facendo rischiare la vita ai ciclisti, per me significa: scattare foto e pubblicarle sul web e sui facebook. Per non parlare di chi occupa senza averne diritto i posti contrassegnati con la carrozzina (articolo 188 del nuovo codice della strada: "Circolazione e sosta dei veicoli al servizio di persone invalide" la cui violazione comporta una sanzione amministrativa da euro 80 a euro 318).
Ed è proprio da quest'ultima che voglio iniziare la mia crociata. Anzi, la mia foto denuncia un altro comportamento incivile: la smart parcheggiata a 90 gradi rispetto al senso di marcia. Recentemente una trasmissione radiofonica (Buongiorno Cagliari) ha sollevato il problema e ho notato che qualcuno difendeva questa pratica (a mio avviso estremamente maleducata) sottovalutando il disagio che essa comporta. I ribatto con i fatti. Primo: la Smart è lunga 2,70 metri, mentre gli stalli dei parcheggi non superano i due metri. Quindi sporge anche di 70 centimetri. E 70 centimetri per chi deve parcheggiare accanto, possono essere molto fastidiosi. Secondo: le fiancate delle Smart non sono costruite per assorbire eventuali piccoli urti (che invece i paraurti assorbono senza danni), pertanto l'ulteriore ostacolo è psicologico. Terzo: per chi va in bici la sporgenza della smart piò rivelarsi pericolosa (se non addirittura fatale). Quarto: esiste una precisa norma del Codice della Strada. Precisamente il secondo comma dell’articolo 157: “salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto dal comma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro.”
Andrea Mameli 13 Maggio 2012 www.linguaggiomacchina.it Nella foto (scattata il 10 ottobre 2011 a Cagliari) la Smart occupa parzialmente il posto riservato a disabili (e invade la già stretta corsia di marcia)
Cafonizia: cafonaggine e pigrizia insieme. (Linguaggio Macchina 28 agosto 2011)

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