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Visualizzazione dei post con l'etichetta pigrizia

Le piazzole di sosta non sono discariche!

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Per sfuggire agli obblighi della raccolta differenziata, per liberarsi dai rifiuti dopo una settimana di vacanza, per assolvere ai propri bisogni più intimi dettati da egoismo e pigrizia... Le scuse sono numerose, ma non ci sono reali giustificazioni: esiste sempre un posto migliore ove conferire i propri scarti. Il fenomeno è più diffuso di quanto si possa pensare: basta cercare piazzole sosta discarica e si trovano articoli che segnalano comportamenti di questo tipo in tutta Italia. Diciamo che è ora di finirla. Punto

La pigrizia uccide anche te, dille di smettere. Uno studio pubblicato su Lancet

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Potremmo ritenere arcinoto che l'inattività fisica aumenta il rischio di quelle condizioni negative per la salute, comprese le grandi malattie non trasmissibili come la malattia coronarica, il diabete di tipo 2 e due tipologie di cancro (al seno e al colon), e l'aspettativa di vita rischia di accorciarsi drammaticamente. Purtroppo una parte della popolazione mondiale è sostanzialmente inattiva e così il problema non si restringe alla sfera individuale ma si allarga a livello di sanità pubblica. La domanda allora è la seguente: come quantificare l'effetto dell'inattività fisica su queste importanti malattie non trasmissibili? Un gruppo di ricercatori, coordinato da I-Min Lee (Division of Preventive Medicine, Brigham and Women's Hospital, Harvard Medical School, Boston, USA) ha calcolato la frazione di popolazione attribuibile (PAFS) associata con l'inattività fisica, sulla base di ipotesi per ciascuna delle principali malattie non trasmissibili, con lo scopo d...

Ruote selvagge. Pigrizia e maleducazione limitano la civiltà. La mia crociata fotografica contro la cafonaggine ha inizio!

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Osservo da tempo le auto lasciate in doppia fila, sul marciapiedi, nelle corsie dei bus e, ora, nelle piste ciclabili. Auto che potrebbero essere, tranne rarissimi casi (ad esempio un medico in visita urgente), parcheggiate altrove. Mi sono chiesto per anni se ci fosse un motivo unificante. E lo stesso vale per altri casi, come l'invasione delle corsie di svolta obbligatoria per superare la fila di chi segue la segnaletica orizzontale o anche la semplice mancata segnalazione del cambio di corsia o del sorpasso ("ma ti costa così tanto inserire la freccia?"). Alla fine ho sentenziato: è tutta questione di pigrizia. Quindi di scarsa considerazione del tempo (e nel caso delle piste ciclabili della salute) degli altri. A questo punto il mio livello di tolleranza scende a zero. Tolleranza zero nei confronti di chi non ha voglia di fare due passi per andare al bar e riduce le due corsie di marcia a una, o nei confronti di chi invade le piste ciclabili facendo rischiare la vit...

Cafonizia: cafonaggine e pigrizia insieme.

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Ho riflettuto molto sulla pigrizia, circa un anno fa. Stavo scrivendo "Manuale di sopravvivenza energetica" e cercavo un motivo per molti sprechi domestici. Poi, nei giorni scorsi, ero in vacanza al mare e ho potuto osservare le cicche di sigaretta in spiagga. Poi ho notato il comportamento di giovani e giovanissimi, quando accompagnavo babbo ai servizi igienici di un parco acquatico: nessuno cedeva il passo, tutti di fretta. Ma che maleducati direte voi. In effetti la sensazione non è molto piacevole. Anzi, direi proprio insopportabile: non sopporto quelli che pensano di avere più diritti degli altri e più fretta degli altri o forse di essere più furbi degli altri. Quelli che, per intenderci: parcheggiano nei posti riservati ai disabili, quelli che invadono allegramente le corsie dell'autobus, quelli che tentano di fregarti quando sei in fila superando nei modi più arditi, quelli che parcheggiano in seconda e terza fila per andare al bar, quelli che non si fermano...

Le tattiche per risparmiare sulla bolletta della vita pigra (L’Unione Sarda, Cultura, pagina 51, 20 marzo 2011)

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Semplice indolenza, per lo più. A volte sbadataggine, in certi casi ignoranza, spesso mancanza di tempo. Ma tanto, a fare i conti della serva, è sempre lei, la pigrizia, a causare mali gravi quanto la cattiveria e la stupidità. L’umana cedevolezza a comportamenti pigri si trascina dietro le ripercussioni sui consumi energetici, sulle emissioni e sulla bolletta. Ma privarsi della pigrizia sarebbe chiamarsi addosso altre seccature, quasi non fossero sufficienti pensieri ed emergenze quotidiane che ungono il palo della cuccagna del viver bene e anzi meglio. Chi invece la pigrizia la mette al microscopio sa che vincerla significa limitare lo spreco e vivere meglio. Un esempio facile? Una famiglia di quattro persone che accende la caldaia a gas solo per fare la doccia e lavare i piatti spende 330 euro all’anno contro i 1080 euro di quando la tiene sempre accesa. E la pigrizia può fare piacevolmente a cambio con la creatività. Ragione per cui sempre più il riuso visita la moda, magari crean...