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Riflessione dopo la notte al Museo: i reperti esposti ci comunicano qualcosa

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The Giants of Mont'e Prama (Cagliari, National Archaeological Museum) Ieri dopo una fila di quasi un'ora e mezza ho potuto ammirare (per la terza volta in un mese) i Giganti di Mont'e Prama.   Ma ho rivisto con piacere i bronzetti, le spade votive, le anfore, la Stele di Nora e le edicole funerarie del periodo fenicio-punico. La mia riflessione della Notte al Museo di ieri: i reperti esposti ci comunicano qualcosa. Involontariamente , nel caso di utensili, armi, monete. Volontariamente nel caso delle statue di Mont'e Prama, della stele di Nora, delle edicole puniche. Andrea Mameli blog Linguaggio Macchina 18 Maggio 2014

Mont’e Prama: il complesso statuario dal vivo e in 3D. Dal 22 Marzo 2014 a Cagliari e Cabras

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Ricostruzione virtuale delle statue di Mont'e Prama (CRS4) Valeva la pena aspettare. Nutro il sospetto che se il complesso statuario di Mont'e Prama fosse stato esposto all'epoca del ritrovamento (1974) non ci sarebbe stato un restauro così meticoloso e una ricerca così accurata di modalità espositive avanzate. Secondo me ci si sarebbe accontentati di ammirare i frammenti così com'erano (o, peggio, rabberciati malamente) e, paradossalmente, non si sarebbe creato quel fascino aggiuntivo di cui queste straordinarie opere (meritatamente) godono. Lo schermo tattile a retroproiezione a grande scala (CRS4) Sono convinto che se oggi possiamo ammirare queste opere imponenti e dai tratti moderni nelle modalità più complete e avanzate possibili (manca solo l'approccio tattile ma ci si arriverà sicuramente) lo dobbiamo alle tecnologie disponibili, all'apertura mentale di chi ha compiuto scelte importanti e alla competenza delle persone coinvolte in questa lunga e ...

Ma di che colore erano le statue greche?

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Le statue greche erano bianche o colorate? Erano come siamo abituati a vederle oggi oppure il marmo in origine era colorato? Ricostruzione del fregio del Tesoro di Sifno (Delfi). Basandosi sulle testimonianze letterarie, e su rare tracce ancora visibili, gli archeologi Urlike Koch-Brinkmann e Vinzenz Brinkmann hanno ricostruito i colori originali e nel 2003 hanno dato vita, insieme a Raimund Wünsche (direttore della Glyptothec di Monaco di Baviera) alla straordinaria mostra "Dei Colorati" ("Bunte Götter"). I risultati sono visibili in queste foto e nei video che riporto sotto. Le immagini sono fortemente suggestive, ma non tutti gli studiosi concordano nel ritenere valida questa interpretazione. Servirebbe un ritrovamento in condizioni di eccezionale conservazione per consentirci di capire con certezza. Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 9 Maggio 2013   True Colors Colora la fanciulla dal peplo ...