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Perdasdefogu ricorda Tito Mameli. L'importanza dei Maestri Elementari.

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Il 22 Dicembre 2012 Perdasdefogu ha onorato il ricordo di mio padre, Tito Mameli , con un incontro nella Biblioteca Comunale. Con la relazione di Francesca Lai è stato possibile ricostruire l'elenco dei Maestri Elementari dal 1750 al 1923. Giacomo Mameli ha poi letto l'elenco della classe composta dai nati nel 1936, con la quale Tito Mameli iniziò a insegnare, subito aver conseguito il Diploma di Maturità Magistrale. In linea con la splendida atmosfera di curiosità e collaborazione che si viene a creare nella Biblioteca di Perdasdefogu sono state poi ascoltate le testimonianze di alcuni ex scolari. Tra le tante segnlo quella di Felice Tegas , nato nel 1936, autore di una bellissima lettera, dalla quale riporto alcuni passaggi:   "Caro Maestro Tito, sono il tuo ex alunno Felice Tegas da Perdas, ti scrivo perché ora non posso parlarti più; ti scrivo per riconoscenza. Non sei stato un burocrate, ma un lavoratore del campo, un contadino della cultura, un seminatore di...

105 anni di simpatia. Zia Consola Melis e il segreto (non segreto) della longevità

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Mi sorprende già dai primi istanti del nostro incontro, nella sua casa di Perdasdefogu , 2200 abitanti, 600 metri sul livello del mare, un'ora e mezza di strada da Cagliari. Zia Consola mi sorprende per lo sguardo vispo e la stretta di mano vigorosa. E non solo. Ma prima di illustrare la mia sorpresa rispondo a una domanda fondamentale. Chi è questa questa donna minuta che io chiamo zia? Io la chiamo zia perché Eleonora Mameli (mamma di zia Consola) era sorella del padre di Felice Mameli (mio nonno). Ora, già il fatto che Consolata, nota Consola, sia nata nel 1907 , basterebbe da solo a spiegare l'emozione dell'incontro. Se poi ai 105 anni di Consolata sommiamo quelli dei fratelli e delle sorelle (Claudia 99 , Maria 97 , Antonio 93 , Concetta 91 , Adolfo 89 , Vitalio 86 , Fida Vitalia 81 , Mafalda 78 ) otteniamo 818 anni , ovvero una media di 90,8 anni a testa, numero entrato ufficialmente nel Guinness World Records . Proprio così: quella di zia Consola è la fami...

L'albero di Foghesu, le foto e la memoria sbiadita

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Cosa sarebbe la nostra memoria senza le fotografie ? Sarebbe forse più debole, perché non potrebbe avvalersi di immagini di rinforzo ? Oppure sarebbe più forte, in quanto più allenata a farne a meno? Non ho elementi per analizzare la seconda ipotesi e quindi mi fermo alla prima. Senza le immagini fotografiche alcuni dei nostri ricordi si deformano, sfumano, scompaiono. A volte un ricordo persiste esclusivamente (o quasi) perché viene rigenerato dalle fotografie. Altre volte al ricordo dell’evento si sovrappone al ricordo dalla fotografia dell’evento e l'immagine, stampata o digitale, assume un ruolo cruciale. A me è successo qualcosa di simile con questo autoscatto del 27 Ottobre 1988 (fotocamera reflex: Petri MF-101, obiettivo: 50 mm, pellicola: Kodachrome). Una foto che ha al centro una piccola catasta di legname, a destra, vicino al portone di casa c'è mio padre, Tito, e a sinistra, vicino alla finestra ci sono io. Qualche giorno fa ho ritrovato la foto in un cas...