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Il genoma più antico svela l'albero genealogico dei nativi americani

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Il più antico genoma mai sequenziato appartiene a un ragazzo vissuto in Siberia 24 mila anni fa . La ricerca, condotta dal Natural History Museum di Copenhagen , racchiude un secondo risultato straordinario: i cromosomi del ragazzo han no molto in comune con quelli de i nativi americani e con quelli dei moderni europei . Ciò potrebbe significare che alcuni antenati dei nativi americani erano anche antenati di noi europei.  In altre parole il DNA eurasiatico dei moderni nativi americani non deriva solo dagli apporti post- colombiani, come finora si riteneva , ma anche da l patrimonio genetico dei primi americani . Lo studio, c oordinato da Eske Willerslev , è stato pubblicato oggi su Nature con il titolo: Upper Palaeolithic Siberian genome reveals dual ancestry of Native Americans . Andrea Mameli Blog Linguaggio Macchina 20 Novembre 2013

Homo incognitus ("Denisova X Woman"). Né Sapiens né Neanderthal (Neither Neandertal nor modern human)

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Quella grotta siberiana nasconde uno dei più grandi segreti della storia dell'umanità. Le ossa di una mano scoperte nel 2008 e studiate dagli antropologi del Max Planck Institute di Leipzig appartenevano a una donna vissuta 41 mila anni fa. Ma una donna di quale specie? I ricercatori tedeschi, guidati da Svante Paabo del Max-Planck, hanno scoperto che il DNA estratto da quelle ossa è diverso da quello dei Neanderthal e dei Sapiens. ( The complete mitochondrial DNA genome of an unknown hominin from southern Siberia Nature. Letter published online 24 March 2010). Secondo l'antropologo John Hawks (Wisconsin-Madison University) molti geni HLA (utili al sistema immunitario) risalgono a prima della separazione tra Sapiens, Neandertal e Denisova. Inoltre Hawks ha osservato che alcune forme di geni che aiutano noi Sapiens a respingere malattie epidemiche come il morbillo non sono presenti nel corredo genetico degli uomini di Neandertal e Denisova. L'ominide siberiano, conosciuto ...

La NASA: ecco i batteri alieni (Journal of Cosmology, 2011, Vol 13)

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La Nasa annuncia una nuova scoperta di fossili di provenienza aliena. L'articolo di Richard B. Hoover (NASA/Marshall Space Flight Center), pubblicato sul numero di marzo della rivista Journal of Cosmology, 2011, Vol 13 , si intitola "Fossils of Cyanobacteria in CI1 Carbonaceous Meteorites" . Hoover, astrobiologo della NASA (Marshall Space Flight Center) ha visitato per oltre 10 anni le aree più remote dell'Antartide, della Siberia e dell'Alaska, raccogliendo e studiando meteoriti rarissime: le "CI1 condriti carboniose". Ma ora di fronte a questa scoperta potenzialmente rivoluzionaria il ricercatore della NASA non si scompone e rivolge un appello a esperti di ogni parte del mondo affinché lo aiutino verificare la sua ipotesi: "Members of the Scientific community were invited to analyze the results and to write critical commentaries or to speculate about the implications". Alcuni dei fossili analizzati da Hoover sembrano simili ai batteri terr...