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Birra e formaggio blu nel menu di 2700 anni fa. Uno studio del centro di ricerca Eurac Research di Bolzano e del Museo di storia naturale di Vienna

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Grazie alla collaborazione tra ricercatori del centro di ricerca Eurac Research di Bolzano e del Museo di storia naturale di Vienna oggi abbiamo nuove informazioni sulle abitudini alimentari della preistoria in Europa. Queste ricerche, realizzate studiando escrementi umani rinvenuti nella miniera di sale di Hallstatt , si intrecciano con la storia della produzione del formaggio e della birra: in particolare è stato documentato il consumo di formaggio blu a partire dall’età del bronzo.  Le indagini sono state condotte su escrementi umani (coproliti) che risalgono al periodo compreso tra l’età del bronzo e il barocco e si è rivelata particolarmente fruttuosa la combinazione di metodi archeologici e di tecnologie biomolecolari. Sono state trovate anche evidenze della capacità di preparazione della birra.  I risultati dello studio sono stati pubblicati oggi, 13 ottobre, su Current Biology:  Hallstatt miners consumed blue cheese and beer during the Iron Age and retained a no...

Foglio di congedo, Esercito imperiale Romano - Military discharge certificate, Imperial Roman Army

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Foglio di Congedo su tavoletta di bronzo conferito ai soldati sardi dopo il servizio nell'esercito Romano (Prima Età Imperiale). Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Roman Military Diploma inscribed on bronze tablet: document issued to discharge Sardinian soldiers after their Service in the Roman Army (Early Imperial Age). Archaeological Museum of Cagliari (Sardinia).   Roman military diploma (Wikipedia) Roman Military Diploma On-Line

Il santuario di Ballao (L'Unione Sarda, Libri, 13 Ottobre 2012)

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Nel 1918 l'archeologo Antonio Taramelli studiò il pozzo sacro Funtana Coberta, in territorio di Ballao. Intorno al monumento nuragico non furono rinvenuti oggetti di metallo e non venne trovata traccia dei tipidi edifici che in Sardegna sorgono normalmente accanto ai pozzi sacri. Ci sono voluti 85 anni per restituire a questo sito archeologico la dignità che meritava: non si trattava di un pozzo isolato ma di un autentico santuario con annesso forno per il bronzo nel quale si fondevano anche i bronzetti e le spade votive che i pellegrini offrivano alle divinità delle acque. Ma il merito di Maria Rosaria Manunza, coordinatrice della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Sardegna, non si limita ad aver condotto accurate campagne stratigrafiche dal 1998 al 2003 rinvenendo bronzetti, spade e lingotti di rame a forma di pelle di bue (“peau-de-boeuf” o “ox-hide”), una testa di guerriero nuragico, in bronzo, lunga 8 centimetri. E poi più di duemila frammenti ceramici tra cui un ...

Il popolo di bronzo nei disegni di Angela Demontis (Il Messaggero Sardo, novembre 2009)

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