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La potenza del gesto, del suono e della voce in The Last Lamentation, primo studio performativo nello scenario incantato del Golfo degli Angeli

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Oggi a Cagliari ho assistito a The Last Lamentation , studio performativo aperto al pubblico ideato da Valentina Medda . Sedermi all'aperto sulle rocce di calcare del colle di Sant'Elia, a Cagliari, in mezzo alle erbe profumate e con i colori del mare sullo sfondo, mi preparava a qualcosa di piacevole. Ma le emozioni parlavano altre lingue: i sussurri, poi i rumori del mare, poi i lamenti, che sento intorno a me, come voci dai cespugli. Poi le sagome nere e il loro incedere lento sulle rocce. Poi i capelli mossi da un vento che non ha rispetto. Poi è tutto in me, nelle emozioni che questa esperienza mi trasmette. Oltre la vista e l'udito, toccati direttamente, c'è anche il valore dell'olfatto e del tatto, che poi sono i due sensi più ancestrali, stimolati da quell'ambiente. E alla fine i sensi c'entrano tutti e cinque, perché entra in gioco anche l'amaro in bocca, provocato dal pensiero di quella sofferenza, che i movimenti e le voci di quelle donne mi h...

Nachlass, un punto di accumulazione di emozioni, un percorso ricco di dignità

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Non avevo mai pensato all'assonanza tra le parole Arte e Morte. Un'assonanza delicata e ispiratrice. Non ci avevo mai pensato prima di vedere Nachlass, Pièces sans personnes , spettacolo proposto in questi giorni da Sardegna Teatro al Massimo di Cagliari. Video-pavimento im una stanza di Nachlass Confesso che ho avuto dei dubbi se chiamarlo spettacolo, ma poi ho pensato: come puoi chiamare altrimenti una situazione che dura un'ora e mezza e invece ti sembrano pochi minuti? Non è vero che la durata percepita è inversamente proporzionale alle emozioni provate? E uno spettacolo non è proprio un punto di accumulazione di emozioni? Nachlass, è uno spettacolo, dal primo momento all'ultimo. Lo è quando entri in sala, la attraversi tutta, raggiungi il palco, lo percorri fino a un cunicolo stretto e buio posto dietro il sipario e infine raggiungi un andito a pianta ellittica, con le pareti di legno e otto porte disposte in perfetta simmetria (ma quello spazio ellittico non...

Un padre che inventa storie è più reale. Come in "Famiglia all'improvviso - Istruzioni non incluse"

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Un film sulla gioia di vivere, sulle responsabilità che la vita ci pone davanti alla nostra strada, sulla morte, sull'amicizia, sulle scelte che hanno conseguenze, sui talenti che una persona possiede (a volte del tutto ignara). Ma anche un racconto di formazione che parte con un Omar Sy (Samuel) bambino, poi ce lo mostra alla fine del film maturo, ma mai banale e mai noioso, e lo fa intersecare con la crescita di Gloria (una strabiliante Cloria Colston , mamma francesce e padre nordamericano, un volto che rivedremo di sicuro sul grande schermo).   Famiglia all'improvviso - Istruzioni non incluse è questo e altro, grazie alla bravura degli interpreti e alla capacità del regista ( Hugo Gélin ) di alternare una prima parte, comico-brillante, con la seconda, decisamente drammatica, quasi senza peso. Il questo film uno degli aspetti che più mi hanno colpito è il ruolo del padre che inventa storie. Qui per creare un mondo parallelo con l'obiettivo di giustificare l'a...

Il declino cognitivo negli ultimi due anni di vita. Due studi del Rush Alzheimer's Disease Center di Chicago.

I due studi pubblicati il 4 aprile 2012 nell'edizione online di Neurology® (American Academy of Neurology) forniscono importanti indicazioni sull'invecchiamento cerebrale e sul deterioramento della memoria. Il primo studio ( "Terminal dedifferentiation of cognitive abilities" , Robert S. Wilson, Eisuke Segawa, Patricia A. Boyle, David A. Bennett, Rush Alzheimer's Disease Center, Rush University Medical Center, Chicago) mostra un'intensa accelerazione nei due anni e mezzo che precedono la morte. L'analisi è stata condotta da monitorando lo stato di salute mentale di 174 sacerdoti, suore e monaci cattolici, senza problemi di memoria, in un periodo compreso fra 6 e 15 anni prima della loro morte. Dopo il decesso i ricercatori hanno esaminato la materia cerebrale per alla ricerca delle tracce caratteristiche dell'Alzheimer. Secondo questo studio, il cui punto di riferimento è la conclusione della vita, nel periodo medio di due anni e mezzo prima della mo...

Il mio corpo per la scienza (L'Unione Sarda, 8 agosto 2011)

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Possiamo essere utili anche dopo la morte? Certo, donando i nostri organi per i trapianti. O regalando il nostro corpo alla scienza, per scopi didattici. Per la seconda modalità l'unica istituzione attiva in Italia è il Laboratorio per lo Studio del Cadavere di Torino e raccoglie le adesioni di coloro che hanno espresso nel testamento la volontà di mettere a disposizione i propri resti: a oggi sono già più di cento. «L'uso dei cadaveri è indispensabile soprattutto per lo sviluppo della Chirurgia e per l'insegnamento dell'Anatomia», spiega il direttore del Laboratorio Lorenzo Varetto. «I giovani imparano meglio operando su un cadavere, senza timore di fare danni: è possibile preparare un campo operatorio identico e avere un migliore controllo sulle strutture anatomiche nobili che si devono proteggere. Sul cadavere è poi possibile sperimentare nuovi strumenti e nuove tecniche. Anche i chirurghi esperti hanno la possibilità di provare interventi complessi».  Cosa deve fare...

La scienza ha bisogno del tuo corpo. E dei tuoi organi

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In attesa che il Parlamento italiano affronti il tema della donazione del corpo a scopi scientifici (la proposta di legge n. 1020 risale all'8 giugno 2006) post mortem, a Torino sono circa un centinaio i potenziali donatori, i quali hanno indicato, nel testamento, il Laboratorio per lo Studio del Cadavere diretto da Lorenzo Varetto , il luogo di destinazione della loro salma. Lorenzo Varetto, medico legale, dirige il laboratorio dal 2001 e riceve decine di e-mail al ogni mese di persone che desiderano, prima di essere sepolte o cremate, donare alcune parti del loro corpo alla scienza. L'iniziativa piace molto agli antivisisezionisti: "E' utile per la scienza, e risparmierebbe la vita agli animali usati ora come cavie" . Nell'intervista a novivisezione.org Varetto spiega quali sono i principali motivi per cui la scienza ha bisogno di corpi: "La donazione del cadavere può servire per molte cose: innazitutto lo studio anatomico e l'attività chirurgica...

La vita oltre la morte, trapianti e informazione (L'Unione Sarda, 7 maggio 2007)

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La vita oltre la morte: è la prodigiosa sorte di un organo trapiantato. I numeri indicano un costante aumento (in Italia nel 2006 sono stati eseguiti 3190 trapianti, contro i 1083 del 1992) e oggi, oltre gli organi (cuore, reni, fegato, polmoni, pancreas e intestino), il trapianto riguarda anche pelle, ossa, tendini, cartilagine, cornee, valvole cardiache e vasi sanguigni. Tutti possiamo essere donatori, ma lo siamo realmente solo dopo la morte, ovvero come indica la legge che regola la donazione degli organi nel momento in cui il nostro cervello, a causa di lesioni irreversibili, smette di funzionare: la morte encefalica. Lo ha ricordato Paolo Pettinao, coordinatore regionale delle attività di prelievo e trapianto, intervenendo al convegno organizzato sabato nella sede dell’Ordine dei giornalisti dall’azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari in collaborazione con il Centro regionale trapianti: «Il medico, nel formulare la diagnosi di morte encefalica, ha un compito clinico che a sua vol...