24 luglio 2006

L'Andrea Doria riemerge, dopo 50 anni, da un mare di polemiche.

Andrea Doria, 25 luglio 1956
Piero Calamai, a causa di una strana inchiesta, era ritenuto colpevole di non aver fatto il possibile per salvare la nave. Così il comandante di quel gioiello italiano chiamato Andrea Doria, morì alcuni anni dopo, triste e sconsolato, senza aver ottenuto giustizia. Ma dopo 50 anni la verità torna a galla: fu l'inesperienza del secondo comandante della Stockholm, che in quel momento aveva in mano i comandi, a causare il disastro, non riuscendo a impedire che la prua rompighiaccio della nave svedese squarciasse la fiancata destra dell'Andrea Doria. La verità, già messa in luce dalle indagini svolte dalla commissione d'inchiesta della Marina, era stata fatta affondare con forza, per interessi in parte legati alle assicurazioni (cui erano stati chiesti circa 65 milioni di dollari di allora, a titolo di risarcimento). Ora questa verità viene riportata in superficie, e mantenuta con forza sopra la linea di galleggiamento, da tre volumi appena pubblicati:
- Assolvete l'Andrea Doria, di Fabio Pozzo, Longanesi.
- L'ultima notte dell'Andrea Doria, di Pierette Domenica Simpson, Sperling e Kupfer.
- Andrea Doria, Cento Uno viaggi, di Maurizio Eliseo, Hoepli.
Chrysler Ghia Norsemann
Una curiosità. A ogni viaggio le stive ospitavano merci di alto valore. In occasione dell'ultima traversata Genova - New York fu caricato a bordo della Andrea Doria un esemplare unico della splendida Chrysler modello "Ghia Norsemann". Costruito in 15 mesi nello stabilimento Ghia di Torino, nelle intenzioni dei progettisti questo prototipo doveva essere il modello di automobile "più automatica del mondo". Oggi giace a 75 metri di profondità, al largo di New York.

Andrea Doria su Wikipedia

E' il 25 luglio, il gioiello d'Italia affonda nell'Atlantico (pagina della Cultura, quotidiano L'Unione Sarda, 24 luglio 2006).

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