08 novembre 2006

La Bestrofina e il naso artificiale.

La notizia della scoperta è di questi giorni, ma l'articolo era online sul sito pnas.org (Proceedings of the National Academy of Sciences) dal 15 agosto con il titolo: Bestrophin-2 is a candidate calcium-activated chloride channel involved in olfactory transduction e le firme degli otto ricercatori della SISSA, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste: Simone Pifferi, Giovanni Pascarella, Anna Boccaccio, Andrea Mazzatenta, Stefano Gustincich, Anna Menini, Silvia Zucchelli.
Il progetto della Sissa, sviluppato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia, ha portato alla scoperta che la Bestrofina è la proteina responsabile dell’amplificazione del segnale elettrico contenente l'informazione raccolta dai recettori dell'odore e destinata al cervello. La Bestrofina era nota come causa di una patologia neurodegenerativa della retina (la malattia di Best) e forse per questo non era mai stata considerata coinvolta nel complesso sistema olfattivo umano. [L'immagine mostra lo schema di trasduzione del segnale chimico in segnale elettrico e il ruolo della Bestrofina come amplificatore] Bestrophin
Secondo alcuni studi i primati e i roditori hanno lo stesso numero di geni codificanti per i recettori dell’olfatto, ma nei primati una parte si è trasformata in pseudogeni: sequenze geniche non più funzionanti. Inoltre nel naso dell'uomo si contano circa 350 sensori, mentre in quello di un topo ve ne sono circa mille. Una spiegazione è che lo sviluppo della visione tricromatica, qual'è la nostra, abbia finito per rendere superflua, ai fini della sopravvivenza, la sensibilità ad alcuni odori: nel corso dell’evoluzione dei primati questi geni, ormai svincolati dalla pressione della selezione naturale, avrebbero accumulato mutazioni tali da giungere a perdere completamente la loro funzionalità. La scoperta del ruolo della Bestrofina sarà sicuramente fondamentale per comprendere il funzionamento del sistema olfattivo umano, ma non si possono escludere altri scenari: per esempio lo sviluppo di terapie geniche utili a ristabilire una normale sensibilità olfattiva in chi ne è deficitario, o la creazione di un naso artificiale. La Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati è uno dei poli che compongono il network tecnologico multidisciplinare dell'IIT, con l'obiettivo di sviluppare il programma di ricerca e alta formazione dell'Istituto nei prossimi 5 anni"
Nasi artificiali e sensori sintetici sono strumenti molto utili, per esempio nel riconoscimento di sostanze nocive nell'aria o di tracce di esplosivi a partire da campioni ridottisimi, o ancora nella lotta alle frodi alimentari o nella sperimentazione di tessuti sintetici ipoallergici. Ancora una volta quello che oggi può ancora sembrare strano (o "da film di fantascienza") tra non molto sarà sperimentato in laboratorio, poi entrerà nel circuito industriale e da questo nei luoghi frequentati dagli umani, come le case, i ristoranti, gli aeroporti. Questione di tempo. Di ricerca. E di fantasia.
Approfondimenti:
- Missione speciale per il naso artificiale (ScienzaOnline 17 Marzo 2005)
- Perdita dell'olfatto nei primati e visione tricromatica (Webmaster-risorse.com)
- Il marketing olfattivo (olfatto.org)
- Olfatto: dal biologico all'artificiale (il Ducato online, scuola di giornalismo di Urbino, 2002)
- Bestrofina, e il naso di fa memoria, emozione, sensibilità (L'Unione Sarda, pagina della Cultura, 9 novembre 2006) anche in Rassegna stampa Università di Cagliari

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