03 marzo 2008

Scorie radioattive italiane? No, Thanks...

scorie radioattive
Io l'ho saputo da una mia amica che abita a Salt Lake City. Ma finora la notizia dai quotidiani dello Utah (come The Salt Lake Tribune) è rimbalzata in Italia solo nei blog (in particolare Ecoalfabeta da cui ho ricavato l'immagine pubblicata sopra). Una piccola comparsa nella rubrica di Paolo Maccioni su Il Sardegna venerdì scorso e un mio articolo sull'Unione Sarda di oggi. Dalle ricerche via web non ho rintracciato la notizia su altra stampa italiana. Se siete al corrente di altri articoli vi prego di informarmi, come ha fatto Paolo.
Ma allora è vero che il clamore dalle notizie è direttamente proporzionale alla vicinanza geografica del problema?
Le scorie dovrebbero percorrere 10 mila km in nave da un porto italiano alla Lousiana, poi 500 km in treno fino al più vicino punto di raccolta e poi altri 2200 km fino allo Utah. La stampa italiana continuerà a ignorare la notizia?
Not in my backyard...

In Italia sono presenti:
- circa 50.000 metri cubi di rifiuti radioattivi di prima e seconda categoria
- circa 8.000 metri cubi dirifiuti radioattivi di terza categoria
(fonte: Audizione del generale Carlo Jean alla Commissione bicamerale d'inchiesta sui rifiuti, 23 febbraio 2003)

Qualche dato sulle centrali nucleari italiane:
La centrale nucleare ex-ENEL di Trino Vercellese (Vercelli)
La centrale nucleare ex-ENEL di Caorso (Piacenza)
La centrale nucleare ex-ENEL di Latina
La centrale nucleare ex-ENEL di Garigliano (Caserta)
(Fonte: Zonanucleare)

1 commento:

Paolo ha detto...

Grazie per avermi citato Andrea. Io l'ho intercettata per caso sfogliando l'edizione online del quotidiano di Boston The Cristian Science Monitor, che ne dava notizia. L'occhio mi è caduto sulle parole "nuclear waste from Italy..." e ho pensato di tradurre il pezzo per la rassegna stampa che curo su Epolis. La prima cosa che ho fatto è cercare riscontri sulla stampa italiana. Niente, nulla. L'afflizione per la mancanza di copertura per una cosa del genere è stata grande. Possibile che io, "bricoleur" del giornalismo, pubblicista e non professionista, dalla mia scrivania fossi l'unico che ne parlava su un qualche quotidiano italiano? Anche la tua scoperta è stata incidentale: insomma dove sono i grandi media del Paese? Non mi sembra una notizia di ultima fascia, visto che riguarda il ns. paese!!
Link al Christian Science Monitor:

http://www.csmonitor.com/2008/0228/p03s03-uspo.html
Grazie dell'ospitalità
ciao Paolo