03 giugno 2008

Estasi gastronomica: Maharrones lados (Orgosolo, 2 giugno 2008)

Maharrones lados
Maharrones lados Maharrones lados: maccheroni larghi in sugo di pecora. Delizia gustata nel ristorante Supramonte (a 3 km dal centro abitato di Orgosolo, sulla strada per Montes, a 800 metri di quota, in Località Sarthu Thithu): pasta fatta a mano, con acqua di sorgenti granitiche, semola di grano duro, uova fresche e pomodori; sugo a base di carne di pecora, con olio extravergine d'oliva, carote, cipolle, sedano, pecorino tritato. Mangia sano, vivi meglio!

Ecco perché la tiroide fa le bizze

L’Unione Sarda, Prov Ogliastra, Pagina 26, 31 maggio 2008
Nuova conquista scientifica dell’équipe di ProgeniA in collaborazione con i centri di ricerca americani
Scoperto in Ogliastra il gene che la può alterare

Le ricerche genetiche condotte su quattromila volontari ogliastrini hanno garantito all’équipe di ProgeniA una nuova sensazionale scoperta. È stata individuata la variante di un gene che può alterare la tiroide e provocare malattie endocrine
Le ricerche sulla longevità condotte in Ogliastra all’interno del progetto ProgeniA, grazie al coinvolgimento di brillanti ricercatori e 4300 volontari, continuano a regalare risultati scientifici di enorme importanza. L’ultimo in ordine di tempo è la scoperta di una correlazione tra una variante del gene chiamato Pde8b e l’ormone che stimola la tiroide (Tsh). La scoperta presentata ieri all’Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia del Cnr, nella sede della Cittadella universitaria di Monserrato e pubblicata sulla rivista scientifica "American Journal of Human Genetics", sarà citata in molti dei successivi lavori di ricerca in questo campo.
L’ÉQUIPE SARDA Il gruppo di ricerca che ha annunciato la scoperta è guidato da Silvia Naitza, una delle scienziate di ventura nate in Sardegna: dopo 17 anni di esperienza professionale in giro per i più prestigiosi laboratori internazionali ha raccolto la proposta di rientrare nell’Isola e unirsi al gruppo ideato da Giuseppe Pilia, il ricercatore ogliastrino scomparso tre anni fa. Naitza, laurea in biologia alla Sapienza di Roma e dottorato di ricerca all’Imperial College di Londra, ricercatrice dell’Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia (Inn) del Cnr di Cagliari, spiega: «In particolare la presenza di questa variante genetica è associata a un aumento dei livelli di Tsh nel sangue, indicatori sensibili della funzionalità della tiroide, una ghiandola che controlla il metabolismo corporeo e la cui alterazione porta allo sviluppo di alcune comuni malattie endocrine che colpiscono circa il 10 per cento della popolazione mondiale». I risultati sono stati confermati in popolazioni distinte, a indicare che le scoperte realizzate in Sardegna possono essere utili per studi genetici su ampia scala nella popolazione mondiale.
CAUTELA La scoperta potrà condurre, in futuro, a risultati applicabili clinicamente ma è opportuno non alimentare previsioni di soluzioni prodigiose: «Sono necessarie ulteriori indagini - prosegue Silvia Naitza - ma complessivamente i risultati di questa ricerca indicano chiaramente che varianti comuni del gene Pde8b influenzano la produzione dell’ormone tiroideo e il conseguente rilascio nella circolazione sanguigna di Tsh da parte dell’ipofisi. Questa scoperta apre nuove strade di ricerca che potrebbero condurre a risultati importanti. Al momento possiamo ipotizzare che questo gene possa costituire un bersaglio per il trattamento di alcune patologie tiroidee.»
GLI STUDIOSI AMERICANI Lo studio, come hanno sottolineato ieri i coordinatori del progetto ProgeNIA, Manuela Uda e Antonio Cao, nasce dalla collaborazione tra numerose figure professionali, come clinici, infermieri, biologi molecolari, informatici e statistici, appartenenti a gruppi di ricerca italiani e stranieri. Oltre all’Inn-Cnr hanno contribuito alla realizzazione di questa ricerca National Institute of Health (National Institute of Aging) di Baltimora, l’Università degli studi di Cagliari (il gruppo guidato da Stefano Mariotti), l’Università del Michigan, l’Università del Maryland di Baltimora, l’Università di Parma. Il finanziamento delle ricerche proviene dal National Institute of Health per lo studio della longevità.
ANDREA MAMELI

02 giugno 2008

Dalla rivoluzione della Digital-Music all’invasione degli Ultra-Film e Ipod (Sardinews Aprile 2008)

Sardegna ricerche.
Dalla rivoluzione della Digital-Music all’invasione degli Ultra-Film e Ipod
di Andrea Mameli
Un convegno a Cagliari: la tecnologia corre più veloce dell’industria


Per quarant’anni i cambiamenti avvenivano solo nella plastica dei dischi e nelle copertine, poi, di colpo, l’irruzione delle tecnologie digitali ha determinato un salto epocale. La storia dell’industria discografica e di quella cinematografica ha fatto registrare nell’ultimo decennio tanti di quei contraccolpi da rendere impossibile una semplice ricostruzione dei fatti. Nel passaggio dal disco a 78 giri a quello a 33 e dalle bobine alle musicassette i miglioramenti sono stati significativi (riduzione dei costi, aumento della durata e ascolto stereofonico) anche se non sempre accompagnati dalla crescita in termini qualitativi. Ma lo sviluppo del mondo digitale ha portato innovazione e cambiamenti con fortissimi contraccolpi in tutti i settori legati al trattamento, alla memorizzazione e alla distribuzione dei contenuti. Per riflettere su questi temi e per fornire utili indicazioni agli operatori del settore, l’ente sardo per la ricerca e lo sviluppo tecnologico (Sardegna Ricerche), accanto ai Progetti di Innovazione Industriale (PII) finalizzati alla costituzione del distretto tecnologico delle Tecnologie dell’Informazione e delle Comunicazioni, ha previsto un ciclo di incontri di approfondimento e discussione. Il primo seminario del programma “Tecnologie e sviluppo per i contenuti digitali in Sardegna si è tenuto al T-Hotel di Cagliari il 10 aprile. Intorno al tema “Digital content production: musica, audio, video e tecnologie” si sono confrontati esperti di tecnologie, editori e rappresentanti dell’industria musicale.
“Nel 1983 – ha ricordato Andrea Rosi, dirigente della Sony Bmg Music Entertainment con alle spalle una ventennale esperienza nell’industria discografica – arrivarono i primi CD e ci vollero 4 anni per adattarci alla novità le aziende del settore musicale non hanno saputo cogliere la rivoluzione in atto. Io toccai con mano i cambiamenti imposti dalle nuove tecnologie quando Gianluca Dettori mi chiamò a Vitaminic.”
E spesso farsi trovare impreparati in tempi di cambiamenti può costare caro: “In Italia – ha spiegato Rosi – l’industria della musica ha perso il 40% degli addetti negli ultimi 5 anni. Del resto 100 milioni di ipod venduti in tutto il mondo significano qualcosa. Noi affrontiamo questa situazione in vari modi, per esempio inventando nuovi prodotti intorno a ciascuno dei nostri brani musicali: oggi arriviamo anche a 70, dall’album alle suonerie, dai video ai brani in diversi filmati.”
Quello che cambia è il concetto stesso di fruizione: “La musica – ha concluso Andrea Rosi – è destinata a diventare servizio e non più prodotto. La stessa dimensione dell’ascolto è mutata: non più e non solo a casa con l’impianto stereo, ma dovunque, con strumenti di riproduzione sempre più piccoli e sofisticati.”
E in questo senso diventa sempre più centrale il ruolo svolto dai telefoni cellulari: “Non più semplici strumenti di comunicazione – ha ricordato Stefano Lieto (Nokia) – ma sempre più sofisticate centraline multimediali.”
Ma nel tempo del web 2.0 ovvero delle risorse realizzate dagli stessi utenti e delle comunità virtuali (il cosiddetto social networking che è molto più reale di quanto possa sembrare) i cambiamenti sono in agguato anche per l’industria dell’intrattenimento per eccellenza: il cinema. Il fenomeno del filmato autoprodotto, distribuito gratuitamente in rete (a partire da YouTube), i video musicali
legati alla piattaforma MySpace sono solo la punta dell’iceberg. Le nuove frontiere del cinema collaborativo sono state illustrate da Davide Bennato (docente di Sociologia della Ricerca e dell’Innovazione alla Sapienza di Roma e di Progettazione di Sistemi Multimediali all’Università di Siena): “La facilità e la rapidità con le quali i gruppi di appassionati di cinema si confrontano e si organizzano sta portando alla creazione di nuovi prodotti, a volte di altissimo livello. Nascono così i video amatoriali che di amatoriale hanno solo il nome: film di qualità a volte indistinguibile dal vero cinema.” Questi prodotti vengono denominati Fan-Movie proprio perché traggono origine dalla passione sfegatata degli spettatori di film e telefilm, ma anche dalla voglia di uscire dal gioco di squadre di esperti di video-game. “I vestiti di scena, le ambientazioni, gli effetti speciali – ha spiegato Davide Bennato – sono accuratissimi e in qualche caso superiori a quelli dei film o dei videogiochi dai quali traggono ispirazione. Bennato (che è anche vicepresidente della Società Italiana di studi sociali su Scienza e Tecnologia) ha mostrato alcuni esempi significativi di questa insolita produzione (a distribuzione prevalentemente gratuita) sottolineando che il fenomeno è in piena espansione: prepariamoci all’invasione degli ultra-film.
Ma tra gli aspetti più importanti nel campo dei contenti digitali vi sono quelli legati ai diritti d’autore, all’accessibilità dei contenuti digitali per tutte le categorie di utenti e alla fruizione personalizzata. L’incontro promosso da Sardegna Ricerche (coordinato da Carlo Massarini, giornalista e conduttore televisivo) ha dato spazio anche a un approfondimento di questa delicata tematica. Sono intervenuti Leonardo Chiariglione (padre dei formati digitali Mpeg e Mp3, per la trasmissione di video e musica), Davide D’Atri (Beatpick), Deborah De Angelis (Creative Commons Italia), Cristina Mussinelli (Associazione Italiana Editori).