08 novembre 2008

Barattolo torna indietro al Cagliari FestivalScienza!

barattolo ritorna indietro! I bambini osservano un barattolo che rotola sul pavimento. Ma, un momento! Una volta esaurita la spinta impartita con la mano, il barattolo ritorna indietro!
Si gioca con un trasferimento di energia (dalle mani al barattolo) ovvero l’energia cinetica traslatoria impartita al barattolo si trasforma in energia cinetica rotatoria del barattolo e (qui sta il trucco) in energia di torsione elastica: quanto il barattolo rotola il bulloncino posto al suo interno non ruota e quindi l’elastico si attorciglia. Al termine dell'attorcigliamento l’energia di torsione elastica viene ritrasformata in energia cinetica rotatoria e traslatoria. cagliari festival scienza 2008 E' anche un modo per osservare come l'energia può essere immagazzinata in maniera molto elementare.
Il barattolo che ritorna indietro da solo è uno dei numerosi esperimenti dell'Officina dei giochi e degli esperimenti allestita dal Comitato Scienza Società Scienza al Cagliari FestivalScienza.
Andrea Mameli, 7 novembre 2008.
Per approfondire:
- Una mostra interattiva: La scienza in altalena (Centro La Lucertola, via Romolo Conti 1 Ravenna).
- Un libro: La Scienza in altalena, Costruire fantastici giocattoli scientifici (Editoriale Scienza, 200) di Gioacchino Maviglia.

06 novembre 2008

Fumetti e Cartoni del Mediterraneo

Rassegna internazionale fumetti Nuoro 14-21 novembre 2008 Prima Rassegna internazionale fumetti Nuoro 14-21 novembre 2008. Centro Culturale Polivalente, via Roma, Nuoro MOSTRE MOSTRE (COMICS IN ELLÁS: Il fumetto greco contemporaneo, a cura di Bepi Vigna e Aris Malandrakis. SATIRA ANTITALIANA NELLE CARTOLINE E NELLA STAMPA GRECA DEGLI ANNI QUARANTA, a cura di Bepi Vigna e Aris Malandrakis, in collaborazione con l’Archivio Storico e Letterario Greco di Atene, diretto da Manos Haritatos. Verrà presentato per la prima volta in Italia, il cortometraggio “Il duce raconta… come lui conquistò la Grecia”, primo film d’animazione realizzato in Grecia negli anni Quaranta da Stamatis Polenaki. FERENC PINTER GRAFIKUS, a cura di Pietro Alligo, Bepi Vigna e Alberto Gedda. In esposizione una selezione di opere originali di uno dei più grandi maestri dell’illustrazione contemporanea, autore, tra l’altro, delle splendide copertine dei libri di Grazia Deledda editi da Mondadori. NUVOLE SARDE, a cura dell’Ass. Culturale Hybris-Centro Internazionale del Fumetto di Cagliari. Esposizione di tavole a fumetti di Otto Gabos, Stefania Costa, Emanuele Mureddu), DIBATTITI e CONFERENZE (Universo graphic novel, in collaborazione con l’agenzia letteraria Kalama. Incontro dibattito con lo scrittore e disegnatore Francesco Carofiglio per discutere sul rapporto tra letteratura e fumetto. Partecipano Bepi Vigna e Otto Gabos).

05 novembre 2008

Giulio Giorello, scienza è violare il senso comune (L'Unione Sarda 5 novembre 2008)

giorello cagliari
L’epistemologo ha aperto ieri mattina a Cagliari il FestivalScienza 2008
Una testa di capelli bianchi e due occhi azzurri pieni di simpatia verso il mondo. No, non è Giulio Giorello, il filosofo della scienza (e matematico) protagonista ieri mattina all’Exmà di Cagliari della prima giornata del FestivalScienza 2008. È Carlo Bernardini, fisico leccese di fama internazionale, componente della commissione ministeriale per lo sviluppo della scienza. In attesa del suo intervento (“Può crescere una democrazia senza competenze tecniche e scientifiche?”), in programma stasera, se la cava con una battuta: «Quanto sono contento che Giorello faccia una conferenza dal titolo “La scienza come dialogo delle culture”!. L’avessi detto io sarebbe stata l’ennesima dimostrazione dell’arroganza dei fisici». E poiché i fisici «sono anche pedanti» chiude con una preghiera agli studenti presenti: «Trasferite quello che sentite a un centinaio di persone. Qui dentro ci sono a occhio due milionesimi della popolazione italiana, se raccontate quello che raccogliete passiamo a due decimillesimi. Un dato che comincia a essere vagamente significativo...».
È ironico il professore, che più tardi esalterà l’intelligenza naturale dei bambini (contro l’ineffabile stupidità degli adulti). Ed è, a parità di ironia, meno amaro del collega cagliaritano Franco Meloni, direttore del Dipartimento di Fisica e vice presidente del Crs4, che ricorda come in tempi bui fossero i monasteri a custodire e trasmettere la cultura. «Ora avviene il contrario. Cerchiamo di uscire dalle torri universitarie per occupare (no, non si può dire) per vivacizzare le piazze. Assurdo dirlo nel 2008, ma ci sembra che ce ne sia bisogno, che ci sia bisogno di dire che la cultura scientifica è utile, che l’innovazione e lo sviluppo fanno bene alla nazione, che fare ricerca è produttivo anche economicamente non solo ecologicamente. Insomma, dobbiamo rispondere se siamo abbastanza democratici, intelligenti, utili, e continuiamo perché il nostro destino finché i tempi non cambieranno sarà sempre quello di portare la cultura».
È quello che fa egregiamente da molti anni l’associazione “Scienzaculturascienza”, che ha in Carla Romagnino uno dei rappresentanti più efficienti ed entusiasti. È proprio lei ad aprire il Festival, a sottolineare la crescita d’interesse del pubblico dei media e degli enti sostenitori, ad annunciare la volontà di coinvolgere il pubblico sul tema del dialogo tra scienza e società, dei legami forti tra scienza e musica, letteratura, arte, sport, ma anche su temi sociali e politici: il disagio giovanile, l’energia, la necessità della conoscenza per la crescita della democrazia. «Celebriamo la ricchezza e la varietà della cultura scientifica nei suoi collegamenti con la nostra vita e quella della società».
Varietà che torna, in tutte le sue sfumature, nel lungo, appassionato intervento di Giulio Giorello. L’allievo di Ludovico Geymonat, l’autore di tanti libri nei quali mostra il suo garbato scetticismo, esordisce con «un sentite bene là in fondo?» e già questo approccio parla di lui. Grande amante dei fumetti, prende esempio da un fumetto che ha appena notato, nelle sale dell’Exmà. Disegnato da Fabrizio Piredda con testi di Andrea Mameli, mostra due bambini che rompendo una lampadina e vedendo lo spettro newtoniano dei colori scoprono che la luce non è bianca. «Vedere questo aspetto profondo della luce non è facile, ha richiesto la rottura della lampada. Sapete che cosa significa questo? Che le nostre percezioni del mondo vanno spesso integrate con idee che non sono sempre alla portata di tutti, ma richiedono fatica». Bisogna violare il senso comune per far strada alla scienza, dice il professore agli studenti che seguono ogni sua parola. «Occorre fatica, e tensione concettuale. Solo così (e cita Hebb, Hume, Thomas Payne, Galileo) si giunge al sentire comune di una collettività che si riconosce nelle scoperte scientifiche».
Esalta il ruolo della comunicazione tra la scienza e le altre espressioni dell’intelligenza umana, Giorello, prende a esempio di grandi comunicatori Galileo, Newton, Darwin, Einstein, maestri capaci di servirsi anche del banale aneddoto per farsi capire. Affronta il tema del rischio dell’impresa scientifica, sottolinea l’importanza delle conquiste scientifiche che legano mondi diversi, ribadisce la positività dei dubbi degli scienziati. È dai dubbi che nascono nuove certezze.
«La funzione della controversia, lo scontro delle idee, la diversità intellettuale, il fatto che una immaginazione può essere diversa, tutta questa differenziazione è un bene, non un male, una ricchezza, un’occasione. La pluralità delle idee arricchisce l’impresa scientifica».
Quanto all’eresia della scienza, (che poi è l’ uncommon sense a lui così caro), «è la capacità della ragione di esercitare le proprie scelte senza che ci sia una autorità esterna che ci dica cosa dobbiamo fare». Dalla sfera sociale alla sfera privata: «Dobbiamo chiederci», ammonisce, «se questa autonomia non sia da estendersi anche alla vita personale: scegliere il modo di vivere, di sposarsi, di morire. Deplorevole relativismo? Per me non è così. C’è chi crede che chi ha un contatto privilegiato con la Verità possa decidere per tutti gli altri. Questo non avviene nell’impresa scientifica».
Ma non significa che tutto equivale a tutto! Anzi, è l’esatto contrario: se è vero che tutto ciò che è provato è stato immaginato non è vero che tutto ciò che è stato immaginato è stato provato. Ecco allora perché è importante l’esperienza, perché rompere metaforicamente la lampada per vedere che cosa è la luce è importante quanto l’ideazione dell’impresa.
Ma bisogna avere il coraggio di farlo. «C’è chi chiama questo coraggio “accanimento epistemologico”, eppure senza la sperimentazione continua non avremmo avuto Galilei, Newton, Darwin. Senza l’accanimento sperimentale non saremmo liberi come siamo. È questa la grande ricchezza della scienza, che va avanti usando i sensi e le macchine, sperimentando».
«Sapete che cosa diceva Francesco Bacone?», chiede ancora Giorello. «Che più che i tomi di Aristotele hanno cambiato il mondo la scoperta della polvere da sparo, della stampa e della bussola. Io aggiungo lavatrice, lavapiatti, calcolatore tascabile. La natura dell’impresa scientifica è un grande cammino di idee ma non solo».
Elogia la concretezza della verità (con la v minuscola), il professore. «Siamo macchine che interagiscono con macchine: e non abbiamo bisogno di pensare a una grande mente incorporea e immateriale. Anche la mente è un’attività dei nostri corpi. Ed è capace di interagire con il mondo non perché sia stata stata progettata da qualcuno, ma perché viene da un lungo, tormentato processo evolutivo».
Pone in primo piano il ruolo di una cultura scientifica che non si identifichi con una religione, un gruppo etnico, ma sia aperta a qualunque virtuoso voglia impossessarsi dei segreti della natura.
È l’antico programma della Royal Society, è il programma di qualunque impresa scientifica non bloccata da differenziazioni di settarismo. È la democrazia, l’impresa scientifica di civilizzazione nel senso più ampio del termine. «Le idee eccellenti sono tutte difficili quanto rare», dice citando Spinoza. «Ma la verità concreta è un progetto per il futuro. Una maggiore comprensione del mondo aumenta il nostro potere». E per quanto costi la scienza, ammonisce, «costa meno di quanto non sia costato imporre con la forza la propria religione, o la democrazia».
Il professore ha quasi concluso il suo appassionato excursus nel mondo della scienza: oltre l’esaltazione della multiculturalità, oltre l’importanza di una seria educazione scientifica nelle scuole («non la vedo in Italia, purtroppo»), resta l’elogio finale della perfezione dell’uomo: una macchina lenta, imprecisa, «ma capace di giocare sui margini».
MARIA PAOLA MASALA
5 novembre 2008
L’Unione Sarda - Cultura – pagina 43

04 novembre 2008

Anche fumetti al Cagliari FestivalScienza (4 novembre 2008)

scienzAfumetti
scienzAfumetti
scienzAfumetti
Cagliari, 4 novembre 2008, inaugurazione del Cagliari FestivalScienza 2008. Giulio Giorello alla mostra scienzAfumetti. Allestita da Gianni Atzeni nella sala della Terrazza (Centro Culturale Exmà)

Un mese di incontri per divulgare i misteri della natura (L'Unione Sarda, 3 novembre 2008)

giorello unione sarda L’Unione Sarda
Cultura – pagina 55
All'Exmà Il Festival della scienza
Un mese di incontri per divulgare i misteri della natura

Sull'esempio di quanto accade in molte città europee (in Itali Bergamo, Genova e Perugia) anche Cagliari avrà finalmente un grande evento dedicato alla comunicazione della scienza. Numerose iniziative divulgative per ogni fascia d'età e estrazione culturale si terranno all'Exmà da domani al 29 novembre. Organizzato dal comitato “Scienza Società Scienza”, attivo dal 2000 con eventi e laboratori divulgativi, il primo “Cagliari FestivalScienza” sarà inaugurato domani alle 11 dal filosofo Giulio Giorello (“La scienza come dialogo tra le culture”). Seguiranno alle 16 le animazioni dedicate alla “Fisica del volo” per i bambini delle scuole elementari, curate da Giancarlo Cappellini (Università di Cagliari) e alle 17 la conferenza di Andrea Frova (Università La Sapienza di Roma) sul tema “Musica e scienza da Pitagora alle neuroscienze”.
Di particolare interesse anche gli spettacoli teatrali, i seminari e i dibattiti. Ma la particolarità della manifestazione risiede nell'unire agli appuntamenti da vedere e da sentire anche alcuni laboratori nei quali diviene possibile toccare con mano la scienza: “Biologia e società: da Pasteur all'amplificazione genica”, “Fisica e sport: l'uomo, l'atleta, lo spazio e il tempo”, “Matematica e società: numeri e forme intorno a noi”, “Chimica e letteratura”, “Fisica e suoni”, “L'officina dei giochi e degli esperimenti”. E ancora, la mostra dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare: “I primi istanti dell'universo”, il plastico del radiotelescopio di San Basilio a cura dell'Istituto nazionale di Astrofisica, le attività ludiche proposte da Laboratorio Scienza Srl (“Le proprietà dei materiali: giochi da vedere e da toccare”) e Ecotimè Snc (“Dalla formazione dell'acqua alla macchina a idrogeno”) ed i café scientifici in programma ogni domenica, dal 9 al 30 novembre, alle 10 e 30 al bar dell'Exmà.
Alla presentazione della manifestazione Carla Romagnino (presidente del comitato “Scienza Società Scienza”) ha sottolineato la vastità del programma - disponibile nel sito scienzasocietascienza.eu - «curato da persone innamorate della scienza» a fronte della «scarsità di fondi a disposizione». Eppure tutte le attività di questo genere attraggono sistematicamente un pubblico numeroso e attento, a dimostrazione della bontà della formula. Una sensibilità diffusa che ha però bisogno di allargare ancora il proprio spettro d'azione, come ha sottolineato Roberto Crnjar, preside della facoltà di Scienze, «magari con la creazione di una struttura stabile, per la divulgazione, come un moderno Centro della Scienza, in presenza di altri segnali molti incoraggianti, come l'aumento delle iscrizioni ai corsi di laurea scientifici e l'iniziativa dell'Università di Cagliari, dell'Istituto nazionale di Astrofisica, del CRS4 e dell'Ordine dei giornalisti di far nascere un Master in Comunicazione della Scienza».
Se l'Italia è 23esima, su trenta Paesi che compongono l'Ocse, per spesa in ricerca e sviluppo (con un misero 1,1 per cento del Pil dedicato alla scienza) si comprende l'importanza di manifestazioni come queste anche sul piano culturale.
ANDREA MAMELI