16 marzo 2009

Caccia ai segreti del Pianeta Vivente (L'Unione Sarda, 16 marzo 2009)

goce unione sarda Le missioni spaziali evocano la scoperta di nuovi mondi e l’esplorazione dell’universo distante. Ma oggi, se è vero che del nostro pianeta non sappiamo ancora tutto, la Terra diviene il nuovo obiettivo di ricerca. Con questa la motivazione l’ESA (ente spaziale europeo) ha pianificato una serie di missioni di osservazione: il programma Pianeta Vivente (Living Planet).
Oggi (lunedì 16 marzo) è previsto il lancio del nuovo satellite dell'Agenzia spaziale europea GOCE (Gravity Field and steady-state Ocean Circulation Explorer). Il decollo del lanciatore Rockot è fissata per le 15.21 (ora italiana) dallo cosmodromo di Plesetsk, 800 chilometri a nord di Mosca. Le attività preparatorie per il lancio erano state interrotte già il 7 settembre a causa di un’anomalia riscontrata in una delle unità del sottosistema di pilotaggio e navigazione del lanciatore.
Il satellite GOCE è stato progettato per ricavare dati di elevata precisione e con alta risoluzione spaziale: otterremo una conoscenza dettagliata del campo gravitazionale del nostro pianeta. La sonda ci aiuterà a capire la forma e la consistenza delle radici delle montagne, l’origine di eventi sismici e la distribuzione delle anomalie nel campo gravitazionale terrestre.
Questa missione spaziale, che durerà due anni, è la prima ad applicare il concetto di gradiometria: l’analisi della differenza di accelerazione gravitazionale di masse di prova all’interno di un satellite, su principi simili a quelli utilizzati da Loránd Eötvös, il quale, all’inizio del 1900, sviluppò la “bilancia a torsione”, con il quale era in grado di osservare gradienti di gravità orizzontale locale. La sonda europea sfrutta il principio della gradiometria e il tracciamento da satellite a satellite relativo alla costellazione di satelliti GPS. Lo strumento principale di GOCE è composto da tre accelerometri combinati: tre molle disposte perpendicolarmente una all’altra a formare sei braccia, cui sono appese sei piccole masse identiche. Lo strumento, al cui sviluppo ha contribuito anche l’industria italiana, è sensibile a variazioni di lunghezza di un centesimo di Angstrom: ovvero il diametro medio di una molecola d’acqua.
L’obiettivo di GOCE, la misura accurata del campo gravitazionale terrestre, è più vicino alla nostra percezione di quanto possiamo immaginare, essendo responsabile della forza di gravità terrestre che determina il peso di ciascuno di noi. Il peso di una persona dipende dalla latitudine e dalla distribuzione delle masse terrestri nelle immediate vicinanze. Per esempio, posso constatare che il mio peso, misurato con una bilancia situata sopra le grotte sotterranee di Cagliari, è inferiore rispetto a quello che misurerei portanto la stessa bilancia sopra un giacimento di ferro.
Il satellite GOCE è lungo cinque metri, pesa una tonnellata ed è costato 340 milioni di euro. Osserverà la Terra volando a una quota insolitamente bassa, 250 chilometri dal suolo, per misurare le variazioni della forza di gravità della Terra, con una precisione senza precedenti.
In Italia la missione sarà seguita dal centro ESA di Frascati, dove si riuniranno ricercatori e giornalisti. Immagini e informazioni aggiornate nel portale dell’agenzia spaziale europea: www.esa.int
ANDREA MAMELI

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