14 novembre 2010

Quattro cyberpassi nel futuro prossimo (di Manuela Vacca, L'Unione Sarda, 13 novembre 2010)

I ricercatori del Crs4 sfatano falsi miti e luoghi comuni sotto gli occhi degli studenti
«Giornalmente abbiamo ricevuto prenotazioni tra i milleduecento e i millecinquecento studenti, mentre gli altri visitatori, curiosi o semplici appassionati sono stati circa duecento al giorno». Carla Romagnino, a capo dell'organizzazione del FestivalScienza di Cagliari, traccia un primo bilancio nella giornata conclusiva di ieri, iniziata alla volta dei segreti della matematica e conclusasi con i misteri del cielo parzialmente svelati dal Sardinia Radio Telescope e con la magia della scienza. Meraviglia per i più piccoli, grazie alle tante occasioni dei svariati laboratori e degli spettacoli.
I più grandi hanno partecipato anche agli incontri con i professionisti delle varie discipline. Ieri i ragazzi delle scuole superiori avevano domande da fare, a conclusione dell'incontro con Alessandro Bulfone del Crs4 sul tema del genoma umano. Siamo quasi identici per il 98,8 per cento. «È lo 0,2 per cento che ci fa diversi, che ci rende unici e irripetibili. Solo lo 0,2 ma è un miracolo per il quale ci dobbiamo rispetto e dignità unica», le parole di Alessandro Bulfone, esperto in genetica molecolare. Sa che ogni gene è finemente regolato: una banale de-regolazione dell'accensione e dello spegnimento del singolo gene può provocare gravi danni e tutte le malattie si basano sul malfunzionamento di cellule.
SORPRESA A parlare di mutazioni si scopre che gli essere umani di pelle chiara hanno subìto una mutazione, a differenza di quelli di pelle scura. «I veri mutanti siamo noi», la battuta che provoca ilarità e stupore sornione tra il pubblico, un piccolo colpo di scena che spazza via un paio di luoghi comuni e di bio-inesattezze.
«La ricerca è un mestieraccio mal pagato con poche soddisfazione. Ma una piccola soddisfazione nella vita ripaga il lavoro», osserva il ricercatore. Gliene arriva immediatamente una da parte di una studentessa. Una domanda che lui giudica pubblicamente straordinaria: «Siccome le cose stanno cambiando, vorrei conoscere la legislazione italiana sulle cellule staminali».
Bisogna sfatare i miti: le cellule staminali non possono generare nuovi individui. Fa danni la paura per ignoranza, dove ignoranza significa non conoscenza.
«Il web è morto?», si chiede nel successivo intervento un altro ricercatore del Crs4, Davide Carboni, percorrendo una carrellata dei nomi della Rete, da Vint Cerf , inventore dei protocolli alla base di Internet, Tim Bernard-Lee, Brin e Page artefici di Google, e Zuckerberg, celebre per il social network Facebook.
Classe 1984, quest'ultimo. «Chi è nato negli anni Ottanta può essere protagonista oggi», considera Carboni. Dall'invenzione della scrittura verso il futuro in cui trilioni di oggetti di uso quotidiano si connetteranno al web. Uno scenario che presenta i rischi di un impatto distruttivo nelle nostre vite. Ma pure nuove opportunità per coloro che saranno in grado di organizzare, filtrare, personalizzare, aggregare, visualizzare e distillare tanta informazione.
IL WEB-VIGNETO Affascinante l'illustrazione di un pregiato vigneto sardo monitorato da una rete di sensori wireless sviluppata al Crs4 che manda le informazioni via Twitter.
Altra tecnologia, la potenza della tecnologia. Gli oggetti del web sono tantissimi. Ormai tutti conoscono il gps, che permette di tracciare un oggetto con le coordinate. E RFid, un'etichetta elettronica diventata oggi microscopica, come esempio di tecnologia abilitante.
Si diffondono sempre più gli smartphone, veri e propri computer. «Il web degli oggetti è già a scaffale, cioè si può comprare e l'elenco è lungo». Forse non si sentiva il bisogno di avere una bilancia elettronica collegata a Facebook per informare gli amici se stai seguendo la dieta. Consumismo. «Non è vero che sicurezza e privacy sono valori in contrapposizione», una delle lezioni della scienza. Buono a sapersi.
MANUELA VACCA

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