15 febbraio 2011

La chimica, la fisica e i colori di van Goghh

Un grande enigma risolto dopo 200 anni, una scoperta scientifica di rilievo, un notevole passo avanti per le tecniche di restauro. Con tutte le suggestioni che accompagnano i "misteri" connessi con arte e scienza questo dei colori sbiaditi di van Gogh conquista titoli sulle riviste di tutto il mondo. All'origine di tutto c'è un articolo scientifico pubblicato pochi giorni fa sulla rivista dell'American Chemical Society: Degradation Process of Lead Chromate in Paintings by Vincent van Gogh Studied by Means of Synchrotron X-ray Spectromicroscopy and Related Methods (Analytical Chemstry, 2011, 83, pp 1224–1231. Publication Date: February 14, 2011)
van gogh
Un gruppo di ricercatori coordinato da Koen Janssens (Università di Anversa) e Letizia Monico (Università di Perugia) ha scoperto che a sbiadire i quadri di Van Gogh è una reazione di riduzione chimica che colpisce il giallo. E la reazione, come accade normalmente per i colori artificiali, è innescata dalla luce solare. Invecchiati alcuni piccoli campioni prelevati da due tele di Van Gogh (con raggi ultravioletti, per 500 ore) i ricercatori hanno osservato che solo in uno dei due si manifestava il tipico inscurimento. Colpito il campione con un sottile fascio di raggi X i ricercatori hanno scoperto la causa dellinscurimento: una reazione di riduzione chimica del cromo da Cr(VI) a Cr (III). In altre parole il Cromato di piombo (PbCrO4) si degrada e diventa Ossido di cromo (Cr2O3 - 2H2O).
Precedenti studi (Advanced X-ray analysis reveals a portrait below the painting of a landscape, 2008) avevano mostrato altri aspetti non visibili delle opere di van Gogh.
2008

3 commenti:

Antonio De Robertis ha detto...

IL VIZIO DELLA SOLITA DOPPIA DISINFORMAZIONE

Già alcuni mesi fa lamentavo nei blog il fatto che i principali mezzi di (dis)informazione segnalavano il furto al Cairo di un quadro di Van Gogh accompagnando il testo con la foto di un altro quadro(giudicato oltretutto da tempo non autografo dai massimi studiosi al mondo) che si trova in un museo negli USA.Ora devo purtroppo ripetermi perchè il Corriere della Sera,la Stampa e altri giornali e blog annunciano in articoli molto documentati come l’alterazione del giallo di cromo verso il marrone si manifesti di più nella versione dei girasoli del museo Van Gogh rispetto a quella della National Gallery di Londra e poi allegano invece la fotografia della terza versione di Tokio(oltretutto stampata al rovescio!) senza ricordarsi che questo quadro è chiacchierato negli ambienti internazionali da più di 15 anni,da quando il sottoscritto ne denunciò la falsità in un memorabile articolo apparso proprio sulla terza pagina del Corriere della Sera del 27 gennaio 1994.Nei girasoli di Tokio il giallo tiene meglio perchè Gauguin,che ne è stato il vero esecutore(vedi mio blog www.vangoghiamo.altervista.org ),usava acquistare colori di qualità migliore di quelli di Van Gogh.Ora vi chiedo: per Van Gogh è più dannosa questa totale disinformazione o l’alterazione del giallo di cromo?Lascio a voi decidere.

Andrea Mameli ha detto...

Non ho capito dove si trova la disinformazione (doppia per giunta!)...
La foto è tratta dal lavoro degli autori del paper:
http://www.vangogh.ua.ac.be/


This illustration shows how X-Rays were used to study why van Gogh paintings lose their shine. Top: a photo of the painting "Bank of the River Seine" on display at the van Gogh Museum, divided in three and artificially coloured to simulate a possible state in 1887 and 2050.
Bottom left: microscopic samples from art masterpieces moulded in plexiglass blocks.
Bottom right: X-ray microscope set-up at the ESRF with a sample block ready for a scan.
Centre: an image made using a high-resolution, analytical electron microscope (EMAT – University of Antwerp) showing affected pigment grains, and how the colour at their surface has changed due to reduction of chromium.

The scale bar indicates the size of these pigment grains.

Credit: ESRF/Antwerp University/Van Gogh Museum

Anonimo ha detto...

Il fatto che un' opera d' arte invecchi ed acquisisca una patina omogenea non è un difetto, indubbiamente da distinguersi con lo sporco...
Sarebbe errato voler metter mano al dipinto alterando o cancellando le impercettibili velature... è errato parlare dei soldi spesi per i colori rispetto ad altri, il colore di Van Gogh al di là della tecnica potrebbe essere artigianale sulla base di pigmenti puri e macinati perfettamente.
Trovo interessante lo studio del gruppo di ricercatori anche se spenderei meglio il tempo a ricercare le opere disseminate e disperse di Van Gogh. E' grave invece dichiararsi esperti d' arte ed avere profonde lacune sull' iconografia delle opere eseguite. Esiste ancora troppa disinformazione sulle opere di Van Gogh ne è corretto
parlare solo delle opere famose perchè a quanto pare oggi emergono solo i grandi capolavori... mentre le altre centinaia mancano di cultura.... una tiratina di orecchi non farebbe poi male.

Jeanne