04 settembre 2011

Musica e memoria, nuove indicazioni da uno studio australiano sulle demenze.

brain piguet Alzheimer Perché le persone malate di Alzheimer dimenticano nomi, parole e concetti mentre possono ricordare le informazioni se queste giungono alle loro orecchie sotto forma di canzone? Partendo da questo interrogativo, basati sui loro studi, i ricercatori del Neuroscience Research Australia (centro coordinato da Olivier Piguet) hanno chiesto a 27 volontari affetti da demenza (14 Alzheimer e 13 di demenza semantica) e 20 sani di ascoltare 60 brani musicali. La metà dei motivi nusicali erano di quelli più conosciuti, come Happy Birthday e Jingle Bells, ascoltati in ordine casuale, mentre altre 48 registrazioni erano non erano altro che rumori ambientali.
Lo studio, coordinato da John Hodges e dallo studente di dottorato Sharpley Hsieh, mostra che le persone affette da demenza semantica hanno avuto maggiori difficoltà a identificare motivi celebri rispetto ai malati di Alzheimer. Mettendo a confronto le regioni del cervello danneggiate dalle rispettive patologie è stato relativamente semplice individuare l'area deputata alla memoria musicale nei due gruppi di soggetti malati. I ricercatori autraliani, nel loro articolo pubblicato su 'Brain' il 31 agosto 2011, sospettano che il lobo temporale anteriore destro sia coinvolto nel riconoscimento dei brani celebri. Nello studio del 2006 il lobo temporale anteriore destro era identificato come il responsabile del nostro modo di capire concetti e parole.
D'altro canto le osservazioni con la Risonanza Magnetica mostrano che il lobo temporale anteriore destro risulta gravemente danneggiato nella maggior parte delle persone con demenza semantica, nel qual caso le persone riesco a parlare fluentemente ma senza ricordare i concetti astratti e i nomi di oggetti e persone. Secondo Olivier Piguet lo studio fornisce nuove opportunità di affrontare le problematiche legate alla memoria e queste indicazioni "potrebbe rivelarsi utili anche nel rapporto quotidiano con parenti e assistenti".
Andrea Mameli, 4 settembre 2011
[La figura in alto a sinistra: A) mostra il restringimento delle aree del cercello nei pazienti affetti da demenza confrontate con i cervelli di individui sani; B aree del cervello importanti per il riconoscimento di brani famosi (rosso), facce di persone famose (blu), suoni (giallo) e nomi di oggetti (verde)]


Neural basis of music knowledge: evidence from the dementias (Brain, 21 August 2011) by: Sharpley Hsieh, Michael Hornberger, Olivier Piguet, John R. Hodges.
Summary
The study of patients with semantic dementia has revealed important insights into the cognitive and neural architecture of semantic memory. Patients with semantic dementia are known to have difficulty understanding the meanings of environmental sounds from an early stage but little is known about their knowledge for famous tunes, which might be preserved in some cases. Patients with semantic dementia (n = 13), Alzheimer's disease (n = 14) as well as matched healthy control participants (n = 20) underwent a battery of tests designed to assess knowledge of famous tunes, environmental sounds and famous faces, as well as volumetric magnetic resonance imaging. As a group, patients with semantic dementia were profoundly impaired in the recognition of everyday environmental sounds and famous tunes with consistent performance across testing modalities, which is suggestive of a central semantic deficit. A few notable individuals (n = 3) with semantic dementia demonstrated clear preservation of knowledge of known melodies and famous people. Defects in auditory semantics were mild in patients with Alzheimer's disease. Voxel-based morphometry of magnetic resonance brain images showed that the recognition of famous tunes correlated with the degree of right anterior temporal lobe atrophy, particularly in the temporal pole. This area was segregated from the region found to be involved in the recognition of everyday sounds but overlapped considerably with the area that was correlated with the recognition of famous faces. The three patients with semantic dementia with sparing of musical knowledge had significantly less atrophy of the right temporal pole in comparison to the other patients in the semantic dementia group. These findings highlight the role of the right temporal pole in the processing of known tunes and faces. Overlap in this region might reflect that having a unique identity is a quality that is common to both melodies and people.

Researchers find location of 'Waltzing Matilda' in the brain (Neuroscience Research Australia)

Piguet
Oliveri Piguet

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