27 settembre 2011

Se la caffettiera parla con un coniglio: è il paradigma di Paraimpu. Social tool e fantasia.

Pintux Un Web fatto di tanti oggetti, una rete quasi pensante e dotata di connessioni semi-autonome: sono cose possibili o solo futuribili? Come si possono fare interagire apparati e sensori? Che cosa è Internet degli oggetti? Per cercare di rispondere a queste domande ho interpellato Antonio Pintus, informatico e ricercatore del CRS4 (Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna). Antonio è co-autore, insieme a Davide Carboni e Andrea Piras, di un'applicazione chiamata Paraimpu.
All'interno del CRS4 Antonio Pintus, Davide Carboni e Andrea Piras fanno parte del gruppo LBS: Location and Sensor based Services che si occupa dell'integrazione di tecnologie mobili e geolocalizzazione per l'estensione di internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti (Internet of things) con lo scopo di costruire nuovi servizi per le "future applicazioni" nei settori del turismo, dell'intrattenimento e della domotica.
Antonio cos'è Paraimpu?
«Paraimpu è un social tool disponbile sul Web che consente di connettere, inter-connettere, usare e condividere oggetti, cose, servizi fisici e virtuali nel contesto del Web of Things. Paraimpu è il frutto delle sperimentazioni di ricerca in quel campo di Antonio Pintus, Davide Carboni e Andrea Piras del gruppo LBS del CRS4. Con Paraimpu, le persone ora possono connettere i propri oggetti al Web e stabilire delle connessioni tra essi mettendoli in comunicazione. E' sufficiente che queste cose, questi oggetti, siano "smart" abbastanza da poter comunicare in Rete utilizzando i protocolli del Web (in pratica HTTP)». Paraimpu
Quali sono gli ingredienti?
«Non solo oggetti fisici come Arduino board, sensori, Chumby, Karotz e altre diavolerie elettroniche, ma anche "oggetti" virtuali già presenti sul Web: social network come Facebook, Twitter o Foursquare, per esempio, piuttosto che API, RSS feed, software e linguaggi per workflow artistico/musicali come Max/MSP, Quartz Composer, Processing, ecc...».
Ha tutta l'aria di essere uno squisito minestrone digitale?
«Possiamo dire che Paraimpu permette la realizzazione di mashup tra cose connesse sul Web, che siano oggetti fisici o virtuali connettendole tra loro. Ciascuna connessione può essere efficacemente configurata per realizzare delle trasformazioni o filtraggio dei dati, indispensabili in un ambiente così eterogeneo come il Web degli Oggetti».
Possiamo fare qualche esempio?
«Possiamo connettere un sensore di temperatura al nostro Facebook in modo che venga scritto sulla nostra bacheca un messaggio quando la temperatura rilevata supera, per esempio, i 30 gradi Celsius. Ma lo stesso sensore potrebbe essere poi connesso in maniera indipendente all'impianto di condizionamento d'aria per raffreddare l'ambiente sempre quando tale condizione è soddisfatta. Ancora, un sistema di rilevamento del consumo elettrico potrebbe essere connesso e configurato in modo che gli elettrodomestici con consumi più alti non si accendano mai contemporaneamente o che automaticamente il sistema informi l'utente quando il consumo di energia elettrica supera una certa soglia, per esempio mediante un Tweet o un messaggio sul display del suo Chumby. Paraimpu Inoltre, posso connettere Twitter alla mia installazione artistica interattiva e fare in modo che il suo comportamento venga modificato quando qualcuno nel mondo scrive un tweet con un particolare hashtag, tweet che poi può essere letto dal mio Karotz, il coniglio smart, al quale la mia “smart-caffettiera” potrebbe comunicare quando il caffè è pronto in modo che io possa essere vocalmente allertato. Insomma, spazio alla fantasia. L'unico limite nell'utilizzo di Paraimpu è proprio la fantasia».
Ma Paraimpu ha anche una dimensione sociale?
«Le persone possono condividere i propri oggetti con le altre persone, realizzando così un vero e proprio Web of Things sociale. Per esempio, se ho connesso a Paraimpu un complicato o delicato dispositivo elettronico che effettua delle misurazioni particolari sulla qualità dell'aria della mia città, perché non poter condividere i dati da esso prodotti con le altre persone che magari ne necessitano la fruizione? In questo modo si raggiunge anche l'effetto di evitare una duplicazione di un oggetto e degli stessi dati nel sistema. Meno doppioni = meno sprechi = green consumption».
Mi piace! Ma è semplice da usare?
«Paraimpu fornisce agli utenti sia la flessibilità di un sistema che permette di connettere al Web qualsiasi "oggetto" custom costruito dagli utenti stessi e con il massimo della libertà nella loro configurazione, sia componenti già pronti all'uso, orientati a tipologie di oggetti ben note: Arduino, Chumby, Karotz, Google calendar, Twitter, Pachube, Quartz Composer, ecc... Componenti con necessità di configurazione ridotta al minimo indispensabile. Attualmente Paraimpu è in versione alfa e man mano che lo sviluppo procede, anche grazie al feedback proveniente dai nostri utenti, stiamo cercando di semplificare il più possibile il suo utilizzo, ove possibile, naturalmente e sicuramente stiamo lavorando per renderlo sempre più completo e flessibile. Se qualcuno è interessato a provare il sistema e a diventare utente, batta un colpo! Pintux Paraimpu
Antonio, cosa vuol dire Paraimpu?
«Paraimpu è la versione Mogorese del termine in lingua sarda "Paralimpu", derivato dal termine in greco antico "Paranymphos" ed utilizzato per denotare una persona che agiva da intermediario per la "combinazione" di un matrimonio tra due persone. Abbiamo scelto il nome "Paraimpu" proprio per il suo significato di mediatore nella "connessione di entità"».
Ma cosa c'entra il THotel in tutto questo?
«Stiamo attivamente utilizzando Paraimpu per la connessione di oggetti anche molto eterogenei tra loro e i nostri utenti alpha (al momento circa 150) stanno usando e testando il sistema per la realizzazione delle più disparate applicazioni personali, connettendo tra loro cose, apparati elettronici e software anche condividendole con altri utenti. Una delle collaborazioni più piacevoli, interessanti e divertenti attualmente in corso è quella con gli artisti cagliaritani di Quit-Project che hanno realizzato una installazione permanente nell'alta torre circolare di vetro del Thotel, che domina la città. L'installazione consiste in 16 grandi LED RGB posti sulla sommità della torre, sia i colori che la loro frequenza come pure i gradienti vengono continuamente modificati mediante un workflow Max/MSP pilotato da Paraimpu in base ai dati provenienti da sensori geograficamente dislocati nel globo e che producono dati quali temperature, umidità, e altre informazioni. Insomma, nella sera l'effetto è piuttosto affascinante». T Hotel
Facciamo un passo indietro. A cosa può servire Paraimpu? O è una domanda che ha poco senso dato che domani si possono scoprire impieghi ora impensabili?
«Come si può evincere dai pochi esempi fatti sinora, Paraimpu può essere utilizzato in svariati campi applicativi del Web of Things: dal monitoraggio ambientale a scenari più prettamente ludici, alla domotica, all'entertainment, alle installazioni artistiche, come abbiamo visto. L'ingegno e la fantasia al potere!»
Ultima domanda: ma che cos'è questa Internet degli oggetti?
«In breve, l'Internet degli Oggetti rappresenta una (ulteriore) evoluzione dell'Internet così come dai più conosciuta. Evoluzione che intende una naturale inclusione di oggetti (di uso quotidiano) connessi e inter-connessi in rete. Andando oltre le classiche definizioni di IoT, che includono tecnologie di identificazione univoche degli oggetti come RFID, ecc… è interessante evidenziare lo sforzo verso l'integrazione degli oggetti utilizzando i diversi protocolli di rete oggi esistenti. Ancora, se tra i diversi protocolli consideriamo HTTP come quello di riferimento, andiamo verso quel (sotto)insieme dell'IoT noto come il Web of Things, dove questi oggetti diventano protagonisti del Web alla pari delle persone e dei siti, delle applicazioni, dei documenti, tutti accomunati da una sola lingua comune: i protocolli del Web. Parliamo non di uno scenario del futuro o di esperimenti geek, ma di una realtà già esistente: il Web degli Oggetti è ora e, seguendo lo slogan di Paraimpu: il Web degli Oggetti è qualcosa di più di cose connesse al Web, esso apre la strada a nuovi scenari, nuove applicazioni, come abbiamo visto, nuove prospettive. Il nostro sforzo, a livello di comunità globale operante nel Web of Things, è quello di rendere le nostre piattaforme e le nostre idee e tecnologie accessibili a tutti, un po' come quello che è successo con i social network e la loro ampia adozione».

Di Paraimpu ha parlato recentemente anche Postscapes, un aggregatore online e tracker dell'Internet of Things: IoT Interview Series: 5 questions with Antonio Pintus of Paraimpu. All'interno di Postscapes il Paraimpu Team è al 43° posto nella classifica TOP 100 degli Internet of Things Thinkers.
L'associazione culturale Quit-Project di Cagliari ha sperimentato un prototipo artistico basato su Arduino, controllato da Paraimpu e comandato a distanza per mezzo di Twitter.

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 27 settembre 2011

Le foto, autoscatto compreso, sono di Antonio Pintus

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