15 novembre 2011

Accenti spontanei, finti e patologici. Dove risiede l'interruttore della pronuncia?

La capacità di riconoscere gli accenti varia notevolmente a seconda della definizione con la quale si è in grado di percepire le differenti pronunce. Se ascolto una persona che parla in italiano spesso riesco a capire (o almeno provo a farlo) in che zona d'Italia vive. O meglio, dove ha vissuto nei primi anni. Mi confondo solo gli abruzzesi e i marchigiani. E se abita in Sardegna in molti casi riconosco l'area di provenienza. Credo di avere ereditato questo tipo di orecchio da mia madre, la quale a volte riusciva a distinguere il quartiere di Cagliari in cui una persona aveva imparato a parlare.
Ho riscontrato situazioni curiose ascoltando la pronuncia di emigrati italiani che vivono negli Usa: quelli partiti dall'Italia dino alla metà del secolo scorso hanno conservato un marcato accento regionale che si manifesta nel parlare italiano mentre la pronuncia inglese contiene una fortissima inflessione italiana. Viceversa molti di coloro che hanno varcato l'Atlantico negli ultimi decenni difficilmente svelano la loro provenienza. Ho perfezionato questo tipo di percezione da quando posso scegliere di vedere un film in lingua originale (esattamente dal 2000 grazie ai canali satellitari) e una delle cose che mi incuriosisce di più e sentire come viene reso l'accento italiano nel parlare in inglese da parte di atttori e attrici di madrelingua diversa dall'italica.
Quello della finzione è poi un campo particolarmente ambiguo: mi sembra emblematica la scelta di doppiare con accenti regionali i protagonisti che in lingua originale parlano un inglese con accento italiano. Questo effetto di riconoscibilità è accentuato dal fatto che altrimenti il doppiaggio è assolutamente neutro. Alcuni anni fa la pronuncia più diffusa era quella sicula. Recentemente si è reso necessario introdurre una molteplicità di accenti regionali, specie in film per bambini in cui compaiono protagonisti animali che usano le lingue degi umani.
Mi sono sempre chiesto dove risiede nel nostro cervello la regolazione degli accenti. C'è un interruttore che ci permette di inserire o togliere un accento? Nel caso degli attori, dei doppiatori e degli imitatori, siano essi impegnati in parti comiche o drammatiche, questi interruttori esistono eccome. Ho in mente il caso del mio maestro di recitazione, Elio Turno Arthemalle, la cui capacità di assumere un accento regionale o straniero nella lingua italiana (e in alcuni casi anche in sardo) è ormai proverbiale. Nel caso di Elio sarei proprio curioso di sapere cosa si accende e si spegne nel suo cervello quando passa dalla sua voce naturale a quella di uno dei quindici o sedici personaggi che interpreta dal 2006 nella trasmissione radiofonica quotidiana Buongiorno Cagliari (Radio Press) e da uno all'altro senza esitazioni.
Immagino che qualche risultato si otterrà dallo studio di una forma patologica di variazione degli accenti, la Sindrome da accento straniero. Un caso recente è quello di una donna di Glasgow, Debbie McCann, la quale dopo l'ischemia sofferta nel novembre 2010 è rimasta senza uso della voce alcune settimane, poi a ripreso a parlare con accento cinese e poi con spiccata pronuncia italiana. Questa sindrome colpisce persone vittime di traumi cerebrali, ictus o forti emicranie.
Uno dei primi casi documentati risale al 1941 e la donna norvegese che ne fu affetta (dopo un bombardamento) ne ricavò non poche seccature: aveva infatti sviluppato un accento tedesco e per questo venne considerata una spia.
Riuscirò a soddisfare queste mie curiosità grazie a risultati di ricerche scientifiche, non si sa quando.
Di una cosa però sono certo: con gli accenti non si può mentire. Nel senso che o una persona è in grado di emularli bene, come fa Elio o è uno dei 60 al mondo che hanno acquisito accenti stranieri per via dell'omonima sindrome, altrimenti non è assolutamente in grado di farlo in maniera credibile.
Chi ne sa di più mi aiuti.
La mia curiosità sugli accenti si sta acutizzando.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 15 novembre 2011

Nessun commento: